La nuova direttiva sulla due diligence CSDD | Teknoring

Una nuova Direttiva sulla Corporate Sustainability Due Diligence (CSDD) è stata adottata dal Parlamento Europeo. La CSDD impone alle aziende di esaminare e prevenire impatti negativi sulla sostenibilità delle proprie operazioni, includendo diritti umani e ambiente.

La direttiva richiede alle aziende di adottare politiche di due diligence, piani di transizione per il cambiamento climatico e collega la remunerazione del management a tali piani. Gli obiettivi dell’UE sono promuovere un’economia sostenibile e integrare meglio la sostenibilità nelle decisioni aziendali. Questo riflette in parte la legge tedesca Lieferkettengesetz, che può influenzare le aziende italiane con legami commerciali con aziende tedesche.

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La nuova norma tedesca per la tutela dei diritti umani e dell’ambiente | AIASMag

Gruppo Tecnico Specialistico Sostenibilità di AIAS

La Lieferkettengesetz (LkSG) è una legge tedesca che tutela i diritti umani e ambientali nella catena di fornitura delle aziende tedesche. In vigore dal 2023, si applica a imprese con oltre 3.000 dipendenti, interessando anche fornitori esteri. L’obiettivo è prevenire abusi e responsabilizzare le aziende. Ciò potrebbe impattare le aziende italiane che forniscono prodotti e servizi alla Germania. Il Gruppo Tecnico Specialistico Sostenibilità di AIAS sta sviluppando una guida per supportare aziende e professionisti italiani e tedeschi nell’adattarsi alla LkSG. La conformità potrebbe offrire vantaggi competitivi, ma ciò richiederà una maggiore trasparenza e adeguamenti operativi.

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Cultura della sicurezza, tecnica e legge

La sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro per i dipendenti. Mentre l’approccio legalistico si concentra sulla protezione dalle imputazioni legali, un approccio tecnico mira a identificare e ridurre le occasioni di incidenti, rendendo il luogo di lavoro intrinsecamente più sicuro. Questo articolo esplorerà le ragioni per cui un approccio tecnico è preferibile nell’ambito della sicurezza sul lavoro e come possa contribuire a creare un sistema di protezione più efficace.

La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori è un tema fondamentale regolamentato da leggi, che fanno riferimento a principi nel più ampio contesto della tutela dei diritti umani. La protezione dei diritti umani rappresenta una parte essenziale dell’auto-rappresentazione della nostra società occidentale, e la legge stabilisce diritti e garanzie con l’obiettivo di assicurare la continuità dell’ordine sociale, basato sul presupposto che ogni individuo goda di diritti inalienabili in quanto esseri umani. Il riconoscimento e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori costituiscono un’importante espressione pratica della concezione dei diritti umani nella società. Le leggi sulla salute e sicurezza sul lavoro mirano a garantire che i lavoratori possano svolgere le loro attività in un ambiente sicuro e salubre, proteggendoli da pericoli e rischi che potrebbero minacciare la loro integrità fisica e mentale.

Proteggersi dal o nel processo?

La natura stessa di questa disciplina ha portato a trovarsi, più di altre, al crocevia di due campi di conoscenza coerenti: quello tecnico e quello legislativo. Anche se in altre situazioni esistono intersezioni tra questi due fattori, quando si parla di sicurezza è abbastanza comune osservare come gli sforzi siano rivolti a trovare metodi per difendersi in caso di un processo per infortunio, anziché, come sarebbe logico, concentrarsi sulla prevenzione per evitare che si creino le condizioni per un incidente sul lavoro. In altre parole, mentre un progettista strutturale non verrebbe mai proposto di adottare un sistema che non sia tecnico, né a un installatore elettrico verrebbe suggerito un modo per deviare le proprie responsabilità in caso di incidente causato da un loro errore, nel campo della sicurezza spesso si assiste a un’attenzione maggiore alla gestione delle responsabilità legali dopo un incidente, piuttosto che adottare misure preventive per evitare che l’incidente si verifichi in primo luogo.

