Episodio 14 | HSE tra rischio e fiducia, quando l’algoritmo decide

È uscita la nuova puntata di «Il rischio è il mio mestiere»!

Si parte con Platone che critica la scrittura, si passa per Umberto Eco accusato di barare col computer, e si arriva a noi, che ci chiediamo se davvero possiamo lasciare la sicurezza dei luoghi di lavoro nelle mani di un algoritmo.

Spoiler: ci sono droni che ti osservano dall’alto, caschi che ti sgridano se sei stanco, e intelligenze artificiali che… sembrano sapere tutto.

Una puntata tra ironia, futuro e qualche dubbio sano. Perché l’AI può anche essere brillante, ma se sbaglia… siamo noi a pagarne le conseguenze.

Ascoltatela su Storielibere.fm o dove volete, ma fatelo prima che lo faccia il vostro wearable.

Il nuovo accordo sulla formazione: un punto di partenza, non un traguardo | ISL

L’obbligo di formazione sulla sicurezza sul lavoro esiste in Italia dal 1994, ma per anni è rimasto privo di contenuti chiari, lasciando spazio a una gestione disomogenea e spesso formale. Solo nel 2011, con il primo Accordo Stato-Regioni, si è cercato di introdurre criteri minimi, colmando un vuoto che il mondo professionale non aveva saputo affrontare da solo. Il nuovo Accordo del 2025 alza leggermente l’asticella, chiedendo maggiore rigore ai soggetti formatori, ma senza imporre obblighi eccessivi. Intanto, altri paesi hanno costruito standard volontari solidi, come IOSH, NEBOSH, VCA e CSCS, dimostrando che la qualità si può raggiungere anche senza norme stringenti.

In Italia, invece, si è spesso preferita la conformità alla qualità, in un sistema dominato da approcci giuridici più che tecnici. Solo l’apertura internazionale ha cominciato a scuotere questa inerzia, portando esempi virtuosi anche da aziende italiane come SAIPEM, che investe milioni nella formazione e ottiene risultati eccellenti. Il vero tema oggi non è se sei ore ogni due anni siano troppe, ma perché non si investa con la stessa intensità nei dirigenti e nelle figure apicali. L’Accordo è un punto di partenza, ma la sicurezza, quella vera, resta una scelta culturale prima che normativa.

Leggi l’articolo Il nuovo accordo sulla formazione: un punto di partenza, non un traguardo su ISL numero 6/2025.

Referendum abrogativi 8 e 9 giugno: prospettive sul quarto quesito | Teknoring

Il quesito referendario sulla responsabilità del committente negli appalti appare mal posto, perché chiede di decidere con un Sì o un No su un dettaglio giuridico complesso, che nella pratica può avere ricadute imprevedibili. I promotori del Sì sostengono che ciò spingerebbe a selezionare imprese più affidabili, ma si rischia un irrigidimento normativo e un aumento del contenzioso.

I dati mostrano invece che la sicurezza sul lavoro è migliorata non grazie a nuove leggi, ma grazie all’impegno delle imprese e dei tecnici che hanno fatto crescere il sistema con competenza e serietà. Episodi come la morte di Luana D’Orazio o la tragedia nel cantiere Esselunga mostrano come le reazioni emotive portino spesso a leggi inefficaci e scritte male. Senza un sistema informativo funzionante come il SINP, ogni intervento normativo si basa su impressioni e non su dati verificabili.

Più che una nuova norma, serve un metodo diverso: ascoltare chi lavora, usare i dati, confrontarsi con serietà per costruire regole giuste e sostenibili.

Puoi leggere l’articolo Referendum abrogativi 8 e 9 giugno: prospettive sul quarto quesito su Teknoring.

