No PPE, no access beyond this point – i cinque post più letti del 2020

Durante il lockdown del 2020 ho deciso di realizzare questo blog, dove scrivo dei temi che affronto nella vita professionale e raccolgo le pubblicazioni che faccio sulle riviste, cartacee e online, del settore. Qualcuno mi ha chiesto da dove viene la fotografia che uso come banner, e che dà il titolo al blog, No PPE, no access beyond this point. È stata scattata nel deserto egiziano, nei pressi di Aswan, dove mi trovavo per fare un audit al Benban Solar Park Project, il più grande parco fotovoltaico in Egitto, in costruzione. Mi è sembrata subito una scena buffa: da una parte il deserto, dall’altra il deserto, in mezzo una catenella di plastica su due picchetti, e quel cartello…

Bene, questo blog sta avendo una buona riuscita, mi serve per aumentare le interazioni con i miei colleghi e con i potenziali clienti, e sto raggiungendo il mio obiettivo. Come auspicio per un buon, 2021 vorrei riepilogare qui i cinque post che sono stati più letti nel 2020:

Al quinto posto c’è Il vortice PDCA, un articolo che nasce dall’idea che i sistemi di gestione possano essere fortemente integrati nelle attività delle organizzazioni, tanto che i loro concetti fondamentali (il ciclo PDCA, appunto) diventino il consueto modus operandi per tutti i processi.

Al quarto posto un articolo di contenuto politico: Italia, Giappone e COVID-19 – numeri al confronto. Come tecnico, e con un lontano retaggio da sportivo agonistico, guardo ai numeri per valutare la riuscita o l’insuccesso delle cose. La pandemia ha chiesto all’Italia il pagamento di un pedaggio straziante: al 31 dicembre 2020 74.159 italiani erano ufficialmente morti a causa del COVID-19, una prestazione che ci mette al quarto posto mondiale della triste classifica dei decessi. L’Italia (60 milioni di abitanti), è superata dagli USA (328 milioni), Brasile (209 milioni), India (1 miliardo e 353 milioni) e Messico (126 milioni). Nella classifica di morti ogni 100k abitanti siamo terzi al mondo, con un punteggio di 119,5. Peggio di noi hanno fatto solo la Slovenia (124,8) e il Belgio (166,7).

Con questi numeri io non credo che il principale problema siano i criteri di come sono registrati i decessi, o la possibile attitudine di alcuni governi di addomesticare i numeri. Se fossi ancora uno sportivo mi chiederei cosa fanno gli altri meglio di me per copiare i loro metodi di allenamento. Come tecnico cercherei di individuare le mie debolezze e analizzerei le buone prassi altrui. Come cittadino non posso accettare il sopire e troncare come fondamento dell’azione politica.

Al terzo posto l’articolo ISO 45001 requisito 8: attività operative. L’ottava puntata della serie che sto scrivendo da un po’, dove analizzo punto per punto il più recente standard sui sistemi di gestione per la salute e la sicurezza.

Il secondo posto è occupato da Gestione del rischio e genesi dell’errore umano nel metodo di Reason. Il lavoro di tanti precursori, tra i più conosciuti è W.E. Deming, qui parlo di James Reason, è ai fondamenti della nostra professione ma è poco conosciuto, almeno al livello dei “praticanti”. Qui ho solo iniziato il lavoro di scavo che mi propongo di continuare nel 2021.

Al primo posto ancora un articolo di carattere politico: Chi ci governa non si è mai occupato di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro!, dove non mi lamento – come qualcuno ha pensato, fermandosi solo al titolo – della trascuratezza dei nostri governanti riguardo alla sicurezza sul lavoro. La mia analisi, piuttosto, riguarda i fallimenti dei nostri amministratori nel predisporre le misure di mitigazione per il contagio da SARS-CoV-2 al rientro dalle attività estive. Senza dubbio, ci sono state lacune nella loro programmazione e nella loro implementazione, problemi che sono familiari a chi si occupa di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e che i bravi tecnici e i manager competenti hanno imparato a prevedere, riconoscere e mitigare.

Comunque, ringrazio i miei lettori da trentacinque nazioni – da A di Albania a Z di Zimbabwe – diversi dei quali stanno mostrando il loro apprezzamento, visitando il sito con regolarità. Un risultato che mi soddisfa, per appena qualche mese di attività, e auguro loro un felice e prospero 2021.

Autore: Antonio Pedna

Dopo avere lavorato oltre vent’anni per grandi imprese italiane nel mondo delle infrastrutture, in Italia e all’estero, ho deciso di intraprendere la libera e professione. Il mio lavoro è aiutare le imprese che vogliono migliorare le loro prestazioni di qualità, salute e sicurezza, ambiente e sostenibilità. Sono un consulente per le organizzazioni, specialmente quelle che costruiscono e gestiscono infrastrutture in giro per il mondo. Analizzo i progetti ed eseguo audit per aiutarle a migliorare i loro processi e scegliere i propri appaltatori. Offro servizi di mentoring, per condividere la mia esperienza con i giovani HSE manager e le loro aziende e faccio formazione a tutti i livelli: lavoratori, supervisori, manager. Scrivo su riviste, siti web e ho un podcast dove parlo delle novità del settore e spiego le tecniche consolidate per la gestione HSE. Sono laureato in architettura e ingegneria edile, iscritto all’Ordine degli Architetti della provincia di Milano, Technical Member IOSH (Institution of Occupational Safety and Health), Associate Member IEMA (Institute of Environmental Management and Assessment), Associate ICW (Institute for Collaborative Working) e socio AIAS, l'Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza. Ho conseguito un NEBOSH IGC e un FIDIC Module 1, sono lead auditor/auditor certificato per sistemi di gestione qualità, sicurezza e ambiente e ho lavorato come responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) per diverse grandi imprese nel settore delle costruzioni. Come coordinatore in fase di progettazione e di esecuzione (CSP/CSE) ho seguito lavori infrastrutturali per circa 10 miliardi di euro.

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