È una rivoluzione culturale che già stata registrata dalle norme del settore: il luogo di lavoro non è più solamente un incrocio tra organigrammi e attrezzature per la produzione, ma dove fondare e fare prosperare una comunità umana.
Quando Vincenzo Rossini di Wolters Kluwer mi ha proposto di realizzare un webinar sulla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro ho accettato immediatamente: mi piace mettermi alla prova con cose nuove. Poi ho incontrato i ragazzi di storielibere.fm, e tutto è diventato ancora più interessante.
Abbiamo provato a trattare questi argomenti con serietà ma in modo non serioso, non solo teoria, ma raccontando anche cosa c’è dietro. Spero che apprezzerete.
La corretta gestione dei progetti è fondamentale per la tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente, sempre che, naturalmente, questi fattori siano stati presi in considerazione nella fase di studio.
I principali organismi che lavorano con questo scopo sono i Servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro, SPSAL, delle Aziende Sanitarie Locali, ASL. Trattandosi, però, di enti pubblici che dipendono dalle amministrazioni regionali, occorre mettere in conto che questi nomi possono cambiare, a seconda del luogo in cui ci trova. Gli SPSAL diventano PSAL, SPSAL, SPreSAL, Spesal, SPISAL, Spisll, UOPSAL, UOML, PISLL, le ASL diventano AUS, ASDAA, SABSE, ASM, ASP, ASU, AS, ATS, ASUR, ASReM, APSS, USL o AULSS…
Il funzionario ha il potere di raccogliere tutte le informazioni che sono necessarie per verificare il rispetto della norma, mediante l’osservazione diretta dei processi e delle attività in corso, domande ai presenti o la richiesta di esibire documentazione. Questa potrà essere prelevata in originale o in copia. Se non è presente, dovrà essere resa disponibile, in un secondo tempo, nelle modalità stabilite dall’ispettore, che normalmente vengono concordate, a meno di resistenze o di comportamenti sfuggenti da parte del soggetto ispezionato. Le attività che vengono svolte devono essere descritte nel verbale di sopralluogo, che deve essere compilato e consegnato al termine della visita.
E è bello segnalare questa iniziativa di European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA) l’agenzia di informazione dell’Unione Europea nel campo della sicurezza e della salute sul lavoro, il thesaurus multilingue riguardante la terminologia in materia di sicurezza e salute sul lavoro, pubblicato a marzo 2021, che segue gli analoghi glossari relativi ai disturbi muscoloscheletrici e alle sostanze pericolose.
Il corpo umano è progettato per funzionare al meglio in un ristretto intervallo di temperatura (e di umidità). Oltre ai limiti di questo intervallo, le sue prestazioni degradano rapidamente, arrivando a metterne a repentaglio il funzionamento stesso. Una esposizione prolungata a temperature e umidità elevate può provocare disturbi che vanno in crescendo da crampi, svenimenti, edemi – che sono l’esito della vasodilatazione prolungata causata dalle alte temperature, all’origine di fenomeni di ritenzione di liquidi negli arti inferiori – fino ad arrivare alla congestione, al colpo di calore, alla disidratazione e alla morte.
L’esposizione a basse temperature è già molto provante per l’organismo per conto suo, per il motivo che questo è chiamato a incrementare i suoi processi, il metabolismo, allo scopo di produrre un surplus di calore con il quale bilanciare quello disperso nell’ambiente. In più i capi di vestiario e gli scarponi pesanti che è necessario indossare in queste situazioni, costringono il lavoratore ad uno sforzo extra, magari amplificato dalla necessità di muoversi nella neve.
I lavoratori esposti a basse temperature possono incorrere a vari disturbi agli arti, che possono essere la perdita di sensibilità, le malattie croniche di origine reumatica, i raffreddamenti delle vie respiratorie, problemi alle vie urinarie o al sistema nervoso e circolatorio periferico, fino ai geloni, che sono lesioni localizzate e reversibili dei tessuti molli, che consistono in dolorose infiammazioni dei piccoli vasi sanguigni della pelle.
Eastern Europe, the Middle East and, in general, developing countries, are among the most common destinations. Underestimating issues relating to safety and the environment, perhaps believing that these areas have not yet developed a sensitivity to these issues comparable to that of other countries, can be an error of assessment that will be paid dearly. In fact, it happens that these initiatives are financed by big international development banks, such as IFC, World Bank, EBRD, ADB, which is generally referred to by the collective name of Lenders, or promoted by international companies extremely sensitive to these issues, which have developed very stringent rules of conduct relating to the environment, safety and relations with the local communities.
It can be safely said that one of their main objectives, is to obtain and maintain the consent of all interested parties, starting from the populations directly concerned, up to the audience of the administrators and politicians involved, passing through the local entrepreneurial fabric to finish to the local and international public opinion. Therefore, regardless of what legislation requires and how it is actually applied, a condition that varies according to particular local and national sensitivities, for the development banks the activation and continuous updating of an evaluation of the effects of the project, which starts from local environmental, ecological and social considerations, to extend to the more general consequences on the professional and economic communities, proportionate to the scale of the project, up to where the influence of the promoted activities can be extended.
Uno degli effetti della pandemia è che ci ha costretto a cambiare il modo in cui guardiamo le cose, e la nuova prospettiva ha mostrato un sacco di questioni irrisolte.
Vi segnalo questa nuova variazione sul modello del formaggio svizzero di James T. Reason, pubblicata il dicembre scorso sul New York Times.
The cheese metaphor now pairs fairly well with the coronavirus pandemic. Ian M. Mackay, a virologist at the University of Queensland, in Brisbane, Australia, saw a smaller version on Twitter, but thought that it could do with more slices, more information. He created, with collaborators, the “Swiss Cheese Respiratory Pandemic Defense” and engaged his Twitter community, asking for feedback and putting the visualization through many iterations. “Community engagement is very high!” he said. Now circulating widely, the infographic has been translated into more than two dozen languages.
Herd immunity is defined as the ability of a group to resist the attack of an infection, because a large parte of the population is immune to its agent, which therefore has less chance of coming into contact with subjects who are not immune…