Lo standard ISO 45001, terzo più diffuso a livello mondiale con 397.339 certificati, di cui 15.220 in Italia, rappresenta un punto di riferimento cruciale nella gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, evidenziando l’importanza crescente attribuita a questo ambito e il ruolo significativo della norma nel fornire un quadro strutturato per affrontare le relative sfide. ISO 45001 promuove una cultura della sicurezza attraverso requisiti innovativi di leadership e partecipazione, coinvolgendo attivamente la direzione e i lavoratori nella gestione efficace della salute e della sicurezza sul lavoro.
La leadership dell’organizzazione deve dimostrare un impegno visibile e promuovere una cultura della sicurezza, stabilendo una politica appropriata, definendo ruoli e responsabilità, e incoraggiando la partecipazione attiva dei lavoratori. Coinvolgere la leadership e i lavoratori non solo migliora la cultura della sicurezza, ma consente anche un miglioramento continuo delle prestazioni, identificando e mitigando i rischi in modo tempestivo e promuovendo comportamenti sicuri sul lavoro. La creazione di comitati dei lavoratori per la salute e la sicurezza sul lavoro favorisce un coinvolgimento significativo e una migliore gestione dei rischi, promuovendo un ambiente di lavoro sicuro, protetto e sostenibile nel tempo.
La dimensione ridotta delle aziende italiane, con una media di quattro persone impiegate per impresa, limita la capacità di investire in innovazione e competitività. L’introduzione del RENTRI, un registro elettronico per la tracciabilità dei rifiuti, mira a migliorare la gestione e la trasparenza del settore, offrendo opportunità di modernizzazione.
Il RENTRI rafforza gli adempimenti esistenti attraverso la digitalizzazione dei processi, richiedendo una struttura organizzativa dedicata e un chiarimento dei ruoli aziendali. Questo strumento rappresenta un’opportunità per l’Italia di affrontare il ritardo nel settore digitale, promuovendo l’innovazione e migliorando la competitività economica. Inoltre, può contribuire a una gestione più efficiente dei rifiuti, riducendo i costi operativi, migliorando la conformità alle normative e promuovendo la sostenibilità ambientale.
In un colpo di scena che ha lasciato il paese a bocca aperta, il sottosegretario alla salute con delega alla sicurezza sul lavoro appartenente al partito dei Fratelli di Padania, Osvaldo Al-Zabaij, nato a Brescia da genitori originari della Sultania, si è rivelato essere il vero eroe dietro il tanto acclamato Accordo Stato-Regioni sulla formazione per la sicurezza sul lavoro. Con il suo approccio incrollabile e la sua determinazione ferrea, Al-Zabaij ha guidato le negoziazioni con maestria, navigando tra le complesse dinamiche politiche e le pressioni dei vari interessi coinvolti.
È accaduto! L’attesissimo Accordo Stato-Regioni sulla formazione per la sicurezza sul lavoro è stato finalmente pubblicato e ha ricevuto un’accoglienza sorprendentemente calorosa da parte di tutti gli attori coinvolti. Sì, avete capito bene, proprio tutti! Le associazioni datoriali, i sindacati, gli organismi di vigilanza, i magistrati impegnati nella sicurezza e persino i tecnici e i professionisti, si sono uniti in un coro unanime di approvazione.
Questa epica unione nazionale è stata alimentata dalla volontà condivisa di sconfiggere gli infortuni sul lavoro e di ridurre drasticamente il numero di tragedie mortali che affliggono il nostro paese. Attualmente, non possiamo fare a meno di notare che si verificano tre o quattro infortuni mortali ogni giorno. Ma temete meno, perché l’Accordo Stato-Regioni è qui per cambiare tutto!
Le reazioni positive hanno abbondato da ogni angolo del Paese. Le associazioni datoriali hanno applaudito l’accento posto sull’innovazione e sull’efficacia nella formazione, i sindacati hanno elogiato l’attenzione dedicata alla sicurezza dei lavoratori, gli organismi di vigilanza hanno salutato le nuove procedure di controllo come un baluardo contro le negligenze, i magistrati hanno visto nell’Accordo uno strumento prezioso per perseguire i trasgressori delle norme di sicurezza, e i tecnici e i professionisti hanno gioito per le nuove opportunità di mettere in pratica la loro esperienza.
Insomma, è un trionfo per tutti! Un successo così travolgente che ci chiediamo come abbiamo fatto a vivere senza di esso fino ad ora. E chissà, forse un giorno potremo dire addio agli infortuni sul lavoro per sempre.
