Nei Paesi emergenti, il rispetto della normativa locale rappresenta solo il primo livello di controllo, perché un progetto può restare esposto a rischi ambientali, sociali, reputazionali e operativi. Per questo gli standard di IFC, EBRD e ADB, nati per i finanziamenti multilaterali, vengono sempre più utilizzati anche come riferimento nei progetti privati. La loro applicazione parte da una gap analysis tra requisiti locali, richieste del cliente e standard internazionali, prosegue con la valutazione dei rischi e si traduce in azioni, responsabilità, scadenze ed evidenze verificabili.
Salute e sicurezza, condizioni di lavoro, ambiente, rapporti con le comunità e catena di fornitura sono le aree che richiedono maggiore attenzione e un monitoraggio continuo. Il consulente e l’HSE Manager trasformano questi principi in strumenti concreti, come clausole contrattuali, piani di azione, checklist di audit, procedure di reclamo e sistemi di reporting. Quando i requisiti ESG entrano nelle decisioni tecniche, nei contratti e nella gestione quotidiana, contribuiscono a ridurre incidenti, conflitti e interruzioni, rafforzando l’affidabilità del progetto e il suo accesso al mercato internazionale.

Puoi lettere l’articolo Oltre la conformità: integrare valori ESG nei progetti nei Paesi emergenti sul numero 42 di AIASMag.