Il nuovo documento ISO/TS 22393:2021 Security and resilience — Community resilience — Guidelines for planning recovery and renewal | HSE Manager Wolters Kluwer

Il suo obiettivo è fornire supporto alle organizzazioni di diverso tipo – comunità a diverso livello, settore pubblico e privato, aziende profit e volontariato – per guidare i post crisi non necessariamente causati solo dalla pandemia, attraverso l’articolazione di tre fasi: riflettere e apprendere da quanto è accaduto, rivedere l’organizzazione dei processi e ripristinare le operazioni.

Leggi il post Il nuovo documento ISO/TS 22393:2021 Security and resilience sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Gli infortuni e le malattie professionali nel Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 | Teknoring

Image by Adriano Gadini from Pixabay

Il Ministero della salute ha pubblicato il Piano nazionale della prevenzione 2021-2025, il documento che intende definire i programmi per le attività che l’Amministrazione svilupperà in questo periodo. In Italia il Servizio Sanitario è nazionale. L’articolazione amministrativa del nostro paese, però, è tale per cui esiste un’amministrazione centrale, il Ministero della salute, che stabilisce i programmi che saranno però sviluppati dalle amministrazioni regionali. Il documento, quindi, non è immediatamente operativo, ma rimanda necessariamente alla produzione di ventuno piani territoriali – da diciannove regioni e due province autonome – in cui dovrebbero essere articolate le azioni specifiche. Questa condizione continua ad essere la causa di disparità tra i servizi di cui i cittadini possono godere a seconda del loro luogo di residenza, e per questo motivo questo PNP afferma di avere definito, tra l’altro, criteri più rigidi che in passato, per l’individuazione e la rendicontazione degli indicatori.

Tutt’altro modo di fare si può leggere nell’analogo documento preparato dall’Unione Europea: il “Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027 – Sicurezza e salute sul lavoro in un mondo del lavoro in evoluzione”. Intanto già il titolo è significativo: un piano non è tale se non ne ha i requisiti: “quadro strategico” calzerebbe meglio anche al documento italiano. Si tratta, infatti, per entrambi di documenti che forniscono i principi guida per le azioni operative che dovranno – loro sì – essere pianificate di conseguenza.

Puoi leggere l’intero articolo su Teknoring.

Le Linee indirizzo SGI-AE INAIL | HSE Manager Wolters Kluwer

La lettura di queste analisi e descrizione dei processi da intraprendere per arrivare ad un sistema di gestione integrato è consigliabile per tutti coloro che intendono sviluppare o fare manutenzione al SGI della loro azienda, a prescindere dal tipo di industria.

Leggi il post Le Linee indirizzo SGI-AE INAIL sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Definisci il tipo di investigazione | HSE Manager Wolters Kluwer

Dopo che avete messo in sicurezza la scena dove si è verificata la non conformità, è il momento di definire il tipo di indagine da sviluppare, per individuare le cause radice della deviazione.
Allo scopo di non sprecare le risorse, come prima cosa è necessario esaminare le non conformità per valutare la possibilità di trarne delle indicazioni significative. Il massimo sforzo di indagine dovrebbe essere dedicato a quelle deviazioni che hanno provocato danni, alle persone e alle cose, ma anche a quelle che avrebbero potuto farlo. I cosiddetti alto potenziale. Per fare questo, è consigliabile definire un gruppo che si occuperà in modo formale dell’investigazione.

Puoi seguire la pagina HSE Manager di Wolters Kluwer Italia su LinkedIn.

Rispondi ai rischi immediati | HSE Manager Wolters Kluwer

Quando una non conformità viene individuata o, peggio, accade un incidente, la prima cosa da fare è mettere in sicurezza l’area.

Se si tratta di un incidente è necessario soccorrere i feriti e allontanarli dai pericoli. Sono circostanze in cui una risposta efficace può essere sviluppata solo se le cose sono state pianificate in anticipo. Ebbene, è possibile che nel tempo che impiegherete per queste analisi, la non conformità che avete individuato, evolva in un incidente, con i connessi danni personali e materiali?

Puoi seguire la pagina HSE Manager di Wolters Kluwer Italia su LinkedIn.

Quando finirà la pandemia? | Bloomberg

Fate programmi? Meglio se prima leggete questo articolo di Bloomberg, la multinazionale dell’informazione con sede a New York e filiali in tutto il mondo. Dei circa 16 miliardi di dollari che si stima il valore dell’informazione finanziaria nel mondo, Bloomberg ne gestisce un terzo. Una fonte che deve essere bene informata, quindi.

Secondo Bloomberg, la pandemia non è ancora terminata, e dobbiamo prepararci a nuove ondate in autunno e inverno. La fine potrà esserci solo quando chiunque sarà stato contagiato o vaccinato. E a qualcuno potranno capitare anche entrambi gli eventi.

Leggi l’articolo Here’s What the Next Six Months of the Pandemic Will Bring su Bloomberg.com.