Il futuro dell’accordo sulla sicurezza sul lavoro resta incerto
L’Accordo Stato-Regioni sulla formazione per la sicurezza sul lavoro, atteso per il 30 giugno 2022, continua a latitare, lasciando un’ombra di incertezza sul nostro futuro. Nel frattempo, le denunce di infortunio mortale nel 2023 sono state 1.041, con un lieve calo rispetto all’anno precedente. Tuttavia, l’Italia rimane il terzo paese in Europa per infortuni mortali, con 3,39 casi ogni 100.000 lavoratori. Ad esempio, i Paesi Bassi vantano un tasso incredibilmente basso di 0,27: per ogni operaio olandese che perde la vita sul lavoro, il nostro paese ne contabilizza quasi tredici. È un bilancio di sofferenza che pesa sulle nostre coscienze e ci riempie di malinconia per il futuro che avremmo potuto avere. È una situazione che ci pone di fronte a una triste realtà: il cambiamento auspicato sembra sempre più lontano.
Il libro “Lieferkettengesetz: Guida Pratica per le Imprese Italiane nella Cornice della Legge Tedesca sulle Catene di Approvvigionamento (Quaderni del Networkaias)” rappresenta il risultato del lavoro del GTS Sostenibilità di AIAS – Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza , al quale hanno contribuito Maria Amalia Martines, Francesca Rocculi, Roberto Sammarchi e Guido Chiogna. Il volume è stato curato da Riccardo Belloni e io ho coordinato i lavori. È disponibile per l’acquisto su Amazon.
La Lieferkettensorgfaltspflichtengesetz (LkSG) è una legge tedesca che richiede alle grandi aziende tedesche di considerare attentamente gli impatti ambientali e sulle persone derivanti dalle loro operazioni lungo l’intera catena di approvvigionamento, sia in Germania che nei paesi da cui ottengono le materie prime.
Le imprese soggette devono:
Definire una politica aziendale che dimostri il loro impegno a prevenire danni.
Valutare i rischi presenti nella catena di approvvigionamento per individuare eventuali problematiche.
Adottare misure correttive in caso di situazioni critiche, come cambiare fornitore o assistere il fornitore nel migliorare la situazione.
Informare il pubblico sulle azioni intraprese per ottemperare alla legge.
Questa normativa riveste particolare importanza poiché rappresenta il primo caso in Europa in cui uno Stato impone alle aziende di monitorare i diritti umani e l’ambiente lungo l’intera catena di approvvigionamento.
La delega non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità generale, ma piuttosto distribuisce i compiti operativi, richiedendo un monitoraggio costante per garantire l’adempimento normativo. Questo ampliamento del perimetro della responsabilità può portare a un fenomeno noto come “effetto binocolo”, dove i delegati possono concentrarsi solo sui loro compiti specifici, trascurando aspetti critici della sicurezza sul lavoro. Integrare la gestione della sicurezza nei processi aziendali è fondamentale per prevenire questo fenomeno e assicurare un ambiente lavorativo sicuro.
La delega, sebbene importante, non esclude la responsabilità legale, che può manifestarsi attraverso accuse di colpa specifica o colpa generica, richiedendo un equilibrio tra delega e responsabilità diretta per garantire la sicurezza complessiva. Mantenere una visione olistica della sicurezza sul lavoro e un’attenzione costante al contesto più ampio rimangono fondamentali per la gestione efficace dei rischi.
La delega nella gestione della sicurezza è uno strumento utile, ma deve essere accompagnata da un impegno costante e bilanciato da parte di tutti i soggetti coinvolti per garantire un ambiente lavorativo sicuro e conforme alla normativa.
La formazione a distanza ha assunto un ruolo fondamentale durante la pandemia, sfidando le precedenti perplessità e dimostrando la sua efficacia. Caratterizzata da flessibilità, accessibilità e riduzione dei costi, ha aperto nuove opportunità educative, diventando altrettanto efficace della formazione in presenza. Presenta però sfide nell’ottenere e mantenere l’attenzione degli studenti senza interazioni faccia a faccia.
Strategie interattive come quiz, scenari pratici e esercitazioni aiutano a coinvolgere gli studenti e a migliorare l’apprendimento a distanza. L’uso di elementi multimediali e spazi online per la discussione favorisce la partecipazione attiva degli studenti, creando un ambiente virtuale stimolante. La guida UNI/PdR 149:2023 fornisce linee guida essenziali per organizzare e gestire la formazione in modalità videoconferenza sincrona, migliorando la qualità complessiva dei corsi e la credibilità dell’organizzazione. Questi standard promuovono un approccio professionale e di alta qualità alla formazione a distanza, fondamentale per garantire un’esperienza di apprendimento efficace e autorevole.
