International building projects – HSE People

Eastern Europe, the Middle East and, in general, developing countries, are among the most common destinations. Underestimating issues relating to safety and the environment, perhaps believing that these areas have not yet developed a sensitivity to these issues comparable to that of other countries, can be an error of assessment that will be paid dearly. In fact, it happens that these initiatives are financed by big international development banks, such as IFC, World Bank, EBRD, ADB, which is generally referred to by the collective name of Lenders, or promoted by international companies extremely sensitive to these issues, which have developed very stringent rules of conduct relating to the environment, safety and relations with the local communities.

It can be safely said that one of their main objectives, is to obtain and maintain the consent of all interested parties, starting from the populations directly concerned, up to the audience of the administrators and politicians involved, passing through the local entrepreneurial fabric to finish to the local and international public opinion. Therefore, regardless of what legislation requires and how it is actually applied, a condition that varies according to particular local and national sensitivities, for the development banks the activation and continuous updating of an evaluation of the effects of the project, which starts from local environmental, ecological and social considerations, to extend to the more general consequences on the professional and economic communities, proportionate to the scale of the project, up to where the influence of the promoted activities can be extended.

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HSE Manager Wolters Kluwer Italia: Cambiare prospettiva | LinkedIn

Uno degli effetti della pandemia è che ci ha costretto a cambiare il modo in cui guardiamo le cose, e la nuova prospettiva ha mostrato un sacco di questioni irrisolte.

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Sicurezza nei cantieri: figure, ruoli, responsabilità in 11 punti

Un prontuario da scaricare su Teknoring

Il panorama delle costruzioni italiane è desolante: l’impresa media ha 2,6 addetti (dati ANCE). Ciò significa che l’organizzazione e le tecnologie mediamente sono a questo livello: di 2,6 addetti. Anche i giganti sono tali solo se considerati in relazione al nostro paese: la nostra più grande impresa è al diciottesimo posto nell’indagine internazionale che tradizionalmente viene eseguita da Guamari, la società di ricerca specialistica (rapporto 2020), con un giro d’affari dell’87% più basso della prima. Le altre sono al 38mo e al 50mo. Prima delle nostre ci sono, naturalmente, i cinesi, ma anche francesi, spagnoli, svedesi, austriaci e inglesi. Nel mondo moderno tecnologie e organizzazione sono il fattore chiave della competitività ed essere in ritardo è un problema. Il 62% delle imprese edili italiane è formata da un solo addetto, il 96% da un numero fino a nove (dati ANCE). Con questi numeri, l’aspettativa di imbattersi in una organizzazione che abbia contezza dei processi e dei requisiti normativi per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, è veramente bassa.


Di qui la scelta di redigere questo prontuario delle figure chiave della salute e della sicurezza nei cantieri, descrivendone con semplicità ed in modo diretto i comportamenti che la norma si attende, partendo naturalmente dai concetti espressi dal Titolo IV del Decreto Legislativo 81/2008, che è il riferimento per chi opera in questo settore produttivo.

Puoi scaricare il prontuario, dopo la registrazione, a questo link.

HSE Manager Wolters Kluwer Italia: Che fine ha fatto la consultazione per la revisione del Testo Unico? | LinkedIn

Alla fine del 2019 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali aveva promosso una consultazione pubblica a dieci anni dall’entrata in vigore del Testo Unico, che è stata chiusa il 31 gennaio 2020. L’obiettivo era raccogliere indicazioni, proposte ed esperienze per contribuire ad individuare le priorità dell’azione di governo. Che fine ha fatto?

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Corso di formazione: Nozioni ambientali di base per HSE Manager

Capita sempre più di frequente che ai Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione e ai Coordinatori per la Sicurezza vengano affidate mansioni legate alla gestione di temi ambientali, all’interno dell’azienda o del cantiere. Questo corso intende fornire a questi tecnici gli elementi base relativi agli obblighi e alle soluzioni da impiegare, all’interno di un inquadramento generale più ampio, relativo ai temi e ai movimenti culturali che stanno fungendo come stimolo per il settore.

Online il 24 giugno 2021, 8 ore.

Per informazioni, vai sul sito di AIAS Academy.

L’evoluzione del paradigma della sicurezza strumento per affrontare la pandemia

Il modo in cui è considerato il tema della sicurezza sul lavoro si è evoluto negli anni. Gli incidenti dapprima sono stati considerati ineluttabili, poi la conseguenza di problemi tecnici. Le Direttive Europee hanno puntato il dito sull’organizzazione, i sistemi di gestione più recenti mettono sotto osservazione gli aspetti culturali e sociali: questioni che hanno mostrato la loro rilevanza durante la pandemia.

Una cronologia dei momenti salienti dell’evoluzione culturale della sicurezza

Il luogo di lavoro come una comunità umana

ISO 45001 propone ancora una volta un allargamento della prospettiva con la quale siamo soliti guardare ai processi relativi alla gestione della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro. I nuovi requisiti contenuti ai capitoli 4 Contesto dell’organizzazione, 5 Leadership e partecipazione e 7 Supporto, suggeriscono infatti, nella progettazione del sistema di gestione, un approccio meno meccanico e più focalizzato sull’identificazione dei vari gruppi umani di riferimento per l’organizzazione – le parti interessate – e delle loro esigenze e aspettative. Viene anche promossa una programmazione del ciclo PDCA che tenga in considerazione anche gli aspetti di comunicazione e di coinvolgimento di questi gruppi.

