Il keeper test

Bella intervista sul numero di Sette in edicola il 4 settembre, a Wilmot Reed Hastings, il patron di Netflix. Nella sua azienda, racconta, i manager vengono incoraggiati a valutare regolarmente ogni dipendente per assicurarsi di avere la persona migliore in ogni ruolo, ponendosi questa domanda: «Se un membro del team dovesse dimettersi, cercherei di fargli cambiare idea oppure accetterei, magari con un pizzico di sollievo?» Nel secondo caso, gli si riconosce subito una buona liquidazione e si cerca qualcuno per cui si è disposti a lottare.

Bisogna vedere, Mr. Reed Hastings, non si può piacere a tutti. Quanti sono quelli che avrebbero “un pizzico di sollievo”, chi sono e, soprattutto, perché?

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Secondo l’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, alla fine del mese di agosto 59 paesi, sui 105 che hanno chiuso le scuole per prevenire il contagio dal COVID-19, stavano pianificando la loro riapertura a breve o le avevano già aperte. È chiaro che questo sta creando dei rischi, ma mantenerle chiuse può causare una lesione più grave ai nostri figli: a questa età la scuola è l’ambiente in cui vivono, sviluppano la loro socialità ed imparano ad essere membri di una comunità. Privarli di questo significa orbarli di una parte significativa del loro essere. Loro sono globalizzati ancora più di noi, e spesso si dimostrano più maturi di quanto crediamo, anche se saranno sempre i nostri piccoli. Diventeranno i medici, gli ingegneri e gli scienziati del futuro, e questa pandemia li plasmerà, che lo vogliamo o no. Spetta a noi, adulti di oggi sapere trasformare questa crisi in una opportunità per aiutarli ad imparare da essa, per sviluppare empatia e per migliorare la loro capacità di risposta alle avversità, allo scopo di creare adulti migliori e una società più solidale, domani.

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Secondo l’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, alla fine del mese di agosto 59 paesi, sui 105 che hanno chiuso le scuole per prevenire il contagio dal COVID-19, stavano pianificando la loro riapertura a breve o le avevano già aperte. È chiaro che questo sta creando dei rischi, ma mantenerle chiuse può causare una lesione più grave ai nostri figli: a questa età la scuola è l’ambiente in cui vivono, sviluppano la loro socialità ed imparano ad essere membri di una comunità. Privarli di questo significa orbarli di una parte significativa del loro essere. Loro sono globalizzati ancora più di noi, e spesso si dimostrano più maturi di quanto crediamo, anche se saranno sempre i nostri piccoli. Diventeranno i medici, gli ingegneri e gli scienziati del futuro, e questa pandemia li plasmerà, che lo vogliamo o no. Spetta a noi, adulti di oggi sapere trasformare questa crisi in una opportunità per aiutarli ad imparare da essa, per sviluppare empatia e per migliorare la loro capacità di risposta alle avversità, allo scopo di creare adulti migliori e una società più solidale, domani.

Leggi il mio nuovo articolo su Teknoring.

I piani della qualità nell’organizzazione aziendale e negli appalti

Un piano è un documento che descrive la strategia adottata per raggiungere un obiettivo, ovvero come tutte le attività vengono organizzate e coordinate per il fine che è stato dato. Per scrivere un buon piano, occorre determinare innanzitutto lo scopo, ovvero l’obiettivo; è poi necessario individuare i ruoli che saranno coinvolti per le operazioni, il comportamento atteso e le risorse messe a loro disposizione. Un elemento fondamentale per il piano è dimensione temporale: i piani hanno un inizio e una fine. Le attività che vengono gestite possono ripetersi periodicamente, a determinate scadenze o qualora si verifichino determinate condizioni.

Leggi l’articolo sul numero 8-9/2020 di Igiene e Sicurezza del Lavoro.

I piani della qualità nell’organizzazione aziendale

Può capitare che una organizzazione, certificata o meno, decida di intraprendere attività una tantum, o che svolga il proprio business realizzando prodotti o fornendo servizi le cui specifiche non sono standardizzabili o si ripetono con grandi variazioni. In questi casi può risultare efficace adottare un sistema in cui le informazioni documentate assumono caratteristiche diverse: un piano della qualità può essere utilizzato per definire la strategia adottata per assicurare la conformità del progetto ai requisiti. Questo è tipicamente il mondo della produzione di attrezzature o infrastrutture su progetto.

Questo è il contenuto del mio prossimo articolo che sarà pubblicato su Igiene & Sicurezza del lavoro. Seguimi per gli aggiornamenti.

