Quando capita un incidente, le buone pratiche vogliono che le sue cause vengano analizzate per fare in modo che non si ripeta.
A volte si ha un approccio delicato alle indagini sugli infortuni, per “non cercare un capro espiatorio”, ma così si finisce per svolgere un esercizio inutile. È ovvio che una organizzazione sana non è alla ricerca di una persona da incolpare e, probabilmente, il fatto che questo timore blocchi l’inchiesta, è un segno che l’ambiente aziendale non è proprio così disteso come si crede o che non esiste una buona cultura della sicurezza.
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Categoria: Salute e sicurezza
A Case of Misplaced Loyalty: the Employer – Worker Relationship – HSE People
It has been said that, in recent years, great progress has been made in the safety of work environments and equipment, as well as in the materials used. We have devised increasingly refined rules on how to organize companies, work environments, work processes and their interrelations, on how to train workers in various activities.
Sometimes, this effort was not matched by a similar decrease in accidents and injuries. The weak point seems to be the human factor: every now and then, workers are their own main enemies, because they resist the adoption of good safety practices in the workplace.
The worker, consciously or unconsciously, can engage in behaviours that result in little or no support for good safety practices. One of the most relevant issues in this respect is the relationship with the hierarchy, with the employer.
The worker, at times, develops a feeling of misunderstood loyalty with the employer which, often in small organizations, is perceived as “close”. These are those conditions in which, for example, safety is seen as a productive and economic burden, and the worker lends himself to relieving the employer, in part or in whole, of this burden. Often the company, the organization, is perceived as an extension of the family, and laws, regulations, and inspections, are seen as something that disturbs their tranquillity. For example, there are known cases of workers reluctant to apply for recognition of an occupational disease because of exposure to asbestos, given that they have developed a friendship with their employer for decades. Of course, the process by which safety is treated as a trivial matter, and of little importance, can take place in the good faith of the employer, with the misunderstanding of the informal messages it sends out. If the employer is more inclined to make observations relating to the time taken to work or to complain about the economic weight of running a business, and never reminds his collaborators to comply with safety regulations, it is normal that the latter are more careful to improve their work performance, rather than following the rules for safe execution.
Not to mention the messages that are explicitly issued by the employer or by the entire hierarchical chain: the underestimation of the dangers, the commiserating devaluation of everything concerning safety in the workplace, such as people, PPE, rules, are a tremendous example.
Returning to workers, the older or more experienced ones can sometimes refuse to adopt safe working practices for two reasons: the first is when it comes to the introduction of new activities, equipment or procedures, due to the natural resistance to innovation that characterizes the majority of people. But the problems may also be due to the claim, widespread among the most experienced workers, that their experience or the skills they have achieved can give them better control of operations. This is the reason for several accidents, due to lightness, to the fact that it was decided to follow a shortcut with respect to ordinary practice, to impromptu changes made on equipment and machines.
At the other end of the experience, younger and less experienced workers are prone to lukewarmly accepting safety practices in the company because they are still disoriented, due to their lack of experience in the tasks and in the workplace: they have not yet evaluated the “measure” with which to relate in the company; whether their attitude will be considered acceptable or will they be regarded as troublemakers. The low evaluation they have of themselves is also relevant, especially when they are at the beginning of their career and occupy the humblest jobs: they consider any working condition acceptable, especially in conditions of joblessness, with gratitude because, precisely, they must gain experience.
A relevant aspect of the opposition, open or creeping, of workers to the use of good safety practices is a consequence of a recurring condition in human groups: the herd effect, when the personal critical capacity is completely cancelled while waiting for orders. And since a significant part of the behaviours that can be observed in the workplace can be the consequence of informal messages such as conducts, which workers observe or infer from company management, it becomes essential for this to be aware of the importance of behaving in public consistent with the objectives of the organization’s policy, considering that every occasion is important to give a message.
Clearly, it is the responsibility of the company management, in planning related to the OHS management, to bear in mind that these factors can have a heavy impact on the result. Whether the goal is the minimum, that is, compliance with the law, the more so if more ambitious goals are set.
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ISO 45001 requisito 7 – le risorse per il sistema di gestione della sicurezza
Nella foto: Settembre 2013, i lavori di ampliamento sotto traffico della galleria Montedomini sull’Autostrada A14.