È indubitabile che un professionista competente comprenda chiaramente che la sua disciplina mira a prevenire gli infortuni anziché fornire alibi o giustificazioni dopo un incidente. Tuttavia, credo che sia un errore di tattica e di strategia accondiscendere a clienti inesperti o superficiali, concentrando l’attenzione solo sulla prevenzione amministrativa e trascurando gli aspetti tecnici e organizzativi che veramente possono evitare gli infortuni.

Un errore di tattica e di strategia

Di tattica perché accorgimenti di questo genere, per definizione, non possono fare nulla per impedire gli incidenti, di strategia perché si asseconda quell’atteggiamento di chi ritiene che gli infortuni siano imprevedibili e che il sistema che la nostra società ha definito per prevenirne l’accadimento sia in realtà un accanimento burocratico senza senso. Fare perdere di importanza, di significato, tutta la disciplina che tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore, significa minare l’autorevolezza di quei professionisti che se ne occupano – inclusi coloro che hanno questo approccio – rendendo più difficile il loro lavoro e, in ultimo, facendo sì che la protezione offerta dal sistema produttivo sia meno efficace.

In fondo, è quello che sta accadendo in Italia: è incontestabile che una delle ragioni delle cattive prestazioni del nostro paese è il modo burocratico, lento e macchinoso, in cui sono stati applicati i concetti delle direttive sociali UE. Se guardiamo alle statistiche, a partire dalla diffusa applicazione della direttiva quadro, la 89/319/CEE, gli infortuni mortali sono diminuiti del 60%, nella media dei paesi dell’Unione, tranne che nel nostro.

Parlando di sicurezza sul lavoro è indubitabile che, poiché l’obiettivo principale dovrebbe essere la prevenzione di incidenti sul luogo di lavoro, la priorità dovrebbe essere quella di creare un ambiente di lavoro sicuro, adottando misure e protocolli che minimizzino i rischi e proteggano la salute e la sicurezza dei lavoratori. La dimensione giuridica è senza dubbio importante per garantire una corretta applicazione delle norme e la responsabilità in caso di incidente, ma gli obiettivi devono riferirsi necessariamente al miglioramento della protezione del lavoratore, e non essere autoreferenziali.

Cultura della sicurezza e approccio tecnico

Nel campo della sicurezza sul lavoro, l’approccio tecnico svolge un ruolo cruciale per garantire un ambiente sicuro e protetto per i dipendenti. Questo approccio si basa su un’analisi approfondita dei rischi specifici presenti nel luogo di lavoro, al fine di identificare le aree a maggior rischio e mettere in atto misure preventive mirate per ridurre le possibilità di incidenti.

Il processo di valutazione dei rischi consiste nell’individuare e valutare potenziali pericoli presenti nel contesto lavorativo e determinare le probabilità di incidenti. Sulla base di questa operazione, vengono definiti protocolli e dispositivi di sicurezza per ridurre o eliminare i rischi individuati, tra cui l’educazione e l’addestramento del personale riguardo ai pericoli e alle misure preventive da adottare, in modo da coinvolgerli attivamente nella promozione di una cultura aziendale incentrata sulla sicurezza.

Questo approccio mira a prevenire gli incidenti fin dalla radice, riducendo la probabilità che possano verificarsi. In questo modo, si promuove una maggiore consapevolezza individuale e collettiva riguardo alla sicurezza, riducendo il rischio di incidenti dovuti a negligenza o mancanza di attenzione. Un modo di fare particolarmente efficace nel lungo termine rispetto a una prospettiva legalistica, che si preoccupa della protezione dalle conseguenze legali solo dopo che un incidente è già accaduto. La prevenzione degli incidenti non solo protegge i dipendenti, ma comporta anche una significativa riduzione dei costi legati alle indagini, sanzioni e spese legali.

Un ulteriore vantaggio di adottare un approccio tecnico è che l’azienda tende a conformarsi automaticamente alle normative sulla sicurezza sul lavoro. La prevenzione degli incidenti e il rispetto delle norme procedono di pari passo, poiché le regolamentazioni sono state sviluppate proprio per ridurre i rischi e promuovere ambienti di lavoro sicuri.

