La tutela dei lavoratori all’estero | ISL

In questo inserto contenuto nel numero 10/2022 viene affrontato il tema della tutela dei lavoratori italiani all’estero con un contributo dell’avvocato Fabrizio Salmi e dell’avvocato Federico Saporiti.

Per molte organizzazioni, l’esternalizzazione è uno sbocco necessario per sviluppare l’azienda: mercati che hanno tassi di sviluppo maggiori del nostro promettono anche maggiori opportunità. Nel mondo ci sono molti spazi per imprenditori che abbiano soluzioni tecnologiche che fanno la differenza, assieme a dinamismo e visione. La globalizzazione, però, non si ferma alle produzioni a basso costo, ai telefonini e a internet: le organizzazioni internazionali della politica e della finanza, cercano di compensare il pericolo del dumping sociale, il mancato rispetto delle leggi in materia di sicurezza, diritti del lavoratore e tutela ambientale, che consente a un’impresa di ridurre i costi di produzione e quindi di vendere le proprie merci a prezzi molto più bassi di quelli di mercato, creando meccanismi che innalzino la soglia di attenzione verso questi temi, e l’ESG è uno di questi. Sotto questo aspetto, la banalizzazione dei viaggi in aereo, che consentono di raggiungere con relativa facilità, mete che solo l’altro ieri erano difficilmente accessibili, nasconde il pericolo di un approccio altrettanto banale ai temi della protezione dei lavoratori, locali come espatriati.

Ma i temi della protezione del lavoratore sono intrecciati a quelli dell’organizzazione e della produzione, in un modo da rendere molto difficile che, trattare superficialmente uno di questi, non si ripercuota negativamente sugli altri. La corretta organizzazione di una missione all’estero, di una permanenza più o meno lunga di un lavoratore o un gruppo, prima di una questione di sicurezza personale è una questione di organizzazione e di produzione. È difficile che possa essere affrontata con leggerezza, senza che il risultato dell’investimento stesso ne debba risentire.

Perché ESG | Ambiente & Sicurezza

Il termine ESG è stato utilizzato per la prima volta come acronimo di Environmental, Social and Governance, alla conferenza promossa dal UN Global Compact, il patto mondiale delle Nazioni Unite Investing for Long-Term Value, investire per valore a lungo termine, a Zurigo, in Svizzera, nell’agosto del 2005.

L’alba del XXI secolo sembra riprendere temi che erano già stati affrontati un secolo prima. Il mondo però presenta anche grandi differenze. Innanzitutto, la crisi ecologica che stiamo vivendo: oggi solo chi non vuole vedere l’evidenza può negare i sintomi del cambiamento climatico che ci circondano. Il mondo in cui siamo nati e cresciuti sembra essere veramente a rischio e un cambiamento di paradigma nel nostro modo di vivere non è più una questione di ideologia, ma probabilmente di sopravvivenza. L’approccio più esteso che il concetto di sostenibilità ha, rispetto alle questioni di carattere economico novecentesche potrebbe essere un fattore di successo: ambiente, società ed economia devono potersi sviluppare in un insieme armonico, per potere fare uscire dalla miseria la gran parte delle persone che non hanno la fortuna di vivere nel ricco Occidente, e non stagnare o, peggio, regredire, condannandole ad una breve vita di stenti, che sarebbe poi la conclusione della decrescita felice.

Leggi l’articolo Tutti i perché di una scelta sul numero 9/22 di Ambiente & Sicurezza.

L’articolo 2087 del Codice civile | HSE Manager Wolters Kluwer

Prepotenza, volontà di controllo assiduo dei collaboratori, ricorso obbligatorio allo straordinario – pagato o meno – sono una patologia degli ambienti di lavoro che influisce negativamente sul rendimento dei lavoratori e sulla sostenibilità nel tempo dell’organizzazione.