ISO 45001 Requisito 6: Sicurezza pianificata

Anche il sesto capitolo – Pianificazione – dello standard ISO 45001:2018 è profondamente innovativo, non solo nei confronti della vecchia norma BS OHSAS 18001:2007 Occupational Health and Safety Assessment Series, ma anche della corrente pratica professionale e la novità sta nel concetto di rischi ed opportunità.
Parlando di rischi, la loro valutazione, in inglese risk assessment, è una tecnica di project management di uso corrente. L’approccio filosofico della valutazione dei rischi si è andato sviluppando da esperienze nordamericane nell’industria nucleare ed aerospaziale a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso ed oggi è una disciplina ben definita, con sfaccettature che vanno dalla matematica alla filosofia, e che trova la sua applicazione costante e rigorosa, relativa a tutti gli aspetti del sistema interessato piuttosto che parziale. Questo approccio può essere applicato agli ambiti più differenti, dall’industria di processo alla salute, dalla realizzazione di grandi infrastrutture alle assicurazioni.

Leggi l’articolo sul numero 8/2020 di Ambiente & Sicurezza

ISO 45001 e Coronavirus: quale lezione per le aziende?

Una organizzazione che abbia implementato un sistema di gestione secondo lo standard ISO 45001:2018 ha la necessità di trarre una lezione da quanto le è accaduto in conseguenza dell’epidemia di COVID-19? Certamente.

La decisione di adottare un sistema di gestione è presa su base volontaria; non esistono norme di legge che la impongano. Chi ha compiuto questo passo lo ha fatto perché ha inteso intraprendere un percorso virtuoso, che lo stacchi dal terreno dei requisiti minimi normativi definiti per la tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore, con lo scopo di accedere ad un livello più elevato di buone pratiche.

ISO 45001 e Coronavirus: quale lezione per le aziende?

Le interferenze in cantiere

Durante l’esecuzione dei lavori è normale che gruppi differenti di lavoratori, appaltatori e subappaltatori impiegati per attività specializzate, eseguano le rispettive attività in condizioni di prossimità o promiscuità tra di loro. Questa condizione può causare incidenti e infortuni: l’identificazione dei pericoli introdotti nell’ambiente di lavoro da ogni gruppo o subappaltatore, e la valutazione delle relative interferenze, è lo strumento per identificare le azioni necessarie per mitigare questi rischi.

A livello organizzativo, la direzione del cantiere deve definire la progettazione costruttiva e la conseguente pianificazione delle attività lavorative e deve identificare, con il supporto dello specialista della sicurezza, qualsiasi situazione in cui è possibile che operazioni simultanee introducano rischi da interferenze nelle aree di lavoro; questi devono essere poi identificati per definire le appropriate strategie di mitigazione. Nella loro scelta è necessario riferirsi alle misure generali di tutela e ai principi della sicurezza incorporata nel progetto (safety by design): il concetto di applicare metodi per minimizzare i pericoli in fase progettuale. Nel caso le interferenze riguardino attività svolte da subappaltatori, allora sarà il caso di prevedere, nel processo di formalizzazione dell’accordo contrattuale, la preparazione, lo scambio e la condivisione della documentazione tecnica che possa supportare la valutazione dei rischi, quando è necessario. Questi possono essere, ad esempio, piani operativi di sicurezza, programmi dei lavori, ma anche schede di sicurezza dei materiali utilizzati e manipolati, assieme a informazioni su come saranno utilizzati, informazioni relative ad attrezzature e macchine.

Leggi l’articolo sul numero 6/2020 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Nuovi costi da COVID-19: come incidono in un progetto edilizio?

Si è detto che il Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID–19 nei cantieri del 24 marzo 2020, reso efficace dai diversi DPCM è di difficile interpretazione prima e applicazione poi.

Alcune prescrizioni che riguardano la gestione economica della commessa, se possono essere considerate valide in un progetto in cui il committente è un soggetto privato, sono di difficile applicazione là dove sia applicato il Codice dei Contratti Pubblici, per il motivo che questo prevede che la questione economica di un progetto sia gestita secondo alcune regole, che sembrano essere sconosciute al compilatore del Protocollo condiviso…. Ci sono poi tante altre indicazioni, legate alla gestione concreta degli aspetti di sicurezza dei lavoratori, che non sembrano tenere in conto dei ruoli, delle responsabilità e delle competenze previste sistema della prevenzione istituito dal Decreto Legislativo 81/2008, il Testo Unico su Salute e Sicurezza sul lavoro.

Nuovi costi da COVID-19: come incidono in un progetto edilizio?