La qualificazione internazionale dell’HSE Manager | Webinar AIAS

L’HSE manager, o Responsabile del Sistema di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, svolge un ruolo fondamentale nell’ambito aziendale, garantendo il rispetto delle normative e la promozione di un ambiente di lavoro sicuro. In Italia, il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) rappresenta il punto di partenza per la qualificazione, seguendo le linee guida stabilite dalla UNI 11720, che definisce i requisiti per la formazione e l’aggiornamento professionale del personale addetto alla prevenzione aziendale.

Tuttavia, per una prospettiva internazionale, la certificazione NEBOSH International General Certificate gioca un ruolo chiave. Questo corso fornisce una panoramica globale delle pratiche di salute e sicurezza sul lavoro, garantendo che gli HSE manager siano preparati ad affrontare sfide e standard internazionali.

Inoltre, i professionisti nel campo HSE possono ottenere riconoscimenti attraverso i professional board di IOSH (Institution of Occupational Safety and Health) e IEMA (Institute of Environmental Management and Assessment). La certificazione da parte di questi organismi internazionali offre una validazione aggiuntiva delle competenze dell’HSE manager, dimostrando un impegno verso gli standard più elevati nel settore. La qualificazione internazionale dell’HSE manager è un processo in continua evoluzione, in linea con gli sviluppi normativi e le best practice globali. La combinazione di formazione nazionale, come il RSPP italiano, e certificazioni internazionali come NEBOSH, IOSH e IEMA, offre un quadro completo per gli HSE manager che aspirano a operare su scala globale, garantendo la sicurezza e il benessere nei luoghi di lavoro in tutto il mondo.

Come reagire al cambiamento climatico per preservare la sicurezza dei lavoratori? | Teknoring

Diventa sempre più necessario adattarsi alle condizioni climatiche in evoluzione attraverso l’adozione di pratiche lavorative flessibili, quali la programmazione stagionale degli interventi e lo spostamento delle attività notturne. Queste misure mirano ad attenuare gli impatti delle condizioni meteorologiche estreme sulle operazioni aziendali e sulla salute dei lavoratori. La necessità di rivedere le strategie di insediamento dei complessi produttivi si manifesta in risposta alle frequenti alluvioni, suggerendo l’adozione di approcci resilienti. Questi includono l’elevazione delle risorse critiche e la costruzione di barriere difensive al fine di garantire la stabilità operativa.

La gestione del microclima nei vasti spazi industriali diventerà sempre più di primaria importanza per mantenere il comfort termico dei lavoratori durante i mesi caldi, richiedendo l’adattamento degli impianti di climatizzazione. Nel contesto della gestione delle catene di approvvigionamento, sarà fondamentale considerare gli impatti potenziali degli eventi climatici estremi, utilizzando l’analisi geografica per individuare le aree a rischio e adottando misure preventive. Tutto questo sottolinea l’importanza di sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico e garantire la continuità operativa.

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Sicurezza e sostenibilità | I Corsi di ISL

Ho sviluppato un corso di aggiornamento per i lavoratori (sei ore) in linea con le previsioni del Decreto Legislativo 81 del 2008, che stabilisce le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro in Italia e richiede che i lavoratori ricevano una formazione periodica per garantire la loro sicurezza e promuovere la sostenibilità in azienda.

Questo nuovo corso, dal titolo Sicurezza e sostenibilità, copre una vasta gamma di argomenti, tra cui sicurezza, salute, ambiente e responsabilità sociale, oltre a concentrarsi sulla mobilità sostenibile, in linea con la norma, che richiede che i lavoratori siano formati su questi aspetti per garantire condizioni di lavoro sicure e promuovere pratiche sostenibili.

Potete trovare i contenuti del corso nel numero 8-9 di I Corsi di ISL.

La nuova direttiva sulla due diligence CSDD | Teknoring

Una nuova Direttiva sulla Corporate Sustainability Due Diligence (CSDD) è stata adottata dal Parlamento Europeo. La CSDD impone alle aziende di esaminare e prevenire impatti negativi sulla sostenibilità delle proprie operazioni, includendo diritti umani e ambiente.

La direttiva richiede alle aziende di adottare politiche di due diligence, piani di transizione per il cambiamento climatico e collega la remunerazione del management a tali piani. Gli obiettivi dell’UE sono promuovere un’economia sostenibile e integrare meglio la sostenibilità nelle decisioni aziendali. Questo riflette in parte la legge tedesca Lieferkettengesetz, che può influenzare le aziende italiane con legami commerciali con aziende tedesche.

