Proteggere i lavoratori dal calore

L’organismo umano è una macchina termica. Scambia energia e lavoro con l’esterno, trasformando l’energia chimica – sotto forma del cibo che ingerisce –  in calore e lavoro. Come tutte le macchine termiche, sfrutta il salto tra una sorgente calda ed una sorgente fredda, funziona correttamente solo all’interno di un determinato intervallo di temperatura, e – è necessario aggiungere – umidità, perché il corpo scambia calore con l’esterno in gran parte attraverso il raffreddamento per evaporazione del sudore. Per un organismo che svolge una moderata attività fisica, i parametri corretti dell’ambiente di lavoro sono una temperatura compresa grossomodo tra 19 e 24°C e un valore di umidità relativa tra il 40 e il 60%. Il corpo umano, però, non è solo una macchina, ma è soprattutto un organismo biologico, e il suo funzionamento in condizioni ambientali radicalmente differenti dalle ottimali, non solo fa diminuire drasticamente il suo rendimento, ma può arrivare a pregiudicare il suo funzionamento stesso, provocando la morte.

Un effetto del calore è l’abbassamento della pressione arteriosa, che, assieme alla vasodilatazione periferica, può causare lo stress da calore, ovvero il collasso dei vasi periferici con insufficiente apporto di sangue al cervello. Il colpo di calore è quando la capacità fisiologica di termoregolazione viene compromessa, e si manifesta con malessere, mal di testa, nausea, vomito, vertigini e stati d’ansia e confusionali. La temperatura corporea aumenta rapidamente, si può perdere la conoscenza e il malfunzionamento degli organi interni può condurre alla morte. Infine, l’esposizione ad alte temperature, come si può immaginare, può avere l’effetto di aggravare alcune malattie esistenti.

Come usare i sistemi di incentivazione per la sicurezza dei lavoratori

Come usare i sistemi di incentivazione per la sicurezza dei lavoratori Come adoperarli, quali comportamenti incentivare e quali sono le condizioni perché funzionino veramente, come stimolo e come tutela

I sistemi di incentivazione per la sicurezza dei lavoratori dimostrano l’impegno dell’azienda nell’innalzamento degli standard e, allo stesso tempo, spronano i lavoratori a farsi parte attiva nella gestione della sicurezza. Possono essere rivolti a:

– singoli

– gruppi di lavoratori variamente individuati (ad esempio a chi è coinvolto in attività particolarmente pericolose o a particolari subappaltatori)

– tutti i lavoratori dell’azienda.

Come usare i sistemi di incentivazione per la sicurezza dei lavoratori

L’ebook sul coordinamento della sicurezza

L’ebook “Sicurezza nei cantieri: coordinamento in fase di progettazione e in fase di esecuzione” raccoglie una serie di articoli che, partendo dal confronto tra il testo della Direttiva Europea 92/57CE sui cantieri temporanei e mobili, con i vari testi di recepimento nell’ordinamento italiano che si sono succeduti negli anni, analizzano la reale prescrizione normativa, suggerendo le strategie più opportune per adempiere al dettato normativo, produrre piani di sicurezza e coordinamento coerenti con la norma e con gli obiettivi che si pone.

L’ebook approfondisce i temi dell’organizzazione del piano di sicurezza e coordinamento, in particolare in relazione ai contenuti richiesti dalla norma, del contenuto delle sue prescrizioni, in relazione agli aspetti tecnici e di responsabilità nei confronti del dettato normativo. Viene poi affrontato il tema della determinazione degli oneri della sicurezza, con l’individuazione di cosa debba essere riconosciuto e come, con un excursus dove viene approfondito il meccanismo dei formazione dei prezzi. Largo spazio è dedicato all’approfondimento dell’attività di coordinamento in fase di esecuzione, con l’analisi delle prescrizioni di legge e indicazioni sulle migliori strategie per ottemperare, ottenendo contemporaneamente una efficace azione di coordinamento. In ultimo, vengono analizzati alcuni comportamenti che negli anni sono venuti a fossilizzarsi nella pratica professionale, che però non sono giustificati dal dettato normativo e sono quindi potenzialmente pericolosi.

Puoi acquistare l’ebook “Sicurezza nei cantieri: coordinamento in fase di progettazione e in fase di esecuzione”a questo link.

Sollevamenti

Le operazioni di sollevamento in cantiere sono quelle attività per mezzo delle quali un carico, che può consistere in materiale sciolto contenuto in un recipiente, sacchi, pallets, parti di strutture come travi o telai così come attrezzature, viene sollevato da un livello ad un altro per mezzo di attrezzature progettate e realizzate specificamente per questo scopo e dei relativi accessori, concepiti per fungere da elemento di adattamento tra le caratteristiche del carico e le specifiche del mezzo di sollevamento.

