Un’azienda responsabile è il caso anche che faccia una valutazione riguardo la sua risorsa più importante, le persone. Questa pandemia ci ha segnato: le angosce durante le lunghe settimane di lockdown, la perdita di socialità, le persone che ci hanno lasciato, la paura del contagio alla ripresa delle attività, il futuro incerto, il lavoro, i figli… Un intervento per gestire le fragilità che si sono accumulate in questi mesi, con particolare riguardo alla capacità dell’azienda e dei manager di trasmettere informazioni, potrebbe fare la differenza.
Leggi il mio articolo su Teknoring: Lockdown Covid-19: cosa può fare l’azienda che riapre le sue sedi?
Autore: Antonio Pedna
Il decreto semplificazioni (bis)
Il Codice dei contratti pubblici, D.Lgs. 50/2016, è stato pubblicato nell’aprile del 2016. Da allora è stato “rettificato” (luglio 2016), modificato dalla legge 19/2017, dalla 205/2017 e dalla 37/2019. Nel frattempo, è insorto il vezzo di dare nomignoli ai provvedimenti, così abbiamo avuto un decreto “correttivo” (56/2017), un primo “semplificazioni” (135/2018), uno “sblocca cantieri” (32/2019), il “fiscale” (124/2019), il “#CuraItalia” (18/2020) e il “#Rilancio” (34/2020), per arrivare, finalmente, al più recente “semplificazioni”. Il Codice ha poi un regolamento, che però è ancora in bozza (259) articoli, per cui si usa ancora il precedente, D.P.R. 207/2010, una ventina di provvedimenti attuativi emanati da vari ministeri, 15 delibere dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Sono necessarie misure per facilitare l’avvio di opere pubbliche, come contromisura contro la crisi indotta dal #Covid19, allo scopo di consentire l’aumento della capacità di spesa in consumi e investimenti da parte delle famiglie e delle imprese. Speriamo non si limitino agli auspici dei titoli.
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ISO 45001 requisito 8: attività operative
Per procedere con ordine, è consigliabile che i processi necessari a soddisfare i requisiti dello standard e attuare le azioni pianificate, siano analizzati e descritti (8.1.1). Quali sono questi processi? Sono quelli che ricadono all’interno dello scopo del sistema di gestione, e quindi tutte quelle attività svolte dall’organizzazione, che possono avere impatto sulle prestazioni di SSL dell’organizzazione, oltre a quelli previsti dal SSL stesso per tenere sotto controllo queste stesse attività: in parole povere, i processi previsti dallo standard per la propria esistenza ed efficienza.
Il termine processo fa parte delle definizioni comuni a tutti i sistemi di gestione basati sull’HLS ed è inteso come quell’insieme di attività correlate o interagenti che trasformano input in output e si presta ad essere descritto come un diagramma di flusso. Ma questo è solo una parte dell’esame; dal momento che sull’analisi dei processi sarà svolto molto lavoro, è consigliabile che la descrizione sia completata da:
- Un nome e una definizione;
- La descrizione dei dati di input;
- La descrizione del processo stesso, meglio se a blocchi;
- La descrizione degli output previsti;
- Le responsabilità associate al processo, ovvero quali sono i ruoli rilevanti coinvolti e quali sono i comportamenti attesi;
- L’analisi dei rischi e delle opportunità correlate al processo;
- La descrizione degli indicatori che sono stati individuati per il controllo del processo;
- L’individuazione delle informazioni documentate rilevanti per il processo;
- L’indicazione degli obiettivi che ci si pone all’interno del processo e, se rilevante, la loro pianificazione.
Leggi l’articolo sul numero 9/2020 di Ambiente & Sicurezza.
Si dice che da una crisi possono nascere opportunità
È così anche per una delle conseguenze della pandemia di COVID-19, la DAD: la didattica a distanza.
Abbracciata frettolosamente con il lockdown di marzo, è uno strumento che potrà tornare utile in futuro, per tanti aspetti. Pensiamo ad esempio agli studenti costretti a casa per malattie che richiedono degenze brevi o lunghe, ma anche all’opportunità di mantenere coinvolti insegnanti che per età o condizione della salute vorrebbero continuare a dare il loro contributo ma non possono. Purtroppo, l’Italia si colloca al 24mo posto tra i 28 stati membri dell’UE nell’indice di #digitalizzazione dell’economia e della società (DESI), elaborato dalla Commissione europea per il 2019. Fanno peggio di noi solo Polonia, Grecia, Romania e Bulgaria e ciò, oltre ad essere un brutto colpo per la nostra autostima, è anche un altro dei motivi che ci consiglierebbero di investire sulla didattica a distanza: gli studenti di oggi saranno i cittadini digitali di domani.
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“Imparare la democrazia con la matematica”. Chiara Valerio ad Huffpost | L’HuffPost
Alla radice, Chiara Valerio contesta l’idea che il sapere scientifico sia un affare da specialisti, come generalmente viene considerato: “Io stessa, che faccio caso a questi particolari, mi stupisco se una persona non conosce l’inizio della Divina Commedia, ma non mi sorprendo se qualcuno mi dice che non conosce il teorema di Pitagora. Voglio dire che la conoscenza della matematica, della chimica, della fisica, non è considerata necessaria alla cultura generale. È il motivo per cui se una persona studia la filosofia, la storia o la letteratura può venire subito considerato un intellettuale. Se studia ingegneria, no”.