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La nuova norma tedesca per la tutela dei diritti umani e dell’ambiente | AIASMag

Gruppo Tecnico Specialistico Sostenibilità di AIAS

La Lieferkettengesetz (LkSG) è una legge tedesca che tutela i diritti umani e ambientali nella catena di fornitura delle aziende tedesche. In vigore dal 2023, si applica a imprese con oltre 3.000 dipendenti, interessando anche fornitori esteri. L’obiettivo è prevenire abusi e responsabilizzare le aziende. Ciò potrebbe impattare le aziende italiane che forniscono prodotti e servizi alla Germania. Il Gruppo Tecnico Specialistico Sostenibilità di AIAS sta sviluppando una guida per supportare aziende e professionisti italiani e tedeschi nell’adattarsi alla LkSG. La conformità potrebbe offrire vantaggi competitivi, ma ciò richiederà una maggiore trasparenza e adeguamenti operativi.

Puoi leggere l’articolo completo su AIAS Magazine.

Il ruolo del RSPP e la gestione ambientale in azienda oggi | Teknoring

Parlare solo di tutela ambientale in relazione ai processi economici e produttivi è limitativo, poiché non tiene conto dell’evoluzione culturale ed economica che è stata messa in moto dal concetto di sostenibilità. Questa non riguarda solo la tutela dell’ambiente, ma anche l’integrazione di aspetti economici, sociali e culturali nella gestione delle risorse naturali. I cambiamenti culturali, sociali ed economici degli ultimi anni, hanno portato ad una maggiore consapevolezza dell’importanza della responsabilità sociale e ambientale nel processo produttivo.

Un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura professionale che si occupa della sicurezza nei luoghi di lavoro, e la sua formazione e la sua esperienza lo portano ad avere un approccio mentale basato sulla prevenzione e sulla gestione del rischio. Questo approccio può essere estremamente utile anche nella formulazione di un piano di azione sostenibile per l’azienda. Infatti, il RSPP ha già acquisito una buona conoscenza delle pratiche e dei comportamenti che possono ridurre i rischi e migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro: conoscenze che possono essere utilizzate per identificare le azioni e le misure necessarie per migliorare la sostenibilità dell’azienda.

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Episodio 11 | Implementare i sistemi di gestione

Ho frequentato un istituto tecnico e le regole della grammatica di gran parte delle materie che ho studiato erano le norme tecniche. Sono gli anni si in cui ci si appassiona alle cose. Qualcuno impara a suonare la chitarra, qualcun altro trova la sua vocazione professionale, magari politica. Alcuni religiosa. A me e ai miei compagni di classe piacevano i motori. Conoscere le norme tecniche ci metteva in grado di compiere quella magia per cui eravamo in grado di realizzare nelle officine della nostra scuola i pezzi speciali che avremmo montato sui nostri motorini: pulegge, ingranaggi. Con l’obiettivo di andare più veloce!

Vi siete mai chiesti perché un bullone M10 realizzato, facciamo, in Brianza, riesce ad avvitarsi perfettamente con un dado M10 prodotto, per dire, a Shangai? È perché il mondo industriale ha deciso di sviluppare regole condivise per i propri prodotti. In Italia abbiamo la UNI, l’ente italiano di normazione, che nasce nel 1921 come “comitato generale per l’unificazione meccanica”, UNIM. Negli stessi anni, per i medesimi obiettivi, ad esempio negli Stati Uniti viene fondata l’ANSI, American National Standards Institute e in Germania la DIN, Deutsches Institut für Normung, istituto tedesco per la standardizzazione, per dire.

Con il tempo gli enti di normazione hanno allargato il loro lavoro dai prodotti alle organizzazioni. Sono nati i sistemi di gestione. Prima con l’obiettivo della qualità, poi con quello di supportare le aziende a proteggere l’ambiente e la sicurezza dei lavoratori.

Puoi ascoltare l’episodio 11 del podcast “Il rischio è il mio mestiere” sulle principali piattaforme di podcast.

Asseverazione MOGC: quali vantaggi per un’azienda? | Teknoring

A partire dal 2008 in Italia le lesioni colpose gravi e gravissime e l’omicidio colposo, avvenuto con la violazione delle norme sulla tutela della salute sul lavoro, possono essere contestate anche alle persone giuridiche, alle aziende, oltre che alle associazioni prive di personalità giuridica. Se il reato è stato commesso per un interesse dell’organizzazione, o per procurarle un vantaggio, da una persona che risponde, in senso lato, all’organizzazione stessa, quindi non necessariamente un dipendente, un dirigente o un procuratore di questa, allora l’organizzazione può essere condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria, o a sanzioni amministrative che impattano sulla sua capacità di produrre valore per i proprietari o gli azionisti.

