Questo articolo analizza gli eventi tragici legati alla perdita di cinque vite umane nel sommergibile turistico Titan. Si esaminano le dichiarazioni del CEO riguardanti i limiti della sicurezza e si esplora la relazione con l’incidente fatale. L’articolo sottolinea le implicazioni di un approccio irresponsabile alla sicurezza sul lavoro e i rischi di esperienze estreme non sufficientemente controllate.
L’obiettivo è trarre una lezione dalla tragedia, mettendo in luce l’importanza di una cultura aziendale che ponga la sicurezza al primo posto e di un approccio responsabile per evitare rischi e tragedie evitabili. Si evidenzia che l’innovazione autentica deve considerare anche la sicurezza dei lavoratori, l’impatto ambientale e la responsabilità sociale. Una cultura aziendale focalizzata sulla sicurezza favorisce un ambiente di lavoro positivo e motivante, promuovendo la fiducia, la collaborazione e l’innovazione. Le lezioni apprese dalla tragedia del Titan includono l’integrazione della sicurezza fin dalle fasi iniziali di progettazione e sviluppo dell’innovazione e la responsabilità di proteggere i dipendenti e l’immagine aziendale per il successo a lungo termine.
Questo speciale analizza le principali implicazioni del Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 marzo 2023, in relazione al D.Lgs. n. 231/2001 e alla Legge n. 179/2017. Il decreto disciplina la tutela delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e delle norme nazionali, promuovendo il concetto di whistleblowing come strumento per denunciare pubblicamente comportamenti illegali o scorretti. La protezione del whistleblowing mira a compensare lo svantaggio di un individuo che denuncia un’organizzazione, fornendo una protezione legale contro ritorsioni o rappresaglie.
Il Decreto Legislativo n. 24/2023 recepisce la direttiva europea sul whistleblowing e si applica a soggetti del settore pubblico e privato che soddisfano determinate condizioni. L’articolo evidenzia anche l’importanza dell’ANAC nell’attività di segnalazione esterna e l’obbligo per le organizzazioni di implementare canali di segnalazione interni adeguati. Il nuovo decreto richiede una rielaborazione completa della compliance whistleblowing adottata fino ad ora, compresa l’integrazione nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo delle aziende.
Puoi scaricare lo speciale Novità in materia di whistleblowing e modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001qui, dopo la registrazione.
L’affidamento di attrezzature o di responsabilità a un appaltatore richiede una valutazione accurata dei rischi e delle implicazioni associate. È fondamentale prendere le misure necessarie per garantire la sicurezza delle persone e delle attrezzature coinvolte, al fine di evitare conseguenze economiche e sulla reputazione dell’azienda.
Una corretta gestione di questi processi può contribuire a migliorare l’efficienza e il rendimento dell’organizzazione, prestando particolare attenzione alla gestione dei rischi e alla pianificazione delle attività. La gestione consapevole delle attrezzature e delle responsabilità è un elemento chiave per il successo complessivo dell’azienda. Nel caso di un’azienda che affida la manutenzione in house a un appaltatore esterno, è essenziale valutare l’idoneità dell’attrezzatura fornita. L’azienda committente deve garantire che l’attrezzatura sia conforme alle norme di sicurezza e che siano state eseguite le verifiche tecniche necessarie. È altrettanto importante fornire all’appaltatore informazioni dettagliate sui rischi legati all’uso dell’attrezzatura e sulle misure di sicurezza da adottare.
Le attrezzature marcate CE devono rispettare le direttive di prodotto dell’Unione Europea. Ciò richiede al fabbricante o al suo rappresentante di valutare la conformità dell’attrezzatura, compilare un fascicolo tecnico, emettere una dichiarazione CE di conformità e apporre la marcatura CE sull’attrezzatura. Questa responsabilità viene poi trasferita al committente quando l’attrezzatura viene prestata o concessa in uso. Per le attrezzature non marcate CE, l’Allegato V del Decreto Legislativo 81/2008 stabilisce i requisiti di sicurezza da soddisfare. L’attrezzatura deve essere progettata e costruita secondo le buone pratiche di ingegneria, essere corredata da istruzioni per l’uso e la manutenzione, essere sottoposta a verifiche periodiche e dotata di dispositivi di sicurezza adeguati.
La formazione dei lavoratori è un altro aspetto fondamentale. Il committente deve verificare che le attrezzature di lavoro siano utilizzate da lavoratori esperti e qualificati. Sebbene esistano percorsi di addestramento obbligatori per alcune attrezzature, è importante andare oltre i requisiti minimi e garantire una formazione e un addestramento approfonditi per garantire la sicurezza sul lavoro. Spetta al datore di lavoro valutare i rischi specifici legati all’uso dell’attrezzatura e adottare le misure necessarie per controllarli.
La capacità organizzativa dell’appaltatore è ancora un aspetto chiave da considerare. L’organizzazione che cede l’attrezzatura deve avere una cultura della sicurezza solida, mentre l’appaltatore deve dimostrare di possedere le competenze e le risorse necessarie per gestire in modo sicuro l’attrezzatura concessa.
