Dal rischio all’azione: pianificare interventi verificabili | HSE+

L’individuazione dei pericoli nasce dalla capacità dell’organizzazione di raccogliere anomalie, osservazioni e segnali deboli provenienti dal lavoro quotidiano, assicurando a ogni segnalazione un canale accessibile, una verifica, un responsabile e un riscontro comprensibile per chi l’ha formulata. Queste informazioni alimentano la valutazione dei rischi, che deve descrivere le attività come vengono realmente svolte, individuare le persone esposte, stimare la probabilità e la gravità degli eventi e verificare se i controlli previsti nei documenti siano disponibili, applicati e adeguati anche durante pulizie, manutenzioni, cambi di produzione e situazioni anomale. Il confronto tra rischio attuale e rischio residuo permette quindi di comprendere quanto l’esposizione sia stata ridotta dalle misure adottate e quale attenzione debba ancora essere mantenuta attraverso istruzioni operative, manutenzione, sorveglianza sanitaria, controlli dei preposti, comunicazione ai lavoratori e riesami periodici.

La scelta delle misure deve seguire la gerarchia dei controlli, privilegiando l’eliminazione del pericolo, la sostituzione e gli interventi tecnici rispetto alle soluzioni organizzative e ai dispositivi di protezione individuale, motivando le alternative scartate e verificando sul campo l’efficacia della soluzione applicata. Ogni decisione deve poi trasformarsi in un intervento pianificato, con un obiettivo misurabile, un responsabile, una scadenza, risorse adeguate e criteri di chiusura basati su evidenze documentali e operative, evitando che il piano di prevenzione rimanga separato dalla programmazione della produzione, della manutenzione, degli acquisti e della formazione. Il miglioramento acquista continuità quando direzione, dirigenti, preposti, RSPP, medico competente e lavoratori condividono criteri trasparenti per stabilire le priorità, controllano l’avanzamento delle azioni, motivano gli eventuali rinvii e restituiscono ai reparti risultati visibili, mostrando che le segnalazioni e le verifiche svolte producono cambiamenti concreti nel lavoro.

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ISO 45001 Requisito 6: Sicurezza pianificata

Anche il sesto capitolo – Pianificazione – dello standard ISO 45001:2018 è profondamente innovativo, non solo nei confronti della vecchia norma BS OHSAS 18001:2007 Occupational Health and Safety Assessment Series, ma anche della corrente pratica professionale e la novità sta nel concetto di rischi ed opportunità.
Parlando di rischi, la loro valutazione, in inglese risk assessment, è una tecnica di project management di uso corrente. L’approccio filosofico della valutazione dei rischi si è andato sviluppando da esperienze nordamericane nell’industria nucleare ed aerospaziale a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso ed oggi è una disciplina ben definita, con sfaccettature che vanno dalla matematica alla filosofia, e che trova la sua applicazione costante e rigorosa, relativa a tutti gli aspetti del sistema interessato piuttosto che parziale. Questo approccio può essere applicato agli ambiti più differenti, dall’industria di processo alla salute, dalla realizzazione di grandi infrastrutture alle assicurazioni.

Leggi l’articolo sul numero 8/2020 di Ambiente & Sicurezza