Siamo noi, gli adulti

Siamo noi, gli adulti, a dover mettere a disposizione ai nostri ragazzi gli strumenti, personali e morali prima che tecnici, per potere gestire questa nuova condizione generata dalla pandemia. La tecnica la conosciamo: identificazione precoce dei sintomi, distanziamento sociale, protezione degli altri e nostra, e discutere sul metro o sui venti centimetri, sulla mascherina di comunità o quella chirurgica, è un passatempo ozioso. Sicuramente la scuola si è fatta trovare impreparata da questa condizione, come del resto tutto il Paese, ricordate le terapie intensive a marzo? E le mascherine? Ma questo non deve essere un buon motivo per tirarsi fuori dal gioco. Abbiamo due scelte di fronte a noi: affrontare il futuro cercando di fare del nostro meglio o chiuderci nel prossimo lockdown gridando “governo ladro” dal balcone. Perché vi potete scordare di fare #smartworking dalle Bahamas.

Antonio Pedna | LinkedIn