In Italia, l’e-learning è spesso sottovalutato a causa della bassa qualità e della mancanza di coinvolgimento nei corsi, influenzati dalla tendenza di cercare prezzi bassi. Questo ha generato una nicchia di corsi obbligatori per certificazioni professionali, percepiti come noiosi dai professionisti. Al contrario, in contesti internazionali, l’e-learning si caratterizza per l’uso diffuso di avanzati strumenti di sviluppo, consentendo la creazione di corsi dinamici e interattivi.
Ho deciso di sviluppare progetti e-learning che si basano sui contenuti che da qualche tempo diffondo attraverso riviste e social media. Utilizzando una combinazione di competenze acquisite nel corso di decenni e strumenti di sviluppo flessibili, mi sono posto l’obiettivo di creare corsi online di alta qualità e praticità, al livello degli esempi internazionali, integrando conoscenze consolidatesi nel tempo con le ultime tendenze e tecnologie. Questo approccio mira a offrire corsi e-learning competitivi sul mercato, garantendo un valore aggiunto che si distingue nell’ambiente formativo online.
La mia offerta va oltre i corsi predefiniti; sono disponibile per presentazioni personalizzate e per progettare corsi su misura per le esigenze specifiche in ambito di qualità, tutela della sicurezza e dell’ambiente, e sostenibilità. Collaborando con aziende e organizzazioni formative, posso adattare i contenuti per garantire una formazione efficace e allineata agli obiettivi specifici, assicurando un approccio su misura che si integra perfettamente con le esigenze di ciascuna realtà aziendale. Per ulteriori informazioni o per discutere le possibilità di contribuire alla formazione della vostra organizzazione, sono disponibile per incontri e discussioni personalizzate.
Scopri i trend che hanno dominato il 2023 nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro, attraverso l’analisi degli articoli più letti su questo sito.
Classificato al quinto posto tra gli articoli più letti del 2023, “Abolito il Testo Unico sulla Sicurezza!” racconta di un colpo di scena del 1 aprile che ha visto il sottosegretario al lavoro, Felipe Jesus Catenacci, annunciare la cancellazione del Decreto Legislativo 81 del 2008. Il sottosegretario (inesistente) sostiene che questa riforma semplificherà gli oneri per le imprese senza compromettere la sicurezza dei lavoratori, generando reazioni divergenti: le associazioni imprenditoriali applaudono l’atto di coraggio, mentre i sindacati denunciano il pericolo per la vita e la salute dei lavoratori, annunciando una mobilitazione generale.
Al quarto posto tra gli articoli più letti nel 2023 si trova “Cultura della sicurezza e consapevolezza“, pubblicato su ISL numero 5/2021. L’articolo affronta l’importanza della cultura della sicurezza emersa da approfondite indagini su grandi incidenti lavorativi. Definendo la cultura della sicurezza come un patrimonio di sensibilità, competenze e capacità tecniche, si concentra sulla protezione dei lavoratori, la valutazione dei rischi e la padronanza delle soluzioni tecniche per controllare i pericoli, sottolineando la diversità di questi elementi in ambiti profondamente distanti dell’esperienza umana.
Al terzo posto tra gli articoli più letti nel 2023 su ISL numero 6/2021 si trova “L’uomo che cercava gli errori: i modelli di James T. Reason“. Reason, autore del modello del formaggio svizzero, usa una metafora in cui i processi sono rappresentati come fette di formaggio con buchi che simboleggiano errori umani o guasti. L’incidente è latente finché i buchi non si sovrappongono, sottolineando l’importanza della ridondanza nei sistemi di sicurezza. Reason integra la sua tassonomia con il concetto di difesa profonda di John Wreathall, strutturando il modello delle cause di incidente in cinque elementi, tra cui l’organizzazione, le precondizioni e le difese umane, tecniche e organizzative.
Al secondo posto tra gli articoli più letti del 2023 spicca “Quando chiedere le idoneità alla mansione nei lavori in appalto?“, un contributo originale di questo sito. L’articolo esamina la pratica di richiedere certificati di idoneità alla mansione per i lavoratori in appalto, mettendo in evidenza la mancanza di chiarezza tra le aziende in merito. Si evidenzia il rischio legale associato a questa prassi come precauzione per garantire l’idoneità dei lavoratori appaltatori. Il testo si addentra anche nel contesto normativo del GDPR, sottolineando la necessità di trattare con cautela i dati sanitari dei lavoratori. L’autore suggerisce che la raccolta di certificati potrebbe risultare inutile e propone un’alternativa più intelligente: utilizzare le informazioni aggregate sui dati sanitari e di rischio dei lavoratori prodotte annualmente dal Medico competente aziendale. Infine, l’articolo promuove l’adozione di approcci più efficaci nella gestione del rischio, nel rispetto delle tutele già presenti nel sistema di prevenzione.