La decisione di intraprendere il percorso di costruire o modificare i propri processi di business in relazione ai requisiti dello standard ISO 45001, se non addirittura di puntare alla certificazione del sistema di gestione per la salute e la sicurezza, è una questione che può impegnare anche in maniera rilevante il presente ed il futuro prossimo delle organizzazioni che affrontano questo passo. Una valutazione delle risorse da utilizzare per la costruzione e per garantire il funzionamento del sistema di gestione è doverosa, soprattutto perché il pericolo è quello di lanciarsi in un’avventura senza avere la concreta possibilità di raggiungere gli obiettivi che ci si pone. Il capitolo 7.1 Risorse dello standard definisce i requisiti da rispettare, intese come le persone dedicate al sistema di gestione, ma anche infrastrutture (locali, attrezzature, mezzi di trasporto), in termini abbastanza generici, sufficienti però ad indirizzare l’analisi su quello che efficacemente contribuisce al successo del sistema di gestione. Alcune di queste specifiche, in particolare quelle relative alla competenza delle risorse strategiche per le prestazioni del SSL, vengono approfondite dai capitoli successivi.
Quali risorse
Occorre però considerare che l’accesso alle risorse più appropriate, potrà influenzare non solo il modo in cui il sistema di gestione sarà amministrato, ma anche e soprattutto come esso sarà progettato e determinati i suoi obiettivi. Nei sistemi di gestione costruiti secondo L’High Level Structure – il modello per questi standard elaborato dall’ISO – l’analisi del contesto dell’organizzazione definita dal capitolo 4, con le due specifiche relative alla comprensione dell’organizzazione e del suo contesto e alla comprensione delle esigenze e delle aspettative dei lavoratori e di altre parti interessate, è il momento in cui vengono definiti gli obiettivi, individuati i mezzi necessari e vengono analizzati quelli in possesso dell’organizzazione stessa. Onde evitare di eseguire analisi superficiali, che inevitabilmente impedirà di ottimizzare gli obiettivi, costruendo un sistema di gestione lontano dall’ottimizzazione dei processi, sarebbe opportuno assicurarsi il supporto di una persona esperta, esterna all’organizzazione per il supporto a queste attività. L’assenza del coinvolgimento nelle dinamiche interne dell’organizzazione, nonché l’attribuzione di un incarico ben definito e limitato al supporto per la progettazione del sistema di gestione, dovrebbero essere la garanzia di un punto di vista distaccato ed imparziale, e perciò funzionale agli obiettivi dello standard.
Leggi l’articolo ISO 45001: impossibile senza risorse adeguate sul numero 11/2020 di Ambiente & Sicurezza.

Gestione del rischio e genesi dell’errore umano nel metodo di Reason – Teknoring
L’atto pericoloso, dice Reason, può essere voluto o non voluto. Gli atti involontari possono essere classificati in sviste, distrazioni o errori, a seconda di come si è generata la deviazione. È una svista quando si scambia un’azione per un’altra, evidentemente per un deficit dell’attenzione. Quante volte siamo usciti di casa prendendo il mazzo di chiavi sbagliate, ad esempio? O abbiamo preso l’attrezzo sbagliato dal bancone, fidandoci della memoria della sua posizione? Si tratta di una dimenticanza, invece, quando, letteralmente, dimentichiamo uno o più passi di un particolare procedimento. O, magari, quando, a metà del lavoro ci rendiamo conto di avere perso di vista l’obiettivo con cui avevamo iniziato.
Leggi l’articolo Gestione del rischio e genesi dell’errore umano nel metodo di Reason su Teknoring
HSE Manager Wolters Kluwer Italia: La cultura della sicurezza | LinkedIn
La cultura della sicurezza è il potente strumento che è necessario per affrontare e risolvere i problemi tecnici e organizzativi, e per garantire il mantenimento delle buone condizioni di lavoro raggiunte.
Leggi il post su HSE Manager Wolters Kluwer Italia: La cultura della sicurezza
Cultura e politica aziendale nella gestione della sicurezza ׀ Igiene & Sicurezza del Lavoro 11/2020
di Flavio Battiston e Luisa Perotti
Vi segnalo questo interessante articolo, il seguito di Yes man, Salute e cultura della sicurezza, dove gli autori affrontano il tema della cultura aziendale, in relazione alla gestione della salute e della sicurezza. Mi sento particolarmente affine alla considerazione dalla quale partono:
Le aziende e più in generale le organizzazioni sono delle comunità con tutte le implicazioni sociologiche, psicologiche ed etiche che accompagnano tale termine. È il luogo in cui si manifestano i bisogni, ma anche il luogo in cui si attiva la rete che ne consente la risoluzione. Ciò che determina lo sviluppo della comunità è la condivisione intesa come possibilità offerta a ciascuno di dare il proprio contributo e di sopperire alle mancanze del singolo che sono anch’esse condivise.
