Integrazione digitale: i vantaggi chiave per la sicurezza sul lavoro | Simpledo

Le piattaforme di gestione della sicurezza possono essere integrate con diversi software aziendali, migliorando l’efficienza operativa e riducendo gli errori. Connettere i sistemi consente di eliminare passaggi manuali e garantire un flusso di lavoro più fluido, permettendo a ogni reparto di accedere a dati aggiornati in tempo reale. Le integrazioni con magazzino, gestione fornitori e formazione facilitano il controllo della documentazione, la gestione dei DPI e il monitoraggio delle competenze, evitando duplicazioni e ritardi.

La connessione con i sistemi HR migliora l’organizzazione della formazione, la gestione della sorveglianza sanitaria e la pianificazione dei turni, creando un ecosistema più reattivo e coordinato. Le interfacce API e le soluzioni cloud permettono di sviluppare integrazioni graduali, adattabili alle esigenze aziendali, rendendo questa trasformazione accessibile anche a realtà di medie e piccole dimensioni. Investire in un sistema integrato significa migliorare la sicurezza, valorizzare le competenze e costruire una gestione più strategica e competitiva.

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Il tecnico della qualità in azienda e in cantiere | Vistra

Il tecnico della qualità è una figura chiave nelle aziende e nei cantieri, con la responsabilità di verificare che prodotti e processi rispettino gli standard stabiliti. La formazione di questo professionista comprende conoscenze tecniche specifiche, corsi di specializzazione e certificazioni come la ISO 9001, affiancate da capacità trasversali quali problem-solving e comunicazione efficace. Nel lavoro quotidiano, si occupa di analizzare procedure, eseguire misurazioni e condurre audit interni, per individuare eventuali aree di miglioramento e assicurare la conformità normativa.

La sua collaborazione con reparti come produzione e ingegneria consente di risolvere le non-conformità in modo rapido e strutturato, mantenendo alto il livello di qualità e la soddisfazione del cliente. Anche in cantiere, la sua presenza risulta preziosa per supervisionare l’intero processo costruttivo, garantendo materiali adeguati e metodi di lavoro corretti. In un panorama in costante evoluzione tecnologica, il tecnico della qualità adotta strumenti digitali sempre più avanzati per potenziare le analisi, contenere i rischi e facilitare l’innovazione dei processi.

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Safety e security: integrazione della sicurezza sul lavoro e della sicurezza fisica durante le trasferte | Vistra

La protezione dei lavoratori durante le trasferte aziendali richiede l’integrazione di safety e security per affrontare sia i rischi interni legati all’ambiente di lavoro sia le minacce esterne, come criminalità e terrorismo. La figura del professionista della security, definita dalla norma UNI 10459, è centrale nell’elaborare politiche di sicurezza, gestire emergenze e formare i lavoratori, garantendo la protezione di persone e beni aziendali. L’adozione di linee guida come la norma ISO 31030 permette una pianificazione dei viaggi che include la valutazione del contesto locale, la formazione del personale e lo sviluppo di protocolli per gestire le emergenze.

Casi come la sentenza Bonatti evidenziano la necessità di considerare rischi fisici e ambientali, sottolineando le responsabilità dei datori di lavoro nella tutela dei dipendenti in contesti internazionali. La pianificazione delle trasferte richiede strumenti di comunicazione sicuri, l’accesso a informazioni affidabili e l’utilizzo di tecnologie che garantiscano la sicurezza anche in condizioni critiche. Infine, è essenziale predisporre coperture assicurative complete, adattate ai rischi specifici delle destinazioni, per tutelare i lavoratori da eventuali incidenti o emergenze.

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ISO 53800: verso l’uguaglianza di genere nelle aziende | ISL

In Italia persistono significative disparità di genere, con un divario retributivo del 14,3% e una penalizzazione post-maternità che limita salari e opportunità di carriera per le donne. Sebbene le donne siano mediamente più istruite rispetto agli uomini, questo non garantisce loro migliori opportunità lavorative o una rappresentanza adeguata nei ruoli di vertice. Una maggiore partecipazione femminile al lavoro, come avviene in Germania, potrebbe aumentare la produttività e il PIL, riducendo le disparità economiche e sociali.

