Il decreto semplificazioni (bis)

Il Codice dei contratti pubblici, D.Lgs. 50/2016, è stato pubblicato nell’aprile del 2016. Da allora è stato “rettificato” (luglio 2016), modificato dalla legge 19/2017, dalla 205/2017 e dalla 37/2019. Nel frattempo, è insorto il vezzo di dare nomignoli ai provvedimenti, così abbiamo avuto un decreto “correttivo” (56/2017), un primo “semplificazioni” (135/2018), uno “sblocca cantieri” (32/2019), il “fiscale” (124/2019), il “#CuraItalia” (18/2020) e il “#Rilancio” (34/2020), per arrivare, finalmente, al più recente “semplificazioni”. Il Codice ha poi un regolamento, che però è ancora in bozza (259) articoli, per cui si usa ancora il precedente, D.P.R. 207/2010, una ventina di provvedimenti attuativi emanati da vari ministeri, 15 delibere dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Sono necessarie misure per facilitare l’avvio di opere pubbliche, come contromisura contro la crisi indotta dal #Covid19, allo scopo di consentire l’aumento della capacità di spesa in consumi e investimenti da parte delle famiglie e delle imprese. Speriamo non si limitino agli auspici dei titoli.

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ISO 45001 requisito 8: attività operative

Per procedere con ordine, è consigliabile che i processi necessari a soddisfare i requisiti dello standard e attuare le azioni pianificate, siano analizzati e descritti (8.1.1). Quali sono questi processi? Sono quelli che ricadono all’interno dello scopo del sistema di gestione, e quindi tutte quelle attività svolte dall’organizzazione, che possono avere impatto sulle prestazioni di SSL dell’organizzazione, oltre a quelli previsti dal SSL stesso per tenere sotto controllo queste stesse attività: in parole povere, i processi previsti dallo standard per la propria esistenza ed efficienza.
Il termine processo fa parte delle definizioni comuni a tutti i sistemi di gestione basati sull’HLS ed è inteso come quell’insieme di attività correlate o interagenti che trasformano input in output e si presta ad essere descritto come un diagramma di flusso. Ma questo è solo una parte dell’esame; dal momento che sull’analisi dei processi sarà svolto molto lavoro, è consigliabile che la descrizione sia completata da:

  1. Un nome e una definizione;
  2. La descrizione dei dati di input;
  3. La descrizione del processo stesso, meglio se a blocchi;
  4. La descrizione degli output previsti;
  5. Le responsabilità associate al processo, ovvero quali sono i ruoli rilevanti coinvolti e quali sono i comportamenti attesi;
  6. L’analisi dei rischi e delle opportunità correlate al processo;
  7. La descrizione degli indicatori che sono stati individuati per il controllo del processo;
  8. L’individuazione delle informazioni documentate rilevanti per il processo;
  9. L’indicazione degli obiettivi che ci si pone all’interno del processo e, se rilevante, la loro pianificazione.

Leggi l’articolo sul numero 9/2020 di Ambiente & Sicurezza.

Si dice che da una crisi possono nascere opportunità

È così anche per una delle conseguenze della pandemia di COVID-19, la DAD: la didattica a distanza.

Abbracciata frettolosamente con il lockdown di marzo, è uno strumento che potrà tornare utile in futuro, per tanti aspetti. Pensiamo ad esempio agli studenti costretti a casa per malattie che richiedono degenze brevi o lunghe, ma anche all’opportunità di mantenere coinvolti insegnanti che per età o condizione della salute vorrebbero continuare a dare il loro contributo ma non possono. Purtroppo, l’Italia si colloca al 24mo posto tra i 28 stati membri dell’UE nell’indice di #digitalizzazione dell’economia e della società (DESI), elaborato dalla Commissione europea per il 2019. Fanno peggio di noi solo Polonia, Grecia, Romania e Bulgaria e ciò, oltre ad essere un brutto colpo per la nostra autostima, è anche un altro dei motivi che ci consiglierebbero di investire sulla didattica a distanza: gli studenti di oggi saranno i cittadini digitali di domani.

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Comunicare il COVID-19

Enti, governi ed organizzazioni stanno facendo del loro meglio per gestire la comunicazione di questa condizione in cui ci siamo imbattuti. Chi lo ha fatto così così, chi è riuscito meglio: in fondo è la prima volta nelle nostre vite che capita questa condizione. Occorre però dare conto anche di quello che la teoria dell’informazione chiama “rumore”, che è tutto ciò si frappone tra emittente e destinatario dei una comunicazione, compromettendo la ricezione del messaggio.

Alcuni tra i principali produttori di rumore sono stati i media stessi, giornali e televisioni che, probabilmente spinti più da spirito di competizione che da quello di servizio, spesso hanno alzato i toni e moltiplicato le voci discordanti, facendo confusione. Assieme a questi dobbiamo annoverare altri professionisti della comunicazione: i politici. Così come per alcuni media, questa crisi ha messo a nudo il fatto che il fine della ricerca assoluta del consenso è un valore negativo: utilizzare la pandemia per migliorare il proprio posizionamento tra gli elettori, aumentando la visibilità è stata una scelta scellerata, che ha letteralmente provocato vittime.

Prossimamente su Soluzioni Tecniche per la sicurezza, numero 2/2020 di Igiene & Sicurezza del Lavoro di Wolters Kluwer.