Leggi il post L’articolo 2087 del Codice civile sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Formazione e certificazione del RSPP | ISL

In generale non è azzardato sostenere che l’atteggiamento che ha preso piede in Italia è quello per cui si ritiene che, per quanto ci si possa sforzare, la possibilità che un infortunio accada è sempre presente, perché provocato da fattori che non è possibile sempre controllare. Si fatica a comprendere gli aspetti tecnici della tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore, che per questo vengono approcciati timidamente, ma si è molto attenti a cercare di dimostrare la conformità alla legge. In sostanza, dal momento che non sembra essere possibile prevenire gli incidenti, e quindi difendersi DA un possibile processo penale per lesioni colpose gravi o gravissime o omicidio colposo, si prova a difendersi NEL processo, andando a cavillare sulle responsabilità e i tecnicismi.

E così, esistono corsi per RSPP interessanti o assolutamente banali – nel nostro paese definire uno strumento per valutare la capacità professionale dei tecnici e dei formatori è una chimera – ma lo stile ricorrente di questi è l’assoluto appiattimento al dettato normativo. Secondo questo orientamento, le tecniche che l’industria ha sviluppato per prevenire incidenti e infortuni traggono la loro giustificazione non dalla loro efficacia e funzionalità ma dalla necessità di adempiere ad un obbligo normativo altrimenti immotivato.

Leggi l’articolo Formazione e certificazione del RSPP, sul numero 8-9/2022 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Un approccio integrato agli appalti in azienda: Testo unico e Sistemi di gestione | ISL

Affidare all’esterno dell’organizzazione attività e processi è una scelta organizzativa ed economica che deve essere valutata in maniera approfondita. Oltre ad influenzare le prestazioni dell’azienda in relazione alla capacità di raggiungere i propri obiettivi di business, e per questo motivo sono condizioni considerate dagli standard sui sistemi di gestione, l’esercizio delle relazioni tra le due organizzazioni, committente e appaltatrice, può essere delicata e deve rispettare requisiti legali. Il Testo Unico su salute sicurezza, Decreto Legislativo 81 del 2008 all’articolo 26, definisce un processo che può essere di difficile interpretazione e che è efficace solo se inserito all’interno di una organizzazione funzionale. Gli standard ISO 9001, Sistemi di gestione della qualità, ISO 14001, Sistemi di gestione ambientali, ISO 44001, Collaborative business relationship management systems e ISO 45001, Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro, affrontano anch’essi il tema dell’esternalizzazione con importanti riflessioni.

ISO 37500, in particolare, definisce un percorso che parte dal soggetto che ha intenzione di esternalizzare alcuni suoi processi, analizzandone i presupposti e fornendo indicazioni su come sviluppare tutto il processo. Queste considerazioni non sono valide solo per gestire la parte commerciale, ma possono fornire suggerimenti su come meglio affrontare anche i temi collegati della protezione dei lavoratori, dell’ambiente e del rispetto dei requisiti volontari e obbligatori che regolano questi processi. La decisione di esternalizzare un processo si basa su una valutazione dei rischi e delle opportunità. Il modello di studio proposto dalla norma è utile per identificare i passi del processo anche se non si vuole adottare una strategia collaborativa.

Leggi l’articolo Un approccio integrato agli appalti in azienda: Testo unico e Sistemi di gestione, sul numero 6/2022 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Stress termico e gerarchia dei controlli: come gestire il lavoro in condizioni climatiche estreme? | Teknoring

La gerarchia dei controlli, in originale hierarchy of controls, è un concetto dovuto al National Safety Council, una organizzazione no-profit e non governativa, fondata nel 1913 da un gruppo di industriali e tecnici nordamericani, con l’obiettivo di promuovere la sicurezza della vita umana nelle industrie degli Stati Uniti. Questo modello è noto attraverso la rappresentazione grafica che ne ha dato NIOSH, il National Institute for Occupational Safety and Health, l’agenzia federale statunitense che ha come scopo la ricerca e la definizione di buone prassi per la protezione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali: la famosa piramide rovesciata suddivisa in quattro strisce.

La hierarchy of controls è il fondamento del concetto di prevention through design, la prevenzione attraverso la progettazione. Quando questo strumento fu definito, si rivolgeva ad un ambito esclusivamente tecnico, ed è solo grazie al fatto che riguarda principi astratti, slegati da qualsiasi contingenza specialistica, che mantiene la sua validità anche oggi. Si tratta infatti di un sistema può essere applicato a qualsiasi tipo di rischio, sia infortunistico che strategico, e si presta tranquillamente a gestire il pericolo collegato ai lavori all’aperto dove i lavoratori sono esposti alle alte temperature tipiche di questa estate, resa torrida dal cambiamento climatico.