L’articolo più letto di questo sito nel 2023, confermando il successo del 2022, è “Quando si aggiorna il Piano di sicurezza e coordinamento?” originariamente pubblicato su LinkedIn nel 2019. Esamina la questione dell’aggiornamento del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) alla luce di una recente sentenza della Corte di Cassazione, delineando la distinzione tra “aggiornare” e “adeguare” il PSC, esplorando le circostanze in cui modifiche al piano sono necessarie. Si enfatizza l’importanza di motivare le modifiche in base a criticità effettive, affrontando le sfide legate alle interferenze lavorative e proponendo misure di sicurezza adeguate per gestire i ritardi. Si incoraggia il CSE a essere proattivo nel gestire inefficienze dell’appaltatore e a non accettare riduzioni delle tutele di sicurezza senza una giustificazione documentata. Infine, si sottolinea il ruolo cruciale del professionista nel superare cliché e nel promuovere, spiegare e diffondere buone pratiche.
Grazie a tutti i lettori per la fiducia accordata nel corso di quest’anno! È stato un piacere condividere informazioni e riflessioni con voi. Vi auguro un sereno finale d’anno e i migliori auguri per il 2024. Continuiamo a esplorare, imparare e condividere! A presto! 🌟
Questo video è la mia comunicazione al Seminario organizzato dalla Fondazione Marco Biagi e dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, tenutosi il 28 novembre 2023. I documenti ufficiali dell’evento saranno presto resi disponibili.
L’evoluzione del ruolo tradizionale del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) nei luoghi di lavoro verso la figura dell’HSE Manager riflette una spostamento verso un approccio più attivo e strategico. Questo professionista collabora strettamente con la direzione aziendale per garantire un sistema prevenzionistico efficace, superando la mera conformità normativa e promuovendo una cultura aziendale orientata alla sicurezza.
L’HSE Manager può avere un ruolo fondamentale nell’integrare la gestione della sostenibilità aziendale, promuovendo innovazione e aderenza agli standard di sostenibilità. Concentrandosi sulla prevenzione anziché sulla difesa legale, l’HSE Manager può guidare l’azienda verso una crescita responsabile, posizionandola come leader nella sicurezza occupazionale e sostenibilità ambientale.
L’Italia ha ratificato diverse convenzioni ILO, garantendo un quadro normativo ancorato a principi universalmente riconosciuti, come la libertà di associazione, il diritto alla contrattazione collettiva e l’abolizione del lavoro forzato. Le organizzazioni internazionali come l’ONU e l’ISO influenzano la normazione tecnica, collaborando per raggiungere obiettivi globali di interesse comune.
La salute e la sicurezza sul lavoro sono integrate nei principi ESG (Environmental, Social, and Governance) legati agli investimenti economici, evidenziando l’impegno delle organizzazioni verso una gestione sostenibile. L’approccio integrato, che include norme internazionali, legislazione nazionale e incentivi economici, è cruciale per garantire il benessere dei lavoratori e la sostenibilità aziendale nel contesto di un ambiente lavorativo sicuro e prospero.
L’HSE manager, o Responsabile del Sistema di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, svolge un ruolo fondamentale nell’ambito aziendale, garantendo il rispetto delle normative e la promozione di un ambiente di lavoro sicuro. In Italia, il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) rappresenta il punto di partenza per la qualificazione, seguendo le linee guida stabilite dalla UNI 11720, che definisce i requisiti per la formazione e l’aggiornamento professionale del personale addetto alla prevenzione aziendale.
Tuttavia, per una prospettiva internazionale, la certificazione NEBOSH International General Certificate gioca un ruolo chiave. Questo corso fornisce una panoramica globale delle pratiche di salute e sicurezza sul lavoro, garantendo che gli HSE manager siano preparati ad affrontare sfide e standard internazionali.
Inoltre, i professionisti nel campo HSE possono ottenere riconoscimenti attraverso i professional board di IOSH (Institution of Occupational Safety and Health) e IEMA (Institute of Environmental Management and Assessment). La certificazione da parte di questi organismi internazionali offre una validazione aggiuntiva delle competenze dell’HSE manager, dimostrando un impegno verso gli standard più elevati nel settore. La qualificazione internazionale dell’HSE manager è un processo in continua evoluzione, in linea con gli sviluppi normativi e le best practice globali. La combinazione di formazione nazionale, come il RSPP italiano, e certificazioni internazionali come NEBOSH, IOSH e IEMA, offre un quadro completo per gli HSE manager che aspirano a operare su scala globale, garantendo la sicurezza e il benessere nei luoghi di lavoro in tutto il mondo.
Diventa sempre più necessario adattarsi alle condizioni climatiche in evoluzione attraverso l’adozione di pratiche lavorative flessibili, quali la programmazione stagionale degli interventi e lo spostamento delle attività notturne. Queste misure mirano ad attenuare gli impatti delle condizioni meteorologiche estreme sulle operazioni aziendali e sulla salute dei lavoratori. La necessità di rivedere le strategie di insediamento dei complessi produttivi si manifesta in risposta alle frequenti alluvioni, suggerendo l’adozione di approcci resilienti. Questi includono l’elevazione delle risorse critiche e la costruzione di barriere difensive al fine di garantire la stabilità operativa.
