Il rischio climatico è ormai una componente ordinaria della gestione aziendale, perché caldo estremo, siccità, temporali e allagamenti possono susseguirsi rapidamente e produrre effetti cumulativi su persone, impianti e attività. Il caldo, in particolare, richiede di intervenire sull’organizzazione del lavoro, programmando orari, pause, attività, responsabilità e criteri di sospensione prima che l’esposizione diventi critica.
Piogge intense e allagamenti coinvolgono anche la continuità operativa, mettendo a rischio accessi, trasporti, forniture, edifici, merci e possibilità di raggiungere i luoghi di lavoro. Diventa quindi necessario conoscere le vulnerabilità dell’organizzazione, considerando insieme persone, siti, impianti, energia, acqua, logistica, fornitori e processi decisionali. DVR, sistemi di gestione, piani di emergenza, business continuity, appalti ed ESG devono dialogare, perché gli stessi eventi possono attraversare contemporaneamente tutte queste dimensioni.
La capacità di affrontare questi scenari dipende soprattutto dalla preparazione: definire in anticipo responsabilità, soglie decisionali, alternative operative e modalità di ripristino permette di adattare l’organizzazione prima che sia l’emergenza a imporlo. 260701 05 emergenza climatica
Puoi leggere l’articolo L’emergenza climatica come nuovo scenario di rischio sul numero 43 di AIASMag
