ISO – International Organization for Standardization, ha recentemente pubblicato la linea guida ISO/PAS 45005/2020 dal titolo Occupational health and #safety management — General guidelines for safe working during the COVID-19 pandemic.
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Tag: COVID-19
HSE Manager Wolters Kluwer Italia: Senza dati sei solo un’altra persona con una opinione | LinkedIn
Questo detto, attribuito a William E. Deming, vuole significare che la pianificazione va fatta sulla base di dati oggettivi, e non a “sentimento”: solo i dati possono dire se la nostra organizzazione sta lavorando bene o se c’è qualche problema.
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Il vaccino anti covid in Italia in tempo reale | Il Sole 24 ORE
Qualche settimana fa vi ho segnalato il portale de Il Sole 24 Ore che, in questi mesi, ha dato conto dei numeri della pandemia, in uno stile sobrio ma efficace, un vero servizio pubblico.
Oggi vi segnalo questo aggiornamento: il portale Il vaccino anti Covid in Italia in tempo reale | Il Sole 24 ORE, dove tenere sotto controllo non solo l’avanzamento della vaccinazione in assoluto, ma anche in relazione agli obiettivi della campagna, che sono stati individuati ma che non mi risulta che nessuno dei nostri sovraesposti tecnici abbia mai definito con numeri e date.
Come diceva il filosofo: chapeau, Il Sole 24 Ore.
No PPE, no access beyond this point – i cinque post più letti del 2020
Durante il lockdown del 2020 ho deciso di realizzare questo blog, dove scrivo dei temi che affronto nella vita professionale e raccolgo le pubblicazioni che faccio sulle riviste, cartacee e online, del settore. Qualcuno mi ha chiesto da dove viene la fotografia che uso come banner, e che dà il titolo al blog, No PPE, no access beyond this point. È stata scattata nel deserto egiziano, nei pressi di Aswan, dove mi trovavo per fare un audit al Benban Solar Park Project, il più grande parco fotovoltaico in Egitto, in costruzione. Mi è sembrata subito una scena buffa: da una parte il deserto, dall’altra il deserto, in mezzo una catenella di plastica su due picchetti, e quel cartello…
Bene, questo blog sta avendo una buona riuscita, mi serve per aumentare le interazioni con i miei colleghi e con i potenziali clienti, e sto raggiungendo il mio obiettivo. Come auspicio per un buon, 2021 vorrei riepilogare qui i cinque post che sono stati più letti nel 2020:
Al quinto posto c’è Il vortice PDCA, un articolo che nasce dall’idea che i sistemi di gestione possano essere fortemente integrati nelle attività delle organizzazioni, tanto che i loro concetti fondamentali (il ciclo PDCA, appunto) diventino il consueto modus operandi per tutti i processi.
Al quarto posto un articolo di contenuto politico: Italia, Giappone e COVID-19 – numeri al confronto. Come tecnico, e con un lontano retaggio da sportivo agonistico, guardo ai numeri per valutare la riuscita o l’insuccesso delle cose. La pandemia ha chiesto all’Italia il pagamento di un pedaggio straziante: al 31 dicembre 2020 74.159 italiani erano ufficialmente morti a causa del COVID-19, una prestazione che ci mette al quarto posto mondiale della triste classifica dei decessi. L’Italia (60 milioni di abitanti), è superata dagli USA (328 milioni), Brasile (209 milioni), India (1 miliardo e 353 milioni) e Messico (126 milioni). Nella classifica di morti ogni 100k abitanti siamo terzi al mondo, con un punteggio di 119,5. Peggio di noi hanno fatto solo la Slovenia (124,8) e il Belgio (166,7).
Con questi numeri io non credo che il principale problema siano i criteri di come sono registrati i decessi, o la possibile attitudine di alcuni governi di addomesticare i numeri. Se fossi ancora uno sportivo mi chiederei cosa fanno gli altri meglio di me per copiare i loro metodi di allenamento. Come tecnico cercherei di individuare le mie debolezze e analizzerei le buone prassi altrui. Come cittadino non posso accettare il sopire e troncare come fondamento dell’azione politica.
Al terzo posto l’articolo ISO 45001 requisito 8: attività operative. L’ottava puntata della serie che sto scrivendo da un po’, dove analizzo punto per punto il più recente standard sui sistemi di gestione per la salute e la sicurezza.
Il secondo posto è occupato da Gestione del rischio e genesi dell’errore umano nel metodo di Reason. Il lavoro di tanti precursori, tra i più conosciuti è W.E. Deming, qui parlo di James Reason, è ai fondamenti della nostra professione ma è poco conosciuto, almeno al livello dei “praticanti”. Qui ho solo iniziato il lavoro di scavo che mi propongo di continuare nel 2021.
