Le crisi ambientali hanno spesso obbligato le società a sviluppare strumenti più avanzati per osservare, misurare e governare il territorio. Le antiche civiltà compresero presto che gestire l’acqua significava anche organizzare il lavoro, distribuire risorse e dare stabilità alla vita collettiva. Nel tempo, questa capacità trasformò i sistemi idraulici in una leva tecnica, politica e militare.
Città come Venezia costruirono la propria tenuta sulla regolazione attenta degli equilibri naturali e sulla continuità dell’intervento pubblico. Anche in Italia si è affermata una tradizione fondata sulla manutenzione, sulla prevenzione e sulla presenza di strutture tecniche dedicate alla cura del territorio. La lezione che resta valida ancora oggi è che resiste meglio chi sa adattarsi, leggere i cambiamenti e inserirli dentro una pianificazione concreta.
Per decenni, la devastazione ambientale è stata ignorata, finché eventi come il Grande Smog di Londra e gli incendi del fiume Cuyahoga non hanno reso evidente la fragilità del pianeta. La prima Giornata della Terra del 1970 ha segnato la nascita di una coscienza collettiva, spingendo milioni di persone ad agire e influenzando profondamente le scelte politiche e culturali. Oggi, disastri climatici si susseguono in ogni angolo del mondo, ma le risposte restano lente, frammentarie e troppo spesso subordinate a logiche economiche e politiche di breve termine.
Nonostante le promesse e gli impegni globali, ogni crisi diventa un pretesto per rinviare le azioni necessarie, trasformando l’emergenza in normalità e indebolendo la volontà di cambiamento. La crisi climatica colpisce in modo diseguale, aggravando le ingiustizie sociali e lasciando le persone più vulnerabili esposte alle peggiori conseguenze. Abbiamo conoscenze, tecnologie e strumenti per affrontare questa sfida, ma serve il coraggio di agire ora, senza più illusioni di avere tempo.
Puoi leggere l’articolo Giornata della Terra 2025: dalla prima presa di coscienza al cambiamento climatico, un excursus su Teknoring.
Parlare di Environment e Sustainability, parametri ESG e Documento di Valutazione Ambientale significa affrontare temi centrali per un approccio responsabile alla gestione aziendale. L’integrazione di questi elementi nelle pratiche aziendali risponde ai requisiti normativi e alle aspettative degli investitori, contribuendo a una crescita sostenibile a lungo termine. Il concetto di ESG, che sta per Environmental, Social, and Governance, valuta le pratiche ambientali, sociali e di governance di un’organizzazione. Gli standard di rendicontazione ESG forniscono un quadro strutturato per valutare le prestazioni aziendali nei campi ambientale, sociale e di governance, promuovendo pratiche sostenibili e responsabili.
Il Documento di Valutazione Ambientale è uno strumento ufficiale per valutare l’impatto ambientale di un progetto, garantendo un approccio sostenibile. Integrare i parametri ESG e il DVA nelle operazioni aziendali contribuisce a proteggere l’ambiente e a promuovere il benessere delle comunità e degli stakeholder.
Leggi l’articolo Integrare parametri ESG e Documento di Valutazione Ambientale: quali vantaggi per le aziende? su Teknoring.
Le emergenze ambientali rappresentano rischi significativi per l’ambiente e la salute umana, richiedendo risposte immediate per mitigarne gli impatti negativi. La prevenzione delle crisi ambientali inizia con valutazioni dei rischi e l’adozione di pratiche sostenibili nelle operazioni aziendali.
Le informazioni dettagliate fornite dalle Schede di Sicurezza (SDS) sono fondamentali per garantire la conformità normativa e promuovere un ambiente di lavoro sicuro. Le esercitazioni pratiche e i piani di risposta alle emergenze sono essenziali per testare la preparazione del personale e perfezionare le procedure di intervento.
