Siamo noi, gli adulti

Siamo noi, gli adulti, a dover mettere a disposizione ai nostri ragazzi gli strumenti, personali e morali prima che tecnici, per potere gestire questa nuova condizione generata dalla pandemia. La tecnica la conosciamo: identificazione precoce dei sintomi, distanziamento sociale, protezione degli altri e nostra, e discutere sul metro o sui venti centimetri, sulla mascherina di comunità o quella chirurgica, è un passatempo ozioso. Sicuramente la scuola si è fatta trovare impreparata da questa condizione, come del resto tutto il Paese, ricordate le terapie intensive a marzo? E le mascherine? Ma questo non deve essere un buon motivo per tirarsi fuori dal gioco. Abbiamo due scelte di fronte a noi: affrontare il futuro cercando di fare del nostro meglio o chiuderci nel prossimo lockdown gridando “governo ladro” dal balcone. Perché vi potete scordare di fare #smartworking dalle Bahamas.

Antonio Pedna | LinkedIn

Comunicare il COVID-19

Enti, governi ed organizzazioni stanno facendo del loro meglio per gestire la comunicazione di questa condizione in cui ci siamo imbattuti. Chi lo ha fatto così così, chi è riuscito meglio: in fondo è la prima volta nelle nostre vite che capita questa condizione. Occorre però dare conto anche di quello che la teoria dell’informazione chiama “rumore”, che è tutto ciò si frappone tra emittente e destinatario dei una comunicazione, compromettendo la ricezione del messaggio.

Alcuni tra i principali produttori di rumore sono stati i media stessi, giornali e televisioni che, probabilmente spinti più da spirito di competizione che da quello di servizio, spesso hanno alzato i toni e moltiplicato le voci discordanti, facendo confusione. Assieme a questi dobbiamo annoverare altri professionisti della comunicazione: i politici. Così come per alcuni media, questa crisi ha messo a nudo il fatto che il fine della ricerca assoluta del consenso è un valore negativo: utilizzare la pandemia per migliorare il proprio posizionamento tra gli elettori, aumentando la visibilità è stata una scelta scellerata, che ha letteralmente provocato vittime.

Prossimamente su Soluzioni Tecniche per la sicurezza, numero 2/2020 di Igiene & Sicurezza del Lavoro di Wolters Kluwer.

Focolai Covid nelle scuole: le indicazioni dell’ISS

Il 21 agosto l’Istituto Superiore di Sanità, l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale in Italia, posto sotto la vigilanza del Ministero della salute, che svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di #salute ha pubblicato il suo Rapporto ISS #COVID19 n.58/2020 dal titolo Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS CoV 2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia. Questo documento affronta una serie di scenari verosimili, legati alla presenza di alunni o operatori scolastici con sintomi da COVID-19 a scuola come a casa, definendo punto per punto le misure da adottare. Dal momento che è una battaglia che si combatte anche con una comunicazione corretta, da segnalare il percorso informativo in FAD predisposto dall’ISS, nonché la pianificazione di interventi su media, come brochure, video e l’irrinunciabile web, destinati a genitori, studenti, personale della scuola, ma anche alla stampa.

Su HSE Manager Wolters Kluwer Italia

Prepararsi alla revisione dello standard ISO 9001

La International Organization for Standardization, ISO, sta pianificando le attività per revisionare il fortunato standard ISO 9001 sui sistemi di gestione per la qualità, adottato da milioni di organizzazioni nel mondo.

Una delle iniziative che ha sviluppato è questo questionario, disponibile in più lingue, per raccogliere le voci delle persone che sono coinvolte nell’implementazione dei SGS nel loro aziende.

Il vortice PDCA

Il ciclo PDCA è alla base dei più diffusi tra i sistemi di gestione: una successione logica di attività che, però, in effetti vengono svolte in parallelo, almeno per la maggior parte dei processi.

Intanto le misurazioni (check) delle attività avvengono mentre queste sono eseguite. È anche vero, però, che molte organizzazioni hanno trovato efficace organizzare il loro lavoro applicando il ciclo di Deming contemporaneamente a diversi processi o dipartimenti, pianificando e rivedendo continuamente la pianificazione, segmentando in “piccoli” PDCA quella che è di solito intesa come un’unica sequenza. Strutture che possono essere immaginate come la composizione di diversi cicli di Deming, tanti vortici, piccoli e grandi, compresi in quello che tiene sotto controllo tutta l’organizzazione, con momenti del riesame incrementali.

