Proteggere i lavoratori dal calore

L’organismo umano è una macchina termica. Scambia energia e lavoro con l’esterno, trasformando l’energia chimica – sotto forma del cibo che ingerisce –  in calore e lavoro. Come tutte le macchine termiche, sfrutta il salto tra una sorgente calda ed una sorgente fredda, funziona correttamente solo all’interno di un determinato intervallo di temperatura, e – è necessario aggiungere – umidità, perché il corpo scambia calore con l’esterno in gran parte attraverso il raffreddamento per evaporazione del sudore. Per un organismo che svolge una moderata attività fisica, i parametri corretti dell’ambiente di lavoro sono una temperatura compresa grossomodo tra 19 e 24°C e un valore di umidità relativa tra il 40 e il 60%. Il corpo umano, però, non è solo una macchina, ma è soprattutto un organismo biologico, e il suo funzionamento in condizioni ambientali radicalmente differenti dalle ottimali, non solo fa diminuire drasticamente il suo rendimento, ma può arrivare a pregiudicare il suo funzionamento stesso, provocando la morte.

Un effetto del calore è l’abbassamento della pressione arteriosa, che, assieme alla vasodilatazione periferica, può causare lo stress da calore, ovvero il collasso dei vasi periferici con insufficiente apporto di sangue al cervello. Il colpo di calore è quando la capacità fisiologica di termoregolazione viene compromessa, e si manifesta con malessere, mal di testa, nausea, vomito, vertigini e stati d’ansia e confusionali. La temperatura corporea aumenta rapidamente, si può perdere la conoscenza e il malfunzionamento degli organi interni può condurre alla morte. Infine, l’esposizione ad alte temperature, come si può immaginare, può avere l’effetto di aggravare alcune malattie esistenti.

Autore: Antonio Pedna

Dopo avere lavorato oltre vent’anni per grandi imprese italiane nel mondo delle infrastrutture, in Italia e all’estero, ho deciso di intraprendere la libera e professione. Il mio lavoro è aiutare le imprese che vogliono migliorare le loro prestazioni di qualità, salute e sicurezza, ambiente e sostenibilità. Sono un consulente per le organizzazioni, specialmente quelle che costruiscono e gestiscono infrastrutture in giro per il mondo. Analizzo i progetti ed eseguo audit per aiutarle a migliorare i loro processi e scegliere i propri appaltatori. Offro servizi di mentoring, per condividere la mia esperienza con i giovani HSE manager e le loro aziende e faccio formazione a tutti i livelli: lavoratori, supervisori, manager. Scrivo su riviste, siti web e ho un podcast dove parlo delle novità del settore e spiego le tecniche consolidate per la gestione HSE. Sono laureato in architettura e ingegneria edile, iscritto all’Ordine degli Architetti della provincia di Milano, Technical Member IOSH (Institution of Occupational Safety and Health), Associate Member IEMA (Institute of Environmental Management and Assessment), Associate ICW (Institute for Collaborative Working) e socio AIAS, l'Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza. Ho conseguito un NEBOSH IGC e un FIDIC Module 1, sono lead auditor/auditor certificato per sistemi di gestione qualità, sicurezza e ambiente e ho lavorato come responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) per diverse grandi imprese nel settore delle costruzioni. Come coordinatore in fase di progettazione e di esecuzione (CSP/CSE) ho seguito lavori infrastrutturali per circa 10 miliardi di euro.

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