Sicurezza nell’affidamento di attrezzature contrattuali: valutazione dei rischi e precauzioni necessarie | ISL

L’affidamento di attrezzature o di responsabilità a un appaltatore richiede una valutazione accurata dei rischi e delle implicazioni associate. È fondamentale prendere le misure necessarie per garantire la sicurezza delle persone e delle attrezzature coinvolte, al fine di evitare conseguenze economiche e sulla reputazione dell’azienda.

Una corretta gestione di questi processi può contribuire a migliorare l’efficienza e il rendimento dell’organizzazione, prestando particolare attenzione alla gestione dei rischi e alla pianificazione delle attività. La gestione consapevole delle attrezzature e delle responsabilità è un elemento chiave per il successo complessivo dell’azienda. Nel caso di un’azienda che affida la manutenzione in house a un appaltatore esterno, è essenziale valutare l’idoneità dell’attrezzatura fornita. L’azienda committente deve garantire che l’attrezzatura sia conforme alle norme di sicurezza e che siano state eseguite le verifiche tecniche necessarie. È altrettanto importante fornire all’appaltatore informazioni dettagliate sui rischi legati all’uso dell’attrezzatura e sulle misure di sicurezza da adottare.

Le attrezzature marcate CE devono rispettare le direttive di prodotto dell’Unione Europea. Ciò richiede al fabbricante o al suo rappresentante di valutare la conformità dell’attrezzatura, compilare un fascicolo tecnico, emettere una dichiarazione CE di conformità e apporre la marcatura CE sull’attrezzatura. Questa responsabilità viene poi trasferita al committente quando l’attrezzatura viene prestata o concessa in uso. Per le attrezzature non marcate CE, l’Allegato V del Decreto Legislativo 81/2008 stabilisce i requisiti di sicurezza da soddisfare. L’attrezzatura deve essere progettata e costruita secondo le buone pratiche di ingegneria, essere corredata da istruzioni per l’uso e la manutenzione, essere sottoposta a verifiche periodiche e dotata di dispositivi di sicurezza adeguati.

La formazione dei lavoratori è un altro aspetto fondamentale. Il committente deve verificare che le attrezzature di lavoro siano utilizzate da lavoratori esperti e qualificati. Sebbene esistano percorsi di addestramento obbligatori per alcune attrezzature, è importante andare oltre i requisiti minimi e garantire una formazione e un addestramento approfonditi per garantire la sicurezza sul lavoro. Spetta al datore di lavoro valutare i rischi specifici legati all’uso dell’attrezzatura e adottare le misure necessarie per controllarli.

La capacità organizzativa dell’appaltatore è ancora un aspetto chiave da considerare. L’organizzazione che cede l’attrezzatura deve avere una cultura della sicurezza solida, mentre l’appaltatore deve dimostrare di possedere le competenze e le risorse necessarie per gestire in modo sicuro l’attrezzatura concessa.

Puoi leggere l’articolo Affidamento di attrezzature contrattuali: valutazione e prevenzione dei rischi sul numero 6/2023 di Igiene e Sicurezza del Lavoro.

Gli infortuni sul lavoro nelle statistiche nazionali e internazionali: analisi e prestazioni italiane | Teknoring

Gli incidenti sul lavoro sono sicuramente uno dei temi principali da qualche tempo: la tragica vicenda di Luana D’Orazio, giovane operaia e madre di un bambino di cinque anni, che ha perso la vita a causa dell’impigliamento in un ingranaggio dell’orditoio che stava utilizzando, ha suscitato grande interesse nell’opinione pubblica. Da quel momento, era il 3 maggio 2021, le notizie sugli altri incidenti mortali sul lavoro hanno superato i confini della stampa locale e sono diventate un argomento di dibattito politico nazionale.

Secondo i dati INAIL pubblicati a maggio 2023, nel primo trimestre di quest’anno si sono registrati 196 incidenti mortali sul lavoro, di cui 148 avvenuti durante l’attività lavorativa e 48 in itinere. Ciò corrisponde a una media di oltre 65 decessi al mese e 15 alla settimana. Rispetto allo stesso periodo del 2022, il numero di vittime è aumentato di 7, poiché nel 2022 si erano registrati 141 morti. Il settore dei Trasporti e Magazzinaggio ha registrato il più alto numero di decessi in occasione di lavoro, con un totale di 30 casi. Seguono le Costruzioni e le Attività Manifatturiere, entrambi con 14 decessi.

