I fondamenti di sostenibilità per le aziende | Teknoring

I risultati del passato sono sotto i nostri occhi: oltre due secoli di industrializzazione forzata, motivata dalla pervicace volontà dell’uomo di uscire dalla miseria che ha caratterizzato gran parte della sua esistenza su questo pianeta, hanno condotto sì ad un generale miglioramento delle condizioni di vita, ma a prezzo di devastazioni e conflitti. C’è il rischio che le guerre per fattori economici e ideologici degli ultimi due secoli, possano trasformarsi in futuro in conflitti per l’accesso e la gestione “sostenibile” delle risorse naturali? Che qualcuno decida di invadere un altro paese perché produce troppa anidride carbonica?

Chi sviluppa un’attività economica può trovare ostacoli, anche in buona fede, di natura economica, culturale e sociale, nell’affrontare questi temi. Una organizzazione più grande, cui fa riferimento tutto un territorio, può avere come obiettivo affrontare e vincere queste resistenze. La soluzione non può essere solo l’esecuzione di controlli, più o meno formali e rigorosi. Chi voglia sviluppare in senso realmente sostenibile le sue attività deve agire allo stesso livello in cui trova i problemi: economico, culturale e sociale. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istituto Centrale di Statistica, ISTAT, la dimensione media delle imprese nei settori dell’industria e dei servizi è di 3,8 addetti. È chiaro che un’azienda di queste dimensioni non ha la struttura per affrontare i temi non solo della sostenibilità, ma a volte anche della conformità.

Puoi leggere l’articolo I fondamenti di sostenibilità per le aziende su Teknoring.it

Lieferkettengesetz | HSE Manager Wolters Kluwer

Letteralmente “legge sulla filiera” è una norma della Repubblica Federale Tedesca che entrerà in vigore il primo gennaio 2023.

Sembra che questa sarà solo una prova generale per una prossima direttiva comunitaria. Un altro passo per conformare la produzione legislativa ai temi ESG.

Leggi il post Lieferkettengesetz sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

La tutela dei lavoratori all’estero | ISL

In questo inserto contenuto nel numero 10/2022 viene affrontato il tema della tutela dei lavoratori italiani all’estero con un contributo dell’avvocato Fabrizio Salmi e dell’avvocato Federico Saporiti.

Per molte organizzazioni, l’esternalizzazione è uno sbocco necessario per sviluppare l’azienda: mercati che hanno tassi di sviluppo maggiori del nostro promettono anche maggiori opportunità. Nel mondo ci sono molti spazi per imprenditori che abbiano soluzioni tecnologiche che fanno la differenza, assieme a dinamismo e visione. La globalizzazione, però, non si ferma alle produzioni a basso costo, ai telefonini e a internet: le organizzazioni internazionali della politica e della finanza, cercano di compensare il pericolo del dumping sociale, il mancato rispetto delle leggi in materia di sicurezza, diritti del lavoratore e tutela ambientale, che consente a un’impresa di ridurre i costi di produzione e quindi di vendere le proprie merci a prezzi molto più bassi di quelli di mercato, creando meccanismi che innalzino la soglia di attenzione verso questi temi, e l’ESG è uno di questi. Sotto questo aspetto, la banalizzazione dei viaggi in aereo, che consentono di raggiungere con relativa facilità, mete che solo l’altro ieri erano difficilmente accessibili, nasconde il pericolo di un approccio altrettanto banale ai temi della protezione dei lavoratori, locali come espatriati.

Ma i temi della protezione del lavoratore sono intrecciati a quelli dell’organizzazione e della produzione, in un modo da rendere molto difficile che, trattare superficialmente uno di questi, non si ripercuota negativamente sugli altri. La corretta organizzazione di una missione all’estero, di una permanenza più o meno lunga di un lavoratore o un gruppo, prima di una questione di sicurezza personale è una questione di organizzazione e di produzione. È difficile che possa essere affrontata con leggerezza, senza che il risultato dell’investimento stesso ne debba risentire.

Perché ESG | Ambiente & Sicurezza

Il termine ESG è stato utilizzato per la prima volta come acronimo di Environmental, Social and Governance, alla conferenza promossa dal UN Global Compact, il patto mondiale delle Nazioni Unite Investing for Long-Term Value, investire per valore a lungo termine, a Zurigo, in Svizzera, nell’agosto del 2005.

L’alba del XXI secolo sembra riprendere temi che erano già stati affrontati un secolo prima. Il mondo però presenta anche grandi differenze. Innanzitutto, la crisi ecologica che stiamo vivendo: oggi solo chi non vuole vedere l’evidenza può negare i sintomi del cambiamento climatico che ci circondano. Il mondo in cui siamo nati e cresciuti sembra essere veramente a rischio e un cambiamento di paradigma nel nostro modo di vivere non è più una questione di ideologia, ma probabilmente di sopravvivenza. L’approccio più esteso che il concetto di sostenibilità ha, rispetto alle questioni di carattere economico novecentesche potrebbe essere un fattore di successo: ambiente, società ed economia devono potersi sviluppare in un insieme armonico, per potere fare uscire dalla miseria la gran parte delle persone che non hanno la fortuna di vivere nel ricco Occidente, e non stagnare o, peggio, regredire, condannandole ad una breve vita di stenti, che sarebbe poi la conclusione della decrescita felice.

Leggi l’articolo Tutti i perché di una scelta sul numero 9/22 di Ambiente & Sicurezza.

