Ho sviluppato un corso di aggiornamento per i lavoratori (sei ore) in linea con le previsioni del Decreto Legislativo 81 del 2008, che stabilisce le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro in Italia e richiede che i lavoratori ricevano una formazione periodica per garantire la loro sicurezza e promuovere la sostenibilità in azienda.
Questo nuovo corso, dal titolo Sicurezza e sostenibilità, copre una vasta gamma di argomenti, tra cui sicurezza, salute, ambiente e responsabilità sociale, oltre a concentrarsi sulla mobilità sostenibile, in linea con la norma, che richiede che i lavoratori siano formati su questi aspetti per garantire condizioni di lavoro sicure e promuovere pratiche sostenibili.
Una nuova Direttiva sulla Corporate Sustainability Due Diligence (CSDD) è stata adottata dal Parlamento Europeo. La CSDD impone alle aziende di esaminare e prevenire impatti negativi sulla sostenibilità delle proprie operazioni, includendo diritti umani e ambiente.
La direttiva richiede alle aziende di adottare politiche di due diligence, piani di transizione per il cambiamento climatico e collega la remunerazione del management a tali piani. Gli obiettivi dell’UE sono promuovere un’economia sostenibile e integrare meglio la sostenibilità nelle decisioni aziendali. Questo riflette in parte la legge tedesca Lieferkettengesetz, che può influenzare le aziende italiane con legami commerciali con aziende tedesche.
Gruppo Tecnico Specialistico Sostenibilità di AIAS
La Lieferkettengesetz (LkSG) è una legge tedesca che tutela i diritti umani e ambientali nella catena di fornitura delle aziende tedesche. In vigore dal 2023, si applica a imprese con oltre 3.000 dipendenti, interessando anche fornitori esteri. L’obiettivo è prevenire abusi e responsabilizzare le aziende. Ciò potrebbe impattare le aziende italiane che forniscono prodotti e servizi alla Germania. Il Gruppo Tecnico Specialistico Sostenibilità di AIAS sta sviluppando una guida per supportare aziende e professionisti italiani e tedeschi nell’adattarsi alla LkSG. La conformità potrebbe offrire vantaggi competitivi, ma ciò richiederà una maggiore trasparenza e adeguamenti operativi.
Parlare solo di tutela ambientale in relazione ai processi economici e produttivi è limitativo, poiché non tiene conto dell’evoluzione culturale ed economica che è stata messa in moto dal concetto di sostenibilità. Questa non riguarda solo la tutela dell’ambiente, ma anche l’integrazione di aspetti economici, sociali e culturali nella gestione delle risorse naturali. I cambiamenti culturali, sociali ed economici degli ultimi anni, hanno portato ad una maggiore consapevolezza dell’importanza della responsabilità sociale e ambientale nel processo produttivo.
Un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura professionale che si occupa della sicurezza nei luoghi di lavoro, e la sua formazione e la sua esperienza lo portano ad avere un approccio mentale basato sulla prevenzione e sulla gestione del rischio. Questo approccio può essere estremamente utile anche nella formulazione di un piano di azione sostenibile per l’azienda. Infatti, il RSPP ha già acquisito una buona conoscenza delle pratiche e dei comportamenti che possono ridurre i rischi e migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro: conoscenze che possono essere utilizzate per identificare le azioni e le misure necessarie per migliorare la sostenibilità dell’azienda.
La formazione sulla sicurezza sul lavoro è un aspetto cruciale per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori in qualsiasi ambiente lavorativo. Negli ultimi anni, ci sono state numerose tendenze nella formazione sulla sicurezza sul lavoro, che riflettono l’evoluzione delle tecnologie, delle normative e delle pratiche aziendali. Quali sono queste tendenze e come stanno influenzando la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
La formazione sulla sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti i settori. Le tendenze emergenti nella formazione sulla sicurezza sul lavoro stanno offrendo nuove opportunità per migliorare la formazione e proteggere i lavoratori da rischi e pericoli sul posto di lavoro.
Puoi leggere l’articolo Quali sono gli ultimi trend della formazione sulla sicurezza sul lavoro e come si evolvono? cliccando a questo link.
