Il concetto di cultura della sicurezza è la tendenza del momento. È un termine che si è iniziato ad utilizzare quando si è compresa la necessità di investigare in profondità i grandi incidenti negli ambienti di lavoro, da Chernobyl a Piper Alpha, rendendosi conto che gli errori umani, le deviazioni procedurali e i guasti non erano sufficienti a descrivere ciò che era successo. La risposta a: “qui le cose si fanno così”.
La parola cultura è definita come ciò che concorre alla formazione intellettuale e morale dell’individuo e lo rende consapevole del suo ruolo nella società. La cultura della sicurezza – tanti sostengono – è lo strumento necessario per organizzare, in maniera sistematica la prevenzione e la protezione dei lavoratori dai rischi che possono incontrare sul luogo di lavoro. Declinando questo concetto secondo quello che ci riguarda, quindi, la cultura della sicurezza è un patrimonio misto, di sensibilità, competenze e di capacità tecniche. La sensibilità di considerare la protezione dei lavoratori un fattore primario nell’organizzazione del lavoro, la capacità di valutare i rischi, sapendo individuare le possibili fonti di pericolo e di sapere individuare le conseguenze che queste possono avere. È necessario, infine, padroneggiare le soluzioni tecniche qualificate per controllare i rischi. Si può quindi riflettere come i tre elementi che occorre controllare, afferiscano a tre ambiti profondamente distanti dell’esperienza umana.


Leggi l’articolo Cultura della sicurezza e consapevolezza sul numero 5/2021 di Igiene & Sicurezza del Lavoro
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