La cultura della tutela della salute e della sicurezza si è evoluta da un approccio fatalistico – quando era scontato che nella vita lavorativa di particolari gruppi di lavoratori occorresse un incidente, per cui gli sforzi erano volti a mitigare gli esiti di questi incidenti, con la nascita delle casse di mutuo soccorso – fino a sviluppare l’approccio contemporaneo, che prende in considerazione le modalità in cui è organizzato il lavoro e i ruoli e le responsabilità che vi sono connessi, inglobando ed estendendo la fase meccanicista, in cui l’incidente era la conseguenza di una anomalia tecnica.
Guardare alle organizzazioni ha reso necessario approfondire il modo in cui queste strutture vengono “popolate”, ovvero le comunità che si creano negli ambienti di lavoro. Questa è l’ultima frontiera da esplorare, e la lettura non superficiale degli standard dei sistemi di gestione ci sta portando in questa direzione.
ISO 45001 and COVID-19 part one – HSE People
Does an organization that has implemented an OHS management system according to the ISO 45001:2018 standard, needs to learn a lesson from what happened to it, because of the COVID-19 epidemic? Certainly. The decision to adopt a management system is made on a voluntary basis; there are no laws that impose it. Those who have taken this step did so because they intended to undertake a virtuous path, which detaches them from the ground of the minimum regulatory requirements defined for the protection of the psychophysical integrity of the worker, with the aim of accessing a higher level of good practices. And it is certainly a good practice to evaluate what has changed since December 31, 2019, when the World Health Organization collected a statement from the Municipal Health Commission of Wuhan, in the People’s Republic of China, relating to cases of viral pneumonia.
To be precise, the management system should have given itself a process for controlling the change, even if the requirement 4.1.3 foresees the need to keep under control the planned changes, temporary and permanent, which have an impact on the performance of the OSH. in terms of organization and working conditions, however, there remains a need to re-examine the consequences of involuntary changes.
We are therefore in the situation in which our organizations have had to take countermeasures in a hurry as a result of the epidemic, very often under impromptu instructions, and must now plan a coexistence with the virus that is expected to be long and complicated. How to operate to make the most of the management system? The most powerful tool in this regard is the management review, defined in requirement 9.3 of the standard. This is a step that usually marks the conclusion of a Deming cycle and the start of a new one, but nothing prevents it from being used for a new planning of activities, as a consequence of an epochal event such as the one we are experiencing.
In this case, the main topic to be evaluated is listed under letter b) of the content list of a typical management review: changes in internal and external factors that are relevant to the management system for OSH. And then we return to requirement 4: the context of the organization.
Photo by Anna Shvets from Pexels. Originally published on HSE People.
Una questione culturale: HSE Manager Wolters Kluwer Italia | LinkedIn
Un progetto aggiornato deve considerare, assieme alle specifiche tecniche dell’oggetto da costruire, anche i criteri da seguire per la programmazione dei lavori in sicurezza e per la sua gestione ambientale sostenibile, e chi considera questi aspetti in contrasto con l’attività di costruzione è irrimediabilmente inadeguato a gestirlo.
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Sanzioni in materia di salute e sicurezza: un sistema difettato? – Teknoring
Il sistema definito dal D.Lgs. 758/94 (contestazione, foglio di prescrizione, ammissione al pagamento) ha un unico, enorme difetto: ha annullato il confronto. Di fatto, l’unico modo per presentare le proprie ragioni, avverse ad un foglio di prescrizione, è non ottemperare e andare al processo. E chi è che, pensando di avere ragione, decide di partire con un processo penale, che secondo Il Sole 24 Ore dura mediamente 1600 giorni, quando accettando di seguire una prescrizione dei tecnici dell’ASL se la potrebbe cavare con una sanzione di qualche centinaio di euro, nei casi più gravi qualche migliaio? Il guaio è che, eliminando il confronto, si è persa una importante opportunità di crescita professionale, dei tecnici e dei datori di lavoro come degli UPG. Non si è dato modo di selezionare una classe professionale sulla base della reale capacità di sapere rispettare la legge, i datori di lavoro si cullano nella pretesa imprevedibilità delle sanzioni, che sembra capitino slegate da ogni criterio di effettività delle violazioni, gli UPG, raramente messi alla prova, vacillano tra una pretesa infallibilità e l’aderenza a pratiche minimali. Naturalmente al netto di casi di eccellenza, che sono presenti in ogni categoria.
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Lo standard ISO/TS 24179:2020 “Human resource management — Occupational health and safety metrics”
Nel luglio scorso la ISO – International Organization for Standardization , ha pubblicato lo standard ISO/TS 24179:2020 “Human resource management — Occupational health and safety metrics”, Gestione delle RisorseUmane – Metriche di salute e sicurezza sul lavoro.
da HSE Manager Wolters Kluwer Italia