Siamo noi, gli adulti, a dover mettere a disposizione ai nostri ragazzi gli strumenti, personali e morali prima che tecnici, per potere gestire questa nuova condizione generata dalla pandemia. La tecnica la conosciamo: identificazione precoce dei sintomi, distanziamento sociale, protezione degli altri e nostra, e discutere sul metro o sui venti centimetri, sulla mascherina di comunità o quella chirurgica, è un passatempo ozioso. Sicuramente la scuola si è fatta trovare impreparata da questa condizione, come del resto tutto il Paese, ricordate le terapie intensive a marzo? E le mascherine? Ma questo non deve essere un buon motivo per tirarsi fuori dal gioco. Abbiamo due scelte di fronte a noi: affrontare il futuro cercando di fare del nostro meglio o chiuderci nel prossimo lockdown gridando “governo ladro” dal balcone. Perché vi potete scordare di fare #smartworking dalle Bahamas.
Antonio Pedna | LinkedIn
Tag: COVID-19
Il COVID-19, una occasione per la scuola
Secondo l’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, alla fine del mese di agosto 59 paesi, sui 105 che hanno chiuso le scuole per prevenire il contagio dal COVID-19, stavano pianificando la loro riapertura a breve o le avevano già aperte. È chiaro che questo sta creando dei rischi, ma mantenerle chiuse può causare una lesione più grave ai nostri figli: a questa età la scuola è l’ambiente in cui vivono, sviluppano la loro socialità ed imparano ad essere membri di una comunità. Privarli di questo significa orbarli di una parte significativa del loro essere. Loro sono globalizzati ancora più di noi, e spesso si dimostrano più maturi di quanto crediamo, anche se saranno sempre i nostri piccoli. Diventeranno i medici, gli ingegneri e gli scienziati del futuro, e questa pandemia li plasmerà, che lo vogliamo o no. Spetta a noi, adulti di oggi sapere trasformare questa crisi in una opportunità per aiutarli ad imparare da essa, per sviluppare empatia e per migliorare la loro capacità di risposta alle avversità, allo scopo di creare adulti migliori e una società più solidale, domani.
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COVID-19: Strumenti per gestire la salute e la sicurezza dei lavoratori in emergenza sanitaria – l’ebook
E così abbiamo riaperto. È stata dura, psicologicamente come economicamente, ma ce l’abbiamo fatta. Tutti indossiamo le mascherine, ci laviamo spesso le mani e abbiamo imparato a mantenere le distanze in azienda, all’ingresso come negli spogliatoi, in ufficio, in officina. È un po’ triste in mensa, o in ufficio o nel cortile, mangiarsi un panino portato da casa, lontani l’uno dall’altro, ma ci si adatta a tutto.
E mentre aspettiamo tutti che sia scoperto un vaccino, che poi dovrà anche essere prodotto e distribuito, convivendo con il virus dobbiamo prendere in considerazione che, qua o là, prima o poi, ci possa essere una recrudescenza, e questa volta farci trovare preparati.
La preparazione dovrà essere personale e aziendale. A livello personale dovremo abbandonare la frenesia nella quale abbiamo vissuto negli ultimi anni, per pianificare con calma anche le attività quotidiane, come andare al lavoro, prendere i mezzi evitando l’ora di punta, fare la spesa. Le nostre aziende dovranno trovare un modo di lavorare sui propri processi per aumentarne la resilienza, antico vocabolo latino che significa rimbalzare, che per anni è stato patrimonio ristretto dei tecnici dei materiali per identificare la capacità di resistere agli urti e che oggi è diventato di moda.
L’obiettivo di questo e-book è quello di aiutare datori di lavoro e specialisti della sicurezza nella riapertura, da una parte affrontando in maniera critica i principali riferimenti normativi da considerare, dall’altra indicando alcuni temi che, una volta che sarà passato questo momento di frenesia, sarà necessario per garantire il funzionamento delle nostre aziende, non solo dal punto di vista della tutela della salute dei lavoratori.
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Il seminario AIAS Costi e oneri COVID-19 per i cantieri che ripartono
Questo è il seminario che ho tenuto, assieme all’ing. Daniele Longo, per AIAS, l’Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza, il 24 marzo 2020.