“Imparare la democrazia con la matematica”. Chiara Valerio ad Huffpost | L’HuffPost
Sono convinto – da sempre – che non esista nessuna cesura tra sapere umanistico e sapere tecnico e che, anzi, esista solo il sapere, che è una costante curiosità famelica che ci spinge a cercare di comprendere quello che ci circonda, senza esserne mai sazi.
Siamo noi, gli adulti
Siamo noi, gli adulti, a dover mettere a disposizione ai nostri ragazzi gli strumenti, personali e morali prima che tecnici, per potere gestire questa nuova condizione generata dalla pandemia. La tecnica la conosciamo: identificazione precoce dei sintomi, distanziamento sociale, protezione degli altri e nostra, e discutere sul metro o sui venti centimetri, sulla mascherina di comunità o quella chirurgica, è un passatempo ozioso. Sicuramente la scuola si è fatta trovare impreparata da questa condizione, come del resto tutto il Paese, ricordate le terapie intensive a marzo? E le mascherine? Ma questo non deve essere un buon motivo per tirarsi fuori dal gioco. Abbiamo due scelte di fronte a noi: affrontare il futuro cercando di fare del nostro meglio o chiuderci nel prossimo lockdown gridando “governo ladro” dal balcone. Perché vi potete scordare di fare #smartworking dalle Bahamas.
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Comunicare il COVID-19
Enti, governi ed organizzazioni stanno facendo del loro meglio per gestire la comunicazione di questa condizione in cui ci siamo imbattuti. Chi lo ha fatto così così, chi è riuscito meglio: in fondo è la prima volta nelle nostre vite che capita questa condizione. Occorre però dare conto anche di quello che la teoria dell’informazione chiama “rumore”, che è tutto ciò si frappone tra emittente e destinatario dei una comunicazione, compromettendo la ricezione del messaggio.
Alcuni tra i principali produttori di rumore sono stati i media stessi, giornali e televisioni che, probabilmente spinti più da spirito di competizione che da quello di servizio, spesso hanno alzato i toni e moltiplicato le voci discordanti, facendo confusione. Assieme a questi dobbiamo annoverare altri professionisti della comunicazione: i politici. Così come per alcuni media, questa crisi ha messo a nudo il fatto che il fine della ricerca assoluta del consenso è un valore negativo: utilizzare la pandemia per migliorare il proprio posizionamento tra gli elettori, aumentando la visibilità è stata una scelta scellerata, che ha letteralmente provocato vittime.
Prossimamente su Soluzioni Tecniche per la sicurezza, numero 2/2020 di Igiene & Sicurezza del Lavoro di Wolters Kluwer.
Focolai Covid nelle scuole: le indicazioni dell’ISS
Il 21 agosto l’Istituto Superiore di Sanità, l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale in Italia, posto sotto la vigilanza del Ministero della salute, che svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di #salute ha pubblicato il suo Rapporto ISS #COVID19 n.58/2020 dal titolo Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS CoV 2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia. Questo documento affronta una serie di scenari verosimili, legati alla presenza di alunni o operatori scolastici con sintomi da COVID-19 a scuola come a casa, definendo punto per punto le misure da adottare. Dal momento che è una battaglia che si combatte anche con una comunicazione corretta, da segnalare il percorso informativo in FAD predisposto dall’ISS, nonché la pianificazione di interventi su media, come brochure, video e l’irrinunciabile web, destinati a genitori, studenti, personale della scuola, ma anche alla stampa.
Prepararsi alla revisione dello standard ISO 9001
La International Organization for Standardization, ISO, sta pianificando le attività per revisionare il fortunato standard ISO 9001 sui sistemi di gestione per la qualità, adottato da milioni di organizzazioni nel mondo.
Una delle iniziative che ha sviluppato è questo questionario, disponibile in più lingue, per raccogliere le voci delle persone che sono coinvolte nell’implementazione dei SGS nel loro aziende.
Il vortice PDCA
Il ciclo PDCA è alla base dei più diffusi tra i sistemi di gestione: una successione logica di attività che, però, in effetti vengono svolte in parallelo, almeno per la maggior parte dei processi.
Intanto le misurazioni (check) delle attività avvengono mentre queste sono eseguite. È anche vero, però, che molte organizzazioni hanno trovato efficace organizzare il loro lavoro applicando il ciclo di Deming contemporaneamente a diversi processi o dipartimenti, pianificando e rivedendo continuamente la pianificazione, segmentando in “piccoli” PDCA quella che è di solito intesa come un’unica sequenza. Strutture che possono essere immaginate come la composizione di diversi cicli di Deming, tanti vortici, piccoli e grandi, compresi in quello che tiene sotto controllo tutta l’organizzazione, con momenti del riesame incrementali.