La Relazione finale della Commissione sulla sicurezza sul lavoro propone di rafforzare il ruolo del RSPP, fino a trasformarlo in un garante autonomo della prevenzione. L’impostazione, però, sembra partire da un presupposto non dimostrato: che il problema principale sia la difficoltà di individuare le responsabilità, e non il modo in cui le imprese decidono, finanziano e controllano il rischio. La prevenzione efficace nasce dall’integrazione della sicurezza nei processi aziendali, negli appalti, nei tempi, nei budget, nella manutenzione e nella supervisione, non dalla semplice redistribuzione delle responsabilità.
Il confronto con il Löfstedt Report britannico mostra un metodo diverso: prima capire cosa funziona davvero, cosa produce burocrazia inutile e quali strumenti rendono la gestione del rischio più proporzionata e praticabile. Attribuire al RSPP responsabilità originarie su decisioni che non governa rischia di generare più documentazione difensiva e più conflitto processuale, senza migliorare necessariamente la prevenzione.
Prima di cercare nuovi responsabili, occorre quindi rendere più difficile ignorare il rischio prima dell’evento, con strumenti tecnici, organizzativi e manageriali semplici, settoriali, verificabili e realmente applicabili nelle imprese.
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