Nel nostro Paese è in corso un ampio dibattito sull’efficacia di un sistema meramente repressivo per la prevenzione degli infortuni, perlopiù tra gli attori tecnici e professionali, con una partecipazione molto scarsa di quelli istituzionali. È necessario osservare che la 231 non si limita ad allargare l’area della repressione dalle persone fisiche alle organizzazioni, ma propone una azione preventiva nei confronti di questi reati, con strumenti e finalità prettamente tecniche.

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Ultime novità nelle normative UE sui rendiconti di sostenibilità | ISL

Sembra che sempre più persone si siano spostando per garantirsi una vita dignitosa. Per quale motivo un essere umano, per la sola ventura di essere nato nell’Africa subsahariana o in Asia centrale, non ha il diritto di aspirare al medesimo livello di benessere del suo omologo che ha avuto la fortuna di venire alla luce a Treviso, Italia, o magari a Frensdorf, Germania, Crawfordville, USA, o Dandenong, Australia? Tutti questi avvenimenti rendono necessario ai governi dedicare sempre maggior risorse a controllare le conseguenze di questi avvenimenti, sottraendole alla difesa, all’istruzione, alla sanità e ai servizi sociali. Questo genera scontento tra i cittadini e pregiudica l’efficacia della politica pubblica.

I principi ESG sono la risposta che la leadership mondiale sta cercando di dare ai problemi epocali che si stanno manifestando in questi anni.

L’Unione Europea è stata fondata nel 1957 con il Trattato di Roma tra Francia, Germania, Italia e i Paesi Bassi, con il nome di Comunità economica europea (CEE). Lo scopo della CEE era quello di creare un’area comune di libero scambio e di stabilizzare gli scambi economici tra i paesi membri. Nel corso degli anni, la CEE si è evoluta in Unione europea (UE), che ha ampliato il suo obiettivo originale per includere la cooperazione politica e la creazione di un’unione monetaria. Nel 1992, il Trattato di Maastricht ha formalmente creato l’Unione europea e ha stabilito l’euro come moneta comune tra alcuni paesi membri. Attualmente, l’UE è composta da 27 paesi membri che lavorano insieme per raggiungere obiettivi comuni in materia di commercio, politica estera, ambiente e sicurezza.

Tra gli strumenti sviluppati per allineare le pratiche economiche nei paesi membri, ci sono anche le direttive UE sulla rendicontazione economica, che sono state studiate per garantire la comparabilità e la trasparenza dei bilanci delle società quotate in borsa in Europa. Questo allo scopo di consentire agli investitori e al pubblico in generale, di valutare la performance e la situazione finanziaria delle società e di prendere decisioni informate.

Leggi tutto l’articolo sul numero 2/2023 di Igiene & Sicurezza del Lavoro

Se il sociale tutela la sicurezza sul lavoro | Ambiente & Sicurezza

Nella foto, la Dhobi Ghat la più grande lavanderia a cielo aperto di Mumbay.

Scritto assieme a Helmut Lansbergen, consulente, auditor ISO 9001, ISO 28001, ISO 45001 e SA 8000 e docente.

Il termine inglese dumping individua la pratica commerciale scorretta di immettere sul mercato beni o servizi a prezzi che non coprono i costi per la loro produzione, in modo da manipolare il mercato. Il dumping sociale è il mancato rispetto delle leggi in materia di sicurezza, diritti del lavoratore e tutela ambientale, che consente a un’impresa di ridurre i costi di produzione e quindi di vendere le proprie merci a prezzi molto più bassi di quelli di mercato.

Sweatshop, è un termine della lingua inglese, testimoniato a partire dal 1892 per indicare luoghi di lavoro caratterizzati da condizioni povere, insicure e socialmente inaccettabili. In particolare, è interessante constatare che il termine sweat non indica solo il sudore, ma nel XIX secolo ha assunto anche il significato di lavoro pesante sottopagato.

Le buone prassi internazionali, i concetti ESG, hanno iniziato quindi a responsabilizzare le grandi organizzazioni che, essendo al vertice della propria filiera produttiva, hanno approfittato, a volte bassamente, dell’esternalizzazione dei processi produttivi, affidando la produzione ai cosiddetti sweatshop situati in paesi stranieri a bassissimo reddito, in modo da lucrare enormemente sui vantaggi economici generati dal rivendere le merci prodotte in economia, a caro prezzo nel primo mondo. Per la legge del contrappasso ora l’opinione pubblica e la legge, più o meno timidamente, chiedono loro di rendersi garanti delle condizioni lavorative non solo dei lavoratori che sono assunti direttamente da loro, ma anche e soprattutto di quelli impiegati lungo la catena di forniture, in milanese moderno supply chain: tutti coloro che sono coinvolti nei processi produttivi: appaltatori, subappaltatori e fornitori.