To my professional network: Turkey, Middle East and North Africa

As I spend most of the year in Turkey, for family reasons, I would like to inform my professional network that I am available for freelance positions as a QHSSE consultant, auditor, trainer or for support for quality, health and safety and environment management systems, in English, in Izmir, Istanbul, Ankara or elsewhere in Turkey. I am also available to travel and work transfers from here to the Middle East and North Africa.
Tesekkurler ederim.

ISO 45001 requisito 8: attività operative

Per procedere con ordine, è consigliabile che i processi necessari a soddisfare i requisiti dello standard e attuare le azioni pianificate, siano analizzati e descritti (8.1.1). Quali sono questi processi? Sono quelli che ricadono all’interno dello scopo del sistema di gestione, e quindi tutte quelle attività svolte dall’organizzazione, che possono avere impatto sulle prestazioni di SSL dell’organizzazione, oltre a quelli previsti dal SSL stesso per tenere sotto controllo queste stesse attività: in parole povere, i processi previsti dallo standard per la propria esistenza ed efficienza.
Il termine processo fa parte delle definizioni comuni a tutti i sistemi di gestione basati sull’HLS ed è inteso come quell’insieme di attività correlate o interagenti che trasformano input in output e si presta ad essere descritto come un diagramma di flusso. Ma questo è solo una parte dell’esame; dal momento che sull’analisi dei processi sarà svolto molto lavoro, è consigliabile che la descrizione sia completata da:

  1. Un nome e una definizione;
  2. La descrizione dei dati di input;
  3. La descrizione del processo stesso, meglio se a blocchi;
  4. La descrizione degli output previsti;
  5. Le responsabilità associate al processo, ovvero quali sono i ruoli rilevanti coinvolti e quali sono i comportamenti attesi;
  6. L’analisi dei rischi e delle opportunità correlate al processo;
  7. La descrizione degli indicatori che sono stati individuati per il controllo del processo;
  8. L’individuazione delle informazioni documentate rilevanti per il processo;
  9. L’indicazione degli obiettivi che ci si pone all’interno del processo e, se rilevante, la loro pianificazione.

Leggi l’articolo sul numero 9/2020 di Ambiente & Sicurezza.

Il vortice PDCA

Il ciclo PDCA è alla base dei più diffusi tra i sistemi di gestione: una successione logica di attività che, però, in effetti vengono svolte in parallelo, almeno per la maggior parte dei processi.

Intanto le misurazioni (check) delle attività avvengono mentre queste sono eseguite. È anche vero, però, che molte organizzazioni hanno trovato efficace organizzare il loro lavoro applicando il ciclo di Deming contemporaneamente a diversi processi o dipartimenti, pianificando e rivedendo continuamente la pianificazione, segmentando in “piccoli” PDCA quella che è di solito intesa come un’unica sequenza. Strutture che possono essere immaginate come la composizione di diversi cicli di Deming, tanti vortici, piccoli e grandi, compresi in quello che tiene sotto controllo tutta l’organizzazione, con momenti del riesame incrementali.

ISO 45001 Requisito 6: Sicurezza pianificata

Anche il sesto capitolo – Pianificazione – dello standard ISO 45001:2018 è profondamente innovativo, non solo nei confronti della vecchia norma BS OHSAS 18001:2007 Occupational Health and Safety Assessment Series, ma anche della corrente pratica professionale e la novità sta nel concetto di rischi ed opportunità.
Parlando di rischi, la loro valutazione, in inglese risk assessment, è una tecnica di project management di uso corrente. L’approccio filosofico della valutazione dei rischi si è andato sviluppando da esperienze nordamericane nell’industria nucleare ed aerospaziale a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso ed oggi è una disciplina ben definita, con sfaccettature che vanno dalla matematica alla filosofia, e che trova la sua applicazione costante e rigorosa, relativa a tutti gli aspetti del sistema interessato piuttosto che parziale. Questo approccio può essere applicato agli ambiti più differenti, dall’industria di processo alla salute, dalla realizzazione di grandi infrastrutture alle assicurazioni.