In sostanza, l’obiettivo non dichiarato di un SGSL secondo ISO 45001 è lo sviluppo della cultura della sicurezza all’interno dell’organizzazione, intesa come ciò che concorre alla formazione e all’acquisizione della consapevolezza dei vari ruoli, in relazione all’azienda. Le organizzazioni più avanzate hanno identificato in questo fattore un importante motore di cambiamento: la cultura della sicurezza – è l’assunto – è il potente strumento che è necessario garantirsi per affrontare e risolvere i problemi tecnici e organizzativi, che rimangono, e per garantire il mantenimento delle buone condizioni di lavoro raggiunte. Senza una cultura della sicurezza gli obiettivi conquistati sono aleatori e instabili.

E la pandemia?

A oltre un anno dai primi lockdown, è tempo di fare una sintesi che renda sistematico l’approccio ad una condizione che dà l’impressione di essere la nuova normalità per qualche tempo. È quello che viene da pensare, dal momento che il processo di eradicazione del virus impiegherà anni, le campagne di vaccinazione andranno estese a tutta la popolazione mondiale e dovranno essere ripetute. La storia di come è andato a modificarsi l’approccio alla sicurezza negli ambienti di lavoro, può essere da guida, alle aziende come ai governi.

Leggi l’articolo completo su ISL Igiene & Sicurezza del Lavoro numero 3/2021.

HSE Manager Wolters Kluwer Italia: ISO 45003 Psychological health and safety at work | LinkedIn

Attesa nell’estate 2021, la norma ISO 45003 si preannuncia come il primo standard globale che fornisce ai datori di lavoro una guida pratica su come gestire il rischio psicosociale delle persone che si confrontano sul luogo di lavoro. Informazioni attese anche all’interno delle iniziative per fare fronte alla pandemia.

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La pandemia come stress test per la ISO 45001 – Teknoring

La ragione per la quale il mondo produttivo ha adottato il concetto di standard, per regolare da come realizzare una vite M10 a come gestire un’azienda, è fondamentalmente economica. Seguendo uno standard si adotta una pratica che è aggiornata allo stato dell’arte, perché viene quotidianamente messa alla prova da innumerevoli organizzazioni in tutto il mondo. Si può dubitare che la norma ISO 45001, Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro, sia stata disegnata avendo in mente la pandemia che stiamo vivendo da più di un anno, che ha cambiato il modo nel quale i più di noi vivono e lavorano. Sicuramente questa condizione è stata un interessante stress test, che ha contribuito ad evidenziare i punti di forza e di debolezza dello standard, e delle organizzazioni che l’hanno adottato.

L’importanza del contesto: punto di forza della ISO 45001 e punto debole delle aziende

La sua impostazione generale, che si basa sull’High Level Structure, lo standard al quadrato che l’ISO si è data come quadro comune dei propri sistemi di gestione, che richiede di basare il progetto del proprio sistema sulla comprensione dell’organizzazione e del suo contesto, si è mostrata sicuramente un punto di forza della norma. Il contesto è cambiato in conseguenza della pandemia, e lo standard ha mostrato di avere in sé gli strumenti per gestire questo cambiamento. Sono piuttosto le organizzazioni, quelle che non hanno compreso a fondo questo concetto, che hanno svolto l’esercizio dell’analisi del contesto in modo superficiale e disegnato un sistema di gestione non adatto alle loro caratteristiche. In questo modo, si sono create da sole una vulnerabilità che magari non hanno ancora percepito, come quegli animali a sangue freddo che non si rendono conto di essere stati feriti, a causa della lentezza dei loro riflessi.

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HSE Manager Wolters Kluwer Italia: ILO Vision Zero Fund | LinkedIn

A febbraio l’ILO, International Labor Organization, ha organizzato un forum sul Vision Zero Fund, il programma per la riduzione delle morti e degli infortuni sul lavoro, attraverso la facilitazione dell’accesso alla catena di forniture globali dei paesi in via di sviluppo. L’idea è quella di promuovere progetti che possano generare competenze e fare acquisire conoscenze, in modo da accelerare lo sviluppo delle politiche di protezione del lavoratore a livello nazionale, regionale e globale. I progetti, sotto l’egida dell’agenzia per il lavoro delle Nazioni Unite, sono sponsorizzati da organizzazioni sovrannazionali e stati: sono della partita il G7, il G20, la Commissione Europea, Germania, Francia, Svezia, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. 

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Covid-19 e HSE in azienda: cosa succederà nel 2021?

Pare che una antica maledizione cinese reciti, pressappoco, “che tu possa vivere in tempi interessanti”. Ed è il caso di dire, appunto, che il 2020 è stato un anno molto interessante. Abbiamo assistito alla nascita e allo sviluppo di una pandemia, una cosa che pensavamo fosse confinata alla letteratura storica, o a catastrofici film di fantascienza. Siamo passati da una fase di incredulità – è un morbo “cinese”, Milano non si ferma… – ad una in cui i più hanno repentinamente accettato di subire privazioni a cui non avevamo mai pensato prima: il lockdown, con i suoi portati, soprattutto economici e psicologici. Il giro d’affari del sistema Italia è diminuito radicalmente ed intere categorie produttive si sono trovate, da un giorno all’altro, nell’impossibilità di produrre, mantenere fede agli impegni, sviluppare i propri progetti, garantire la continuità delle loro imprese… fino alla sopravvivenza delle proprie famiglie. L’incertezza del futuro, assieme alla drastica riduzione dei contatti sociali, hanno picchiato forte sulle persone e sulla loro stabilità emotiva; i canti dai balconi, gli “andrà tutto bene” sono stati i riti scaramantici dei quali la società italiana ha cercato di aggrapparsi.

A un anno dal primo lockdown globale, uno speciale in cui si prova a prefigurare cosa accadrà nel 2021, soprattutto dal punto di vista della gestione HSE nelle aziende

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