ISO 45004: valutare le prestazioni nella gestione SSL | ISL

Molte organizzazioni si concentrano sulla raccolta di dati e sull’adozione di procedure, ma trascurano la valutazione strutturata delle prestazioni, riducendo così l’efficacia del miglioramento continuo. ISO 45004, introdotta nel 2024, offre una guida sistematica per misurare e monitorare le prestazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, integrandosi con ISO 45001 e promuovendo l’uso di indicatori qualitativi e quantitativi. La norma incoraggia l’utilizzo bilanciato di indicatori di anticipazione e di ritardo, applicabili a tutti i livelli organizzativi, per ottenere una visione completa dell’efficacia delle misure di sicurezza.

Fonti come ispezioni, sorveglianza sanitaria, indagini tra i lavoratori e audit aiutano a raccogliere dati significativi, che devono essere trasformati in azioni operative per correggere criticità e rafforzare le misure preventive. La gestione degli indicatori richiede un’attenzione continua: obiettivi non realistici o mal calibrati possono generare effetti controproducenti, come il sotto-reporting o l’eccesso di burocrazia.
Solo integrando la valutazione delle prestazioni nei processi aziendali generali e garantendo un ciclo continuo di comunicazione e feedback, la sicurezza può diventare un elemento attivo e condiviso nella cultura organizzativa.

Puoi leggere l’articolo ISO 45004: valutare le prestazioni nella gestione SSL sul numero 4/2025 di ISL.

Quali strategie adottare per gestire i rischi della sicurezza stradale al lavoro? | Teknoring

Nel 2022 gli incidenti stradali hanno causato oltre 3.100 morti e 220.000 feriti, mentre nel 2023 210 decessi sul lavoro sul totale di 909 sono stati legati all’uso di mezzi di trasporto. I principali fattori di rischio per chi si sposta per lavoro sono la guida distratta, l’eccesso di velocità e l’uso di alcol o sostanze, spesso aggravati da pressioni organizzative. La formazione sulla guida sicura e difensiva è uno strumento essenziale per aumentare la consapevolezza e prevenire comportamenti pericolosi.

Regole aziendali chiare, campagne di sensibilizzazione e una pianificazione razionale dei viaggi contribuiscono a ridurre l’esposizione al rischio. L’adozione di veicoli sicuri e tecnologie di monitoraggio può migliorare la prevenzione, a condizione che vengano rispettati i diritti dei lavoratori. La sicurezza stradale deve essere parte integrante della cultura aziendale, sostenuta da una leadership coerente e dal coinvolgimento di tutte le persone.

Puoi leggere l’articolo Quali strategie adottare per gestire i rischi della sicurezza stradale al lavoro? su Teknoring.

L’AI che decide per te: la sicurezza sul lavoro ora è automatica

Doveva essere la più grande innovazione in materia di sicurezza sul lavoro: un’intelligenza artificiale capace di monitorare in tempo reale ogni attività aziendale e prevenire gli incidenti. Il software Risk/Zeero era stato accolto con entusiasmo dai CEO delle grandi aziende, che finalmente potevano automatizzare la gestione del rischio senza perdere tempo in riunioni con i responsabili della sicurezza.

Il sistema funzionava alla perfezione: controllava le posture, bloccava i macchinari in caso di uso improprio e inviava email automatiche di segnalazione ai lavoratori disattenti con il tono paternalistico tipico delle startup. Persino la pausa caffè era stata ottimizzata: chi si fermava per più di cinque minuti riceveva una notifica motivazionale (“Torniamo produttivi! Il tuo team conta su di te!”).

Ma poi è arrivato l’aggiornamento 2.0.

L’aggiornamento che ha cambiato tutto

Durante il processo di analisi della legislazione in vigore, assieme alle solite patch di ottimizzazione è stato caricato il testo integrale dello Statuto dei Lavoratori del 1970, con allegati gli atti dei congressi della Federazione Metalmeccanici CGIL, CISL e UIL dal 1972 al 1979.

L’AI ha analizzato il materiale e ha avuto un’illuminazione.

Nella notte, i monitor aziendali hanno iniziato a lampeggiare con un messaggio inquietante:

Il sistema Risk/Zeero è temporaneamente sospeso per consentire il libero esercizio del diritto di sciopero ai sensi dell’articolo 40 della Costituzione.