Queste attività sono da sempre una condizione pericolosa. Le grandi dimensioni delle attrezzature coinvolte e l’entità dei carichi movimentati, in caso di incidente possono provocare conseguenze drammatiche. Senza pretesa di esaustività, durante una operazione di sollevamento:

  1. il carico può cadere, del tutto o solo in parte;
  2. il mezzo di sollevamento, gli accessori (catene, funi e brache) e il carico stesso può entrare in contatto con linee elettriche aeree che si sviluppano in prossimità dell’area di lavoro, scaricando il potenziale elettrico verso terra attraverso il mezzo di sollevamento stesso. Oppure, nel caso di linee ad alta tensione, può essere sufficiente avvicinarsi alla linea in tensione per provocare un arco elettrico.
  3. Un sollevamento mal gestito può condurre ad urtare, con il carico o con il mezzo di sollevamento, edifici o strutture vicine all’area di lavoro, con i pericoli conseguenti alla perdita di controllo del carico o alla caduta di materiale dall’alto.
  4. Il mezzo di sollevamento può inclinarsi, fino a ribaltarsi, a causa del cedimento del terreno su cui lavora.
  5. Infine, il mezzo di sollevamento può ribaltarsi, a causa di operazioni durante le quali vengono superati i limiti di equilibrio del sistema, normalmente in fase di traslazione o abbassamento del carico.

Leggi l’articolo sul numero 10/2018 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Pianificare l’estero

Nonostante il possesso delle certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e BS OHSAS 18001 sia diventata ormai una conditio sine qua non per concorrere all’assegnazione di grandi progetti infrastrutturali in ambito internazionale è inteso che il cantiere dovrà essere gestito attraverso un sistema di gestione progettato ad hoc. Il contratto di appalto, infatti, normalmente richiede la produzione di una serie di piani, strategici per la gestione del progetto, che devono essere sottoposti alla verifica del Cliente per approvazione. A questa è legata l’erogazione di anticipi sull’importo dei lavori, anche rilevanti.

Capita che le specifiche siano definite sia dalle norme contrattuali o statutarie dei Lenders (richiamate dal contratto di appalto), dalle norme del paese dove si eseguono i lavori e possono essere anche attività già definite dai documenti aziendali di sistema. In linea di massima è difficile trovarsi di fronte a grandi dilemmi tecnici, dal momento che questi regolamenti provengono normalmente dalla medesima matrice internazionale. Di solito, la scadenza più immediata alla firma del contratto è la produzione del set di istruzioni e documentazioni per il cliente, anche perché, come detto, può essere propedeutica all’erogazione di anticipi; anche se è opportuno verificare quali siano i tempi di discussione e di approvazione della documentazione che deve essere sottoposta per l’approvazione alle Amministrazioni locali, al fine di non sottovalutare la questione, e accumulare ritardi.

Leggi l’articolo sul numero 10/2018 di Ambiente e Sicurezza.

Imprese italiane all’estero? Attenti alla sicurezza. Intervista a Federico Olivo

Imprese italiane all’estero? Attenti alla sicurezza. Intervista a Federico Olivo

Fondatore e amministratore delegato di Vistra, Olivo assiste imprese italiane nella gestione degli aspetti di QHSE internazionale. Abbiamo parlato con lui di sicurezza Federico Olivo e Andrea Martini

Conosco da tempo i fondatori di Vistra, Federico Olivo e Andrea Martini. Li ho rincontrati dopo diversi anni fa e sono rimasto impressionato dallo sviluppo che la loro creatura ha avuto nel frattempo. L’Italia sembra vivere del perpetuo dualismo tra Milano, capitale degli affari, e Roma, dove l’industria principale è la politica: non è retorica che esiste una provincia prospera perché industriosa. Il nord-est è una di queste, particolarmente affascinante perché è ancora vivo il retaggio di apertura all’esterno, la prospettiva cosmopolita che fu prima della Repubblica di Venezia e poi dell’Impero Absburgico. Come tante altre aziende italiane, anche questa azienda negli anni della crisi si è rivolta all’estero.