La gestione del microclima nei vasti spazi industriali diventerà sempre più di primaria importanza per mantenere il comfort termico dei lavoratori durante i mesi caldi, richiedendo l’adattamento degli impianti di climatizzazione. Nel contesto della gestione delle catene di approvvigionamento, sarà fondamentale considerare gli impatti potenziali degli eventi climatici estremi, utilizzando l’analisi geografica per individuare le aree a rischio e adottando misure preventive. Tutto questo sottolinea l’importanza di sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico e garantire la continuità operativa.
L’analisi accurata delle cause degli infortuni sul lavoro è di fondamentale importanza nell’ambito della gestione della sicurezza aziendale. Identificare le ragioni alla base degli incidenti consente di adottare misure correttive mirate, prevenendo la ripetizione di eventi indesiderati e migliorando complessivamente la sicurezza sul luogo di lavoro. La corretta analisi delle cause fornisce una visione approfondita dei fattori contribuenti agli incidenti, permettendo di individuare non solo le cause immediate, ma anche quelle sottostanti e di radice. Questo approccio stratificato consente di affrontare il problema in maniera completa, affrontando le cause alla loro origine anziché limitarsi a trattare i sintomi.
Questo percorso didattico mira a fornire competenze approfondite nell’analisi delle cause degli infortuni, utilizzando modelli avanzati e metodologie collaudate. La formazione sarà strutturata per comprendere non solo le tecniche di indagine, ma anche l’importanza della coerenza nei passaggi analitici, dalla causa immediata alle radici del problema. Il progetto del corso si basa sull’idea che la prevenzione degli incidenti non debba limitarsi a risolvere singoli casi, ma debba mirare a sviluppare un modello organizzativo teorico, finalizzato a prevenire futuri incidenti, promuovendo un ambiente di lavoro sicuro attraverso l’identificazione e la mitigazione dei fattori di rischio.
La formazione include esercitazioni pratiche per consentire ai partecipanti di applicare concretamente le conoscenze acquisite. Inoltre, sarà posta particolare attenzione a stimolare una comprensione approfondita delle diverse interpretazioni degli eventi, promuovendo un approccio oggettivo e professionale nelle indagini. L’obiettivo finale è dotare i tecnici della sicurezza delle competenze necessarie per condurre indagini efficaci sugli infortuni, contribuendo così a promuovere la sicurezza e il benessere sul luogo di lavoro.
La partecipazione attiva degli addetti alla sicurezza sul posto di lavoro è fondamentale per prevenire incidenti e promuovere una cultura della sicurezza. Questi professionisti, se adeguatamente valorizzati in azienda, contribuiscono a creare un ambiente di lavoro più sicuro e protetto: la loro conoscenza approfondita dei protocolli di sicurezza e la collaborazione con i lavoratori sono cruciali per identificare rischi e proporre soluzioni.
La formazione e la verifica costante delle procedure di sicurezza sono passaggi essenziali per garantire la sicurezza sul lavoro. Solo attraverso l’impegno attivo degli addetti alla sicurezza è possibile assicurare un ambiente lavorativo sicuro e promuovere una cultura della sicurezza solida.
L’articolo Partecipazione attiva degli addetti alla sicurezza sul posto di lavoroè offerto da Job81.
Ho sviluppato un corso di aggiornamento per i lavoratori (sei ore) in linea con le previsioni del Decreto Legislativo 81 del 2008, che stabilisce le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro in Italia e richiede che i lavoratori ricevano una formazione periodica per garantire la loro sicurezza e promuovere la sostenibilità in azienda.
Questo nuovo corso, dal titolo Sicurezza e sostenibilità, copre una vasta gamma di argomenti, tra cui sicurezza, salute, ambiente e responsabilità sociale, oltre a concentrarsi sulla mobilità sostenibile, in linea con la norma, che richiede che i lavoratori siano formati su questi aspetti per garantire condizioni di lavoro sicure e promuovere pratiche sostenibili.
Il sistema legale nel nostro Paese non richiede obbligatoriamente investigazioni approfondite per gli infortuni sul lavoro; le leggi si concentrano principalmente sulla denuncia e registrazione degli incidenti, con requisiti minimi per le informazioni fornite. Tuttavia, le buone pratiche professionali richiedono un’indagine più completa per comprendere le cause degli eventi, e le aziende dovrebbero fornire formazione adeguata agli investigatori, poiché le indagini per ricostruire gli incidenti non cercano una verità univoca ma costruiscono modelli plausibili degli eventi e delle cause. È fondamentale comprendere le cause immediate, sottostanti e radice, fornendo una prospettiva sistematica e completa.
Un’adeguata formazione è essenziale per le aziende che intendono condurre indagini sugli incidenti perché, sebbene le leggi non ne impongono la necessità, la pratica professionale moderna enfatizza l’importanza di indagini dettagliate per migliorare la prevenzione degli infortuni. Le indagini dovrebbero analizzare non solo gli incidenti, ma anche near-miss, atti e condizioni pericolose. La formazione di qualità deve includere esercitazioni pratiche, affrontando scenari reali e sviluppando le capacità di analisi, ricordando che la gestione delle relazioni durante l’indagine e le dinamiche interpersonali sono altrettanto importanti.