Puoi leggere l’articolo Stress termico e gerarchia dei controlli: come gestire il lavoro in condizioni climatiche estreme? su Teknoring.it

Gli obblighi del preposto | HSE Manager Wolters Kluwer

Il preposto non è un semplice osservatore, ma colui che “sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute”.

Leggi il post Gli obblighi del preposto e la sospensione delle attività sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Coinvolgere i lavoratori

Perché coinvolgere i lavoratori nei piani per la sicurezza? Perché coinvolgere i lavoratori nei piani per la sicurezza Già, perché? Molti pensano che sia sufficiente pagare lo stipendio ad una persona perché questa sia tenuta rispettare le indicazioni che le sono fornite per il lavoro. Questa cosa va fatta in questo modo, quella in quest’altro. Perché prendere in considerazione che si possa fare diversamente?

Dedichiamo al lavoro una parte importante della nostra vita, troppo perché questo debba essere necessariamente reso più pesante perché non ci si trova a proprio agio. Un lavoratore che condivide con la sua comunità lavorativa – fatta da colleghi, superiori e collaboratori – politiche e obiettivi per il lavoro, si sente parte di un gruppo e lavora meglio. Si diventa parte di una cosa più grande, orgogliosi di portare la propria parte di attenzione e innovazione, sviluppando un sentimento di attaccamento per la propria azienda.

Puoi scaricare gratis lo speciale Coinvolgere i lavoratori nei piani per la sicurezza: una guida in 10 passi cliccando qui.

L’organizzazione fa la sicurezza: ruoli e figure chiave | Speciale One HSE

L’aspetto organizzativo della sicurezza sul lavoro è sempre più rilevante. Sapere chi deve fare cosa ed assegnare correttamente i compiti e le responsabilità è una questione fondamentale per ogni azienda strutturata un minimo. Una azienda diligente stabilisce gli obiettivi di protezione dei propri collaboratori, individua le risorse che intende destinare a questo scopo, definisce i ruoli e assegna le responsabilità per la gestione di queste risorse.

Le prestazioni della sicurezza di un’azienda sono fortemente condizionate dall’organizzazione, che deve essere intesa sia come la gestione in maniera trasparente delle informazioni riguardo ai ruoli e alle responsabilità, ma anche come l’inserimento di persone con competenze adeguate ai compiti assegnati. Sì, perché gli obiettivi di tutela delle persone possono essere raggiunti solo se nell’organizzazione operano persone che rispettano le regole e svolgono la mansione assegnata con professionalità.

Puoi scaricare il documento L’organizzazione fa la sicurezza: ruoli e figure chiave, con contributi di Antonio Pedna e Roberto Codebò, cliccando qui.

Come scrivere una procedura? | Teknoring

Una procedura è un oggetto ben definito del sistema per la prevenzione e la protezione dei rischi. Innanzitutto, le procedure hanno una posizione molto chiara all’interno della gerarchia dei controlli, la regola definita dalla professione per stabilire la tipologia di controllo del rischio più adatta al livello di priorità definita con la valutazione dei rischi: una procedura è un controllo organizzativo del rischio, che ha come scopo definire il modo in cui il lavoratore esposto si relaziona con l’attività pericolosa.

Il difetto delle procedure è che a volte sono considerate come una costrizione, specialmente da quegli operatori più esperti che si ritengono superiori alle regole. Se si valuta che sia importante definire un solo modo corretto per eseguire questa operazione, è consigliabile anche cercare di immaginare le condizioni nelle quali possono verificarsi violazioni, per rinforzare in qualche modo i vincoli che costringono ad operare, invece, secondo metodologie prestabilite. I momenti chiave in cui possono capitare deviazioni significative possono essere gestiti con l’introduzione di controlli esterni, come la presenza di un supervisore o il suo benestare scritto, con un permesso di lavoro, o chiedendo di documentare il rispetto dei prerequisiti attraverso la compilazione di una checklist.

Puoi leggere tutto l’articolo Come scrivere una procedura? su Teknoring.it.