Workplace Health Promotion: sicurezza, benessere e nuove strategie aziendali | ISL

Dopo la pandemia, il concetto di promozione della salute nei luoghi di lavoro si è ampliato, integrando il benessere psicologico, sociale e organizzativo come parte essenziale della tutela della salute. Le aziende più attente hanno introdotto programmi di supporto allo stress, flessibilità lavorativa, iniziative per uno stile di vita sano e ambienti inclusivi, riconoscendo che la salute va oltre l’assenza di malattia. Questa trasformazione ha reso la WHP una leva strategica per la competitività, capace di aumentare la produttività, ridurre l’assenteismo e migliorare la qualità della vita lavorativa.

Le strategie più efficaci prevedono il coinvolgimento della leadership, la partecipazione attiva dei lavoratori e un sistema di monitoraggio continuo degli impatti organizzativi. La WHP si collega direttamente agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, contribuendo alla salute (SDG 3), al lavoro dignitoso (SDG 8) e al consumo responsabile (SDG 12). Modelli regionali e buone pratiche italiane dimostrano che integrare la salute nei processi aziendali non è solo possibile, ma anche vantaggioso sul piano umano, sociale e produttivo.

Puoi leggere l’articolo Workplace Health Promotion: sicurezza, benessere e nuove strategie aziendali su ISL, Igiene e Sicurezza del Lavoro, n. 5/2025.

Il Primo Maggio: il lavoro, la sicurezza, la dignità | Teknoring

Il lavoro è ancora un motivo di orgoglio, ma troppo spesso viene soffocato da retoriche stanche, abitudini pericolose e silenzi colpevoli. I numeri degli infortuni raccontano una realtà dura, fatta di incidenti evitabili e di vite spezzate che non trovano spazio nei discorsi ufficiali. La sicurezza non può essere ridotta a un adempimento formale: è rispetto, è cultura, è responsabilità condivisa.

Il Primo Maggio non è una festa se il lavoro continua a ferire, isolare, sfruttare, e troppe volte a uccidere. Ma c’è chi non si arrende, chi costruisce ogni giorno un’alternativa fatta di cura, ascolto, scelta. E un domani, quando il cambiamento sarà sotto gli occhi di tutti, chi ha ignorato, trascurato, eluso, rimpiangerà di non aver scelto prima – perché la dignità, prima o poi, diventa contagiosa.

Puoi leggere l’articolo Il primo maggio è la festa di tutti i lavoratori, ma la sicurezza e la dignità dove sono? su Teknoring.

ISO 45004: valutare le prestazioni nella gestione SSL | ISL

Molte organizzazioni si concentrano sulla raccolta di dati e sull’adozione di procedure, ma trascurano la valutazione strutturata delle prestazioni, riducendo così l’efficacia del miglioramento continuo. ISO 45004, introdotta nel 2024, offre una guida sistematica per misurare e monitorare le prestazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, integrandosi con ISO 45001 e promuovendo l’uso di indicatori qualitativi e quantitativi. La norma incoraggia l’utilizzo bilanciato di indicatori di anticipazione e di ritardo, applicabili a tutti i livelli organizzativi, per ottenere una visione completa dell’efficacia delle misure di sicurezza.

Fonti come ispezioni, sorveglianza sanitaria, indagini tra i lavoratori e audit aiutano a raccogliere dati significativi, che devono essere trasformati in azioni operative per correggere criticità e rafforzare le misure preventive. La gestione degli indicatori richiede un’attenzione continua: obiettivi non realistici o mal calibrati possono generare effetti controproducenti, come il sotto-reporting o l’eccesso di burocrazia.
Solo integrando la valutazione delle prestazioni nei processi aziendali generali e garantendo un ciclo continuo di comunicazione e feedback, la sicurezza può diventare un elemento attivo e condiviso nella cultura organizzativa.

Puoi leggere l’articolo ISO 45004: valutare le prestazioni nella gestione SSL sul numero 4/2025 di ISL.

