Quando giro per cantieri mi piace fare brevi video e riprendere immagini delle situazioni che incontro. Questo mi rende possibile fare riferimento a casi reali quando, per un qualsiasi motivo, occorre discutere il modo in cui affrontare un lavoro. Mi è tornato ancora di più utile, negli ultimi tempi, utilizzare questo materiale per produrre brevi video, questo è un esempio, per gli interventi di formazione a distanza che la pandemia ha reso necessari. Naturalmente, qui non tutte le riprese e le fotografie sono le mie, ma sono comunque di pubblico dominio: troverete i riferimenti degli autori alla fine.
Autore: Antonio Pedna
HSE Manager Wolters Kluwer Italia: Che fine ha fatto la consultazione per la revisione del Testo Unico? | LinkedIn
Alla fine del 2019 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali aveva promosso una consultazione pubblica a dieci anni dall’entrata in vigore del Testo Unico, che è stata chiusa il 31 gennaio 2020. L’obiettivo era raccogliere indicazioni, proposte ed esperienze per contribuire ad individuare le priorità dell’azione di governo. Che fine ha fatto?
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Corso di formazione: Nozioni ambientali di base per HSE Manager
Capita sempre più di frequente che ai Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione e ai Coordinatori per la Sicurezza vengano affidate mansioni legate alla gestione di temi ambientali, all’interno dell’azienda o del cantiere. Questo corso intende fornire a questi tecnici gli elementi base relativi agli obblighi e alle soluzioni da impiegare, all’interno di un inquadramento generale più ampio, relativo ai temi e ai movimenti culturali che stanno fungendo come stimolo per il settore.
Online il 24 giugno 2021, 8 ore.
Per informazioni, vai sul sito di AIAS Academy.
L’evoluzione del paradigma della sicurezza strumento per affrontare la pandemia
Il modo in cui è considerato il tema della sicurezza sul lavoro si è evoluto negli anni. Gli incidenti dapprima sono stati considerati ineluttabili, poi la conseguenza di problemi tecnici. Le Direttive Europee hanno puntato il dito sull’organizzazione, i sistemi di gestione più recenti mettono sotto osservazione gli aspetti culturali e sociali: questioni che hanno mostrato la loro rilevanza durante la pandemia.

Il luogo di lavoro come una comunità umana
ISO 45001 propone ancora una volta un allargamento della prospettiva con la quale siamo soliti guardare ai processi relativi alla gestione della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro. I nuovi requisiti contenuti ai capitoli 4 Contesto dell’organizzazione, 5 Leadership e partecipazione e 7 Supporto, suggeriscono infatti, nella progettazione del sistema di gestione, un approccio meno meccanico e più focalizzato sull’identificazione dei vari gruppi umani di riferimento per l’organizzazione – le parti interessate – e delle loro esigenze e aspettative. Viene anche promossa una programmazione del ciclo PDCA che tenga in considerazione anche gli aspetti di comunicazione e di coinvolgimento di questi gruppi.
In sostanza, l’obiettivo non dichiarato di un SGSL secondo ISO 45001 è lo sviluppo della cultura della sicurezza all’interno dell’organizzazione, intesa come ciò che concorre alla formazione e all’acquisizione della consapevolezza dei vari ruoli, in relazione all’azienda. Le organizzazioni più avanzate hanno identificato in questo fattore un importante motore di cambiamento: la cultura della sicurezza – è l’assunto – è il potente strumento che è necessario garantirsi per affrontare e risolvere i problemi tecnici e organizzativi, che rimangono, e per garantire il mantenimento delle buone condizioni di lavoro raggiunte. Senza una cultura della sicurezza gli obiettivi conquistati sono aleatori e instabili.
E la pandemia?
A oltre un anno dai primi lockdown, è tempo di fare una sintesi che renda sistematico l’approccio ad una condizione che dà l’impressione di essere la nuova normalità per qualche tempo. È quello che viene da pensare, dal momento che il processo di eradicazione del virus impiegherà anni, le campagne di vaccinazione andranno estese a tutta la popolazione mondiale e dovranno essere ripetute. La storia di come è andato a modificarsi l’approccio alla sicurezza negli ambienti di lavoro, può essere da guida, alle aziende come ai governi.
Leggi l’articolo completo su ISL Igiene & Sicurezza del Lavoro numero 3/2021.
Nyt: “14 lezioni per affrontare la prossima pandemia” | L’HuffPost
L’Huffington Post ha pubblicato questo articolo, riprendendolo dal New York Times, dove un gruppo scelto di professionisti ed accademici hanno indicato, ciascuno, una lezione da apprendere dal COVID-19 per affrontare la prossima pandemia. Tutti i temi affrontati sono interessanti, e vi invito a leggere l’articolo, in originale se parlate inglese.
Tra tutte le proposte di riflessione, quella che mi ha colpito di più è la quattordicesima, sul guardarsi allo specchio:
″È difficile immaginare che ci siano così tante persone a cui non importa degli altri”, dice Reed Tuckson, co-fondatore di Black Coalition Against Covid-19. Tuckson invita a prestare maggiore attenzione al prossimo, rispettando le norme anti-contagio perché in gioco c’è la vita propria e altrui.
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HSE Manager Wolters Kluwer Italia: ISO 45003 Psychological health and safety at work | LinkedIn
Attesa nell’estate 2021, la norma ISO 45003 si preannuncia come il primo standard globale che fornisce ai datori di lavoro una guida pratica su come gestire il rischio psicosociale delle persone che si confrontano sul luogo di lavoro. Informazioni attese anche all’interno delle iniziative per fare fronte alla pandemia.
