L’organizzazione fa la sicurezza: ruoli e figure chiave | Speciale One HSE

L’aspetto organizzativo della sicurezza sul lavoro è sempre più rilevante. Sapere chi deve fare cosa ed assegnare correttamente i compiti e le responsabilità è una questione fondamentale per ogni azienda strutturata un minimo. Una azienda diligente stabilisce gli obiettivi di protezione dei propri collaboratori, individua le risorse che intende destinare a questo scopo, definisce i ruoli e assegna le responsabilità per la gestione di queste risorse.

Le prestazioni della sicurezza di un’azienda sono fortemente condizionate dall’organizzazione, che deve essere intesa sia come la gestione in maniera trasparente delle informazioni riguardo ai ruoli e alle responsabilità, ma anche come l’inserimento di persone con competenze adeguate ai compiti assegnati. Sì, perché gli obiettivi di tutela delle persone possono essere raggiunti solo se nell’organizzazione operano persone che rispettano le regole e svolgono la mansione assegnata con professionalità.

Puoi scaricare il documento L’organizzazione fa la sicurezza: ruoli e figure chiave, con contributi di Antonio Pedna e Roberto Codebò, cliccando qui.

Lezioni dal Coronavirus | Soluzioni Tecniche per la Sicurezza | ISL

Apparentemente nel nostro paese la pandemia è stata combattuta a suon di norme: secondo il sito Openpolis sono stati complessivamente emanati 945 atti per contrastare l’avanzata del coronavirus nel nostro paese, per una media di circa 34 al mese, più di uno al giorno, inclusi i festivi. I primi mesi del 2020 sono stati i più intensi dal punto di vista di questa produzione: a febbraio sono stati pubblicati 67 atti Covid, a marzo 103, ad aprile 65. Nel 2022, ad oggi gli atti pubblicati sono 96. Non solo il governo e i ministeri, quasi ogni articolazione dello stato è stata presa da un furore normativo che la ha spinto a sindacare su ogni possibile argomento: da cosa utilizzare per lavarsi le mani alle distanze interpersonali da tenere. Ci si è trovati ad assistere ad esibizioni di personaggi che sembravano godere nel litigare tra di loro su chi spaccava meglio il capello in quattro e terrorizzare una popolazione che aveva già i suoi problemi, possibilmente da risolvere e almeno da gestire.

Lezioni dal Coronavirus è disponibile su Soluzioni tecniche per la sicurezza numero 1/2022, allegato a Igiene e Sicurezza del Lavoro numero 6/2022.

Come scrivere una procedura? | Teknoring

Una procedura è un oggetto ben definito del sistema per la prevenzione e la protezione dei rischi. Innanzitutto, le procedure hanno una posizione molto chiara all’interno della gerarchia dei controlli, la regola definita dalla professione per stabilire la tipologia di controllo del rischio più adatta al livello di priorità definita con la valutazione dei rischi: una procedura è un controllo organizzativo del rischio, che ha come scopo definire il modo in cui il lavoratore esposto si relaziona con l’attività pericolosa.

Il difetto delle procedure è che a volte sono considerate come una costrizione, specialmente da quegli operatori più esperti che si ritengono superiori alle regole. Se si valuta che sia importante definire un solo modo corretto per eseguire questa operazione, è consigliabile anche cercare di immaginare le condizioni nelle quali possono verificarsi violazioni, per rinforzare in qualche modo i vincoli che costringono ad operare, invece, secondo metodologie prestabilite. I momenti chiave in cui possono capitare deviazioni significative possono essere gestiti con l’introduzione di controlli esterni, come la presenza di un supervisore o il suo benestare scritto, con un permesso di lavoro, o chiedendo di documentare il rispetto dei prerequisiti attraverso la compilazione di una checklist.

Puoi leggere tutto l’articolo Come scrivere una procedura? su Teknoring.it.