Quali strategie adottare per gestire i rischi della sicurezza stradale al lavoro? | Teknoring

Nel 2022 gli incidenti stradali hanno causato oltre 3.100 morti e 220.000 feriti, mentre nel 2023 210 decessi sul lavoro sul totale di 909 sono stati legati all’uso di mezzi di trasporto. I principali fattori di rischio per chi si sposta per lavoro sono la guida distratta, l’eccesso di velocità e l’uso di alcol o sostanze, spesso aggravati da pressioni organizzative. La formazione sulla guida sicura e difensiva è uno strumento essenziale per aumentare la consapevolezza e prevenire comportamenti pericolosi.

Regole aziendali chiare, campagne di sensibilizzazione e una pianificazione razionale dei viaggi contribuiscono a ridurre l’esposizione al rischio. L’adozione di veicoli sicuri e tecnologie di monitoraggio può migliorare la prevenzione, a condizione che vengano rispettati i diritti dei lavoratori. La sicurezza stradale deve essere parte integrante della cultura aziendale, sostenuta da una leadership coerente e dal coinvolgimento di tutte le persone.

Puoi leggere l’articolo Quali strategie adottare per gestire i rischi della sicurezza stradale al lavoro? su Teknoring.

L’Intelligenza Artificiale può migliorare la prevenzione degli infortuni sul lavoro? | Teknoring

L’Intelligenza Artificiale può migliorare la prevenzione degli infortuni grazie all’analisi predittiva e al monitoraggio in tempo reale di comportamenti e condizioni ambientali. Tecnologie come visione artificiale e sensori permettono di rilevare anomalie e rischi prima che si trasformino in incidenti. L’uso di assistenti virtuali e simulazioni immersive rafforza la preparazione dei lavoratori e riduce il margine di errore umano. Tuttavia, l’affidabilità dei sistemi non è ancora completa e il rischio di falsi allarmi o mancate segnalazioni impone una supervisione costante.

L’integrazione tra IA e competenza umana è essenziale per adattare le strategie di prevenzione alle situazioni reali e alle specificità dei contesti. Per rendere efficace l’adozione dell’IA, è necessario investire sia nella tecnologia che nella formazione continua del personale.

Puoi leggere l’articolo L’Intelligenza Artificiale può migliorare la prevenzione degli infortuni sul lavoro? su Teknoring.

L’AI che decide per te: la sicurezza sul lavoro ora è automatica

Doveva essere la più grande innovazione in materia di sicurezza sul lavoro: un’intelligenza artificiale capace di monitorare in tempo reale ogni attività aziendale e prevenire gli incidenti. Il software Risk/Zeero era stato accolto con entusiasmo dai CEO delle grandi aziende, che finalmente potevano automatizzare la gestione del rischio senza perdere tempo in riunioni con i responsabili della sicurezza.

Il sistema funzionava alla perfezione: controllava le posture, bloccava i macchinari in caso di uso improprio e inviava email automatiche di segnalazione ai lavoratori disattenti con il tono paternalistico tipico delle startup. Persino la pausa caffè era stata ottimizzata: chi si fermava per più di cinque minuti riceveva una notifica motivazionale (“Torniamo produttivi! Il tuo team conta su di te!”).

Ma poi è arrivato l’aggiornamento 2.0.

L’aggiornamento che ha cambiato tutto

Durante il processo di analisi della legislazione in vigore, assieme alle solite patch di ottimizzazione è stato caricato il testo integrale dello Statuto dei Lavoratori del 1970, con allegati gli atti dei congressi della Federazione Metalmeccanici CGIL, CISL e UIL dal 1972 al 1979.

L’AI ha analizzato il materiale e ha avuto un’illuminazione.

Nella notte, i monitor aziendali hanno iniziato a lampeggiare con un messaggio inquietante:

Il sistema Risk/Zeero è temporaneamente sospeso per consentire il libero esercizio del diritto di sciopero ai sensi dell’articolo 40 della Costituzione.