Politiche inclusive che favoriscono la conciliazione tra lavoro e vita privata possono abbattere le barriere strutturali e culturali che limitano l’occupazione femminile in Italia. Strumenti come l’ISO 53800 e la UNI/PdR 125 offrono linee guida utili per integrare l’uguaglianza di genere nelle strategie aziendali e nei sistemi di gestione. Anche se un vero cambiamento richiede una leadership consapevole e un impegno culturale per trasformare l’uguaglianza in un elemento centrale della crescita economica e sociale.

Puoi leggere l’articolo ISO 53800: verso l’uguaglianza di genere nelle aziende sul numero 11/2024 di ISL

Si può imparare a gestire le emergenze dalla Dana di Valencia? | Teknoring

Le alluvioni recenti in Valencia e in Romagna mettono in evidenza la crescente vulnerabilità ai fenomeni meteorologici estremi e la necessità di una gestione più efficace delle emergenze. Sebbene entrambe le regioni condividano rischi idrogeologici, si distinguono per infrastrutture e tradizioni nella gestione del territorio. Il consumo di suolo e la scarsa percezione del rischio in alcune aree hanno aggravato gli impatti, ma la solidarietà locale ha mostrato l’importanza delle reti sociali e del volontariato.

È fondamentale rafforzare le infrastrutture idrauliche, pianificare strategie di resilienza e coinvolgere attori economici nella difesa del territorio. Solo un approccio coordinato tra governi, amministrazioni locali e comunità può garantire risposte efficaci e sostenibili. Questi eventi rappresentano un’occasione per promuovere una cultura della prevenzione e della resilienza.

Puoi leggere l’articolo Si può imparare a gestire le emergenze dalla Dana di Valencia? su Teknoring.

Il decreto per la patente a punti: un nuovo approccio alla sicurezza nei cantieri? | ISL

La patente a punti per le imprese edili è un sistema introdotto per incentivare il miglioramento della sicurezza sul lavoro, che avrebbe l’obiettivo di premiare le aziende che adottano misure efficaci di prevenzione degli infortuni e penalizzando quelle che non rispettano le normative. La riforma dell’articolo 27 del Decreto Legislativo 81/2008, in realtà, non ha soddisfatto le aspettative, ma il decreto attuativo recentemente pubblicato potrebbe rappresentare un cambio di rotta, a condizione che si superi l’approccio punitivo e si promuova una cultura della prevenzione. Il sistema di crediti potrebbe incentivare le piccole imprese a collaborare con quelle più grandi, stimolando una maggiore professionalizzazione del settore.

Tuttavia, è curioso come le prime interpretazioni dell’INL facciano sembrare questa riforma l’ennesimo adempimento burocratico, invece di una reale opportunità di crescita. Sembra che la burocrazia abbia l’abilità di complicare anche i provvedimenti più semplici, rendendoli difficili da applicare in pratica. Un vero cambiamento richiede che tutte le parti interessate, indipendentemente da quale parte “appartengono”, valutino l’efficacia reale dei loro processi di sicurezza. Solo con un impegno concreto e diffuso, questo sistema potrà portare benefici tangibili.

Leggi l’articolo Il decreto per la patente a punti: un nuovo approccio alla sicurezza nei cantieri? sul numero 10/2024 di ISL.

Nuovo Corso e-Learning sulla Patente a Punti nei Cantieri

Ho appena completato la preparazione di un nuovo corso e-learning dedicato alla gestione del sistema della patente a punti nei cantieri. Riconosce 2 crediti formativi e ha un costo di 30 euro + IVA. Ma attenzione, non è il solito e-learning!

Grazie all’uso di uno strumento di sviluppo innovativo, questo corso privilegia l’interattività e l’apprendimento attivo, abbandonando la fruizione passiva a cui siamo abituati. Attraverso contenuti dinamici, quiz e attività pratiche, l’obiettivo è coinvolgere i partecipanti e facilitare una reale comprensione delle tematiche trattate.