Episodio 8 – le gallerie | Il rischio è il mio mestiere

La prima volta che sono entrato in un tunnel per lavoro è stato tanti anni fa. L’azienda per cui lavoravo stava scavando una galleria idraulica in Calabria. Il tunnel era scavato in una roccia che credo fosse granodiorite: un minerale in cui la massa scura è lumeggiata da intrusioni di cristalli di plagioclasio e di quarzo. Sotto la luce artificiale, le pareti della caverna scintillavano come nella miniera dei sette nani.

Poi sono passato a lavorare alle prime gallerie della variante autostradale di valico: grandi tunnel che andavano oltre i tredici metri di diametro, che però facevano molta più paura. L’ammasso in cui venivano scavati non aveva la stessa nobiltà di quello del piccolo tunnel in Calabria, ma era poco più di fango scuro consolidato. La galleria era un buco nero, che assorbiva tutta la luce delle fotoelettriche e si lavorava sempre nella melma fino alle caviglie. Le scarse caratteristiche meccaniche del materiale attraversato rendevano poi necessario adottare tecniche estremamente cautelative nei lavori. Pensateci anche voi: scavare un buco nel fango è molto diverso che farlo nel granito. E diverso, quando ci devi mettere degli uomini dentro, significa pericoloso. Molto.

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Uso delle attrezzature di lavoro: obblighi e scelte operative | ISL

Il Capo I del Titolo III del Testo unico definisce quali sono i requisiti di base per le attrezzature di lavoro. Il punto di partenza è la conformità alle Direttive comunitarie di prodotto o ai requisiti generali elencati nell’Allegato V del D.Lgs. 81 del 2008, se queste siano state immesse sul mercato prima o in mancanza di normative comunitarie. Solo il Capo III, valutazione dei rischi elettrici, parte parla in termini espliciti di valutazione del rischio, mentre il Capo I si limita a imporre al datore di lavoro di prenderli “in considerazione”.

Anche qui, però, la conformità normativa è solo il presupposto della valutazione del rischio, che deve essere eseguita solo una volta accertata la conformità ai requisiti legali. Qui è facile pensare che le responsabilità si fermino alla conformità tecnico-legale della macchina e, se il caso, alla frequenza dei corsi di formazione previsti dalle leggi. In realtà non è così: la legge è rispettata se, partendo dalla conformità, si stabilisce un processo virtuoso di miglioramento continuo che raggiunga e mantenga i migliori standard di sicurezza disponibili.


Leggi l’articolo Uso delle attrezzature di lavoro: obblighi e scelte operative, sul numero 4/2022 di Igiene & Sicurezza del Lavoro

La manutenzione delle attrezzature è un controllo del rischio | Teknoring

Molti pensano che la presenza del marchio CE sia la condizione sufficiente per garantire la sicurezza dei lavoratori che utilizzano le attrezzature di lavoro messe a loro disposizione. In realtà la norma, e le corrette pratiche professionali, stabiliscono requisiti per tutto il ciclo di vita dell’attrezzatura, che consiste nelle operazioni che vanno dalla sua costruzione alla sua uscita dal ciclo produttivo, passando per l’installazione, la manutenzione, le possibili modifiche, il suo utilizzo ed i controlli che saranno eseguiti su di essa. Si tratta di accorgimenti che non solo hanno come conseguenza il controllo delle condizioni che possono essere pericolose per i lavoratori sui quali possono ricadere gli effetti di un malfunzionamento, ma che anche contribuiscono a conservare la funzionalità e quindi il valore dell’attrezzatura nel tempo.