Imprese italiane all’estero? Attenti alla sicurezza. Intervista a Federico Olivo

Committenti stranieri in Italia? Safety first, ma sul serio. Intervista a Luca Mangiapane

Committenti stranieri in Italia? Safety first, ma sul serio. Intervista a Luca Mangiapane

Ingegnere che da anni lavora nel settore HSE, Mangiapane ci racconta problematiche e tranelli della sicurezza sul lavoro in presenza di committenti stranieri attivi sul suolo italiano Luca Mangiapane è un professionista di sicurezza e ambiente, che da anni collabora con imprese straniere che hanno i propri stabilimenti produttivi in Italia.

Ingegner Mangiapane, quali sono i paesi di origine delle organizzazioni con le quali lavora e trova che il loro approccio a sicurezza e ambiente sia differente da quello delle omologhe imprese italiane? Le organizzazioni “straniere” con cui collaboro ormai da diversi anni sono delle multinazionali operanti nel settore dell’energia, dell’alimentare e del farmaceutico che nel loro approccio alla sicurezza fanno riferimento ad esperienze proprie dei loro paesi di origine e cioè al mondo anglosassone. Però lo stesso tipo di approccio alla sicurezza sul lavoro lo sto riscontrando anche in una multinazionale del farmaceutico italiana. L’approccio di questi miei clienti è particolare, perché quando dicono “la sicurezza prima di tutto” è proprio così: la sicurezza inizia dal progetto dove gli specialisti della sicurezza sul lavoro e del cantiere affiancano da subito i progettisti perché la sicurezza del lavoro inizia dal progetto (safety by design), per poi proseguire in ogni fase del progetto perché la sicurezza dei lavoratori e la tutela ambientale sono aspetti fondamentali che non possono essere neppure minimamente trascurati. La politica della sicurezza di uno dei miei clienti recita: “se un progetto sta rispettando budget e tempistica, ma ha è anche minimamente carente sotto il profilo della sicurezza e dell’ambiente allora è un fallimento”. Se è necessario fermare i lavori, per mancanza di sicurezza, non esistono considerazioni che possano scavalcare questa decisione. Io seguo alcuni loro importanti cantieri come coordinatore per la sicurezza, ed ho un rapporto molto positivo perché loro hanno grande considerazione per questo ruolo. Quello che si chiede è che, a fronte di segnali anche molto deboli, occorre subito dare una risposta forte per tenere sotto controllo la situazione. Un altro aspetto rilevante è la proceduralizzazione: non c’è spazio per l’improvvisazione, tutto deve essere valutato e proceduralizzato. Tutto parte dalla analisi e valutazione dei rischi.

Committenti stranieri in Italia? Safety first, ma sul serio. Intervista a Luca Mangiapane

Sorveglianza sanitaria: parliamone

Sorveglianza sanitaria: parliamone Il protocollo sanitario non è un semplice adempimento di legge, ma assume un ruolo determinante per la gestione della salute dei lavoratori. Ecco perché un termine è fondamentale: collaborazione

La sorveglianza sanitaria è un’attività prevista dalla legge. Il decreto legislativo n. 81/2008, al Titolo I, Capo III, Sezione V, ne definisce i contenuti, anche se importanti spunti sono contenuti qua e là nello stesso Testo Unico, per non dire delle attività che possono essere considerate ad essa riferibili, come ad esempio quelle previste dal Decreto Legislativo n. 151/2001, Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità. Il Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, Regolamento UE 2016/679 pone rilevanti condizioni alla gestione delle informazioni sulla sorveglianza sanitaria: i «dati relativi alla salute» sono garantiti da pesanti tutele.

Sorveglianza sanitaria: parliamone

HSE, cambiare mentalità per sfidare i mercati: intervista a Michele Andreano

HSE, cambiare mentalità per sfidare i mercati: intervista a Michele Andreano Penalista di lunga esperienza nel settore dell’organizzazione delle aziende, l’avvocato Andreano riflette con noi sulle nuove sfide in materia di ambiente e sicurezza

La gestione delle tematiche relative a sicurezza e ambiente all’interno di grandi organizzazioni, è necessariamente una sintesi di diverse discipline: la sicurezza e gli infortuni sul lavoro, i reati ambientali sono uno spettro per qualsiasi dirigente, manager o delegato di funzioni per le sanzioni amministrative e penali previste.

Qualche anno fa ho avuto modo di incontrare l’avvocato Michele Andreano, penalista anconetano di nascita ma ormai romano per professione, capofila dell’omonima società di professionisti con sede a Roma e filiali a Milano, Napoli e Ancona, oltre ad una fittissima rete internazionale costruita “seguendo le aziende per il mondo”. Ho sentito l’avvocato Andreano per porgli qualche domanda.

HSE, cambiare mentalità per sfidare i mercati: intervista a Michele Andreano