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Impostare un piano per migliorare la cultura della sicurezza | ISL

Il concetto di cultura della sicurezza definisce il modo in cui le organizzazioni e i lavoratori affrontano le questioni relative alla sicurezza sul lavoro. Riflette gli atteggiamenti, le convinzioni, le percezioni e i valori condivisi da tutti i soggetti coinvolti nella prevenzione e nella gestione degli incidenti.

La cultura della sicurezza sta diventando sempre più un argomento attuale perché la tutela dei lavoratori non dipende solo dal rispetto delle norme o dall’assenza di infortuni, ma anche dall’impegno, dalla responsabilità e dalla cura che si manifestano a tutti i livelli dell’organizzazione. Una buona cultura della sicurezza richiede una leadership efficace, una comunicazione aperta, un apprendimento continuo e una condivisione dei rischi. In cambio, può portare a una maggiore produttività, qualità e soddisfazione dei lavoratori e dei clienti.

Puoi leggere l’articolo Impostare un piano per migliorare la cultura della sicurezza sul numero 5/2023 di Igiene & Sicurezza del Lavoro

Verificare l’efficacia della formazione durante il lavoro | ISL

Questo articolo nasce da una esperienza, fatta in AIAS Academy, nella quale un gruppo formato da Gilberto Crevena, l’autore di queste note e altri, si è domandato come realizzare concretamente il processo di valutazione dell’efficacia della formazione durante la prestazione lavorativa, che si è recentemente affacciato alla cronaca. Sono riconoscente a tutti i colleghi per la profondità dei loro stimoli. Chiaramente errori, omissioni o superficialità sono tutti da attribuire a me.

La necessità di misurare i risultati, per potere regolare lo sforzo in ragione degli obiettivi da raggiungere, non è solo una questione di buonsenso, ma anche un portato dei sistemi di gestione. In un ciclo PDCA, infatti, le attività operative sono tenute sotto controllo attraverso la predisposizione di un sistema di misurazione e di monitoraggio, per consentire di raccogliere dati utili a modificare la pianificazione vari processi, allo scopo di raggiungere gli obiettivi definiti. In sostanza si tiene sotto controllo che l’output delle attività raggiunga i risultati voluti, variando gli input dei vari sottoprocessi e la loro articolazione, che contribuiscono all’esito finale. In un viaggio, si accelera o rallenta il veicolo, in relazione alle condizioni del viaggio e al raggiungimento delle tappe intermedie, per assicurarsi di arrivare alla meta all’orario prestabilito.

Il singolo corso di formazione alla sicurezza ha un obiettivo più ampio di quello di fornire semplicemente nozioni: l’ambizione di mettere in moto un processo di rielaborazione interna al discente, che auspicabilmente dovrà sfociare in un miglioramento della sua consapevolezza dei pericoli e nel miglioramento della sua cultura della sicurezza. A questo obiettivo occorre concedere un certo tempo per potere essere raggiunto, durante il quale il lavoratore può essere esposto alle influenze negative provenienti dal proprio ambiente di lavoro che possono agire in senso contrario agli obiettivi della formazione, ma anche semplicemente abbassare il livello di priorità percepita verso il cambiamento, facendo dimenticare rapidamente le nozioni acquisite e la necessità di metterle alla prova.

Puoi leggere l’articolo Verificare l’efficacia della formazione durante il lavoro su ISL numero 4 del 2023.

Le procedure LOTO | Teknoring

In generale, le protezioni delle parti pericolose di attrezzature ed impianti non devono essere rimosse. Il Decreto legislativo 81 del 2008 lo mette ben chiaro, ad esempio descrivendo gli obblighi del lavoratore: non rimuove o modifica senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo. Esistono quindi condizioni in cui questo è ammissibile. Lo standard UNI EN ISO 14118:2018 Sicurezza del macchinario – Prevenzione dell’avviamento inatteso, elenca dodici situazioni in cui può essere necessaria la presenza di persone in zone pericolose delle attrezzature o degli impianti. Sono le ispezioni, le azioni correttive come la risoluzione di bloccaggi e simili, le regolazioni, il carico e scarico manuale, la sostituzione degli utensili, la lubrificazione, la pulizia, lo smantellamento, le manutenzioni e le riparazioni, le prove e le verifiche, il lavoro sui circuiti di alimentazione e i lavori di manutenzione straordinaria.