È facile prevedere che la Lieferkettengesetz avrà un impatto rilevante anche sugli operatori economici italiani. Le nostre aziende hanno una presenza significativa in diversi settori industriali in Germania e forniscono componenti e prodotti di alta qualità per molte grandi aziende tedesche in vari settori. In Germania, molte grandi organizzazioni sono approvvigionate da aziende italiane che operano in vari settori industriali. In particolare, queste fanno parte della catena degli approvvigionamenti in settori come l’automotive, l’industria dei macchinari, l’alimentare e l’elettronica.
Che questa nuova legge tedesca possa impattare sulle industrie italiane è un dato certo. È meno sicuro sbilanciarsi sull’entità dei cambiamenti che potrà mettere in moto. La Lieferkettengesetz ha suscitato un vivace dibattito pubblico in Germania, soprattutto nel mondo economico e politico, con posizioni contrastanti e molte critiche da parte di alcuni attori coinvolti. Da un lato, molti esperti e organizzazioni non governative hanno accolto favorevolmente la legge come un importante passo avanti per garantire il rispetto dei diritti umani e l’ambiente lungo la catena di approvvigionamento. La legge è stata vista come un modo per le imprese di assumersi maggiori responsabilità sociali e di contribuire a una maggiore sostenibilità globale.
D’altro canto, alcuni rappresentanti delle imprese e delle associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione per gli oneri amministrativi e i costi aggiuntivi che la legge potrebbe comportare per le aziende, soprattutto per le piccole e medie imprese. In particolare, è stata disapprovata l’ambiguità e la vaghezza dei requisiti di due diligence e l’incertezza sulle possibili sanzioni in caso di violazione della legge. Inoltre, la legge è stata criticata da alcuni attori politici come insufficiente e troppo limitata nell’ambito della tutela dei diritti umani e ambientali. Alcuni hanno sostenuto che la legge dovrebbe essere estesa ad altri settori e a una più ampia gamma di diritti umani, mentre altri hanno criticato la mancanza di una sanzione penale per le imprese che violano la legge.
In generale, il dibattito sulla Lieferkettengesetz riflette la complessità delle questioni relative alla responsabilità sociale delle imprese e alla sostenibilità a livello globale, e la difficoltà nel trovare un equilibrio tra gli interessi delle imprese e il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. I report sulle due diligence inizieranno ad apparire con il 2024 e le imprese italiane coinvolte nella catena di fornitura che fanno capo a organizzazioni tedesche stanno già iniziando a sentire i primi echi delle attività iniziate. Il nostro tessuto imprenditoriale si farà trovare impreparato?
Sembra che sempre più persone si siano spostando per garantirsi una vita dignitosa. Per quale motivo un essere umano, per la sola ventura di essere nato nell’Africa subsahariana o in Asia centrale, non ha il diritto di aspirare al medesimo livello di benessere del suo omologo che ha avuto la fortuna di venire alla luce a Treviso, Italia, o magari a Frensdorf, Germania, Crawfordville, USA, o Dandenong, Australia? Tutti questi avvenimenti rendono necessario ai governi dedicare sempre maggior risorse a controllare le conseguenze di questi avvenimenti, sottraendole alla difesa, all’istruzione, alla sanità e ai servizi sociali. Questo genera scontento tra i cittadini e pregiudica l’efficacia della politica pubblica.
I principi ESG sono la risposta che la leadership mondiale sta cercando di dare ai problemi epocali che si stanno manifestando in questi anni.
L’Unione Europea è stata fondata nel 1957 con il Trattato di Roma tra Francia, Germania, Italia e i Paesi Bassi, con il nome di Comunità economica europea (CEE). Lo scopo della CEE era quello di creare un’area comune di libero scambio e di stabilizzare gli scambi economici tra i paesi membri. Nel corso degli anni, la CEE si è evoluta in Unione europea (UE), che ha ampliato il suo obiettivo originale per includere la cooperazione politica e la creazione di un’unione monetaria. Nel 1992, il Trattato di Maastricht ha formalmente creato l’Unione europea e ha stabilito l’euro come moneta comune tra alcuni paesi membri. Attualmente, l’UE è composta da 27 paesi membri che lavorano insieme per raggiungere obiettivi comuni in materia di commercio, politica estera, ambiente e sicurezza.
Tra gli strumenti sviluppati per allineare le pratiche economiche nei paesi membri, ci sono anche le direttive UE sulla rendicontazione economica, che sono state studiate per garantire la comparabilità e la trasparenza dei bilanci delle società quotate in borsa in Europa. Questo allo scopo di consentire agli investitori e al pubblico in generale, di valutare la performance e la situazione finanziaria delle società e di prendere decisioni informate.
