Il contributo degli enti di vigilanza

Qualche settimana fa, su LinkedIn, ho assistito ad uno scambio interessante tra due tecnici che si conoscono e si rispettano, per quanto so da più di vent’anni. Il tema era il supporto che gli enti di vigilanza forniscono alle imprese per migliorare le loro prestazioni di salute e sicurezza. In breve, chi lavora per le aziende sostiene la sua irrilevanza, chi lavora all’ASL rivendica invece il suo contributo.

Io non sono particolarmente entusiasta delle occasioni di aggiornamento organizzate dai servizi territoriali: dopo un po’ di conferenze di Pubblici Ministeri, che mi hanno spiegato la procedura (penale) ma non mi sono servite a migliorare le mie competenze strettamente tecniche, ho spesso di frequentarle.

Volevo però segnalarvi questa mailing list alla quale sono iscritto. HSE.GOV è l’organizzazione inglese che sovrintende alla preparazione della normativa tecnica, svolge ispezioni e fornisce supporto ai prosecutor per il perseguimento dei reati. Per il mese di ottobre propone un corso di formazione per spiegare come avvengono le ispezioni e un seminario sulla cultura della sicurezza.
A questo link potete scaricare, invece, il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 preparato dal Ministero della Salute in Italia.

HSE and technology | HSE People

Technology is the discipline that concretizes ideas and studies, which aim at the processes for the realization of goods and the execution of the activities we need to live and thrive.

Through technology, man has sought the tools to do with less effort what he could already do, and to do things that were beyond his means: from stone weapons (homo habilis, about 1.75 million years ago) to space travel.

You can connect to the HSE People on Linkedin here.

Il cinismo di chi mette il proprio tornaconto sopra la salute di tutti

Dodici mesi fa veniva pubblicato il numero speciale di ISL L’emergenza COVID-19 e la ripresa delle attività lavorative in sicurezza, che approfondiva i temi della comunicazione durante la pandemia. Il suo contenuto resta ancora valido, ad un anno di distanza, soprattutto perché evidenzia come i più tra coloro che contribuiscono a formare e indirizzare l’opinione pubblica continuino in questo gioco irresponsabile.

Enti, governi ed organizzazioni hanno fatto del loro meglio per gestire questa condizione in cui ci siamo imbattuti. Chi lo ha fatto così così, chi è riuscito meglio. È la prima volta nelle nostre vite che capita questa condizione e l’informazione a tutti i livelli, secondo la condivisibile definizione che è data dal D.Lgs. 81/2008 Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, ovvero “il complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi…” è stata senz’altro una risorsa nella quale si è investito molto. Sono stati fatti sforzi per raggiungere il pubblico più vasto possibile, declinando sia media che messaggi nelle maniere ritenute più efficaci, perché oltre alle infografiche delle quali in queste pagine abbiamo una campionatura estremamente superficiali, sono state utilizzate tutte le armi disponibili nella panoplia della comunicazione, come video, canzoni, testimonial, libri, convegni, webinar. Occorre però dare conto anche di quello che la teoria dell’informazione chiama “rumore”, che è tutto ciò si frappone tra emittente e destinatario dei una comunicazione, compromettendo la ricezione del messaggio.


Alcuni tra i principali produttori di rumore sono stati i media stessi, giornali e televisioni che, probabilmente spinti più da spirito di competizione che da quello di servizio, spesso hanno alzato i toni e moltiplicato le voci discordanti, facendo confusione. Assieme a questi dobbiamo annoverare altri professionisti della comunicazione: i politici. Così come per alcuni media, questa crisi ha messo a nudo il fatto che il fine della ricerca assoluta del consenso è un valore negativo: utilizzare la pandemia per migliorare il proprio posizionamento tra gli elettori, aumentando la visibilità è stata una scelta scellerata, che ha letteralmente provocato vittime.


E cosa dire di coloro che hanno mostrato la loro ingenua impreparazione alla guida della cosa pubblica? A prescindere dai contenuti degli atti di governo, in un contesto sociale la comunicazione informale che ha origine negli atteggiamenti mostrati dai leader ha grande influenza nei comportamenti adottati dal pubblico: mostrarsi apertamente refrattari alle misure necessarie al contenimento della pandemia, sollevare mille e uno distinguo nei confronti di qualsiasi misura, l’uso della mascherina, il mantenimento delle distanze, anche solo in occasione di riunioni e conferenze stampa, così come quando si viene ripresi circondati da collaboratori, ha fatto passare il messaggio informale che la situazione non è seria e che quindi non è il caso di preoccuparsi delle precauzioni. Un comportamento appena un ette meno grave di quello dei demagoghi…

Le buone prassi internazionali della reportistica su salute e sicurezza | il webinar

Nel luglio scorso, l’ISO ha rilasciato la specifica tecnica ISO/TS 24179:2020 “Human resource management — Occupational health and safety metrics”. Il nuovo standard definisce le formule per il reporting interno ed esterno per ottenere misure comparabili per il monitoraggio e la misurazione delle prestazioni relative alla salute, sicurezza e benessere dell’organizzazione. La specifica tecnica si basa sulle linee guida ISO 30414 Human resource management – Guidelines for internal and external human capital reporting, che forniscono indicazioni utili per la rendicontazione del capitale umano, al fine di supportare la sostenibilità della forza lavoro.