Un sistema limitato e con scarsa collaborazione

Un approccio legalistico, incentrato principalmente sulla protezione dalle imputazioni e sulle responsabilità legali, potrebbe invece generare un ambiente lavorativo in cui i dipendenti si sentono spinti a nascondere gli errori o a non segnalare i rischi. La paura delle possibili ripercussioni legali può scoraggiare la collaborazione e la trasparenza riguardo agli incidenti o ai potenziali pericoli. Ciò porta a un clima di segretezza e sfiducia tra colleghi, rendendo difficile l’identificazione e la gestione tempestiva dei rischi.

Quando l’attenzione principale è rivolta solo alla protezione dalle responsabilità legali, potrebbe venir meno la volontà di investire nella prevenzione degli incidenti e nell’attuazione di misure preventive a lungo termine. Questo potrebbe mettere a rischio la sicurezza dei dipendenti e non garantire un ambiente di lavoro veramente protettivo.

Inoltre, un sistema incentrato sulla perimetrazione ossessiva delle responsabilità potrebbe scoraggiare i dipendenti dall’informare tempestivamente delle situazioni pericolose o degli incidenti verificatisi. Se i dipendenti temono di essere accusati o di subire conseguenze negative per segnalare un problema, potrebbero essere riluttanti a comunicare tali informazioni. Questo comportamento ritarderebbe la risoluzione dei problemi e potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza complessiva sul posto di lavoro.

Un approccio legalistico focalizzato sulla protezione dalle imputazioni promuove anche una mentalità a breve termine: una volta che le responsabilità legali per un incidente sono state evitate, l’azienda potrebbe considerare il problema risolto senza analizzare in profondità le cause sottostanti e senza implementare misure preventive a lungo termine. Questa mancanza di miglioramento continuo potrebbe rendere l’ambiente di lavoro meno sicuro nel tempo.

L’approccio tecnico per la cultura della sicurezza

Preferire un approccio tecnico alla sicurezza sul lavoro rispetto a quello legalistico è decisivo per garantire un ambiente di lavoro sicuro e protetto: ci si concentra sulla prevenzione degli incidenti attraverso l’analisi approfondita dei rischi specifici e l’implementazione di misure preventive mirate. In questo modo, si crea una cultura di sicurezza incentrata sulla protezione dei dipendenti e sulla consapevolezza riguardo ai pericoli. Un approccio legalistico, invece, oltre che essere meno efficace, perché non prende in considerazione come gli infortuni possono accadere, può generare un clima di segretezza e sfiducia tra i colleghi, rallentando il miglioramento continuo della sicurezza sul lavoro.

Nell’ambito della consulenza professionale sulla sicurezza sul lavoro, è essenziale che i professionisti adottino un approccio strategico e responsabile con i propri clienti. La priorità assoluta deve essere la prevenzione degli infortuni, evitando di compiacere i clienti e fornire scuse o giustificazioni per una mancanza di azione efficace. Sebbene la prevenzione amministrativa possa essere rilevante, non deve diventare l’unico punto focale.

I professionisti devono essere in grado di comunicare chiaramente e con efficacia l’importanza di considerare attentamente gli aspetti tecnici e organizzativi, poiché costituiscono la base per una sicurezza sul lavoro efficace e duratura. Questo approccio responsabile è fondamentale per proteggere i dipendenti e per aiutare le aziende a implementare misure preventive concrete, evitando così gli infortuni sul lavoro.

Educare i clienti riguardo ai rischi presenti nel loro ambiente di lavoro e proporre soluzioni concrete per affrontarli è un passo cruciale. Essere proattivi nel promuovere la cultura della sicurezza contribuisce a creare un ambiente di lavoro sano e protetto per i dipendenti, dimostrando il valore della consulenza professionale nel prevenire incidenti e proteggere la salute e l’integrità fisica dei lavoratori.

Della discussione nei social media professionali

Chi l’ha detto che LinkedIn non è utile? Qualche giorno fa, per un attimo, si è sviluppata questa discussione – che poteva essere interessante – sull’approccio della consulenza alle aziende. C’è differenza tra dire che si offrono modelli efficaci per proteggere le aziende da possibili conseguenze civili e penali in caso di infortunio o malattia professionale, e che si vogliono aiutare le organizzazioni a migliorare le prestazioni di prevenzione e protezione dei lavoratori?