Leggi l’articolo sul numero 8/2020 di Ambiente & Sicurezza

ISO 45001 e Coronavirus: quale lezione per le aziende?

Una organizzazione che abbia implementato un sistema di gestione secondo lo standard ISO 45001:2018 ha la necessità di trarre una lezione da quanto le è accaduto in conseguenza dell’epidemia di COVID-19? Certamente.

La decisione di adottare un sistema di gestione è presa su base volontaria; non esistono norme di legge che la impongano. Chi ha compiuto questo passo lo ha fatto perché ha inteso intraprendere un percorso virtuoso, che lo stacchi dal terreno dei requisiti minimi normativi definiti per la tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore, con lo scopo di accedere ad un livello più elevato di buone pratiche.

ISO 45001 e Coronavirus: quale lezione per le aziende?

I near-miss

I near-miss sono l’araba fenice del mondo HSE: che ci siano ciascun lo dice, dove siano nessun lo sa. Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro non li definisce, così come lo standard ISO 45001 Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro. Il vecchio standard BS OHSAS 18001:2007 li definiva, come approfondimento del termine incident, incidente, come quell’incidente che non ha avuto come conseguenze ferite, malattie professionali o perdite, indicando come sinonimi le parole near-hit (quasi colpito), close call (traducibile come scampata bella) o dangerous occurrence (situazione pericolosa). La piattaforma Online Browsing Platform OBP dell’ISO, sulla quale ricercare i termini delle norme e degli standard, riporta 62 ricorrenze del termine near-miss negli standard e due definizioni, tutte e due però in ambiti molto lontani dal mondo HSE e perciò inutili. Il manuale HSE245 Investigating accidents and incidents, pubblicato dall’Health and Safety Executive britannico, l’organizzazione governativa a supporto delle buone pratiche HSE, definisce i near-miss come quegli eventi che, mentre non causano danni, hanno la potenzialità di provocare ferite o malattie professionali.

I near-miss

ISO 45001 Requisito 5: Il ruolo della leadership

Alcuni dei requisiti più innovativi dello standard ISO 45001:2018 sui sistemi di gestione della sicurezza sono contenuti al capitolo 5 Leadership e partecipazione dei lavoratori. Questi sono esposti in quattro sezioni, di cui ben tre sono dedicate alle responsabilità dell’alta direzione e una alla partecipazione dei lavoratori: strutturazione che rispetta la preminenza che ha l’azione del management nel successo dell’implementazione di un sistema di gestione della sicurezza.

La clausola 5.1 Leadership e impegno dello standard ISO 45001:2018 definisce la necessità che il top management dimostri la propria diligenza, direttamente e apertamente, rivolgendosi a tutte le parti interessate. Con la nuova norma l’alta direzione non ha alcun alibi, e dovrà essere sottoposta ad audit sui vari temi del funzionamento del sistema e sul loro coinvolgimento in esso come un fatto di routine. Qualora un membro di questa rimandasse a figure operative, questo sarà già di per sé un segnale di problemi già nell’implementazione del sistema.