Gli standard Global Report Initiative GRI forniscono una struttura per la reportistica che è il riferimento internazionale per le organizzazioni che vogliano dimostrare le loro prestazioni di sostenibilità.

Prossimamente per AIAS Academy.

La sostenibilità e l’accessibilità degli edifici | HSE Manager Wolters Kluwer

Il nuovo standard ISO 21542, “Building construction – Accessibility and usability of the building environment”, costruzione degli edifici – accessibilità e usabilità dell’ambiente costruito.

Leggi il post La sostenibilità e l’accessibilità degli edifici | HSE Manager Wolters Kluwer su LinkedIn.

L’uomo che cercava gli errori: i modelli di James T. Reason | ISL

James T. Reason è l’autore del modello del formaggio svizzero. In questa semplificazione, i processi sono fette di formaggio svizzero, quello coi buchi, affiancate l’una alle altre. Il buco rappresenta il fattore negativo, che può essere l’errore umano, il guasto di una attrezzatura, la mancanza di manutenzione, la rimozione di una protezione: tutti quei motivi che, in potenza, possono portare ad un incidente. Fintanto che i buchi non si sovrappongono, ma sono sbarrati dal formaggio delle fette, l’incidente resta latente, che significa che la ridondanza dei sistemi di sicurezza è in grado di mitigare i problemi del singolo controllo del rischio. Solo quando una cattiva congiunzione astrale, o molto più semplicemente la trascuratezza nella gestione del sistema, fa sì che tutti i buchi nel formaggio siano sovrapposti, il rischio non è più gestito, e l’incidente accade.

(…)

La difesa profonda

Reason elabora la sua interessante tassonomia del buco per costruire un modello delle cause di incidente che è una evoluzione ed articolazione della metafora del residente patogeno. Qualche anno dopo, nel 1990, questa idea viene combinata con il concetto di difesa profonda, sviluppato da John Wreathall, ingegnere nucleare. I processi lavorativi sono schematizzati in cinque elementi:

  • l’articolazione dell’organizzazione, ovvero i dipartimenti attraverso i quali è regolata;
  • le precondizioni, come formazione degli operatori, tecnologia e attrezzature, pianificazione, manutenzione;
  • le attività produttive vere e proprie;
  • le difese, umane, tecniche e organizzative.

Leggi l’articolo L’uomo che cercava gli errori: i modelli di James T. Reason su Igiene & Sicurezza del Lavoro numero 6/2021

Perché capitano gli incidenti sul lavoro? Il webinar

In Italia accadono circa il 25% di infortuni mortali sul lavoro in più della Spagna, il 40% in più della Germania e il 60% in più della Gran Bretagna.
Si stima che questi infortuni pesino per circa il 3% del PIL annuo.
Ogni giorno muoiono sul lavoro almeno tre persone.
Eppure, siamo ancora fermi a “ci vuole più formazione”, “sono necessari più controlli”, “alziamo le sanzioni”. Il pensiero comune è che sia necessario prendere in considerazione il solo fattore umano o l’avidità dei datori di lavoro.
Negli anni l’industria ha sviluppato diversi modelli a supporto delle indagini sugli incidenti, che possono essere utilizzati efficacemente per la valutazione dei rischi e progettare la sicurezza. In Italia non consideriamo il lavoro teorico che è alla base delle prassi, quando altrove, queste cose sono i fondamenti per chi esercita una professione nell’ambito della sicurezza.
In questo seminario adotteremo un approccio sistemico per approfondire le cause degli eventi non voluti, allo scopo di individuare le lacune che sono presenti nelle organizzazioni per potere prevenire le perdite.
Discuteremo inoltre quali sono i principali motivi che limitano le organizzazioni nella conduzione delle indagini per incidenti.
Infine, analizzeremo alcuni incidenti avvenuti realmente per mettere alla prova le teorie e i modelli.

Questo è il link per iscriverti al webinar organizzato da AIAS Academy.

Come si fa una indagine per un incidente o un infortunio

L’analisi delle cause degli incidenti è un processo ben definito dalle buone pratiche industriali. In caso di incidente il primo passo è quello di rispondere ai rischi immediati, soccorrendo le persone che sono state coinvolte e mettendo in sicurezza l’area….

Se vuoi approfondire, segui il link: Troppi infortuni: cosa fare con la sicurezza sul lavoro in Italia? | Teknoring

EU-OSHA e comunicare la sicurezza | HSE Manager Wolters Kluwer

EU-OSHA ha recentemente pubblicato una serie di istruzioni a supporto delle organizzazioni che intendono sviluppare un piano di comunicazioni sulla sicurezza.

Leggi il post EU-OSHA e comunicare la sicurezza | HSE Manager Wolters Kluwer su LinkedIn.