ESG e sicurezza dei lavoratori: un binomio possibile? | Teknoring

Nascendo dal mondo della finanza, la sostenibilità aziendale dà molta importanza alla rendicontazione delle prestazioni economiche e no. Col tempo si sono affermati standard che rendono possibile la comparazione dei risultati delle varie organizzazioni e i governi nazionali e sovranazionali hanno imposto obblighi di rendicontazione non finanziaria per le imprese. L’Unione Europea, che ha iniziato a definire criteri per la redazione dei bilanci alla fine degli anni Settanta, più recentemente, con la direttiva 2014/95/EU, ha stabilito un quadro normativo uniforme per le informazioni non finanziarie per gli Stati membri.

La sfida è quella di trasformare il luogo di lavoro nell’ambiente dove è incoraggiato lo sviluppo della personalità delle persone che lo vivono. Il manager HSE deve maturare quella particolare visione e competenza tecnica, che sia in grado di supportare la propria organizzazione nell’analisi dei processi lavorativi, necessari a introdurre i cambiamenti finalizzati al miglioramento del benessere dei propri lavoratori.

Leggi l’articolo ESG e Sicurezza dei lavoratori: un binomio possibile? su Teknoring.it

Episodio 8 – le gallerie | Il rischio è il mio mestiere

La prima volta che sono entrato in un tunnel per lavoro è stato tanti anni fa. L’azienda per cui lavoravo stava scavando una galleria idraulica in Calabria. Il tunnel era scavato in una roccia che credo fosse granodiorite: un minerale in cui la massa scura è lumeggiata da intrusioni di cristalli di plagioclasio e di quarzo. Sotto la luce artificiale, le pareti della caverna scintillavano come nella miniera dei sette nani.

Poi sono passato a lavorare alle prime gallerie della variante autostradale di valico: grandi tunnel che andavano oltre i tredici metri di diametro, che però facevano molta più paura. L’ammasso in cui venivano scavati non aveva la stessa nobiltà di quello del piccolo tunnel in Calabria, ma era poco più di fango scuro consolidato. La galleria era un buco nero, che assorbiva tutta la luce delle fotoelettriche e si lavorava sempre nella melma fino alle caviglie. Le scarse caratteristiche meccaniche del materiale attraversato rendevano poi necessario adottare tecniche estremamente cautelative nei lavori. Pensateci anche voi: scavare un buco nel fango è molto diverso che farlo nel granito. E diverso, quando ci devi mettere degli uomini dentro, significa pericoloso. Molto.

Puoi ascoltare il mio podcast qui:

🔘 Spreaker: t.ly/EwCD
🔘 Spotify: sptfy.com/5M50
🔘 Apple Podcast: https://apple.co/3jDAaSW

Episodio 7 – I sollevamenti | Il rischio è il mio mestiere

I sollevamenti sono tra le operazioni più comuni in cantiere. Non ci sono solo le gru, ma anche le autogrù, i muletti, i sollevatori telescopici. Si solleva per scaricare il camion che porta le attrezzature o i materiali, per issarli ai piani o per calarli negli scavi. Le operazioni con le gru attirano sempre gli sguardi: anche chi passeggia per strada e vede una gru di un cantiere alzare qualcosa, si ferma per guardare volare nell’aria un cassone, un gruppo elettrogeno. Spesso con la bocca aperta per la meraviglia, come un bambino.

Ascolta il mio podcast qui:

🔘 Spreaker: t.ly/EwCD
🔘 Spotify: sptfy.com/5M50
🔘 Apple Podcast: https://apple.co/3jDAaSW

Episodio 6 – Alle origini del PNRR: dai concetti alla pratica della sostenibilità | Il rischio è il mio mestiere

La costruzione di una grande opera infrastrutturale implica che una valanga di denaro si riverserà sul territorio in cui si svilupperanno i cantieri. Tanto andrà alle grandi imprese esecutrici, che hanno sede magari in un’altra nazione. Ma tanti soldi verranno distribuiti nelle aree dei lavori: gli operai e i tecnici non solo devono essere ospitati e sfamati, ma cercheranno anche di replicare una certa vita sociale, incontrandosi dopo il lavoro, passando il loro tempo assieme. E spendendo denaro.

Ascolta il mio podcast qui:

🔘 Spreaker: t.ly/EwCD
🔘 Spotify: sptfy.com/5M50
🔘 Apple Podcast: https://apple.co/3jDAaSW

Episodio 5 – Vita da consulente | Il rischio è il mio mestiere

Faccio il consulente da qualche anno, dopo averne lavorati oltre venti in grandi aziende: imprese di costruzioni e società di ingegneria. Il mio lavoro è quello di aiutare le imprese che vogliono migliorare le loro prestazioni nella qualità, salute e sicurezza, ambiente e sostenibilità, ovunque esse siano.

Ascolta il mio podcast qui:

🔘 Spreaker: t.ly/EwCD
🔘 Spotify: sptfy.com/5M50
🔘 Apple Podcast: https://apple.co/3jDAaSW

Dopo la pandemia: la guida per la salute e la sicurezza dei lavoratori della sanità della WHO | HSE Manager Wolters Kluwer

Avere cura di chi cura è l’indovinato titolo della recente pubblicazione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), destinata sia ai governi che agli imprenditori del settore della salute.

Leggi il post Dopo la pandemia: la guida per la salute e la sicurezza dei lavoratori della sanità della WHO sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.