Puoi leggere tutto l’articolo Gestione delle emergenze ambientali in azienda sul sito di Vistra
Diventa sempre più necessario adattarsi alle condizioni climatiche in evoluzione attraverso l’adozione di pratiche lavorative flessibili, quali la programmazione stagionale degli interventi e lo spostamento delle attività notturne. Queste misure mirano ad attenuare gli impatti delle condizioni meteorologiche estreme sulle operazioni aziendali e sulla salute dei lavoratori. La necessità di rivedere le strategie di insediamento dei complessi produttivi si manifesta in risposta alle frequenti alluvioni, suggerendo l’adozione di approcci resilienti. Questi includono l’elevazione delle risorse critiche e la costruzione di barriere difensive al fine di garantire la stabilità operativa.
La gestione del microclima nei vasti spazi industriali diventerà sempre più di primaria importanza per mantenere il comfort termico dei lavoratori durante i mesi caldi, richiedendo l’adattamento degli impianti di climatizzazione. Nel contesto della gestione delle catene di approvvigionamento, sarà fondamentale considerare gli impatti potenziali degli eventi climatici estremi, utilizzando l’analisi geografica per individuare le aree a rischio e adottando misure preventive. Tutto questo sottolinea l’importanza di sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico e garantire la continuità operativa.
Parlare solo di tutela ambientale in relazione ai processi economici e produttivi è limitativo, poiché non tiene conto dell’evoluzione culturale ed economica che è stata messa in moto dal concetto di sostenibilità. Questa non riguarda solo la tutela dell’ambiente, ma anche l’integrazione di aspetti economici, sociali e culturali nella gestione delle risorse naturali. I cambiamenti culturali, sociali ed economici degli ultimi anni, hanno portato ad una maggiore consapevolezza dell’importanza della responsabilità sociale e ambientale nel processo produttivo.
Un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura professionale che si occupa della sicurezza nei luoghi di lavoro, e la sua formazione e la sua esperienza lo portano ad avere un approccio mentale basato sulla prevenzione e sulla gestione del rischio. Questo approccio può essere estremamente utile anche nella formulazione di un piano di azione sostenibile per l’azienda. Infatti, il RSPP ha già acquisito una buona conoscenza delle pratiche e dei comportamenti che possono ridurre i rischi e migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro: conoscenze che possono essere utilizzate per identificare le azioni e le misure necessarie per migliorare la sostenibilità dell’azienda.
Environmentalists are disappointed, and they’re not wrong. We need more efforts to tackle global warming, but these will have a major impact on our lives. The complaints about the price increases of gas and other strategic raw materials, which we hear and utter these days, are nothing compared to what we will to go through, and no one is going to radically change their lifestyle.
This is the same in developing countries, China, India, but also Brazil, where we have just begun to glimpse the consolidated level of economic (and political) well-being that is taken for granted in Europe, no one is going to be pushed back to the situation of ten or just five years ago. A house built of concrete and bricks, with a floor that is not of clay court, electricity and running water, even if drinking water does not come out of the taps in most of the world, the first refrigerator, the first means of personal transport, these are not things that are easily renounced once they are known.
How to do? This policy of small steps, to be constantly monitored, with objectives to be reviewed on a frequent basis, is probably the only way to proceed. But it is up to the more industrialized countries to lead the path, and to work out alternatives that are feasible to developing ones. History tells us, becayse we are the ones who started to pollute, and we have neglected the consequences. It is imposed on us by the way we want to be seen and the way we want to be considered by other peoples.
Il principale obiettivo della COP26 è di spingere i paesi a presentare piani per azzerare le emissioni nette a livello globale entro il 2050, incoraggiare i paesi colpiti dei cambiamenti climatici a proteggere e recuperare gli ecosistemi e a costruire sistemi per la segnalazione la protezione dagli eventi climatici estremi.
Nel 2021 l’IPCC ha pubblicato il suo sesto rapporto di valutazione – il primo è uscito nel 1990 – uno strumento utilizzato dai governi delle organizzazioni sovranazionali per indirizzare la politica ambientale degli stati. Il rapporto scientifico vero e proprio è affiancato da una serie di strumenti per fare in modo che il messaggio possa arrivare a tutti, e non solo a coloro che sono in possesso di una particolare formazione: il pianeta è in pericolo e noi con lui.