Focolai Covid nelle scuole: le indicazioni dell’ISS

Il 21 agosto l’Istituto Superiore di Sanità, l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale in Italia, posto sotto la vigilanza del Ministero della salute, che svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di #salute ha pubblicato il suo Rapporto ISS #COVID19 n.58/2020 dal titolo Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS CoV 2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia. Questo documento affronta una serie di scenari verosimili, legati alla presenza di alunni o operatori scolastici con sintomi da COVID-19 a scuola come a casa, definendo punto per punto le misure da adottare. Dal momento che è una battaglia che si combatte anche con una comunicazione corretta, da segnalare il percorso informativo in FAD predisposto dall’ISS, nonché la pianificazione di interventi su media, come brochure, video e l’irrinunciabile web, destinati a genitori, studenti, personale della scuola, ma anche alla stampa.

Su HSE Manager Wolters Kluwer Italia

Il vortice PDCA

Il ciclo PDCA è alla base dei più diffusi tra i sistemi di gestione: una successione logica di attività che, però, in effetti vengono svolte in parallelo, almeno per la maggior parte dei processi.

Intanto le misurazioni (check) delle attività avvengono mentre queste sono eseguite. È anche vero, però, che molte organizzazioni hanno trovato efficace organizzare il loro lavoro applicando il ciclo di Deming contemporaneamente a diversi processi o dipartimenti, pianificando e rivedendo continuamente la pianificazione, segmentando in “piccoli” PDCA quella che è di solito intesa come un’unica sequenza. Strutture che possono essere immaginate come la composizione di diversi cicli di Deming, tanti vortici, piccoli e grandi, compresi in quello che tiene sotto controllo tutta l’organizzazione, con momenti del riesame incrementali.

Il keeper test

Bella intervista sul numero di Sette in edicola il 4 settembre, a Wilmot Reed Hastings, il patron di Netflix. Nella sua azienda, racconta, i manager vengono incoraggiati a valutare regolarmente ogni dipendente per assicurarsi di avere la persona migliore in ogni ruolo, ponendosi questa domanda: «Se un membro del team dovesse dimettersi, cercherei di fargli cambiare idea oppure accetterei, magari con un pizzico di sollievo?» Nel secondo caso, gli si riconosce subito una buona liquidazione e si cerca qualcuno per cui si è disposti a lottare.

Bisogna vedere, Mr. Reed Hastings, non si può piacere a tutti. Quanti sono quelli che avrebbero “un pizzico di sollievo”, chi sono e, soprattutto, perché?

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Secondo l’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, alla fine del mese di agosto 59 paesi, sui 105 che hanno chiuso le scuole per prevenire il contagio dal COVID-19, stavano pianificando la loro riapertura a breve o le avevano già aperte. È chiaro che questo sta creando dei rischi, ma mantenerle chiuse può causare una lesione più grave ai nostri figli: a questa età la scuola è l’ambiente in cui vivono, sviluppano la loro socialità ed imparano ad essere membri di una comunità. Privarli di questo significa orbarli di una parte significativa del loro essere. Loro sono globalizzati ancora più di noi, e spesso si dimostrano più maturi di quanto crediamo, anche se saranno sempre i nostri piccoli. Diventeranno i medici, gli ingegneri e gli scienziati del futuro, e questa pandemia li plasmerà, che lo vogliamo o no. Spetta a noi, adulti di oggi sapere trasformare questa crisi in una opportunità per aiutarli ad imparare da essa, per sviluppare empatia e per migliorare la loro capacità di risposta alle avversità, allo scopo di creare adulti migliori e una società più solidale, domani.

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Il COVID-19, una occasione per la scuola

Secondo l’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, alla fine del mese di agosto 59 paesi, sui 105 che hanno chiuso le scuole per prevenire il contagio dal COVID-19, stavano pianificando la loro riapertura a breve o le avevano già aperte. È chiaro che questo sta creando dei rischi, ma mantenerle chiuse può causare una lesione più grave ai nostri figli: a questa età la scuola è l’ambiente in cui vivono, sviluppano la loro socialità ed imparano ad essere membri di una comunità. Privarli di questo significa orbarli di una parte significativa del loro essere. Loro sono globalizzati ancora più di noi, e spesso si dimostrano più maturi di quanto crediamo, anche se saranno sempre i nostri piccoli. Diventeranno i medici, gli ingegneri e gli scienziati del futuro, e questa pandemia li plasmerà, che lo vogliamo o no. Spetta a noi, adulti di oggi sapere trasformare questa crisi in una opportunità per aiutarli ad imparare da essa, per sviluppare empatia e per migliorare la loro capacità di risposta alle avversità, allo scopo di creare adulti migliori e una società più solidale, domani.

Leggi il mio nuovo articolo su Teknoring.

I piani della qualità nell’organizzazione aziendale e negli appalti

Un piano è un documento che descrive la strategia adottata per raggiungere un obiettivo, ovvero come tutte le attività vengono organizzate e coordinate per il fine che è stato dato. Per scrivere un buon piano, occorre determinare innanzitutto lo scopo, ovvero l’obiettivo; è poi necessario individuare i ruoli che saranno coinvolti per le operazioni, il comportamento atteso e le risorse messe a loro disposizione. Un elemento fondamentale per il piano è dimensione temporale: i piani hanno un inizio e una fine. Le attività che vengono gestite possono ripetersi periodicamente, a determinate scadenze o qualora si verifichino determinate condizioni.

Leggi l’articolo sul numero 8-9/2020 di Igiene e Sicurezza del Lavoro.