Le procedure LOTO sono state create dall’industria per garantire un livello di sicurezza accettabile anche in quelle condizioni in cui occorre rimuovere le protezioni che prevengono il lavoratore di entrare in una prossimità che può diventare pericolosa, rispetto all’attrezzatura o all’impianto sul quale sta operando. LOTO sta per lock-out (blocca) tag-out, (installa una etichetta), e sono misure di sicurezza che si applicano quando si lavora su impianti o macchinari elettrici, meccanici o idraulici. Lo scopo di queste procedure è quello di isolare le fonti di energia pericolose e impedire che vengano riattivate accidentalmente o intenzionalmente durante le operazioni di manutenzione o riparazione. In sostanza, si blocca il dispositivo di avviamento dell’attrezzatura e dell’impianto con un lucchetto (lock-out) la cui chiave è in possesso di chi sta svolgendo l’intervento, e si colloca una etichetta che spiega che quella attrezzatura è disattivata per motivi di sicurezza (tag-out). Nel caso si tratti di una attrezzatura o un impianto complesso, sul quale dovranno intervenire più squadre, ogni squadra può applicare il proprio lucchetto (se non esiste sufficiente spazio sono in commercio blocchi che permettono di farlo) e l’attrezzatura potrà ripartire solo quando l’ultima di esse avrà rimosso il proprio, perché i lavori sono terminati.

Leggi l’articolo Procedure LOTO per la sicurezza di macchine e impianti: come funzionano e come implementarle? su Teknoring.it

Episodio 11 | Implementare i sistemi di gestione

Ho frequentato un istituto tecnico e le regole della grammatica di gran parte delle materie che ho studiato erano le norme tecniche. Sono gli anni si in cui ci si appassiona alle cose. Qualcuno impara a suonare la chitarra, qualcun altro trova la sua vocazione professionale, magari politica. Alcuni religiosa. A me e ai miei compagni di classe piacevano i motori. Conoscere le norme tecniche ci metteva in grado di compiere quella magia per cui eravamo in grado di realizzare nelle officine della nostra scuola i pezzi speciali che avremmo montato sui nostri motorini: pulegge, ingranaggi. Con l’obiettivo di andare più veloce!

Vi siete mai chiesti perché un bullone M10 realizzato, facciamo, in Brianza, riesce ad avvitarsi perfettamente con un dado M10 prodotto, per dire, a Shangai? È perché il mondo industriale ha deciso di sviluppare regole condivise per i propri prodotti. In Italia abbiamo la UNI, l’ente italiano di normazione, che nasce nel 1921 come “comitato generale per l’unificazione meccanica”, UNIM. Negli stessi anni, per i medesimi obiettivi, ad esempio negli Stati Uniti viene fondata l’ANSI, American National Standards Institute e in Germania la DIN, Deutsches Institut für Normung, istituto tedesco per la standardizzazione, per dire.

Con il tempo gli enti di normazione hanno allargato il loro lavoro dai prodotti alle organizzazioni. Sono nati i sistemi di gestione. Prima con l’obiettivo della qualità, poi con quello di supportare le aziende a proteggere l’ambiente e la sicurezza dei lavoratori.

Puoi ascoltare l’episodio 11 del podcast “Il rischio è il mio mestiere” sulle principali piattaforme di podcast.

Le tendenze della formazione sulla sicurezza | Teknoring

La formazione sulla sicurezza sul lavoro è un aspetto cruciale per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori in qualsiasi ambiente lavorativo. Negli ultimi anni, ci sono state numerose tendenze nella formazione sulla sicurezza sul lavoro, che riflettono l’evoluzione delle tecnologie, delle normative e delle pratiche aziendali. Quali sono queste tendenze e come stanno influenzando la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

La formazione sulla sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti i settori. Le tendenze emergenti nella formazione sulla sicurezza sul lavoro stanno offrendo nuove opportunità per migliorare la formazione e proteggere i lavoratori da rischi e pericoli sul posto di lavoro.

