IWA 48:2024, la nuova bussola per orientarsi nei principi ESG senza perdersi in sigle | Teknoring

La specifica internazionale IWA 48:2024 propone un nuovo strumento per integrare i principi ESG nei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro, offrendo una visione che collega sostenibilità e responsabilità sociale. Il documento, pubblicato da ISO e IEC, si fonda su sei principi guida: centralità delle persone, leadership, trasparenza, cultura organizzativa, coinvolgimento attivo e miglioramento continuo, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Pur non essendo certificabile, l’IWA 48 è pensata per accompagnare le imprese nel rafforzare l’allineamento tra performance ESG e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il testo suggerisce un approccio integrato e volontario, utile sia per organizzazioni che già applicano standard come ISO 45001, sia per quelle che vogliono rendere più credibile il proprio impegno sostenibile. L’adozione dei sei principi favorisce la coerenza tra valori dichiarati e pratiche concrete, rendendo più robusta la governance aziendale anche in contesti complessi.

Scopri come i sei principi ESG possono rafforzare davvero la cultura della sicurezza e rendere più credibile l’impegno sostenibile della tua azienda. Leggi l’articolo completo su Teknoring.it.

Come la CSDDD ridefinisce la responsabilità aziendale e le pratiche di sostenibilità in Italia | ISL

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), entrata in vigore il 25 luglio 2024, obbliga le grandi aziende dell’UE a gestire i rischi di sostenibilità lungo le catene di valore globali. Questo quadro normativo mira a prevenire impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente, armonizzando le normative tra gli Stati membri per evitare frammentazioni legislative.

Basata su linee guida internazionali come quelle dell’OCSE, la direttiva promuove la trasparenza, responsabilizzando le imprese nella rendicontazione delle loro attività. Le PMI non sono soggette direttamente, ma subiscono effetti indiretti, dovendo rispettare standard imposti dai partner più grandi. La direttiva include misure di controllo, sanzioni e responsabilità civile per garantire conformità ed equità. Gli Stati membri dovranno recepire la norma nei prossimi due anni, istituendo meccanismi di supporto e monitoraggio adeguati.

Leggi l’articolo Come la CSDDD ridefinisce la responsabilità aziendale e le pratiche di sostenibilità in Italia sul numero 12/2024 di ISL.

La UNI/PdR 159:2024 guida le aziende verso l’inclusione della disabilità | ISL

Una società civile dimostra la sua evoluzione prendendosi cura dei suoi membri più deboli e vulnerabili, un principio radicato nella storia e che si riflette anche in moderne iniziative internazionali come l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Questo programma mira a promuovere un progresso equo e sostenibile, evidenziando come il benessere individuale sia intrinsecamente collegato alla salute del pianeta e della comunità globale. Il concetto di ESG ha introdotto un cambio di paradigma, incentivando le aziende ad adottare pratiche sostenibili e responsabili, non solo per conformarsi a norme, ma per anticipare le esigenze future.

Parallelamente, normative come la Legge n. 68/1999 in Italia e la Prassi di Riferimento UNI/PdR 159:2024 mirano a migliorare l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, contribuendo sia a ridurre l’isolamento sociale sia a stimolare la crescita economica. In questo contesto, l’inclusione lavorativa non è solo una questione di giustizia sociale, ma rappresenta una strategia che può portare vantaggi tangibili all’economia e alle aziende. Promuovere una cultura inclusiva e sostenibile riflette una sintesi di etica e pragmatismo, dimostrando come anche iniziative apparentemente motivate da necessità economiche possano favorire cambiamenti positivi su larga scala.

Puoi leggere l’articolo La UNI/PdR 159:2024 guida le aziende verso l’inclusione della disabilità sul numero 8-9/2024 di ISL.