Il keeper test

Bella intervista sul numero di Sette in edicola il 4 settembre, a Wilmot Reed Hastings, il patron di Netflix. Nella sua azienda, racconta, i manager vengono incoraggiati a valutare regolarmente ogni dipendente per assicurarsi di avere la persona migliore in ogni ruolo, ponendosi questa domanda: «Se un membro del team dovesse dimettersi, cercherei di fargli cambiare idea oppure accetterei, magari con un pizzico di sollievo?» Nel secondo caso, gli si riconosce subito una buona liquidazione e si cerca qualcuno per cui si è disposti a lottare.

Bisogna vedere, Mr. Reed Hastings, non si può piacere a tutti. Quanti sono quelli che avrebbero “un pizzico di sollievo”, chi sono e, soprattutto, perché?

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Secondo l’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, alla fine del mese di agosto 59 paesi, sui 105 che hanno chiuso le scuole per prevenire il contagio dal COVID-19, stavano pianificando la loro riapertura a breve o le avevano già aperte. È chiaro che questo sta creando dei rischi, ma mantenerle chiuse può causare una lesione più grave ai nostri figli: a questa età la scuola è l’ambiente in cui vivono, sviluppano la loro socialità ed imparano ad essere membri di una comunità. Privarli di questo significa orbarli di una parte significativa del loro essere. Loro sono globalizzati ancora più di noi, e spesso si dimostrano più maturi di quanto crediamo, anche se saranno sempre i nostri piccoli. Diventeranno i medici, gli ingegneri e gli scienziati del futuro, e questa pandemia li plasmerà, che lo vogliamo o no. Spetta a noi, adulti di oggi sapere trasformare questa crisi in una opportunità per aiutarli ad imparare da essa, per sviluppare empatia e per migliorare la loro capacità di risposta alle avversità, allo scopo di creare adulti migliori e una società più solidale, domani.

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Secondo l’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, alla fine del mese di agosto 59 paesi, sui 105 che hanno chiuso le scuole per prevenire il contagio dal COVID-19, stavano pianificando la loro riapertura a breve o le avevano già aperte. È chiaro che questo sta creando dei rischi, ma mantenerle chiuse può causare una lesione più grave ai nostri figli: a questa età la scuola è l’ambiente in cui vivono, sviluppano la loro socialità ed imparano ad essere membri di una comunità. Privarli di questo significa orbarli di una parte significativa del loro essere. Loro sono globalizzati ancora più di noi, e spesso si dimostrano più maturi di quanto crediamo, anche se saranno sempre i nostri piccoli. Diventeranno i medici, gli ingegneri e gli scienziati del futuro, e questa pandemia li plasmerà, che lo vogliamo o no. Spetta a noi, adulti di oggi sapere trasformare questa crisi in una opportunità per aiutarli ad imparare da essa, per sviluppare empatia e per migliorare la loro capacità di risposta alle avversità, allo scopo di creare adulti migliori e una società più solidale, domani.

Leggi il mio nuovo articolo su Teknoring.

I piani della qualità nell’organizzazione aziendale e negli appalti

Un piano è un documento che descrive la strategia adottata per raggiungere un obiettivo, ovvero come tutte le attività vengono organizzate e coordinate per il fine che è stato dato. Per scrivere un buon piano, occorre determinare innanzitutto lo scopo, ovvero l’obiettivo; è poi necessario individuare i ruoli che saranno coinvolti per le operazioni, il comportamento atteso e le risorse messe a loro disposizione. Un elemento fondamentale per il piano è dimensione temporale: i piani hanno un inizio e una fine. Le attività che vengono gestite possono ripetersi periodicamente, a determinate scadenze o qualora si verifichino determinate condizioni.

Leggi l’articolo sul numero 8-9/2020 di Igiene e Sicurezza del Lavoro.

I piani della qualità nell’organizzazione aziendale

Può capitare che una organizzazione, certificata o meno, decida di intraprendere attività una tantum, o che svolga il proprio business realizzando prodotti o fornendo servizi le cui specifiche non sono standardizzabili o si ripetono con grandi variazioni. In questi casi può risultare efficace adottare un sistema in cui le informazioni documentate assumono caratteristiche diverse: un piano della qualità può essere utilizzato per definire la strategia adottata per assicurare la conformità del progetto ai requisiti. Questo è tipicamente il mondo della produzione di attrezzature o infrastrutture su progetto.

Questo è il contenuto del mio prossimo articolo che sarà pubblicato su Igiene & Sicurezza del lavoro. Seguimi per gli aggiornamenti.