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Cosa emerge e cosa manca nel rapporto sulla strage di Brandizzo? | Teknoring

L’incidente di Brandizzo, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, ha sconvolto l’opinione pubblica quando cinque operai hanno perso la vita sui binari ferroviari a causa di gravi falle nel sistema di sicurezza. La Commissione parlamentare d’inchiesta ha prodotto una relazione sull’incidente, ma il documento manca di una ricostruzione chiara e approfondita dei fatti, non analizzando le cause specifiche che hanno portato alla tragedia e focalizzandosi erroneamente sul comportamento umano come causa principale. Questo approccio ignora i fattori organizzativi, tecnici e sistemici che spesso sono alla base degli incidenti, limitandosi a proposte generiche e senza collegamenti evidenti ai problemi concreti nei processi.

Il concetto di “cultura della sicurezza” viene trattato in modo superficiale, senza proporre strumenti concreti per la sua implementazione, e la partecipazione dal basso, fondamentale per la valutazione dei rischi, viene menzionata senza riferimento a pratiche consolidate come le Job Safety Analysis. A differenza del rapporto sull’incendio della Grenfell Tower a Londra, che ha individuato responsabilità precise e proposto soluzioni concrete, il documento sull’incidente di Brandizzo risulta deludente, mancando di un’analisi chiara e approfondita delle responsabilità e offrendo proposte vaghe non ancorate a problemi concreti.

Per migliorare realmente la sicurezza sul lavoro, è necessario partire dalla conoscenza del sistema, riconoscere le sue falle e adottare misure concrete per correggerle, anziché limitarsi a discorsi generici che, senza azioni reali, non portano alcun progresso significativo.

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WHP: promozione del benessere aziendale | Vistra

Negli ultimi decenni, la sicurezza e il benessere nei luoghi di lavoro sono diventati temi sempre più rilevanti, coinvolgendo non solo la protezione fisica ma anche il benessere mentale e sociale dei lavoratori. La promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP), sostenuta dall’OMS sin dagli anni ’80, mira a migliorare la qualità della vita lavorativa e a prevenire le malattie attraverso interventi mirati, andando oltre le misure di sicurezza tradizionali. WHP non è solo un dovere etico e legale per le aziende, ma rappresenta un vantaggio strategico, aumentando la produttività, riducendo i costi legati a malattie e infortuni, e migliorando la soddisfazione e la fidelizzazione dei dipendenti.

È strettamente connessa agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, in particolare quelli riguardanti salute e benessere, lavoro dignitoso e crescita economica, e consumo e produzione responsabili, rafforzando l’importanza di un approccio olistico e sostenibile nella gestione delle risorse umane. In Italia, regioni come Friuli-Venezia Giulia e Lombardia stanno implementando programmi di WHP per creare ambienti lavorativi più sani e sicuri, focalizzandosi su alimentazione equilibrata, attività fisica, politiche antifumo e riduzione dello stress. Integrare strategie di sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro è fondamentale per creare un ambiente sano, produttivo e sostenibile, portando benefici sia ai lavoratori sia alle aziende nel lungo termine.

Puoi leggere l’articolo WHP: promozione del benessere aziendale sul blog di Vistra.

La UNI/PdR 159:2024 guida le aziende verso l’inclusione della disabilità | ISL

Una società civile dimostra la sua evoluzione prendendosi cura dei suoi membri più deboli e vulnerabili, un principio radicato nella storia e che si riflette anche in moderne iniziative internazionali come l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Questo programma mira a promuovere un progresso equo e sostenibile, evidenziando come il benessere individuale sia intrinsecamente collegato alla salute del pianeta e della comunità globale. Il concetto di ESG ha introdotto un cambio di paradigma, incentivando le aziende ad adottare pratiche sostenibili e responsabili, non solo per conformarsi a norme, ma per anticipare le esigenze future.

Parallelamente, normative come la Legge n. 68/1999 in Italia e la Prassi di Riferimento UNI/PdR 159:2024 mirano a migliorare l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, contribuendo sia a ridurre l’isolamento sociale sia a stimolare la crescita economica. In questo contesto, l’inclusione lavorativa non è solo una questione di giustizia sociale, ma rappresenta una strategia che può portare vantaggi tangibili all’economia e alle aziende. Promuovere una cultura inclusiva e sostenibile riflette una sintesi di etica e pragmatismo, dimostrando come anche iniziative apparentemente motivate da necessità economiche possano favorire cambiamenti positivi su larga scala.

Puoi leggere l’articolo La UNI/PdR 159:2024 guida le aziende verso l’inclusione della disabilità sul numero 8-9/2024 di ISL.