Riprogettazione degli ambienti di lavoro: la nuova normalità in ufficio

Sembra proprio che alcuni dei cambiamenti che siamo stati giocoforza costretti ad implementare nel nostro modo di lavorare, stiano mostrando di essere una opportunità che va oltre le necessità contingenti di proteggere la forza lavoro ed i clienti dal contagio. In particolare, in alcune condizioni la distribuzione dei nostri ambienti di lavoro è stata modificata, all’inizio in maniera più o meno improvvisata per rispondere alla necessità contingenti. La constatazione che il nuovo modello lavorativo, adottato per l’emergenza, può essere valido anche quando questa sarà cessata, sta portando chi si occupa di organizzazioni a pensare di nuovo a come riprogettare gli spazi della produzione, per massimizzare i ritorni di questo nuovo modo di lavorare.

Fino a ieri le sale riunioni venivano ricavate nei residui degli spazi, dopo che piani erano stati compartiti in uffici, salvo quelle direzionali e di rappresentanza, beninteso. Nel post-covid diventeranno il centro dell’ufficio, la ragione per la quale le persone usciranno dal bozzolo domestico per affrontare il traffico o i mezzi pubblici e recarsi al luogo di lavoro: interagire, discutere, decidere. È facile immaginare un edificio di una grande azienda suddiviso in numerose di sale riunioni, magari affiancate da piccoli uffici temporanei, da utilizzare per preparare l’incontro o per registrarne i contenuti prima di tornare a casa. Un poco come gli spogliatoi di palestre e piscine.

Scarica lo speciale Riprogettazione degli ambienti di lavoro: la nuova normalità in ufficio.

La nuova legge europea sul clima | HSE Manager Wolters Kluwer

Il Parlamento Europeo ha approvato la legge europea sul clima, che stabilisce l’obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle #emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050.

La NASA, nella sua pagina dedicata ai segni vitali del pianeta, mostra come negli ultimi 171 anni, le attività umane hanno aumentato le concentrazioni atmosferiche di CO 2 del 48% rispetto ai livelli preindustriali riscontrati nel 1850.

Leggi il post sulla nuova legge europea sul clima sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Perché accadono gli incidenti: il webinar del 4 marzo 2022 | AIAS Academy

In Italia non sappiamo perché accadono dai tre ai quattro incidenti ogni giorno. Qualche giorno tre, qualche giorno quattro. A sentire l’opinione pubblica, invece, sappiamo benissimo cosa occorre fare per fare sì che questo cessi: ci vogliono più ispezioni, sanzioni più dure, più informazioni. Una procura per gli incidenti sul lavoro.

Perché accadono gli incidenti sul lavoro?

A dire la verità, in Italia, abbiamo applicato i processi che l’industria ha creato per evitare gli incidenti, ma senza comprenderli. Confidando esclusivamente nel fatto che la promessa della sanzione sistemato tutto. Ma non sta funzionando.

Iscrivendovi a questo webinar non otterrete alcun modulo da utilizzare per le vostre indagini sugli infortuni. Nella discussione adotteremo un approccio sistemico all’approfondimento delle cause degli eventi non voluti, allo scopo di individuare le lacune che sono presenti nelle organizzazioni per potere prevenire le perdite. Saranno inoltre discussi quali sono i principali motivi che limitano le organizzazioni nella conduzione delle indagini per incidenti ed analizzati incidenti avvenuti realmente per mettere alla prova le teorie e i modelli.

Il 4 marzo 2022 dalle 9:00 alle 13:00 con AIAS Academy. Qui per registrarti.

Una procura nazionale contro gli incidenti sul lavoro? | Teknoring

La creazione di una procura nazionale contro gli incidenti sul lavoro sembra essere la ricetta che il sistema Italia ha intenzione di dare alla crisi degli incidenti sul lavoro. Una crisi che non consiste – è bene ricordare – in un eccezionale aumento del loro numero, perché sono ormai più di vent’anni che nel nostro paese, ogni giorno dell’anno accadono mediamente dai tre ai quattro infortuni mortali. Qualche giorno tre, qualche giorno quattro.

A cosa serve una Procura generale?

Sul sito web del Ministero della Giustizia si può leggere che, in Italia, ce n’è solo un’altra. Ovvero, esiste una Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo – DDA – composta dal Procuratore Nazionale Antimafia e da 20 magistrati del Pubblico Ministero, che sono i sostituti procuratori nazionali antimafia. I procuratori sono coloro che rappresentano in giudizio gli interessi della collettività e dello stato e, assieme ai sostituti, promuovono le azioni penali. Sempre su questa pagina si può leggere che il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo coordina le indagini condotte dalle singole Direzioni Distrettuali Antimafia, in modo da assicurare la reciproca informazione tra gli uffici interessati, quando ci sono fatti o circostanze che possono essere rilevanti per loro. Mafia e terrorismo, infatti, normalmente svolgono le loro attività criminali noncuranti dell’articolazione territoriale delle procure, distribuite in Italia in 140 uffici, e la DDA si occupa di coordinare le attività di indagine.

La repressione è quello che serve?

Accettare questa tesi significa sostenere che coloro che trascurano le proprie responsabilità relative alla prevenzione degli infortuni e alla protezione dei lavoratori, lo fanno perché pensano che sia improbabile che saranno imputati, o eventualmente condannati, o che la pena che subiranno sarà trascurabile.

Leggi l’articolo completo su Teknoring.it