Recentemente, ISO ha introdotto modifiche ai suoi standard di gestione per affrontare direttamente l’impatto del cambiamento climatico sulle aziende. Questi emendamenti includono la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico nelle operazioni aziendali e l’attenzione alle esigenze delle parti interessate in merito al cambiamento climatico. L’obiettivo di queste modifiche è promuovere una gestione più sostenibile e resiliente delle organizzazioni.
La certificazione dei sistemi di gestione sta diventando sempre più diffusa, riflettendo un crescente impegno delle organizzazioni nel migliorare le proprie pratiche aziendali. L’integrazione di queste clausole nei sistemi di gestione offre alle organizzazioni l’opportunità di sviluppare strategie più adattabili e sostenibili per affrontare le sfide del cambiamento climatico.
La pandemia ha catalizzato cambiamenti aziendali, mettendo in evidenza fragilità nelle catene di approvvigionamento e accelerando la transizione al lavoro remoto e alla digitalizzazione. La sostenibilità, comprendendo aspetti ambientali, sociali ed economici, è diventata fondamentale per garantire stabilità e longevità alle aziende. La resilienza delle catene di approvvigionamento è ora prioritaria per la continuità operativa, con strategie come la diversificazione e la localizzazione delle forniture che diventano essenziali.
L’adozione di pratiche sostenibili non solo protegge l’ambiente, ma offre anche vantaggi economici e operativi tangibili. Le aziende che abbracciano la sostenibilità diventano più competitive, attraggono talenti e costruiscono relazioni solide, promuovendo un vantaggio a lungo termine. Integrare la sostenibilità nella gestione aziendale non solo aiuta a gestire i rischi in modo proattivo, ma favorisce anche la trasparenza e la fiducia delle parti interessate, contribuendo a un futuro sostenibile e prospero.
Il GDPR è il regolamento dell’UE che protegge i dati personali dei cittadini europei ed è entrato in vigore nel maggio 2018 per rafforzare la privacy in un’era digitale sempre più interconnessa. Stabilisce principi fondamentali come il consenso esplicito, i diritti degli individui e la responsabilità delle organizzazioni nel trattare i dati personali. Le disposizioni del GDPR includono il consenso informato, i diritti di accesso, rettifica e cancellazione dei dati personali, oltre alla notifica delle violazioni dei dati. Il GDPR si applica a tutte le organizzazioni che trattano dati personali dei cittadini dell’UE e dello SEE, con sanzioni pecuniarie significative per chi non rispetta le regole.
In particolare, il regolamento impone norme rigide sulla privacy dei dipendenti, definendo e regolamentando il trattamento dei dati personali, specialmente quelli sensibili come le informazioni sulla salute. È importante che le organizzazioni rispettino i criteri del GDPR anche quando trasmettono dati personali a terzi, stipulando accordi contrattuali adeguati e chiari. Richiedere le informazioni dettagliate sull’idoneità alla mansione può violare la privacy dei dipendenti e le disposizioni del GDPR; se si vuole valutare la diligenza di un’azienda nel sottoporre a sorveglianza sanitaria i propri lavoratori è consigliabile riferirsi alla relazione con i dati aggregati e anonimi, prevista dall’allegato 3B del Decreto Legislativo 81/2008.
Puoi leggere l’articolo Privacy e sicurezza: impatti del GDPR nel contesto lavorativo sul sito internet di Vistra.
Quali sono le principali differenze tra un RSPP e un HSE Manager? Mentre il RSPP si concentra sulla gestione della sicurezza e sulla prevenzione degli infortuni, l’HSE Manager amplia il suo campo d’azione includendo anche la promozione della salute e del benessere dei dipendenti e la conformità normativa.
La crescente richiesta di approfondimenti da parte dei tecnici, riflette un cambiamento verso un approccio integrato alla sicurezza e alla salute sul lavoro, mentre la trasformazione del RSPP in HSE Manager indica un impegno verso politiche proattive e innovative. Entrambi i ruoli sono essenziali per garantire un ambiente lavorativo sicuro, sano e sostenibile, adattandosi alle esigenze delle organizzazioni moderne.
Puoi leggere l’articolo RSPP e HSE manager: normativa e peculiarità organizzative nella SSL sul numero 2/2024 di Igiene e Sicurezza del Lavoro, ISL.