Puoi leggere l’articolo Affidamento di attrezzature contrattuali: valutazione e prevenzione dei rischi sul numero 6/2023 di Igiene e Sicurezza del Lavoro.
Gli incidenti sul lavoro sono sicuramente uno dei temi principali da qualche tempo: la tragica vicenda di Luana D’Orazio, giovane operaia e madre di un bambino di cinque anni, che ha perso la vita a causa dell’impigliamento in un ingranaggio dell’orditoio che stava utilizzando, ha suscitato grande interesse nell’opinione pubblica. Da quel momento, era il 3 maggio 2021, le notizie sugli altri incidenti mortali sul lavoro hanno superato i confini della stampa locale e sono diventate un argomento di dibattito politico nazionale.
Secondo i dati INAIL pubblicati a maggio 2023, nel primo trimestre di quest’anno si sono registrati 196 incidenti mortali sul lavoro, di cui 148 avvenuti durante l’attività lavorativa e 48 in itinere. Ciò corrisponde a una media di oltre 65 decessi al mese e 15 alla settimana. Rispetto allo stesso periodo del 2022, il numero di vittime è aumentato di 7, poiché nel 2022 si erano registrati 141 morti. Il settore dei Trasporti e Magazzinaggio ha registrato il più alto numero di decessi in occasione di lavoro, con un totale di 30 casi. Seguono le Costruzioni e le Attività Manifatturiere, entrambi con 14 decessi.
Il concetto di cultura della sicurezza definisce il modo in cui le organizzazioni e i lavoratori affrontano le questioni relative alla sicurezza sul lavoro. Riflette gli atteggiamenti, le convinzioni, le percezioni e i valori condivisi da tutti i soggetti coinvolti nella prevenzione e nella gestione degli incidenti.
La cultura della sicurezza sta diventando sempre più un argomento attuale perché la tutela dei lavoratori non dipende solo dal rispetto delle norme o dall’assenza di infortuni, ma anche dall’impegno, dalla responsabilità e dalla cura che si manifestano a tutti i livelli dell’organizzazione. Una buona cultura della sicurezza richiede una leadership efficace, una comunicazione aperta, un apprendimento continuo e una condivisione dei rischi. In cambio, può portare a una maggiore produttività, qualità e soddisfazione dei lavoratori e dei clienti.
Questo articolo nasce da una esperienza, fatta in AIAS Academy, nella quale un gruppo formato da Gilberto Crevena, l’autore di queste note e altri, si è domandato come realizzare concretamente il processo di valutazione dell’efficacia della formazione durante la prestazione lavorativa, che si è recentemente affacciato alla cronaca. Sono riconoscente a tutti i colleghi per la profondità dei loro stimoli. Chiaramente errori, omissioni o superficialità sono tutti da attribuire a me.
La necessità di misurare i risultati, per potere regolare lo sforzo in ragione degli obiettivi da raggiungere, non è solo una questione di buonsenso, ma anche un portato dei sistemi di gestione. In un ciclo PDCA, infatti, le attività operative sono tenute sotto controllo attraverso la predisposizione di un sistema di misurazione e di monitoraggio, per consentire di raccogliere dati utili a modificare la pianificazione vari processi, allo scopo di raggiungere gli obiettivi definiti. In sostanza si tiene sotto controllo che l’output delle attività raggiunga i risultati voluti, variando gli input dei vari sottoprocessi e la loro articolazione, che contribuiscono all’esito finale. In un viaggio, si accelera o rallenta il veicolo, in relazione alle condizioni del viaggio e al raggiungimento delle tappe intermedie, per assicurarsi di arrivare alla meta all’orario prestabilito.
Il singolo corso di formazione alla sicurezza ha un obiettivo più ampio di quello di fornire semplicemente nozioni: l’ambizione di mettere in moto un processo di rielaborazione interna al discente, che auspicabilmente dovrà sfociare in un miglioramento della sua consapevolezza dei pericoli e nel miglioramento della sua cultura della sicurezza. A questo obiettivo occorre concedere un certo tempo per potere essere raggiunto, durante il quale il lavoratore può essere esposto alle influenze negative provenienti dal proprio ambiente di lavoro che possono agire in senso contrario agli obiettivi della formazione, ma anche semplicemente abbassare il livello di priorità percepita verso il cambiamento, facendo dimenticare rapidamente le nozioni acquisite e la necessità di metterle alla prova.
Puoi leggere l’articolo Verificare l’efficacia della formazione durante il lavoro su ISL numero 4 del 2023.
In generale, le protezioni delle parti pericolose di attrezzature ed impianti non devono essere rimosse. Il Decreto legislativo 81 del 2008 lo mette ben chiaro, ad esempio descrivendo gli obblighi del lavoratore: non rimuove o modifica senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo. Esistono quindi condizioni in cui questo è ammissibile. Lo standard UNI EN ISO 14118:2018 Sicurezza del macchinario – Prevenzione dell’avviamento inatteso, elenca dodici situazioni in cui può essere necessaria la presenza di persone in zone pericolose delle attrezzature o degli impianti. Sono le ispezioni, le azioni correttive come la risoluzione di bloccaggi e simili, le regolazioni, il carico e scarico manuale, la sostituzione degli utensili, la lubrificazione, la pulizia, lo smantellamento, le manutenzioni e le riparazioni, le prove e le verifiche, il lavoro sui circuiti di alimentazione e i lavori di manutenzione straordinaria.