Leggi l’articolo sul numero 2/2020 di Ambiente & Sicurezza

ISO 45001 Requisito 4: Il contesto

Una delle principali innovazioni introdotte dall’High Level Structure, sintetizzato in HSL, lo standard che la ISO si è data per la progettazione dei nuovi sistemi di gestione, è quella contenuta al capitolo 4, relativa al contesto dell’organizzazione. Tutti gli standard disegnati secondo l’HLS impongono che le organizzazioni costruiscano i propri sistemi di gestione secondo l’idea che l’organizzazione si fa di sé stessa. Non si tratta però di un esercizio solipsista: l’HLS richiede che questa sia analizzata nel suo contesto, specificando che con questo termine si intende il complesso di relazioni che essa intrattiene, magari anche involontariamente, non solo legate al mondo produttivo. Lo standard, infatti, richiede di non limitarsi a considerare il solo ambiente industriale o dove si svolge l’attività dell’organizzazione, ma anche ambiti differenti quali quello sociale, culturale, politico, a seconda di come si vede l’organizzazione stessa. Lo scopo di questo esercizio è definire i fondamenti del sistema di gestione da sviluppare, in maniera che questi siano adeguati all’organizzazione, alla sua dimensione ed alle aspettative dei suoi leader, che poi sono coloro da cui nasce la volontà di implementarlo. Gli standard emessi secondo l’HLS hanno requisiti molto più dinamici di quanto era previsto in passato, e la comprensione dell’organizzazione e del suo contesto consente l’adozione di sistemi di gestione molto più flessibili. Non dimentichiamo che tanti problemi legati alla loro implementazione, derivano da quella che viene percepita come una eccessiva burocratizzazione e appesantimento dei processi: potere dimensionare il proprio sistema di gestione sulle reali necessità dell’organizzazione può costituire senza dubbio un fattore di successo.

Leggi l’articolo sul numero 1/2020 di Ambiente & Sicurezza

Comunicare la sicurezza in cantiere

La comunicazione è un fattore essenziale per la gestione della sicurezza nei cantieri edili. La comunicazione, infatti, informa e aumenta la consapevolezza degli obiettivi della sicurezza a tutti i livelli gerarchici dell’organizzazione, inclusi gli appaltatori, i subappaltatori e i fornitori. La comunicazione ha come obiettivo rendere consapevoli i lavoratori e i tecnici dei pericoli degli obblighi da rispettare, delle regole da seguire e delle attrezzature che debbono (o non possono) essere utilizzate in cantiere. Si fa comunicazione quando si forniscono le istruzioni per svolgere i lavori e attività particolari.

La comunicazione può essere declinata in modi differenti. Può essere formale, quando il messaggio procede attraverso canali prestabiliti che possono essere i segnali di sicurezza, il contenuto di corsi di formazione, i rapporti di verifica e di sopralluogo, il contenuto dei verbali di incontri e riunioni. Poi c’è la comunicazione informale, che viene trasmessa attraverso i comportamenti e gli atteggiamenti delle persone. Le attività di supervisione e di sorveglianza, poi, vengono comunicate con la registrazione dei controlli, dei toolbox talks e di altre attività del genere e mediante la registrazione delle ispezioni e dei controlli.

Leggi l’articolo sul numero 12/2019 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Standard o legge?

Il rapporto tra norma cogente e norma volontaria, tra le norme di legge a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e gli standard dei sistemi di gestione della salute e della sicurezza era già molto discusso ai tempi della BS OHSAS 18001:2007 Occupational Health and Safety Assessment Series; queste discussioni hanno avuto grande parte dibattito che ha portato all’emissione della ISO 45001:2018 Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza.

In Italia, così come in gran parte dei paesi del mondo, esiste una legislazione in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro molto sviluppata, con ampi collegamenti a prassi condivise nel resto del mondo, frutto dell’appartenenza del nostro Paese ad associazioni ed organismi politici internazionali che hanno stipulato accordi tra i loro membri, primi tra tutti le Nazioni Unite (ONU) e la sua agenzia per il lavoro, l’International Labour Organization (ILO), e l’Unione Europea. È al di fuori di ogni dubbio che la legge mette a carico delle aziende obblighi e responsabilità in relazione alla salute ed alla sicurezza dei lavoratori che prestano la loro opera presso questa azienda. In più, le persone fisiche che ricoprono rilevanti ruoli aziendali hanno responsabilità personali verso la tutela dei lavoratori, che derivano direttamente dai ruoli ricoperti e dai poteri esercitati, anziché dall’assegnazione di ruoli fantasiosi.

Leggi l’articolo sul numero 11/2019 di Ambiente e Sicurezza