La fine della parentesi estiva ha reso ancora più palesi, assieme ai problemi sanitari provocati dalla ripresa del contagio, anche quelli economici. Tante aziende continuano con la cassa integrazione, molti esercizi pubblici restano chiusi e quelli aperti non sembrano passarsela poi così bene. Secondo i dati più recenti, l’OSCE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, stima che la #pandemia stia costando all’Italia la perdita di circa il 10% del prodotto interno lordo del 2020.
HSE Manager Wolters Kluwer Italia
Autore: Antonio Pedna
CDM 2015 for Italians
La conoscenza della normativa locale è fondamentale per quelle imprese italiane che hanno interessi all’estero. Da queste considerazioni nasce il seminario “CDM 2015 for Italians”, che oggi ho tenuto presso un’azienda che sta sviluppando le sue attività in particolare nel Regno Unito, dove abbiamo esaminato gli obblighi e le responsabilità della normativa britannica su salute e sicurezza, approfondendo l’analisi delle Construction and Design Management Regulations 2015, il recepimento inglese della Direttiva 92/57/CE sui cantieri temporanei e mobili.
Se volete approfondire anche voi vi segnalo Sicurezza e progettazione nel Regno Unito: alla scoperta della regola CDM 2015 e Gli inglesi lo fanno meglio!
“Sottovalutiamo feste e incontri in casa, convinti di poter chiudere la porta al Covid” | HuffPost Italia Life
Claudio Mencacci, medico psichiatra, Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e Past President della Società Italiana di Psichiatria, prova a spiegare cosa accade nella nostra mente. Cosa ci spinge ad organizzare una festa in famiglia “a cuor leggero”, cosa ci induce – proprio mentre siamo lì tranquilli a bere un cocktail al compleanno del nostro migliore amico – a considerare il pericolo del Covid lontano. Anzi, lontanissimo.
“Sottovalutiamo feste e incontri in casa, convinti di poter chiudere la porta al Covid” | HuffPost Italia Life
Next generation UE
In Italia abbiamo la mania di usare la lingua inglese, per sembrare più fichi, più cool. Il “#Recoveryfund”, questo strumento finanziario mitologico che inonderà la nazione di danari per risolvere tutti i nostri problemi non si chiama, in effetti “fondo per la #ripresa”; il suo nome ufficiale è “Next Generation EU”. In effetti, intitolare un fondo per la ripresa alla prossima generazione dell’Unione Europea è una scelta che la dice lunga sugli obiettivi che dobbiamo porci: come vogliamo lasciare l’Europa ai nostri figli? Next Generation, dice la Commissione, si basa su tre pilastri. Il primo è quello di sostenere la ripresa degli stati membri, attraverso programmi specifici come rescUE, per rafforzare la risposta alle calamità naturali delle strutture di protezione civile, REACT-UE, per le politiche di coesione per un recupero sostenibile e digitale. Il secondo è rilanciare l’economia e sostenere gli investimenti privati, con InvestEU, il nuovo programma per incrementare finanziamenti su crescita e occupazione. Il terzo pilastro è trarre insegnamenti dalla crisi.
Antonio Pedna | LinkedIn
To my professional network: Turkey, Middle East and North Africa
As I spend most of the year in Turkey, for family reasons, I would like to inform my professional network that I am available for freelance positions as a QHSSE consultant, auditor, trainer or for support for quality, health and safety and environment management systems, in English, in Izmir, Istanbul, Ankara or elsewhere in Turkey. I am also available to travel and work transfers from here to the Middle East and North Africa.
Tesekkurler ederim.
Lockdown Covid-19: cosa può fare l’azienda che riapre le sue sedi?
Un’azienda responsabile è il caso anche che faccia una valutazione riguardo la sua risorsa più importante, le persone. Questa pandemia ci ha segnato: le angosce durante le lunghe settimane di lockdown, la perdita di socialità, le persone che ci hanno lasciato, la paura del contagio alla ripresa delle attività, il futuro incerto, il lavoro, i figli… Un intervento per gestire le fragilità che si sono accumulate in questi mesi, con particolare riguardo alla capacità dell’azienda e dei manager di trasmettere informazioni, potrebbe fare la differenza.
Leggi il mio articolo su Teknoring: Lockdown Covid-19: cosa può fare l’azienda che riapre le sue sedi?
