VTP e POS

Nella dinamica del titolo IV del D.Lgs. 81/2008 l’impresa di costruzione va selezionata, sulla base di criteri che privilegiano una adeguata capacità di eseguire le opere da costruire e chiamata a definire le modalità esecutive del proprio lavoro, attraverso la redazione di un proprio piano di sicurezza, da considerare “complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento”, preparato per il progetto (D.Lgs. 81/2008 art. 92 comma 1 lettera b).

La valutazione dell’idoneità tecnico professionale di un potenziale appaltatore, così com’è descritta all’allegato XVII, è un adempimento meramente formale. Limitarsi solo a questo, addirittura può diventare fonte di problemi, tale è la distanza dal reale obiettivo che il testo unico si pone: valutazione del “possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da analizzare”. Un’analisi condotta secondo i criteri dell’allegato XVII, nulla dice riguardo alla capacità dell’impresa di realizzare professionalmente l’opera e ancora di meno in relazione alla capacità di svolgerla in sicurezza.

Per meglio tutelarsi in relazione non solo ai possibili incidenti, ma anche riguardo agli investimenti economici necessari per un progetto, sarebbe opportuno che i committenti organizzati elaborassero una strategia per i criteri di affidamento dei lavori: le imprese candidate dovrebbero essere analizzate sotto diversi profili, alcuni di questi elencati direttamente dalla norma. Partendo appunto da questa, è fondamentale dimostrare il possesso di capacità organizzative, attraverso informazioni su precedenti lavori analoghi eseguiti, magari con lettere di referenze dei committenti, l’organigramma aziendale, della commessa con i curricula dei tecnici nelle posizioni principali. Le certificazioni relative all’implementazione di sistemi di gestione, della qualità, della sicurezza o ambientale, dovrebbero essere richieste in questo momento, magari riservandosi di sottoporre i candidati selezionati ad audit, per appurare direttamente come i sistemi sono implementati e con quali risultati.

Leggi l’articolo sul numero 5/2018 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Approfondiamo la ISO 45001

La ISO 45001 è una evoluzione della BS OHSAS 18001 piuttosto che una norma scritta partendo da zero, nascendo dall’esperienza di oltre 160.000 certificazioni ottenute in tutto il mondo e da un processo di definizione molto articolato e discusso, che ha visto la partecipazione attiva dei delegati di 70 stati, oltre ad osservatori provenienti da altri 16, raccogliendo i frutti di riflessioni e modalità operative che si sono sviluppate nel mondo delle industrie e delle professioni negli anni passati dall’emissione della BS OHSAS 18001.

L’innovazione più visibile è l’adozione dell’ISO High Structure Level (HSL), in armonia con altre norme sui sistemi di gestione come la ISO 9011:2015 sui sistemi di gestione per la qualità e la ISO 14001:2015 sui sistemi di gestione ambientale. Si tratta di una modalità di definizione dei contenuti dello standard che parte dall’indice dei capitoli fino ad arrivare alla definizione dei ruoli chiave. Questo consente di progettare più semplicemente sistemi integrati, che gestiscono vari aspetti dell’organizzazione come, comunemente capita, qualità, sicurezza e ambiente.

La ISO 45001 è stata tradotta in lingua italiana, mentre non esistono traduzioni ufficiali della BS OHSAS 18001; di qui in avanti quando si fa riferimento alla ISO 45001 si utilizzeranno le parole della versione ufficiale italiana, mentre si utilizzerà la lingua inglese per la BS OHSAS 18001.

Leggi l’articolo sul numero 5/2018 di Ambiente e Sicurezza