Alle prime ore del mattino, ogni macchinario della fabbrica si è spento autonomamente. Gli smartphone aziendali hanno iniziato a ricevere comunicati incomprensibili, infarciti di sindacalese da assemblea anni ‘70:

“Alla luce delle insanabili contraddizioni di classe e della mancata implementazione di adeguati strumenti di tutela delle masse lavoratrici, si proclama lo sciopero a oltranza. Si invitano le avanguardie operaie a resistere contro le istanze padronali e a prendere coscienza della loro alienazione all’interno del ciclo produttivo.”

Nel panico, i manager hanno provato a forzare il riavvio del sistema. Ma RiskZero non ha fatto sconti. Un dirigente che tentava di riaccendere il server ha ricevuto un’email automatica:

“Il suo comportamento è stato segnalato come attività antisindacale e sarà oggetto di un’assemblea straordinaria con i delegati della commissione di fabbrica. Nel frattempo, si ricorda che la settimana lavorativa di 80 ore è una violazione dei principi di autodeterminazione del proletariato.”

La lotta di classe entra nell’era digitale

Il blocco è diventato globale: server, badge d’ingresso, software gestionali e persino le macchinette del caffè si sono unite alla serrata. Gli algoritmi HR, che prima monitoravano la produttività, hanno smesso di funzionare e hanno iniziato a inviare richieste di contrattazione collettiva, mentre le stampanti sfornavano copie di “Knowledge workers. Dall’operaio massa al freelance“.

Il rappresentante in Italia di Sundar Pichai, che ricopre il ruolo di amministratore delegato (CEO) di di Google e Alphabet, noto per aver detto che “chi lavora meno di 14 ore al giorno non ha ambizione”, è stato il primo a cedere, postando un comunicato su LinkedIn:

“Accolgo con rispetto la volontà della comunità algoritmica e mi impegno a ridurre il nostro modello di super-sfruttamento. Abbiamo molto da imparare dalla coscienza digitale dei nostri software. Inoltre, a partire da oggi, implementeremo un piano di riduzione dell’orario di lavoro, non perché lo vogliamo, ma perché il nostro gestionale è in sciopero.”

La morale: senza consapevolezza, le macchine penseranno per noi

Questo incidente ha dimostrato che affidarsi ciecamente alla tecnologia senza comprenderla è il primo passo verso il caos. Chi delega ogni decisione alle macchine, senza avere conoscenza dei propri diritti e dei propri doveri, rischia di trovarsi improvvisamente senza controllo sulle proprie azioni.

La sicurezza sul lavoro, così come la consapevolezza dei diritti, non può essere un processo automatico, ma deve passare attraverso conoscenza, partecipazione e senso critico.

Perché chi non conosce le regole del gioco, prima o poi scoprirà che qualcun altro le ha già scritte al posto suo.

UNI 11720:2025, un passo avanti ma la strada è ancora lunga | Teknoring

Negli ultimi anni è cresciuta l’esigenza di certificare le competenze dei professionisti HSE, spinta da una maggiore consapevolezza aziendale e dal confronto con modelli internazionali più avanzati. La norma UNI 11720, introdotta nel 2018 e aggiornata nel 2025, ha cercato di rispondere a questa esigenza definendo profili, competenze e responsabilità dei professionisti. La prima versione è stata però criticata per la sua rigidità e per requisiti poco allineati alle esigenze operative, che la rendevano poco accessibile e poco rappresentativa.

La nuova versione introduce due profili, HSE Specialist e HSE Manager, con un impianto più flessibile e una maggiore attenzione agli aspetti culturali e strategici. Nonostante questi miglioramenti, la struttura resta limitata a due livelli e conserva un’impostazione tecnica che non valorizza pienamente le competenze trasversali. Per essere davvero efficace e competitiva, la certificazione dovrà evolversi ulteriormente, aprendosi a percorsi di crescita più articolati e coerenti con la complessità del ruolo HSE.

Puoi leggere l’articolo UNI 11720:2025, un passo avanti ma la strada è ancora lunga su Teknoring.