In Italia, secondo l’Istituto Centrale di Statistica, ISTAT, la dimensione media delle imprese è di 3,8 addetti; un po’ più elevata nell’industria (5,8) che nei servizi (3,2) . Inoltre, l’adozione di nuove normative o il cambiamento di quelle esistenti può comportare un impegno di tempo e risorse per adeguare le attività aziendali alle nuove disposizioni.
Il sistema di sicurezza e salute sul lavoro (SSL) in Italia è disciplinato da un impianto legislativo basato sulla legislazione comunitaria e nazionale, nonché sui contratti collettivi nazionali e aziendali. La principale carenza dell’impianto legislativo italiano in ambito di SSL è legata alla difficoltà di garantire il miglioramento nel tempo delle prestazioni relative alla sicurezza delle imprese.
Il nostro Paese, infatti, da decenni presenta sempre le stesse statistiche mediocri di incidenti e infortuni. Inoltre, l’adeguamento delle attività aziendali alle normative e standard in materia di SSL può comportare un impegno di tempo e risorse per le imprese che queste non si possono permettere, a causa della loro dimensione e della cattiva qualità della norma stessa, che non ne facilita l’applicazione e a causa anche di importanti freni culturali.
Puoi scaricare lo speciale Compliance normativa in ambito HSE: criticità e possibili novità a questo link (registrazione richiesta).
Nella foto, la Dhobi Ghat la più grande lavanderia a cielo aperto di Mumbay.
Scritto assieme a Helmut Lansbergen, consulente, auditor ISO 9001, ISO 28001, ISO 45001 e SA 8000 e docente.
Il termine inglese dumping individua la pratica commerciale scorretta di immettere sul mercato beni o servizi a prezzi che non coprono i costi per la loro produzione, in modo da manipolare il mercato. Il dumping sociale è il mancato rispetto delle leggi in materia di sicurezza, diritti del lavoratore e tutela ambientale, che consente a un’impresa di ridurre i costi di produzione e quindi di vendere le proprie merci a prezzi molto più bassi di quelli di mercato.
Sweatshop, è un termine della lingua inglese, testimoniato a partire dal 1892 per indicare luoghi di lavoro caratterizzati da condizioni povere, insicure e socialmente inaccettabili. In particolare, è interessante constatare che il termine sweat non indica solo il sudore, ma nel XIX secolo ha assunto anche il significato di lavoro pesante sottopagato.
Le buone prassi internazionali, i concetti ESG, hanno iniziato quindi a responsabilizzare le grandi organizzazioni che, essendo al vertice della propria filiera produttiva, hanno approfittato, a volte bassamente, dell’esternalizzazione dei processi produttivi, affidando la produzione ai cosiddetti sweatshop situati in paesi stranieri a bassissimo reddito, in modo da lucrare enormemente sui vantaggi economici generati dal rivendere le merci prodotte in economia, a caro prezzo nel primo mondo. Per la legge del contrappasso ora l’opinione pubblica e la legge, più o meno timidamente, chiedono loro di rendersi garanti delle condizioni lavorative non solo dei lavoratori che sono assunti direttamente da loro, ma anche e soprattutto di quelli impiegati lungo la catena di forniture, in milanese moderno supply chain: tutti coloro che sono coinvolti nei processi produttivi: appaltatori, subappaltatori e fornitori.
L’RSPP è quella figura che è entrata nel panorama professionale italiano nel 1994, quando il Decreto legislativo 626 recepì per la prima volta nel nostro paese la direttiva 391 del 1989. La seconda volta è stato nel 2008, quando è stato promulgato l’attuale testo unico, il decreto legislativo 81.
Ultimamente aziende e professionisti vogliono passare dal ruolo di RSPP a quello di HSE manager. Un po’ è a causa della globalizzazione: i rapporti professionali con aziende straniere si sono fatti più fitti e pervasivi. Una volta era semplicemente una questione di import-export, oggi si lavora molto di più fianco a fianco. HSE manager è come viene chiamato lo specialista della salute e sicurezza nella lingua degli affari, l’inglese. Ma è anche per la crescente rilevanza del concetto di sostenibilità: il dato economico positivo è pienamente accettabile solo se è accompagnato da un analogo successo nella tutela dell’ambiente e della comunità in cui si opera.
Puoi ascoltare l’episodio 10 del podcast “Il pericolo è il mio mestiere” su Spotify.