La persona giusta al posto giusto | HSE Manager Wolters Kluwer

La scelta del responsabile della funzione aziendale che si occupa di salute e sicurezza, RSPP o HSE manager, se si preferisce, ha una grande importanza sulla percezione dell’importanza di questo tema in azienda.

Per rendere chiaro a tutti la posizione di questo manager e il valore di quello che è chiamato a fare, è opportuno prestare attenzione a non diffondere, neanche inavvertitamente, messaggi informali che posano sminuire la sua posizione nei confronti degli altri dirigenti.

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Quanto è importante la segnaletica temporanea nei cantieri stradali? | Teknoring

L’apparato che il nostro Paese ha predisposto per la gestione dei lavori che si svolgono sulle piattaforme stradali è molto chiaro e di semplice applicazione. Il Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285 “Nuovo Codice della Strada” definisce gli indirizzi della tutela: secondo l’articolo 21 tutti i lavori che devono essere eseguiti sulle strade e sulle loro pertinenze devono essere autorizzati dal proprietario o dal concessionario della strada. Nell’ambito di quanto viene autorizzato, l’impresa esecutrice è responsabile per l’adozione e il mantenimento in perfetta efficienza, sia di giorno che di notte, di tutti gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità della circolazione.

Nai cantieri stradali che ricadono nel campo di applicazione del Titolo IV del Testo unico per la sicurezza, le modalità per “recinzioni, accessi e segnalazioni”, nonché le prescrizioni relativi ai lavori stradali e autostradali, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori nei confronti dei rischi derivanti dal traffico, devono essere inserite nel Piano di sicurezza e coordinamento, e il rispetto di queste prescrizioni verificato dal coordinatore per l’esecuzione.

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Guida sicura -> azienda sicura | Teknoring

Un infortunio stradale, sia esso in itinere, ovvero avvenuto sul percorso di andata o ritorno dal luogo di abitazione al lavoro, o capitato durante l’esecuzione delle attività lavorative, è un evento che danneggia la capacità di una organizzazione di perseguire i propri obiettivi esattamente come qualsiasi altro evento del genere, e come tale deve essere trattato. Secondo INAIL, il 58,5% degli incidenti mortali sul lavoro hanno visto il coinvolgimento di un mezzo di trasporto . 80.389 infortuni su 555.236 denunciati nel 2021 sono stati in itinere . Sono numeri che danno il senso dell’urgenza di un intervento.

Gli aspetti sui quali si può iniziare a lavorare sono quelli della formazione e della leadership visibile. Un buon corso di guida sicura, o, meglio, difensiva, può diventare un requisito fondamentale per autisti di mansione, ma anche rappresentanti di commercio o chiunque trascorra una parte rilevante del proprio tempo lavorativo alla guida. Un addestramento di questo genere, comunque, può essere un benefit interessante anche per lavoratori che non guidano per svolgere la loro attività, e questo può contribuire a diminuire le probabilità di incidenti in itinere, così come possono essere iniziative riconosciute dall’INAIL al fine di vedersi ridotti i premi assicurativi.

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I fondamenti di sostenibilità per le aziende | Teknoring

I risultati del passato sono sotto i nostri occhi: oltre due secoli di industrializzazione forzata, motivata dalla pervicace volontà dell’uomo di uscire dalla miseria che ha caratterizzato gran parte della sua esistenza su questo pianeta, hanno condotto sì ad un generale miglioramento delle condizioni di vita, ma a prezzo di devastazioni e conflitti. C’è il rischio che le guerre per fattori economici e ideologici degli ultimi due secoli, possano trasformarsi in futuro in conflitti per l’accesso e la gestione “sostenibile” delle risorse naturali? Che qualcuno decida di invadere un altro paese perché produce troppa anidride carbonica?

Chi sviluppa un’attività economica può trovare ostacoli, anche in buona fede, di natura economica, culturale e sociale, nell’affrontare questi temi. Una organizzazione più grande, cui fa riferimento tutto un territorio, può avere come obiettivo affrontare e vincere queste resistenze. La soluzione non può essere solo l’esecuzione di controlli, più o meno formali e rigorosi. Chi voglia sviluppare in senso realmente sostenibile le sue attività deve agire allo stesso livello in cui trova i problemi: economico, culturale e sociale. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istituto Centrale di Statistica, ISTAT, la dimensione media delle imprese nei settori dell’industria e dei servizi è di 3,8 addetti. È chiaro che un’azienda di queste dimensioni non ha la struttura per affrontare i temi non solo della sostenibilità, ma a volte anche della conformità.

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ESG chiama RSPP | Ambiente & Sicurezza

scritto assieme a Rita Somma, consulente H&S, sociologa del lavoro, e consigliere nazionale di Aifos

Molto spesso, tranne che nelle aziende più diligenti, i datori di lavoro e i dirigenti “abbandonano” al RSPP il presidio della gestione della sicurezza, informandolo poco sullo svolgimento dei processi che presidiano. Le conseguenze sono di fronte agli occhi di chi vuole vedere. La sicurezza diventa un ramo autoreferenziale dell’organizzazione , con l’obiettivo di una compliance che resta tutta sulla carta.

Eppure, quello del responsabile del servizio prevenzione protezione è un ruolo e interessante, anche se la norma lo sintetizza in soli sei punti. Miriade di potenziali fattori toccano trasversalmente competenze specialistiche di molteplici discipline: da quelle giuridiche a quelle tecniche a quelle umanistiche. E così nasce questa figura diventa per necessità un po’ giurista, un po’ ingegnere, ma anche biologo, sociologo, chimico, ergonomo, psicologo, esperto di sicurezza macchine e di organizzazione del lavoro e chi più ne ha più ne metta. Un RSPP deve saper anche leggere uno statuto, una delibera, la documentazione tecnica, autorizzativa e certificativa, nonché conoscere come funziona la struttura organizzativa e gerarchica, sapersi relazionare con molteplici soggetti, compresi gli organi ispettivi e molto altro.