Ho scritto che per un attimo si è sviluppata una discussione, che poteva essere interessante. Discutere con qualcuno che non la pensa come te può essere interessante per due motivi. Il primo è che ti mette nella necessità di organizzare in un modo coerente il tuo pensiero, per spiegarlo. Molto spesso, infatti, il comportamento è conseguenza di una serie di prassi che abbiamo adottato, perché siamo cresciuti con un certo atteggiamento. Un sistema che si autoalimenta, del quale non abbiamo esplorato al 100% la razionalità e i fondamenti. La discussione rende necessario farlo, ed è un arricchimento. Si possono rinforzare le proprie idee, così come accorgersi che erano limitate o sbagliate. Il secondo motivo è che si possono ascoltare idee nuove, che possono essere interessanti in sé, oppure possono mettere in moto nuovi ragionamenti.

Attaccare la persona anziché le idee, invece, dimostra una debolezza nel proprio pensiero perché si evita di confrontarsi con gli argomenti in modo razionale e costruttivo: quando si ricorre all’attacco personale, è perché si vuole deviare l’attenzione dalla sostanza delle idee.

Questa strategia può creare una sensazione di ostilità e conflitto, ostacolando una discussione aperta e produttiva. Nella comunicazione professionale, è essenziale mantenere un approccio rispettoso e concentrarsi sulle idee e sugli argomenti in discussione, evitando atteggiamenti polemici o offensivi. Questo favorisce un ambiente collaborativo e stimolante, dove le diverse prospettive possono essere esplorate e valutate in modo costruttivo per raggiungere soluzioni migliori e decisioni informate.

La capacità di discutere le idee senza attaccare personalmente gli altri è segno di maturità intellettuale e apertura mentale.

Direttiva macchine: analisi delle linee guida per la vigilanza del mercato e focus sull’iter procedurale | Teknoring

La Marcatura CE rappresenta un requisito fondamentale per le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori sul mercato europeo. Questa regola, tuttavia, va oltre il semplice possesso del marchio, poiché impone che le attrezzature siano conformi alle specifiche normative e alle direttive comunitarie di prodotto.

Una volta completate le procedure, la macchina deve essere marcata con il simbolo CE, che simboleggia la conformità alla direttiva e consente la sua libera circolazione nel mercato interno.

Recentemente è entrato in vigore il nuovo “Regolamento macchine” n. 2023/1230/UE, che si prefigge di adeguare i requisiti di sicurezza delle attrezzature al progresso tecnologico, incluso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e la cyber security.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilasciato nuove linee guida per la vigilanza del mercato, fornendo indicazioni operative per segnalare presunte non conformità delle attrezzature alla Direttiva Macchine 2006/42/CE.

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Cosa abbiamo imparato dalla tragedia del sottomarino Titan? | Teknoring

Questo articolo analizza gli eventi tragici legati alla perdita di cinque vite umane nel sommergibile turistico Titan. Si esaminano le dichiarazioni del CEO riguardanti i limiti della sicurezza e si esplora la relazione con l’incidente fatale. L’articolo sottolinea le implicazioni di un approccio irresponsabile alla sicurezza sul lavoro e i rischi di esperienze estreme non sufficientemente controllate.

L’obiettivo è trarre una lezione dalla tragedia, mettendo in luce l’importanza di una cultura aziendale che ponga la sicurezza al primo posto e di un approccio responsabile per evitare rischi e tragedie evitabili. Si evidenzia che l’innovazione autentica deve considerare anche la sicurezza dei lavoratori, l’impatto ambientale e la responsabilità sociale. Una cultura aziendale focalizzata sulla sicurezza favorisce un ambiente di lavoro positivo e motivante, promuovendo la fiducia, la collaborazione e l’innovazione. Le lezioni apprese dalla tragedia del Titan includono l’integrazione della sicurezza fin dalle fasi iniziali di progettazione e sviluppo dell’innovazione e la responsabilità di proteggere i dipendenti e l’immagine aziendale per il successo a lungo termine.

