Buone pratiche per la gestione degli autoveicoli

L’utilizzo di automezzi è spesso una questione tutt’altro che marginale sul lavoro. In generale, si può considerare che tutte le attività lavorative, come ad esempio il trasporto di persone, singole o in gruppo, così come quello di oggetti che sono impiegati nelle attività lavorative, per lo svolgimento delle quali vengono utilizzati mezzi di trasporto, a qualsiasi titolo nella disponibilità del datore di lavoro, ricadano all’interno del perimetro dell’organizzazione di cui esso è responsabile. La norma è estremamente esplicita al riguardo: il D.Lgs. 81/2008 all’articolo 15 comma 1) lettera a) stabilisce di valutare «tutti i rischi per la salute e sicurezza».

Volendo affrontare con un approccio sistemico la sicurezza stradale, la International Standard Organization, ha emesso nel 2012 lo standard ISO 39001 Road traffic safety (RTS) management systems — Requirements with guidance for use, che si rivolge a tutte le organizzazioni che trasportano persone o merci o che utilizzano personale viaggiante, così come agli enti che gestiscono reti stradali, flotte di veicoli o che generano consistenti volumi di traffico per la distribuzione delle loro merci. La norma è basata sull’High Level Structure, che prescrive come debbano essere scritti i sistemi di gestione per potere essere facilmente integrati nelle organizzazioni, e adotta un approccio basato sulla valutazione dei rischi e delle opportunità.

Andando nel concreto, i trasporti su strada possono essere influenzati da una molteplicità di fattori. Per prima cosa è necessario accertare quale sono le condizioni dell’ambiente di viaggio, inteso come la rete stradale, le sue caratteristiche, lo stato di manutenzione e le condizioni atmosferiche che si andranno ad incontrare. In epoca di globalizzazione, in cui non è scontato che ci troviamo a discutere semplicemente dei trasporti da un sobborgo ad un altro di una città italiana: stiamo valutando una strategia globale per l’analisi delle condizioni operative, occorrerà domandarsi in che modo sono utilizzate le strade in questione, quali tipi di mezzi di trasporto e quali agglomerati urbani si incontreranno durante il tragitto. Ad esempio, un conto è circolare su un’autostrada italiana o un autobahn tedesca, un altro sulla camionabile che unisce l’Uganda con Città del Capo in Sud Africa. I problemi possono essere diversi: dalla velocità di crociera alla possibilità di ottenere assistenza, dalle pratiche di guida locali alla presenza di veicoli a trazione animale o pedoni o empori commerciali improvvisati a bordo della strada.

Leggi l’articolo sul numero 2/2019 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Autore: Antonio Pedna

Dopo avere lavorato oltre vent’anni per grandi imprese italiane nel mondo delle infrastrutture, in Italia e all’estero, ho deciso di intraprendere la libera e professione. Il mio lavoro è aiutare le imprese che vogliono migliorare le loro prestazioni di qualità, salute e sicurezza, ambiente e sostenibilità. Sono un consulente per le organizzazioni, specialmente quelle che costruiscono e gestiscono infrastrutture in giro per il mondo. Analizzo i progetti ed eseguo audit per aiutarle a migliorare i loro processi e scegliere i propri appaltatori. Offro servizi di mentoring, per condividere la mia esperienza con i giovani HSE manager e le loro aziende e faccio formazione a tutti i livelli: lavoratori, supervisori, manager. Scrivo su riviste, siti web e ho un podcast dove parlo delle novità del settore e spiego le tecniche consolidate per la gestione HSE. Sono laureato in architettura e ingegneria edile, iscritto all’Ordine degli Architetti della provincia di Milano, Technical Member IOSH (Institution of Occupational Safety and Health), Associate Member IEMA (Institute of Environmental Management and Assessment), Associate ICW (Institute for Collaborative Working) e socio AIAS, l'Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza. Ho conseguito un NEBOSH IGC e un FIDIC Module 1, sono lead auditor/auditor certificato per sistemi di gestione qualità, sicurezza e ambiente e ho lavorato come responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) per diverse grandi imprese nel settore delle costruzioni. Come coordinatore in fase di progettazione e di esecuzione (CSP/CSE) ho seguito lavori infrastrutturali per circa 10 miliardi di euro.

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