Al primo posto ancora un articolo di carattere politico: Chi ci governa non si è mai occupato di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro!, dove non mi lamento – come qualcuno ha pensato, fermandosi solo al titolo – della trascuratezza dei nostri governanti riguardo alla sicurezza sul lavoro. La mia analisi, piuttosto, riguarda i fallimenti dei nostri amministratori nel predisporre le misure di mitigazione per il contagio da SARS-CoV-2 al rientro dalle attività estive. Senza dubbio, ci sono state lacune nella loro programmazione e nella loro implementazione, problemi che sono familiari a chi si occupa di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e che i bravi tecnici e i manager competenti hanno imparato a prevedere, riconoscere e mitigare.
Comunque, ringrazio i miei lettori da trentacinque nazioni – da A di Albania a Z di Zimbabwe – diversi dei quali stanno mostrando il loro apprezzamento, visitando il sito con regolarità. Un risultato che mi soddisfa, per appena qualche mese di attività, e auguro loro un felice e prospero 2021.
Reverse Engineering the source code of the BioNTech/Pfizer SARS-CoV-2 Vaccine – berthub.eu
Ho incrociato questo articolo interessante su come funziona un vaccino a RNA messaggero, del tipo di quello prodotto da BioNTech/Pfizer. Sono nato in una regione italiana, la Romagna, che ha prodotto due tipi umani, il vitellone e lo scazigné. Il primo è senza dubbio più famoso, ma il secondo è più nobile, con la sua voglia irrefrenabile di smontare le cose per capire come funzionano. Aristotele, con il suo “scire per causas” era senza dubbio uno scazigné.
I came across this interesting article about a messenger RNA vaccine works, like the one manufactured by BioNTech / Pfizer. I was born in an Italian region, Romagna, which has produced two human types, the “vitellone” and the “scazigné”. The first is undoubtedly more famous, but the second is more noble, with its unstoppable desire to tear things apart to understand how they work. Aristotle, with his “scire per causas” was undoubtedly a scazigné.
The BNT162b mRNA vaccine has this digital code at its heart. It is 4284 characters long, so it would fit in a bunch of tweets. At the very beginning of the vaccine production process, someone uploaded this code to a DNA printer (yes), which then converted the bytes on disk to actual DNA molecules.
by Bert Huber
Reverse Engineering the source code of the BioNTech/Pfizer SARS-CoV-2 Vaccine – berthub.eu
La sicurezza dei lavoratori all’estero
Nella foto: Tbilisi, Georgia. La città alta.
L’internazionalizzazione è una realtà. L’economia non conosce frontiere e la necessità di inviare i lavoratori in missione all’estero, per durate più o meno brevi, è ormai una condizione comune a tante aziende italiane, di tutte le dimensioni. Le occasioni possono essere diverse: incontri di affari, nuovi stabilimenti, partecipazione a società locali, cantieri di costruzione, installazione o manutenzione di impianti. Il modo in cui gestire la sicurezza dei lavoratori impegnati all’estero può diventare un problema, e l’attuale pandemia di COVID-19 ha contribuito a complicare le cose.
Le fonti di informazione
Il primo passo per pianificare una missione all’estero è quello di fare una ricognizione delle leggi in vigore nel paese da visitare.
Valutazione dei fattori legati al sito
Una volta definito il panorama normativo, è necessario informarsi sulle condizioni locali che possono impattare sulle nostre attività: sicurezza personale, regime dei visti e dei permessi di lavoro, profilassi e vaccinazioni obbligatorie e consigliate, situazione sanitaria e possibilità di comunicare con l’estero.
Safety e security
Occorre considerare che la giurisprudenza ha iniziato a considerare rientranti nel perimetro delle responsabilità aziendali i rischi cui sono esposti i lavoratori all’estero in conseguenza dei viaggi e della presenza in aree con problemi di ordine pubblico, per non dire in zone di guerra. La cosiddetta “Sentenza Bonatti”, che nel gennaio del 2019 ha condannato i vertici dell’impresa di Parma per “cooperazione colposa in delitto doloso” per la morte di due dipendenti italiani rapiti in Libia, in questo caso ha fatto scuola.
La trasferta e il soggiorno
In ogni caso, anche nei paesi più tranquilli, l’azienda che invia lavoratori in trasferta dovrebbe pianificare i viaggi in modo da mantenere il contatto con i lavoratori in missione. In generale nella scelta del mezzo di trasporto le mere considerazioni economiche dovrebbero passare in second’ordine rispetto alla sicurezza del viaggiatore.