Puoi leggere l’articolo Quali sono gli ultimi trend della formazione sulla sicurezza sul lavoro e come si evolvono? cliccando a questo link.

Asseverazione MOGC: quali vantaggi per un’azienda? | Teknoring

A partire dal 2008 in Italia le lesioni colpose gravi e gravissime e l’omicidio colposo, avvenuto con la violazione delle norme sulla tutela della salute sul lavoro, possono essere contestate anche alle persone giuridiche, alle aziende, oltre che alle associazioni prive di personalità giuridica. Se il reato è stato commesso per un interesse dell’organizzazione, o per procurarle un vantaggio, da una persona che risponde, in senso lato, all’organizzazione stessa, quindi non necessariamente un dipendente, un dirigente o un procuratore di questa, allora l’organizzazione può essere condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria, o a sanzioni amministrative che impattano sulla sua capacità di produrre valore per i proprietari o gli azionisti.

Nel nostro Paese è in corso un ampio dibattito sull’efficacia di un sistema meramente repressivo per la prevenzione degli infortuni, perlopiù tra gli attori tecnici e professionali, con una partecipazione molto scarsa di quelli istituzionali. È necessario osservare che la 231 non si limita ad allargare l’area della repressione dalle persone fisiche alle organizzazioni, ma propone una azione preventiva nei confronti di questi reati, con strumenti e finalità prettamente tecniche.

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5 consigli pratici per comunicare le regole della sicurezza in modo efficace | Teknoring

Lo sviluppo di una forte cultura della sicurezza passa anche attraverso la corretta considerazione dei sistemi di regole all’interno delle politiche aziendali: non qualcosa da invocare quando le cose vanno male, per potere dimostrare che la direzione ha fatto la sua parte, ma un approccio sistematico ai diversi aspetti della governance aziendale.

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Ultime novità nelle normative UE sui rendiconti di sostenibilità | ISL

Sembra che sempre più persone si siano spostando per garantirsi una vita dignitosa. Per quale motivo un essere umano, per la sola ventura di essere nato nell’Africa subsahariana o in Asia centrale, non ha il diritto di aspirare al medesimo livello di benessere del suo omologo che ha avuto la fortuna di venire alla luce a Treviso, Italia, o magari a Frensdorf, Germania, Crawfordville, USA, o Dandenong, Australia? Tutti questi avvenimenti rendono necessario ai governi dedicare sempre maggior risorse a controllare le conseguenze di questi avvenimenti, sottraendole alla difesa, all’istruzione, alla sanità e ai servizi sociali. Questo genera scontento tra i cittadini e pregiudica l’efficacia della politica pubblica.

I principi ESG sono la risposta che la leadership mondiale sta cercando di dare ai problemi epocali che si stanno manifestando in questi anni.

L’Unione Europea è stata fondata nel 1957 con il Trattato di Roma tra Francia, Germania, Italia e i Paesi Bassi, con il nome di Comunità economica europea (CEE). Lo scopo della CEE era quello di creare un’area comune di libero scambio e di stabilizzare gli scambi economici tra i paesi membri. Nel corso degli anni, la CEE si è evoluta in Unione europea (UE), che ha ampliato il suo obiettivo originale per includere la cooperazione politica e la creazione di un’unione monetaria. Nel 1992, il Trattato di Maastricht ha formalmente creato l’Unione europea e ha stabilito l’euro come moneta comune tra alcuni paesi membri. Attualmente, l’UE è composta da 27 paesi membri che lavorano insieme per raggiungere obiettivi comuni in materia di commercio, politica estera, ambiente e sicurezza.

Tra gli strumenti sviluppati per allineare le pratiche economiche nei paesi membri, ci sono anche le direttive UE sulla rendicontazione economica, che sono state studiate per garantire la comparabilità e la trasparenza dei bilanci delle società quotate in borsa in Europa. Questo allo scopo di consentire agli investitori e al pubblico in generale, di valutare la performance e la situazione finanziaria delle società e di prendere decisioni informate.

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