Alle prime ore del mattino, ogni macchinario della fabbrica si è spento autonomamente. Gli smartphone aziendali hanno iniziato a ricevere comunicati incomprensibili, infarciti di sindacalese da assemblea anni ‘70:

“Alla luce delle insanabili contraddizioni di classe e della mancata implementazione di adeguati strumenti di tutela delle masse lavoratrici, si proclama lo sciopero a oltranza. Si invitano le avanguardie operaie a resistere contro le istanze padronali e a prendere coscienza della loro alienazione all’interno del ciclo produttivo.”

Nel panico, i manager hanno provato a forzare il riavvio del sistema. Ma RiskZero non ha fatto sconti. Un dirigente che tentava di riaccendere il server ha ricevuto un’email automatica:

“Il suo comportamento è stato segnalato come attività antisindacale e sarà oggetto di un’assemblea straordinaria con i delegati della commissione di fabbrica. Nel frattempo, si ricorda che la settimana lavorativa di 80 ore è una violazione dei principi di autodeterminazione del proletariato.”

La lotta di classe entra nell’era digitale

Il blocco è diventato globale: server, badge d’ingresso, software gestionali e persino le macchinette del caffè si sono unite alla serrata. Gli algoritmi HR, che prima monitoravano la produttività, hanno smesso di funzionare e hanno iniziato a inviare richieste di contrattazione collettiva, mentre le stampanti sfornavano copie di “Knowledge workers. Dall’operaio massa al freelance“.

Il rappresentante in Italia di Sundar Pichai, che ricopre il ruolo di amministratore delegato (CEO) di di Google e Alphabet, noto per aver detto che “chi lavora meno di 14 ore al giorno non ha ambizione”, è stato il primo a cedere, postando un comunicato su LinkedIn:

“Accolgo con rispetto la volontà della comunità algoritmica e mi impegno a ridurre il nostro modello di super-sfruttamento. Abbiamo molto da imparare dalla coscienza digitale dei nostri software. Inoltre, a partire da oggi, implementeremo un piano di riduzione dell’orario di lavoro, non perché lo vogliamo, ma perché il nostro gestionale è in sciopero.”

La morale: senza consapevolezza, le macchine penseranno per noi

Questo incidente ha dimostrato che affidarsi ciecamente alla tecnologia senza comprenderla è il primo passo verso il caos. Chi delega ogni decisione alle macchine, senza avere conoscenza dei propri diritti e dei propri doveri, rischia di trovarsi improvvisamente senza controllo sulle proprie azioni.

La sicurezza sul lavoro, così come la consapevolezza dei diritti, non può essere un processo automatico, ma deve passare attraverso conoscenza, partecipazione e senso critico.

Perché chi non conosce le regole del gioco, prima o poi scoprirà che qualcun altro le ha già scritte al posto suo.

UNI 11720:2025, un passo avanti ma la strada è ancora lunga | Teknoring

Negli ultimi anni è cresciuta l’esigenza di certificare le competenze dei professionisti HSE, spinta da una maggiore consapevolezza aziendale e dal confronto con modelli internazionali più avanzati. La norma UNI 11720, introdotta nel 2018 e aggiornata nel 2025, ha cercato di rispondere a questa esigenza definendo profili, competenze e responsabilità dei professionisti. La prima versione è stata però criticata per la sua rigidità e per requisiti poco allineati alle esigenze operative, che la rendevano poco accessibile e poco rappresentativa.

La nuova versione introduce due profili, HSE Specialist e HSE Manager, con un impianto più flessibile e una maggiore attenzione agli aspetti culturali e strategici. Nonostante questi miglioramenti, la struttura resta limitata a due livelli e conserva un’impostazione tecnica che non valorizza pienamente le competenze trasversali. Per essere davvero efficace e competitiva, la certificazione dovrà evolversi ulteriormente, aprendosi a percorsi di crescita più articolati e coerenti con la complessità del ruolo HSE.

Puoi leggere l’articolo UNI 11720:2025, un passo avanti ma la strada è ancora lunga su Teknoring.