Il decreto semplificazioni (bis)
Il Codice dei contratti pubblici, D.Lgs. 50/2016, è stato pubblicato nell’aprile del 2016. Da allora è stato “rettificato” (luglio 2016), modificato dalla legge 19/2017, dalla 205/2017 e dalla 37/2019. Nel frattempo, è insorto il vezzo di dare nomignoli ai provvedimenti, così abbiamo avuto un decreto “correttivo” (56/2017), un primo “semplificazioni” (135/2018), uno “sblocca cantieri” (32/2019), il “fiscale” (124/2019), il “#CuraItalia” (18/2020) e il “#Rilancio” (34/2020), per arrivare, finalmente, al più recente “semplificazioni”. Il Codice ha poi un regolamento, che però è ancora in bozza (259) articoli, per cui si usa ancora il precedente, D.P.R. 207/2010, una ventina di provvedimenti attuativi emanati da vari ministeri, 15 delibere dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Sono necessarie misure per facilitare l’avvio di opere pubbliche, come contromisura contro la crisi indotta dal #Covid19, allo scopo di consentire l’aumento della capacità di spesa in consumi e investimenti da parte delle famiglie e delle imprese. Speriamo non si limitino agli auspici dei titoli.
Antonio Pedna | LinkedIn
ISO 45001 requisito 8: attività operative
Per procedere con ordine, è consigliabile che i processi necessari a soddisfare i requisiti dello standard e attuare le azioni pianificate, siano analizzati e descritti (8.1.1). Quali sono questi processi? Sono quelli che ricadono all’interno dello scopo del sistema di gestione, e quindi tutte quelle attività svolte dall’organizzazione, che possono avere impatto sulle prestazioni di SSL dell’organizzazione, oltre a quelli previsti dal SSL stesso per tenere sotto controllo queste stesse attività: in parole povere, i processi previsti dallo standard per la propria esistenza ed efficienza.
Il termine processo fa parte delle definizioni comuni a tutti i sistemi di gestione basati sull’HLS ed è inteso come quell’insieme di attività correlate o interagenti che trasformano input in output e si presta ad essere descritto come un diagramma di flusso. Ma questo è solo una parte dell’esame; dal momento che sull’analisi dei processi sarà svolto molto lavoro, è consigliabile che la descrizione sia completata da:
- Un nome e una definizione;
- La descrizione dei dati di input;
- La descrizione del processo stesso, meglio se a blocchi;
- La descrizione degli output previsti;
- Le responsabilità associate al processo, ovvero quali sono i ruoli rilevanti coinvolti e quali sono i comportamenti attesi;
- L’analisi dei rischi e delle opportunità correlate al processo;
- La descrizione degli indicatori che sono stati individuati per il controllo del processo;
- L’individuazione delle informazioni documentate rilevanti per il processo;
- L’indicazione degli obiettivi che ci si pone all’interno del processo e, se rilevante, la loro pianificazione.
Leggi l’articolo sul numero 9/2020 di Ambiente & Sicurezza.
Si dice che da una crisi possono nascere opportunità
È così anche per una delle conseguenze della pandemia di COVID-19, la DAD: la didattica a distanza.
Abbracciata frettolosamente con il lockdown di marzo, è uno strumento che potrà tornare utile in futuro, per tanti aspetti. Pensiamo ad esempio agli studenti costretti a casa per malattie che richiedono degenze brevi o lunghe, ma anche all’opportunità di mantenere coinvolti insegnanti che per età o condizione della salute vorrebbero continuare a dare il loro contributo ma non possono. Purtroppo, l’Italia si colloca al 24mo posto tra i 28 stati membri dell’UE nell’indice di #digitalizzazione dell’economia e della società (DESI), elaborato dalla Commissione europea per il 2019. Fanno peggio di noi solo Polonia, Grecia, Romania e Bulgaria e ciò, oltre ad essere un brutto colpo per la nostra autostima, è anche un altro dei motivi che ci consiglierebbero di investire sulla didattica a distanza: gli studenti di oggi saranno i cittadini digitali di domani.
Antonio Pedna | LinkedIn
“Imparare la democrazia con la matematica”. Chiara Valerio ad Huffpost | L’HuffPost
Alla radice, Chiara Valerio contesta l’idea che il sapere scientifico sia un affare da specialisti, come generalmente viene considerato: “Io stessa, che faccio caso a questi particolari, mi stupisco se una persona non conosce l’inizio della Divina Commedia, ma non mi sorprendo se qualcuno mi dice che non conosce il teorema di Pitagora. Voglio dire che la conoscenza della matematica, della chimica, della fisica, non è considerata necessaria alla cultura generale. È il motivo per cui se una persona studia la filosofia, la storia o la letteratura può venire subito considerato un intellettuale. Se studia ingegneria, no”.
“Imparare la democrazia con la matematica”. Chiara Valerio ad Huffpost | L’HuffPost
Sono convinto – da sempre – che non esista nessuna cesura tra sapere umanistico e sapere tecnico e che, anzi, esista solo il sapere, che è una costante curiosità famelica che ci spinge a cercare di comprendere quello che ci circonda, senza esserne mai sazi.