Puoi leggere l’articolo La marcatura CE delle attrezzature è sufficiente a garantire la sicurezza dei lavoratori? su Teknoring.it

Il valore aggiunto dell’HSE Manager | AIAS Magazine

Se il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, come dice la norma (D.Lgs. 81/2008, art. 2 c. 1 lett. f), coordina il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, le organizzazioni moderne non si possono accontentare di meno o di un tecnico che abbia le competenze per gestire l’organizzazione che l’azienda ha predisposto per tenere sotto controllo la protezione della salute, della sicurezza e dell’ambiente. Una scelta al ribasso non solo pregiudica necessariamente il raggiungimento di risultati di qualità, ma viene inevitabilmente ed immediatamente individuata come tale da colleghi e lavoratori, e rischia di innescare una spirale negativa nelle prestazioni dell’azienda. D’altro canto, la scelta della persona adatta ha grande influenza nella percezione del forte interesse nella protezione della salute umana e dell’ambiente da parte di tutti gli interessati, ed agisce senz’altro come fattore moltiplicativo degli investimenti dell’azienda.

Leggi l’articolo Il valore aggiunto dell’HSE Manager sul numero 3 di AIAS Magazine.

Smart working e protocolli Covid sicurezza aziende: cosa resterà dopo la fine dell’emergenza? | Teknoring

Con la fine del mese di marzo si conclude ufficialmente lo stato di emergenza in conseguenza della pandemia, deliberato dal Governo il 31 gennaio 2020. Lo stato di emergenza è uno strumento amministrativo che attribuisce alla Protezione civile il potere di ordinanza, in un numero limitato di argomenti, come ad esempio l’organizzazione e la gestione dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione interessata e il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di rete strategiche. Il 23 febbraio dello stesso anno, il Governo ha inaugurato una modalità di gestione della normativa emergenziale non prevista esplicitamente dall’ordinamento, ma che è diventata rapidamente lo standard cui si sono conformati gli atti successivi, anche quando la composizione di questo è cambiata.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 conteneva “raccomandazioni” per le attività produttive e professionali, tra cui quella che sosteneva l’applicazione di un documento intitolato “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, un accordo tra associazioni datoriali e sindacali, redatto con la mediazione del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute. Questo documento, in seguito, ha avuto diverse revisioni, sia a livello nazionale che a livello locale, delle Regioni, e le sue indicazioni sono diventate il riferimento per la definizione delle misure per la prevenzione dal contagio da COVID-19 negli ambienti di lavoro.

Leggi l’articolo Smart working e protocolli Covid sicurezza aziende: cosa resterà dopo la fine dell’emergenza? su Teknoring.it

Dopo la pandemia: la guida per la salute e la sicurezza dei lavoratori della sanità della WHO | HSE Manager Wolters Kluwer

Avere cura di chi cura è l’indovinato titolo della recente pubblicazione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), destinata sia ai governi che agli imprenditori del settore della salute.

Leggi il post Dopo la pandemia: la guida per la salute e la sicurezza dei lavoratori della sanità della WHO sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Come scrivere un DVR ovvero la conformità è solo il punto di partenza | ISL

La sicurezza non è un valore da integrare in quelli aziendali, ma una necessità, e l’obiettivo principale è la conformità normativa, la compliance, nel latino dell’inizio del XXI secolo. Le nostre piccole e medie aziende difficilmente vengono strutturate secondo le buone prassi organizzative che l’industria ha sviluppato e le decisioni sono prese affidandosi più alla personalità di coloro che ricoprono i ruoli di vertice, che a processi strutturati. Questo ha portato ad una generale sottovalutazione dei problemi legati alla tutela del lavoratore. Non viene riconosciuta la specifica preparazione di coloro che lavorano in questo settore e si autorizzano, fino anche a promuovere, soggetti a basso livello di competenze a eseguire deviazioni da processi lavorativi complessi, che hanno reso necessario l’apporto di diverse conoscenze per la loro definizione, sulla base della totale sottovalutazione dei rischi che vi sono correlati. È la cronaca degli ultimi mesi: la modifica di attrezzature complesse da parte di soggetti illetterati, per motivi risibili legati alla produzione, è stata alla base di alcuni di quegli infortuni mortali che hanno impressionato l’opinione pubblica.

Leggi l’articolo Come scrivere un DVR ovvero la conformità è solo il punto di partenza sul numero 3/2022 di Igiene & Sicurezza del Lavoro