Alberghi e alloggi
Per missioni di breve durata, il soggiorno dovrà fare riferimento ad alberghi o altro tipo di ospitalità privata. La scelta dell’hotel deve essere improntata a criteri di igiene dell’alloggio e del vitto: in questo caso le grandi catene internazionali sono una relativa garanzia, anche nei paesi con gli standard più bassi. Nelle zone con problemi di ordine pubblico il consulente per la security potrà indicare quali sono le aree in cui è possibile alloggiare e quali quelle da cui è meglio tenersi a distanza, questione da tenere in considerazione anche nell’eventualità le persone in trasferta vogliano fare un po’ di turismo nel tempo libero, e visitare il luogo in cui si trovano.
Informazioni al personale
Lavorare in un paese straniero significa doversi confrontare con leggi e con mentalità che possono essere anche molto lontane da quanto siamo abituati, e solo persone con spiccate doti di apertura mentale e di flessibilità dovrebbero essere scelte per queste attività. Questa valutazione non è motivata solo da aspetti etici; ci sono importanti conseguenze pratiche in cui un’organizzazione può incorrere solo perché ha mandato la persona sbagliata nel paese sbagliato: rescissioni di contratti, ma anche incidenti, omicidi e arresti, causati da un approccio improvvido alle sensibilità dei locali, sono avvenuti in passato, e quindi potranno accadere anche in futuro.
Gestione delle emergenze
Un tema imprescindibile del lavoro all’estero è la necessità di potere fornire assistenza sanitaria ai propri lavoratori in qualsiasi momento, per cui la scelta di una assicurazione sanitaria internazionale è fondamentale. L’offerta ospedaliera nel mondo è molto varia, e le condizioni in cui questa viene erogata possono essere estremamente differenti da quanto noi siamo abituati.
Rapporti con le autorità locali
Quando la missione inizia a prendere consistenza, magari con l’apertura di un ufficio e la presenza continuativa di personale espatriato, è il momento di studiare come individuare e prendere contatto con le autorità locali che possono essere rilevanti per le attività svolte. Chiedere un incontro per presentarsi è una cosa che susciterà il loro apprezzamento, tantopiù se ci si trova in un’area remota, magari scarsamente popolata, dove anche la presenza di un piccolo gruppo di “forestieri” fa notizia.
Il COVID-19
Il COVID-19 ha introdotto una ulteriore criticità nella programmazione delle missioni dei lavoratori italiani all’estero. La pandemia ha investito tutto il mondo, ma il contagio si è sviluppato con modalità differenti in tempi differenti a seconda del paese. Ulteriori fattori di complicazione sono anche in modo in cui ha risposto sistema sanitario dei vari stati, nonché la capacità di raccogliere e processare le informazioni, unita ad una certa volontà politica di divulgarle o, al contrario, di mantenerle riservate.
Puoi leggere l’articolo completo sul numero 12 del 2020 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

Una maniera efficace per rendere consapevoli dei rischi e del modo per combatterli – il video di Alaska Airlines
Quando viaggiavo molto, prima della pandemia, mi ero reso conto che le istruzioni di sicurezza attiravano la mia attenzione solo quando erano raccontate in maniera divertente e interessante. Vorrei condividere questo video di Alaska Airlines, che vuole sensibilizzare sul comportamento da tenere per combattere l’infezione da COVID-19. Simpatico e che mi ha fatto tornare in mente le notti in discoteca da ragazzo, a ballare con i Men without hats.
HSE Manager Wolters Kluwer Italia: Pandemia, fare di meglio non è difficile | LinkedIn
Undici mesi di pandemia dovrebbero averci insegnato abbastanza sui meccanismi di propagazione del virus e su come proteggerci.
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Cadaveri, brodaglie e sieri hi-tech: storia di vaccini e no-vax | L’HuffPost
Vi segnalo questo articolo interessante. Intervista di Linda Varlese allo storico Gilberto Corbellini.
“Insieme all’acqua potabile, agli impianti fognari e ai frigoriferi, i vaccini sono lo strumento sanitario, in generale l’innovazione, che ha cambiato nel modo più rilevante la storia della salute umana.