Le procedure LOTO sono state create dall’industria per garantire un livello di sicurezza accettabile anche in quelle condizioni in cui occorre rimuovere le protezioni che prevengono il lavoratore di entrare in una prossimità che può diventare pericolosa, rispetto all’attrezzatura o all’impianto sul quale sta operando. LOTO sta per lock-out (blocca) tag-out, (installa una etichetta), e sono misure di sicurezza che si applicano quando si lavora su impianti o macchinari elettrici, meccanici o idraulici. Lo scopo di queste procedure è quello di isolare le fonti di energia pericolose e impedire che vengano riattivate accidentalmente o intenzionalmente durante le operazioni di manutenzione o riparazione. In sostanza, si blocca il dispositivo di avviamento dell’attrezzatura e dell’impianto con un lucchetto (lock-out) la cui chiave è in possesso di chi sta svolgendo l’intervento, e si colloca una etichetta che spiega che quella attrezzatura è disattivata per motivi di sicurezza (tag-out). Nel caso si tratti di una attrezzatura o un impianto complesso, sul quale dovranno intervenire più squadre, ogni squadra può applicare il proprio lucchetto (se non esiste sufficiente spazio sono in commercio blocchi che permettono di farlo) e l’attrezzatura potrà ripartire solo quando l’ultima di esse avrà rimosso il proprio, perché i lavori sono terminati.
Ho frequentato un istituto tecnico e le regole della grammatica di gran parte delle materie che ho studiato erano le norme tecniche. Sono gli anni si in cui ci si appassiona alle cose. Qualcuno impara a suonare la chitarra, qualcun altro trova la sua vocazione professionale, magari politica. Alcuni religiosa. A me e ai miei compagni di classe piacevano i motori. Conoscere le norme tecniche ci metteva in grado di compiere quella magia per cui eravamo in grado di realizzare nelle officine della nostra scuola i pezzi speciali che avremmo montato sui nostri motorini: pulegge, ingranaggi. Con l’obiettivo di andare più veloce!
Vi siete mai chiesti perché un bullone M10 realizzato, facciamo, in Brianza, riesce ad avvitarsi perfettamente con un dado M10 prodotto, per dire, a Shangai? È perché il mondo industriale ha deciso di sviluppare regole condivise per i propri prodotti. In Italia abbiamo la UNI, l’ente italiano di normazione, che nasce nel 1921 come “comitato generale per l’unificazione meccanica”, UNIM. Negli stessi anni, per i medesimi obiettivi, ad esempio negli Stati Uniti viene fondata l’ANSI, American National Standards Institute e in Germania la DIN, Deutsches Institut für Normung, istituto tedesco per la standardizzazione, per dire.
Con il tempo gli enti di normazione hanno allargato il loro lavoro dai prodotti alle organizzazioni. Sono nati i sistemi di gestione. Prima con l’obiettivo della qualità, poi con quello di supportare le aziende a proteggere l’ambiente e la sicurezza dei lavoratori.
La formazione sulla sicurezza sul lavoro è un aspetto cruciale per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori in qualsiasi ambiente lavorativo. Negli ultimi anni, ci sono state numerose tendenze nella formazione sulla sicurezza sul lavoro, che riflettono l’evoluzione delle tecnologie, delle normative e delle pratiche aziendali. Quali sono queste tendenze e come stanno influenzando la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
La formazione sulla sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti i settori. Le tendenze emergenti nella formazione sulla sicurezza sul lavoro stanno offrendo nuove opportunità per migliorare la formazione e proteggere i lavoratori da rischi e pericoli sul posto di lavoro.
Puoi leggere l’articolo Quali sono gli ultimi trend della formazione sulla sicurezza sul lavoro e come si evolvono? cliccando a questo link.
A partire dal 2008 in Italia le lesioni colpose gravi e gravissime e l’omicidio colposo, avvenuto con la violazione delle norme sulla tutela della salute sul lavoro, possono essere contestate anche alle persone giuridiche, alle aziende, oltre che alle associazioni prive di personalità giuridica. Se il reato è stato commesso per un interesse dell’organizzazione, o per procurarle un vantaggio, da una persona che risponde, in senso lato, all’organizzazione stessa, quindi non necessariamente un dipendente, un dirigente o un procuratore di questa, allora l’organizzazione può essere condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria, o a sanzioni amministrative che impattano sulla sua capacità di produrre valore per i proprietari o gli azionisti.
Nel nostro Paese è in corso un ampio dibattito sull’efficacia di un sistema meramente repressivo per la prevenzione degli infortuni, perlopiù tra gli attori tecnici e professionali, con una partecipazione molto scarsa di quelli istituzionali. È necessario osservare che la 231 non si limita ad allargare l’area della repressione dalle persone fisiche alle organizzazioni, ma propone una azione preventiva nei confronti di questi reati, con strumenti e finalità prettamente tecniche.