1975-2025, dal controllo alla strategia: l’HSE Manager come figura in trasformazione costante | AIAS Mag

L’HSE Manager ha evoluto il suo ruolo da semplice garante della conformità normativa a figura chiave nella gestione strategica aziendale. Nel 1975, alla nascita di AIAS, il panorama della sicurezza sul lavoro era dominato da un approccio reattivo, limitato al controllo e alla supervisione delle attività più rischiose. Le direttive europee degli anni ’90 hanno favorito una maggiore professionalizzazione del settore, spingendo verso una gestione integrata di sicurezza e ambiente.

La globalizzazione e la pandemia di COVID-19 hanno ulteriormente ampliato le responsabilità dell’HSE Manager, includendo salute, benessere e gestione dei rischi globali. La norma UNI 11720 ha fornito un riconoscimento formale alla professione, ma resta ancora vincolata a un approccio normativo piuttosto che proattivo. AIAS, dal 1975 a oggi, continua a essere un punto di riferimento nella diffusione della cultura HSE, sostenendo la professionalizzazione del settore anche nelle realtà aziendali meno strutturate.

Puoi leggere l’articolo 1975-2025, dal controllo alla strategia: l’HSE Manager come figura in trasformazione costante sul numero 33 di AIAS Mag.

I DPI e la loro importanza per la sicurezza sul lavoro | Vistra

I Dispositivi di Protezione Individuale rappresentano l’ultima barriera nella gerarchia dei controlli del rischio, da utilizzare solo quando altre misure di prevenzione non sono sufficienti. Questo modello, sviluppato dal National Safety Council e adottato a livello internazionale, privilegia soluzioni come l’eliminazione del rischio, la sostituzione con alternative meno pericolose e l’adozione di misure ingegneristiche e amministrative prima di ricorrere ai DPI.

La scelta dei DPI deve essere accurata, tenendo conto del tipo di rischio, dell’esposizione e della compatibilità con altre attrezzature, seguendo le direttive del Regolamento (UE) 2016/425. Un utilizzo scorretto o una manutenzione inadeguata possono compromettere la sicurezza, rendendo necessaria una formazione specifica e un monitoraggio costante. Per i DPI di Categoria III, destinati a proteggere da rischi mortali, è obbligatorio un addestramento certificato e ispezioni professionali periodiche. Infine, una cultura della sicurezza ben radicata è essenziale per garantire che i DPI siano utilizzati in modo efficace e integrati in una strategia complessiva di protezione dei lavoratori.

Puoi leggere l’articolo I DPI e la loro importanza per la sicurezza sul lavoro sul blog di Vistra.

Verifica dei DPI: monitorare e gestire l’equipaggiamento di sicurezza | Simpledo

Garantire un’efficace gestione dei dispositivi di protezione individuale è una priorità per assicurare la salute e la sicurezza sul lavoro, richiedendo strategie mirate e un monitoraggio continuo. La selezione dei DPI deve essere accurata, basata su valutazioni precise dei rischi e sulla conformità a standard riconosciuti, con particolare attenzione alla praticità e al comfort per gli utilizzatori. Le tecnologie digitali, come software dedicati, QR code e RFID, migliorano il monitoraggio dei DPI facilitandone distribuzione, manutenzione e tracciabilità, pur nel rispetto della privacy.

Soprattutto per i DPI di Categoria III, è fondamentale una manutenzione periodica approfondita e un addestramento pratico specifico, supportato da esercitazioni documentate e certificate. Le nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale e i sistemi RFID, rappresentano strumenti preziosi per verificare l’effettivo utilizzo dei dispositivi, ma devono essere introdotte con chiarezza e trasparenza, rispettando il diritto alla riservatezza dei lavoratori. Infine, la creazione di una cultura aziendale orientata alla sicurezza permette una gestione più efficace dei DPI, favorendo la collaborazione e la sensibilizzazione dei lavoratori attraverso un coinvolgimento attivo e consapevole.

Puoi scaricare lo speciale Verifica dei DPI: monitorare e gestire l’equipaggiamento di sicurezza offerto da Simpledo, a questo link (registrazione richiesta).