Integrare parametri ESG e Documento di Valutazione Ambientale: quali vantaggi per le aziende? | Teknoring

Parlare di Environment e Sustainability, parametri ESG e Documento di Valutazione Ambientale significa affrontare temi centrali per un approccio responsabile alla gestione aziendale. L’integrazione di questi elementi nelle pratiche aziendali risponde ai requisiti normativi e alle aspettative degli investitori, contribuendo a una crescita sostenibile a lungo termine. Il concetto di ESG, che sta per Environmental, Social, and Governance, valuta le pratiche ambientali, sociali e di governance di un’organizzazione. Gli standard di rendicontazione ESG forniscono un quadro strutturato per valutare le prestazioni aziendali nei campi ambientale, sociale e di governance, promuovendo pratiche sostenibili e responsabili.

Il Documento di Valutazione Ambientale è uno strumento ufficiale per valutare l’impatto ambientale di un progetto, garantendo un approccio sostenibile. Integrare i parametri ESG e il DVA nelle operazioni aziendali contribuisce a proteggere l’ambiente e a promuovere il benessere delle comunità e degli stakeholder.

Leggi l’articolo Integrare parametri ESG e Documento di Valutazione Ambientale: quali vantaggi per le aziende? su Teknoring.

ESG: sostenibilità e organizzazioni | Ambiente & Sicurezza

Scritto assieme a Cristina Falzolgher, comunicatrice, RSPP, formatrice, socia Aias.

L’irruzione dei temi ambientali nel mondo della governance aziendale, contaminazione tra discipline differenti tipica dei processi creativi, non è avvenuta quindi in una sola direzione, ovvero quella finalizzata a definire sistemi per la protezione dell’ambiente, ma ha anche portato a adottare visioni nate del mondo che studia i processi viventi per descrivere le organizzazioni. È il caso della affascinante teoria dell’autopoiesi, nata in biologia dalla collaborazione di due brillanti scienziati cileni.

che si autoriproduce in modo funzionale e autonomo), si coglie quindi l’aspetto forse più difficile da realizzare in concreto nelle nostre organizzazioni: guardarsi allo specchio. Conoscersi a fondo, non raccontarsi bugie, non ricercare il plauso a tutti i costi (rientrare nei parametri di sicurezza anche in modo fittizio) a fini di relazioni interne o esterne con gli stakeholder. La brutale verità è un punto di partenza imprescindibile per debellare le lacune, fare tesoro dei “near miss” e, in ultima analisi, rinascere da sé stesse sempre più competitive.

Leggi l’articolo ESG: sostenibilità e organizzazioni sul numero 11/22 di Ambiente & Sicurezza.

ESG chiama RSPP | Ambiente & Sicurezza

scritto assieme a Rita Somma, consulente H&S, sociologa del lavoro, e consigliere nazionale di Aifos

Molto spesso, tranne che nelle aziende più diligenti, i datori di lavoro e i dirigenti “abbandonano” al RSPP il presidio della gestione della sicurezza, informandolo poco sullo svolgimento dei processi che presidiano. Le conseguenze sono di fronte agli occhi di chi vuole vedere. La sicurezza diventa un ramo autoreferenziale dell’organizzazione , con l’obiettivo di una compliance che resta tutta sulla carta.

Eppure, quello del responsabile del servizio prevenzione protezione è un ruolo e interessante, anche se la norma lo sintetizza in soli sei punti. Miriade di potenziali fattori toccano trasversalmente competenze specialistiche di molteplici discipline: da quelle giuridiche a quelle tecniche a quelle umanistiche. E così nasce questa figura diventa per necessità un po’ giurista, un po’ ingegnere, ma anche biologo, sociologo, chimico, ergonomo, psicologo, esperto di sicurezza macchine e di organizzazione del lavoro e chi più ne ha più ne metta. Un RSPP deve saper anche leggere uno statuto, una delibera, la documentazione tecnica, autorizzativa e certificativa, nonché conoscere come funziona la struttura organizzativa e gerarchica, sapersi relazionare con molteplici soggetti, compresi gli organi ispettivi e molto altro.

Leggi l’articolo ESG chiama RSPP sul numero 10/22 di Ambiente & Sicurezza.