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Novità in materia di whistleblowing e modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 | OneHSE


Questo speciale analizza le principali implicazioni del Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 marzo 2023, in relazione al D.Lgs. n. 231/2001 e alla Legge n. 179/2017. Il decreto disciplina la tutela delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e delle norme nazionali, promuovendo il concetto di whistleblowing come strumento per denunciare pubblicamente comportamenti illegali o scorretti. La protezione del whistleblowing mira a compensare lo svantaggio di un individuo che denuncia un’organizzazione, fornendo una protezione legale contro ritorsioni o rappresaglie.

Il Decreto Legislativo n. 24/2023 recepisce la direttiva europea sul whistleblowing e si applica a soggetti del settore pubblico e privato che soddisfano determinate condizioni. L’articolo evidenzia anche l’importanza dell’ANAC nell’attività di segnalazione esterna e l’obbligo per le organizzazioni di implementare canali di segnalazione interni adeguati. Il nuovo decreto richiede una rielaborazione completa della compliance whistleblowing adottata fino ad ora, compresa l’integrazione nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo delle aziende.

Puoi scaricare lo speciale Novità in materia di whistleblowing e modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 qui, dopo la registrazione.

Sicurezza nell’affidamento di attrezzature contrattuali: valutazione dei rischi e precauzioni necessarie | ISL

L’affidamento di attrezzature o di responsabilità a un appaltatore richiede una valutazione accurata dei rischi e delle implicazioni associate. È fondamentale prendere le misure necessarie per garantire la sicurezza delle persone e delle attrezzature coinvolte, al fine di evitare conseguenze economiche e sulla reputazione dell’azienda.

Una corretta gestione di questi processi può contribuire a migliorare l’efficienza e il rendimento dell’organizzazione, prestando particolare attenzione alla gestione dei rischi e alla pianificazione delle attività. La gestione consapevole delle attrezzature e delle responsabilità è un elemento chiave per il successo complessivo dell’azienda. Nel caso di un’azienda che affida la manutenzione in house a un appaltatore esterno, è essenziale valutare l’idoneità dell’attrezzatura fornita. L’azienda committente deve garantire che l’attrezzatura sia conforme alle norme di sicurezza e che siano state eseguite le verifiche tecniche necessarie. È altrettanto importante fornire all’appaltatore informazioni dettagliate sui rischi legati all’uso dell’attrezzatura e sulle misure di sicurezza da adottare.

Le attrezzature marcate CE devono rispettare le direttive di prodotto dell’Unione Europea. Ciò richiede al fabbricante o al suo rappresentante di valutare la conformità dell’attrezzatura, compilare un fascicolo tecnico, emettere una dichiarazione CE di conformità e apporre la marcatura CE sull’attrezzatura. Questa responsabilità viene poi trasferita al committente quando l’attrezzatura viene prestata o concessa in uso. Per le attrezzature non marcate CE, l’Allegato V del Decreto Legislativo 81/2008 stabilisce i requisiti di sicurezza da soddisfare. L’attrezzatura deve essere progettata e costruita secondo le buone pratiche di ingegneria, essere corredata da istruzioni per l’uso e la manutenzione, essere sottoposta a verifiche periodiche e dotata di dispositivi di sicurezza adeguati.

La formazione dei lavoratori è un altro aspetto fondamentale. Il committente deve verificare che le attrezzature di lavoro siano utilizzate da lavoratori esperti e qualificati. Sebbene esistano percorsi di addestramento obbligatori per alcune attrezzature, è importante andare oltre i requisiti minimi e garantire una formazione e un addestramento approfonditi per garantire la sicurezza sul lavoro. Spetta al datore di lavoro valutare i rischi specifici legati all’uso dell’attrezzatura e adottare le misure necessarie per controllarli.

La capacità organizzativa dell’appaltatore è ancora un aspetto chiave da considerare. L’organizzazione che cede l’attrezzatura deve avere una cultura della sicurezza solida, mentre l’appaltatore deve dimostrare di possedere le competenze e le risorse necessarie per gestire in modo sicuro l’attrezzatura concessa.

Puoi leggere l’articolo Affidamento di attrezzature contrattuali: valutazione e prevenzione dei rischi sul numero 6/2023 di Igiene e Sicurezza del Lavoro.