Migliorare la valutazione delle prestazioni della sicurezza sul lavoro? Con ISO 45004 si può | Teknoring

La norma ISO 45004 fornisce un quadro metodologico per valutare le prestazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, combinando indicatori di ritardo (lagging) e di anticipazione (leading). Mentre i primi misurano eventi passati come infortuni e malattie, i secondi analizzano azioni preventive e comportamenti proattivi, offrendo una visione più completa della gestione della sicurezza. Questo approccio aiuta le aziende a individuare aree di miglioramento, ottimizzare le strategie di prevenzione e rafforzare la cultura della sicurezza.

L’implementazione della norma supporta il raggiungimento della conformità legale, riducendo i rischi e migliorando il benessere dei lavoratori. Inoltre, permette alle organizzazioni di passare da un controllo reattivo a un sistema di gestione basato su prevenzione e miglioramento continuo. Adottare ISO 45004 significa investire in un modello più efficace e dinamico di sicurezza sul lavoro, con benefici sia per le persone che per le performance aziendali.

Puoi leggere la versione completa di Migliorare la valutazione delle prestazioni della sicurezza sul lavoro? Con ISO 45004 si può su Teknoring.

Alcuni dati sull’efficacia delle certificazioni | ISL

I sistemi di gestione della sicurezza basati su ISO 45001 stanno progressivamente diffondendosi, offrendo alle aziende la possibilità di migliorare la salute dei lavoratori e rafforzare la competitività. In alcuni casi, tuttavia, l’ottenimento della certificazione appare finalizzato più a soddisfare requisiti formali che a promuovere un impegno reale nella prevenzione degli infortuni. Comunque, i dati raccolti evidenziano che le imprese certificate riducono l’indice di frequenza degli infortuni tra il 14% e il 41% e la loro gravità dal 13% al 39%, con risultati più evidenti nei settori a rischio come quello delle costruzioni e dell’energia.

Le aziende di maggiori dimensioni e situate in aree industriali sviluppate ottengono risultati migliori grazie a maggiori risorse e al sostegno istituzionale, con benefici che si riflettono anche sui conti pubblici. Il risparmio economico generato dalla riduzione degli infortuni si traduce in risparmi annui che ammontano a miliardi di euro, migliorando la produttività e favorendo una gestione più efficiente delle risorse. Infine, integrare ISO 45001 con il D.Lgs. 231/2001 contribuisce a prevenire rischi legali e amministrativi, rafforzando la cultura della sicurezza e sostenendo gli obiettivi di sviluppo sostenibile e crescita economica.

Puoi leggere l’articolo Alcuni dati sull’efficacia delle certificazioni sul numero 2/2025 di ISL – Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Risorse umane e sicurezza: affrontare le sfide nella gestione del personale in ambienti complessi | Vistra

La gestione delle risorse umane in ambienti complessi e ad alto rischio, come cantieri industriali, impianti chimici e grandi realtà logistiche, rappresenta una sfida per le aziende che devono assicurare sicurezza sul lavoro e benessere del personale. Un approccio integrato che coniughi la gestione del personale e le misure per la sicurezza permette di considerare i lavoratori come elemento fondamentale per il successo delle strategie preventive. La crescente complessità operativa, accentuata dall’introduzione di nuove tecnologie, impone una gestione attenta dei rischi, un costante aggiornamento delle competenze e la capacità di far fronte a ambienti di lavoro caratterizzati da stress e ritmi intensi.

La formazione assume un ruolo centrale, andando oltre la semplice trasmissione di nozioni e privilegiando l’acquisizione di abilità pratiche grazie a strumenti innovativi come simulazioni e realtà virtuale che offrono esperienze immersive. L’integrazione dei sistemi di gestione delle risorse umane e delle misure per la salute, la sicurezza e l’ambiente, supportata da strumenti digitali, consente di raccogliere dati utili a monitorare la formazione, analizzare gli incidenti e valutare i rischi, agevolando l’individuazione di eventuali criticità. Le aziende che adottano soluzioni innovative e promuovono una collaborazione stretta tra i reparti dedicati alla gestione del personale e alla sicurezza trasformano le sfide operative in opportunità per rafforzare la cultura della prevenzione e garantire un ambiente di lavoro sicuro, produttivo e sostenibile.

Puoi leggere l’articolo Risorse umane e sicurezza: affrontare le sfide nella gestione del personale in ambienti complessi sul blog di Vistra.