Cadaveri, brodaglie e sieri hi-tech: storia di vaccini e no-vax | L’HuffPost
OHS: what has the pandemic changed? – HSE People
On December 31st, 2019, the Beijing office of WHO, the World Health Organization, the UN health organization, was informed of some cases of pneumonia discovered in the city of Wuhan, Hubei province, China. On January 3rd, 2020, 44 cases were confirmed and the cause, a new type of Coronavirus, was isolated on January 7. Its genetic sequence was shared for study purposes on January 12th: COVID-19 (COronaVIrus Disease 2019) became official. On January 13th, the government of Thailand announced the first case of COVID-19 outside China, on January 15 it was the turn of Japan, on the 20 of the Republic of Korea. The first WHO report, on January 21, reported 282 confirmed cases, the next day 314. On January 23, the government of the People’s Republic of China imposed a lockdown on Wuhan and in the province of Hubei, in an attempt to quarantine the centre of the epidemic, blocking a population of 57 million people: only one person per household was allowed to go out to buy food, every two days. On the same day, the first case exported to the United States was ascertained, on the 25th two cases in the EU, in France, on the 28th in Germany.
How much has changed in the world of work since January 30th, 2020, when the WHO issued an “International Public Health Emergency” announcement?
The work
The first thing that has certainly changed is the work itself. For many people it has simply disappeared, many companies have had to close, curtail, or suspend their activities. These are the ones that moved and brought people together, such as the tourism, hospitality, and entertainment industries. Other people, who have been fortunate enough to be able to continue working, have seen a new burden of concern associated with their business, such as health workers who have decided to leave their home to rent apartments where they can live alone, to protect their family members from the possibility of infection. The shop assistants and people in contact with the public, those who must use public transport to get to work. Remote work has imposed itself for all those activities for which it was possible, including school and university.
The procedures
The obsessive respect for procedures, which once belonged to the most dangerous productive sectors, has extended to everyday work: we have defined rules, paths, new working methods. People in contact with the public must constantly remember to regularly sanitize their hands and objects that may have been touched by others and to respect personal distances and safety rules to avoid getting infected. Strict protocols have been defined for the mutual protection of workers.
The equipment
Strategies for the prevention of COVID-19 contagion have brought to the fore the need to use equipment beyond their usual field of application. Respiratory protection masks, for example, from personal protective equipment to be used only for some specific activities, have now become an article of clothing: it is impossible to circulate without. Similarly, face protection screens have spread, once used mainly by welders, those who used grinder machines and gardeners. Transparent protection barriers for shop assistants and operators exposed to the public are back in vogue, as in old post offices and work activities cannot do without hand sanitizing liquids and signalling tapes to delimit transit routes.
The psychology
The factor on which the COVID-19 pandemic has still had an incalculable impact is the psychological one. In recent months we have had to limit as much as possible the meetings with our loved ones, friends and relatives; learning to keep your distance when we meet another person, to the point of glaring at those who get too close to us on the subway or in the elevator. We must limit the trips from home to those strictly necessary, to go to and from work and buy food and necessities and we have had to undergo increasingly longer remote working sessions. In this way we had to exchange meetings with videoconferences, thus giving up a fundamental part of our being, sociality.
Sociality, then, which has become even more reduced and complicated for those who work from home: a certain neglect that takes us when we are not in contact with our fellow men has allowed us, little by little, to let the barriers that separate private life from work dissolve, also because, very often, the only human relationships that remain are those during work.
What to expect from the future?
This pandemic has resulted in human losses, at the time of writing these notes there are nearly 58 million cases in the world, of which 1,372,182 fatal, and damage to our economies. The feeling is that, if it will be possible to recover from the latter, and the recoveries that have taken place in the various countries in the intervals between the various upsurge peaks, comfort this thought, we do not yet know how to assess the psychological damage that our societies are suffering.
It is to be hoped that, within a few years, the distribution of vaccines will allow us to return to the normalcy of our pre-pandemic life: travels, meetings. Probably, together with the acquired comforts of being able to make a videoconference instead of a trip or to shop online instead of lugging heavy shopping carts, we will have acquired new vulnerabilities in our human relationships. So, we must remember right now that a mature company cannot limit itself to mere compliance with the OHS standard: it must look at the worker as something more than a subject protected by law. He/she is rather the most valuable business asset, to be enhanced and enabled to develop its potential.
The business climate relating to interpersonal relationships within an organization will have to be analysed and made the subject of plans for its improvement, with training interventions on the various managerial levels, because a bad climate affects the productivity of workers. Even before the pandemic, research in the Republic of Ireland found that, during their working life, two out of five workers were subjected to unpleasant conditions such as obsessive checks, unreasonable workloads, impossible goals, or were denied important information for their work. One in three workers complained that they were intimidated, humiliated, and reproached in abusive terms. One in forty workers has experienced violent acts in the workplace. The pandemic is an opportunity to rethink structurally our organization and the way we relate each other for working purposes and correct these dynamics.
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