Gli infortuni sul lavoro nelle statistiche nazionali e internazionali: analisi e prestazioni italiane | Teknoring

Gli incidenti sul lavoro sono sicuramente uno dei temi principali da qualche tempo: la tragica vicenda di Luana D’Orazio, giovane operaia e madre di un bambino di cinque anni, che ha perso la vita a causa dell’impigliamento in un ingranaggio dell’orditoio che stava utilizzando, ha suscitato grande interesse nell’opinione pubblica. Da quel momento, era il 3 maggio 2021, le notizie sugli altri incidenti mortali sul lavoro hanno superato i confini della stampa locale e sono diventate un argomento di dibattito politico nazionale.

Secondo i dati INAIL pubblicati a maggio 2023, nel primo trimestre di quest’anno si sono registrati 196 incidenti mortali sul lavoro, di cui 148 avvenuti durante l’attività lavorativa e 48 in itinere. Ciò corrisponde a una media di oltre 65 decessi al mese e 15 alla settimana. Rispetto allo stesso periodo del 2022, il numero di vittime è aumentato di 7, poiché nel 2022 si erano registrati 141 morti. Il settore dei Trasporti e Magazzinaggio ha registrato il più alto numero di decessi in occasione di lavoro, con un totale di 30 casi. Seguono le Costruzioni e le Attività Manifatturiere, entrambi con 14 decessi.

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Episodio 12 | La sicurezza al volante

Se per lavoro utilizzate automobili o altri veicoli privati, la sicurezza alla guida è un aspetto importante della sicurezza sul lavoro. Naturalmente è chiaro che sulla strada non è possibile tenere tutte le situazioni sotto controllo, come si dovrebbe riuscire a fare in fabbrica o in un ufficio. Ma il fatto di non essere in grado di dominare tutti i fattori pericolosi non è un motivo plausibile per evitare di impegnarsi comunque.

E invece, un incidente stradale “sul lavoro” è sempre una fatalità. Il traffico… la strada… Magari è capitato a un corriere che ha la giornata scandita da un algoritmo che organizza le consegne, che corre per recuperare il tempo. O ad un lavoratore che è tutto il giorno che guida per rientrare da una trasferta, e allora spinge sull’acceleratore per rientrare prima che faccia troppo tardi. Ma no. È una fatalità.

Puoi ascoltare l’episodio 12 del podcast “Il rischio è il mio mestiere” sulle principali piattaforme di podcast.

Dirigenti stranieri in Italia: cosa deve insegnare il corso sulla sicurezza? Una guida essenziale | Teknoring

Il modello di organizzazione delle responsabilità in azienda definito dall’infilata datore di lavoro – dirigente – preposto – lavoratore, non è nuovo a questi funzionari, perché un po’ tutte le legislazioni del mondo fanno riferimento a questi concetti. A volte, genera qualche sorpresa il modo in cui sono definite le responsabilità dei soggetti del sistema di prevenzione, considerato troppo puntiglioso. In altri paesi si è abituati a norme che definiscono i criteri generali, senza preoccuparsi di trattare ossessivamente ogni singolo aspetto possibile. È chiaro che, dal momento che sarà particolarmente difficile per costoro occuparsi direttamente della maggior parte di queste incombenze, sia sempre per il deficit linguistico considerato, ma anche per considerazioni organizzative, i dirigenti d’importazione di solito mostrano immediatamente un particolarmente interesse al meccanismo di delega previsto dall’articolo 16 del Testo unico, e chiedono di approfondirne gli aspetti, dal momento che si tratta di uno strumento rilevante per il governo della sicurezza in azienda.

Un bravo RSPP può giocare un ruolo fondamentale nel supportare i dirigenti stranieri nell’applicazione della normativa italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, può diventare una figura di fiducia fornendo informazioni sulle specificità delle pratiche di sicurezza e della legislazione italiana, nonché sui requisiti specifici per i dipendenti, le macchine e le attività, nonché la definizione dei ruoli e delle responsabilità statutarie in materia di sicurezza, soprattutto se questi sono identificati come datori di lavoro o come i suoi immediati riporti.

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