Coronavirus e gerarchia dei controlli: il webinar live sul tema

La gerarchia dei controlli come strategia per affrontare l’emergenza Covid-19 in ambito HSE è al centro del primo incontro del ciclo di webinar live organizzati da Wolters Kluwer e Teknoring rivolto ai professionisti dell’HSE e RSPP. In questo articolo, Antonio Pedna, relatore dell’incontro in aula virtuale del 30 aprile 2020 dal titolo “Il Coronavirus e la gerarchia dei controlli: una strategia per definire le misure di prevenzione e protezione”, espone il concetto di Hierarchy of Control come processo iterativo di analisi dei rischi.

Coronavirus e gerarchia dei controlli: il webinar live sul tema

Gli inglesi lo fanno meglio!

Lo scopo di questo speciale è confrontare la condizione italiana con quella di uno stato europeo che, pur partendo da “fondamentali” analoghi, ha ottime prestazioni relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro e ha esportato il suo metodo in tutto il mondo: il Regno Unito. Questa nazione di circa 63 milioni di abitanti (l’Italia ne ha circa 61[1]), ha un reddito pro capite di circa 43.000 euro (il PIL-PPA è di circa 38.000 euro)[2]. Ebbene, secondo i dati raccolti dall’International Labor Organization ILO, l’agenzia per il lavoro delle Nazioni Unite, nel 2015 in Inghilterra si sono verificati 760 infortuni ogni 100.000 lavoratori (in Italia 1.314), che hanno causato la perdita di 3.775.601 giornate di lavoro (in Italia sono state più del doppio, 9.023.862), registrando un totale di 0,80 morti sul lavoro ogni 100.000 lavoratori, quando in Italia sono stati esattamente il triplo: 2,40.

Il modello britannico è stato esportato in tutto il mondo: se volete lavorare nel Golfo Persico o nei grandi cantieri internazionali, vi chiedono un NEBOSH o un’affiliazione IOSH, e in Canada, Australia o USA sono riconosciuti i titoli e certificati anglosassoni, ma non il modulo B da RSPP. Il NEBOSH è una commissione d’esame indipendente con sede nel Regno Unito con lo status di ente di beneficenza, che fornisce qualifiche professionali in materia di salute, sicurezza e pratiche e gestione ambientali. Il suo General Certificate in Health and Safety, nella versione international, ha corsi disponibili in inglese, francese, spagnolo, turco e arabo. L’eccezionalità del modello inglese è tale anche al confronto con le altre grandi nazioni europee: Germania e Francia, secondo i medesimi dati ILO, nel 2015 hanno registrato più infortuni sul lavoro persino dell’Italia: 1.811 la Germania, 3.353 la Spagna e 3.160 la Francia (infortuni sul lavoro ogni 100.000 lavoratori), ma mentre la prima ha totalizzato 1,00 decessi ogni 100.000 lavoratori, la Spagna 1,80 e la Francia ha un sorprendente 2,60.

Raffronto tra infortuni e infortuni mortali, dati ILO 2015, numeri per 100.000 lavoratori, dati ILO.

Leggi lo Speciale 1/2020 di Igiene e Sicurezza del Lavoro.

[1] Stime ONU 2013.

[2] Dati World Bank 2016.

Lock out-tag out

In alcune operazioni lavorative le misure di sicurezza che sono normalmente presenti negli ambienti di lavoro o incorporate nelle attrezzature o macchine, possono essere temporaneamente sospese in ragione di reali necessità operative: le manutenzioni sono un esempio tipico. In queste condizioni, per fare tornare “sicuro” il luogo di lavoro, occorre seguire determinate procedure, modificando il modo in cui si lavora. Le procedure lock out-tag out sono un modo per adottare controlli ingegneristici anche in queste condizioni, facendo “risalire” il livello dei controlli verso un livello di maggiore efficacia.

La gestione delle condizioni di sicurezza nelle attività lavorative viene garantita dall’applicazione del processo di valutazione dei rischi, un’analisi qualitativa-quantitativa che fornisce il dato di input per la determinazione delle misure di prevenzione e di protezione, i controlli. Questi sono scelti con il procedimento definito misure generali di tutela – i principi generali di prevenzione in origine elencati all’articolo 6 della direttiva 89/391/CEE, dalla quale sono scaturiti prima il D.Lgs. 626/1994 e poi il D.Lgs. 81/2008. Il mondo professionale OHS britannico ha elaborato gli originali principi generali di prevenzione nella più immediata gerarchia dei controlli, la hierarchy of controls.

Leggi l’articolo sul numero 4/2020 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Dal Lockdown alla Fase 2: vademecum strategico per aziende resilienti

Mentre ci prepariamo a vivere questa nuova fase dell’emergenza, è necessario ampliare la prospettiva: lo è soprattutto per le aziende e le organizzazioni che hanno fatto esperienza del lockdown appena trascorso. In questo articolo, Antonio Pedna, relatore del webinar Il Coronavirus e la gerarchia dei controlli: una strategia per definire le misure di prevenzione e protezione, organizzato da Wolters Kluwer e Teknoring, descrive lo scenario futuro e soprattutto, in modo analitico spiega cosa dovrebbe fare un’azienda previdente che uscendo dal lockdown si trova in fase di riapertura, consapevole dei rischi che l’emergenza Covid-19 comporta. 