Leggi l’articolo ESG chiama RSPP sul numero 10/22 di Ambiente & Sicurezza.

Lieferkettengesetz | HSE Manager Wolters Kluwer

Letteralmente “legge sulla filiera” è una norma della Repubblica Federale Tedesca che entrerà in vigore il primo gennaio 2023.

Sembra che questa sarà solo una prova generale per una prossima direttiva comunitaria. Un altro passo per conformare la produzione legislativa ai temi ESG.

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Intelligenza Artificiale per la gestione del personale, implicazioni sulla SSL e misure di prevenzione

Una recente ricerca di OSHA-EU, l’agenzia per la salute e la sicurezza sul lavoro dell’Unione Europea, ha voluto fare il punto su questa nuova tecnologia emergente con il rapporto Artificial intelligence for worker management: implications for occupational safety and health (Intelligenza Artificiale per la gestione dei lavoratori: implicazioni per la salute e la sicurezza sul lavoro). Si tratta di un lavoro che, più che illustrare soluzioni tecniche con tecnologie IA sviluppate per la tutela dei lavoratori, intende analizzare i potenziali rischi che l’adozione di queste tecnologie possono arrecare ad essi. La relazione descrive una galleria degli orrori che fa pensare che i grandi innovatori di Silicon Valley siano in realtà rimasti ai tempi del taylorismo, la teoria del management formulata da Frederick Taylor nella sua monografia dal titolo L’organizzazione scientifica del lavoro, pubblicata nel 1911.

Per fortuna, lungo il secolo abbondante che ci separa da questa visione distopica, si sono sviluppate alcune riflessioni culturali che sono le vere grandi conquiste della nostra epoca. Il progresso tecnologico non deve fare dimenticare che, nel nostro paese, è vietato l’uso di apparecchiature che abbiano come scopo il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. Come le soluzioni tecnologiche che seguono questi concetti retrogradi, per quanto AI, monitorando il comportamento del lavoratore, quanto ci mette per svolgere una operazione, il tempo che impiega in bagno o l’intervallo tra un tocco di un tasto sulla tastiera e il successivo. La legge ammette impianti o apparecchiature di controllo che sono richieste da esigenze organizzative, produttive o di sicurezza del lavoro, che consentano anche il controllo a distanza del lavoratore, solo previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.

Puoi scaricare lo speciale Intelligenza Artificiale per la gestione del personale, implicazioni sulla SSL e misure di prevenzione a questo link.

La tutela dei lavoratori all’estero | ISL

In questo inserto contenuto nel numero 10/2022 viene affrontato il tema della tutela dei lavoratori italiani all’estero con un contributo dell’avvocato Fabrizio Salmi e dell’avvocato Federico Saporiti.

Per molte organizzazioni, l’esternalizzazione è uno sbocco necessario per sviluppare l’azienda: mercati che hanno tassi di sviluppo maggiori del nostro promettono anche maggiori opportunità. Nel mondo ci sono molti spazi per imprenditori che abbiano soluzioni tecnologiche che fanno la differenza, assieme a dinamismo e visione. La globalizzazione, però, non si ferma alle produzioni a basso costo, ai telefonini e a internet: le organizzazioni internazionali della politica e della finanza, cercano di compensare il pericolo del dumping sociale, il mancato rispetto delle leggi in materia di sicurezza, diritti del lavoratore e tutela ambientale, che consente a un’impresa di ridurre i costi di produzione e quindi di vendere le proprie merci a prezzi molto più bassi di quelli di mercato, creando meccanismi che innalzino la soglia di attenzione verso questi temi, e l’ESG è uno di questi. Sotto questo aspetto, la banalizzazione dei viaggi in aereo, che consentono di raggiungere con relativa facilità, mete che solo l’altro ieri erano difficilmente accessibili, nasconde il pericolo di un approccio altrettanto banale ai temi della protezione dei lavoratori, locali come espatriati.

Ma i temi della protezione del lavoratore sono intrecciati a quelli dell’organizzazione e della produzione, in un modo da rendere molto difficile che, trattare superficialmente uno di questi, non si ripercuota negativamente sugli altri. La corretta organizzazione di una missione all’estero, di una permanenza più o meno lunga di un lavoratore o un gruppo, prima di una questione di sicurezza personale è una questione di organizzazione e di produzione. È difficile che possa essere affrontata con leggerezza, senza che il risultato dell’investimento stesso ne debba risentire.

Cos’è un comitato per la sicurezza e a cosa serve

Non essendoci requisiti normativi, il comitato per la sicurezza può essere costituito liberamente là dove può essere utile, senza intralci burocratici che ne irrigidiscano il funzionamento. Questo significa che è consigliabile che l’organizzazione che decide di creare un comitato per la sicurezza, ragioni approfonditamente sugli usi per i quali se ne può avvalere.

Gli obiettivi di questo organismo, naturalmente, influiranno sulla sua composizione e sulle regole per la sua gestione. Di minima, un comitato per la sicurezza può diventare un’occasione in cui le varie parti dell’azienda si possono parlare specificamente di sicurezza.

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L’articolo 2087 del Codice civile | HSE Manager Wolters Kluwer

Prepotenza, volontà di controllo assiduo dei collaboratori, ricorso obbligatorio allo straordinario – pagato o meno – sono una patologia degli ambienti di lavoro che influisce negativamente sul rendimento dei lavoratori e sulla sostenibilità nel tempo dell’organizzazione.

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