La sicurezza è un’attività di relazione, e la questione della lingua è fondamentale. Il D.Lgs. 81/2008, Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro elenca giustamente la questione della comprensione della lingua in cui viene veicolata la formazione e l’informazione sulla sicurezza. La Direttiva Macchine, 2006/42/CE stabilisce analogamente che le macchine devono essere accompagnate dalle istruzioni per l’uso redatte nelle lingue comunitarie ufficiali dello stato membro in cui la macchina è immessa sul mercato o messa in servizio. Quali sono le strategie da applicare per comunicare la sicurezza all’interno di un ambiente multietnico, sia questo in Italia, con una rilevante popolazione di personale immigrato, che all’estero, quando l’immigrato è il personale italiano?
Come gestire le differenze di lingua e cultura nel lavoro all’estero
Autore: Antonio Pedna
Sono un consulente QHSSE e sostenibilità con oltre 30 anni di esperienza in vari paesi, tra cui Africa, Europa dell'Est e Medio Oriente. Ho maturato una profonda conoscenza delle sfide e delle opportunità in ambienti culturali e normativi differenti.
Supporto le aziende a soddisfare requisiti normativi e a dimostrare impegno per sostenibilità e responsabilità sociale. Offro servizi di sviluppo di politiche e procedure QHSSE allineate a standard internazionali, con valutazioni del rischio e audit per identificare aree di miglioramento. Erogo formazione su QHSSE e sostenibilità per preparare il personale a operare in sicurezza, assisto nel rispetto di standard come ISO 45001, ISO 14001, ISO 9001 e ISO 44001, e fornisco consulenza su strategie sostenibili, quali efficienza energetica e gestione rifiuti.
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