Dal Lockdown alla Fase 2: vademecum strategico per aziende resilienti

Covid-19 e fase 2: come ripartire garantendo la sicurezza dei lavoratori?

Malgrado il malcelato trionfalismo, i dati ufficiali, rilevati il 19 aprile, mostrano che il contagio è ancora nella sua fase di crescita. I numeri sono rallentati, rispetto a quelli che vedevamo con sgomento solo qualche giorno fa, ma i contagiati continuano ad aumentare. Solo ieri ci sono stati +3.047 nuovi casi, che, al netto dei guariti e di coloro che non ce l’hanno fatta, significano un +0,45%, in un giorno. Tanto per dire, nei paesi asiatici, che evidentemente hanno imparato dalle lezioni passate, 10 o 20 nuovi casi in un giorno sono già considerati una sciagura. Per non parlare, poi, dei morti: il 18 aprile, nel mondo, solo Stati Uniti, Regno Unito e Francia hanno fatto peggio di noi, rispettivamente con 1.891, 891 e 641 decessi. Noi, evidentemente, ci sentiamo confortati dal fatto che “solo” 482 persone ci hanno lasciato.

Covid-19 e fase 2: come ripartire garantendo la sicurezza dei lavoratori?

Covid-19, Fase 2 e sicurezza dei lavoratori: una ricetta per ripartire

Dal momento che il virus si propaga attraverso le interazioni personali, sarà necessario continuare a limitarle al massimo. Ciò significa che favorire i servizi online, come sportelli su web e telelavoro. Non sarà più una questione di opportunità o la gentile concessione di un datore di lavoro illuminato, ma una necessità. Siccome meno persone entrano in contatto tra di loro, ci sono minori occasioni di contagio, il lavoro in presenza, dunque, potrebbe essere consentito solo se si dimostra che è una condizione indispensabile. Anche perché non si viene contagiati solamente con le interazioni che possono avvenire nelle fabbriche e negli uffici. Spesso si sottovaluta che gran parte delle persone si recano al lavoro usando mezzi di trasporto pubblici, per cui le autorità potrebbero puntare anche ad evitare la stretta promiscuità di metropolitane, autobus e tram, allo scopo di evitare la diffusione del contagio.

Covid-19, Fase 2 e sicurezza dei lavoratori: una ricetta per ripartire

Privacy e salute pubblica: verso la “fase 2” della pandemia Covid-19

Tutte le scene che leggevamo con un brivido nei romanzi di fantascienza si sono fuse per generare un incubo. La fantasia è stata superata dalla realtà: una piaga ha colpito la terra e sta mietendo decine di migliaia di vittime. Le persone, per evitare di infettarsi, sono costrette a isolarsi, restare in casa, limitare il più possibile le uscite per acquistare generi alimentari.

Privacy e salute pubblica: verso la “fase 2” della pandemia Covid-19

Programmi di incentivazione per lavoratori

La sicurezza in cantiere non può essere gestita solo con misure coercitive, con obblighi e proibizioni; l’esperienza insegna che un buon programma di incentivazione dei lavoratori, con l’obiettivo di individuare e incoraggiare gli atteggiamenti corretti verso la sicurezza, è uno strumento che può diventare molto efficace.

I programmi di incentivazione e di premiazione sono attività da svolgere lungo tutta la durata del cantiere, con il fine di fornire stimoli di carattere non solo economico all’adozione e al mantenimento di buone pratiche per la tutela della salute e della sicurezza, e di sviluppare di un positivo spirito competitivo tra i lavoratori. Sono attività volte a individuare e pubblicizzare costantemente ed in maniera sistematica, all’interno della popolazione del cantiere, i comportamenti positivi riguardo la protezione della salute e della sicurezza, in modo da creare un’atmosfera di apprezzamento sociale verso di essi e, conseguentemente, di biasimo verso i comportamenti non sicuri.

Leggi l’articolo sul numero 3/2020 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Privacy e sicurezza sul lavoro dopo il GDPR

Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Regolamento (UE) n. 2016/679 (in inglese GDPR, General Data Protection Regulation), è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 4 maggio 2016 ed è entrato in vigore il 24 maggio dello stesso anno, diventando operativo a partire dal 25 maggio 2018. Il GDPR ha sostituito i contenuti della direttiva sulla protezione dei dati (Direttiva 95/46/CE) e ha abrogato gli articoli diventati incompatibili del codice per la protezione dei dati personali (D.Lgs. n. 196/2003). I “dati personali” oggetto della tutela della norma sono “qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile” (Regolamento (UE) n. 2016/679, art. 4 c. 1) e, come “trattamento” si intende “qualsiasi operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali o insiemi di dati personali, come la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione”. È necessario riflettere che i requisiti che fanno di un “dato”, un “dato personale” è la possibilità di identificarne l’interessato. Se questo attributo non sussiste, non si applicano le procedure previste dalla norma.

Privacy e sicurezza sul lavoro dopo il GDPR

Il seminario AIAS Costi e oneri COVID-19 per i cantieri che ripartono

Questo è il seminario che ho tenuto, assieme all’ing. Daniele Longo, per AIAS, l’Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza, il 24 marzo 2020.