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La pandemia come stress test per la ISO 45001 – Teknoring
La ragione per la quale il mondo produttivo ha adottato il concetto di standard, per regolare da come realizzare una vite M10 a come gestire un’azienda, è fondamentalmente economica. Seguendo uno standard si adotta una pratica che è aggiornata allo stato dell’arte, perché viene quotidianamente messa alla prova da innumerevoli organizzazioni in tutto il mondo. Si può dubitare che la norma ISO 45001, Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro, sia stata disegnata avendo in mente la pandemia che stiamo vivendo da più di un anno, che ha cambiato il modo nel quale i più di noi vivono e lavorano. Sicuramente questa condizione è stata un interessante stress test, che ha contribuito ad evidenziare i punti di forza e di debolezza dello standard, e delle organizzazioni che l’hanno adottato.
L’importanza del contesto: punto di forza della ISO 45001 e punto debole delle aziende
La sua impostazione generale, che si basa sull’High Level Structure, lo standard al quadrato che l’ISO si è data come quadro comune dei propri sistemi di gestione, che richiede di basare il progetto del proprio sistema sulla comprensione dell’organizzazione e del suo contesto, si è mostrata sicuramente un punto di forza della norma. Il contesto è cambiato in conseguenza della pandemia, e lo standard ha mostrato di avere in sé gli strumenti per gestire questo cambiamento. Sono piuttosto le organizzazioni, quelle che non hanno compreso a fondo questo concetto, che hanno svolto l’esercizio dell’analisi del contesto in modo superficiale e disegnato un sistema di gestione non adatto alle loro caratteristiche. In questo modo, si sono create da sole una vulnerabilità che magari non hanno ancora percepito, come quegli animali a sangue freddo che non si rendono conto di essere stati feriti, a causa della lentezza dei loro riflessi.
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La pandemia e la salute e sicurezza sul luogo di lavoro: cosa è cambiato? – Teknoring
Il primo rapporto della WHO, il 21 gennaio, riportava 282 casi confermati, il giorno successivo 314. Il 23 gennaio, il governo della Repubblica Popolare Cinese impose un blocco a Wuhan e nella provincia di Hubei, nel tentativo di mettere in quarantena il centro dell’epidemia, segregando una popolazione di 57 milioni di individui: solo una persona per famiglia era autorizzata a uscire per comprare cibo, ogni due giorni. Nella stessa data veniva accertato il primo caso esportato negli Stati Uniti, il 25 il primo caso nell’UE, in Francia, il 28 in Germania. Cosa è cambiato nel mondo del lavoro dal 30 gennaio 2020, quando la WHO ha emesso un annuncio di emergenza di salute pubblica internazionale?
La pandemia e il lavoro
La prima cosa che è certamente cambiata è il lavoro stesso. Per molte persone è semplicemente scomparso, diverse aziende hanno dovuto chiudere, ridurre o sospendere le loro attività. Sono soprattutto quelle che spostavano e riunivano le persone, come l’industria del turismo, dell’ospitalità e dell’intrattenimento. Altri, che hanno avuto la fortuna di poter continuare a lavorare, hanno visto una nuova preoccupazione associarsi alla loro attività; i primi sono gli operatori sanitari, esposti più di tutti al contagio. Ma anche i commessi di negozio, le persone a contatto con il pubblico, coloro che devono utilizzare i mezzi pubblici per recarsi al lavoro, gli insegnanti. Il lavoro a distanza si è imposto per tutte quelle attività per le quali è stato possibile, compresa la scuola e l’università.
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HSE Manager Wolters Kluwer Italia: ILO Vision Zero Fund | LinkedIn
A febbraio l’ILO, International Labor Organization, ha organizzato un forum sul Vision Zero Fund, il programma per la riduzione delle morti e degli infortuni sul lavoro, attraverso la facilitazione dell’accesso alla catena di forniture globali dei paesi in via di sviluppo. L’idea è quella di promuovere progetti che possano generare competenze e fare acquisire conoscenze, in modo da accelerare lo sviluppo delle politiche di protezione del lavoratore a livello nazionale, regionale e globale. I progetti, sotto l’egida dell’agenzia per il lavoro delle Nazioni Unite, sono sponsorizzati da organizzazioni sovrannazionali e stati: sono della partita il G7, il G20, la Commissione Europea, Germania, Francia, Svezia, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti.
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Covid-19 e HSE in azienda: cosa succederà nel 2021?
Pare che una antica maledizione cinese reciti, pressappoco, “che tu possa vivere in tempi interessanti”. Ed è il caso di dire, appunto, che il 2020 è stato un anno molto interessante. Abbiamo assistito alla nascita e allo sviluppo di una pandemia, una cosa che pensavamo fosse confinata alla letteratura storica, o a catastrofici film di fantascienza. Siamo passati da una fase di incredulità – è un morbo “cinese”, Milano non si ferma… – ad una in cui i più hanno repentinamente accettato di subire privazioni a cui non avevamo mai pensato prima: il lockdown, con i suoi portati, soprattutto economici e psicologici. Il giro d’affari del sistema Italia è diminuito radicalmente ed intere categorie produttive si sono trovate, da un giorno all’altro, nell’impossibilità di produrre, mantenere fede agli impegni, sviluppare i propri progetti, garantire la continuità delle loro imprese… fino alla sopravvivenza delle proprie famiglie. L’incertezza del futuro, assieme alla drastica riduzione dei contatti sociali, hanno picchiato forte sulle persone e sulla loro stabilità emotiva; i canti dai balconi, gli “andrà tutto bene” sono stati i riti scaramantici dei quali la società italiana ha cercato di aggrapparsi.
A un anno dal primo lockdown globale, uno speciale in cui si prova a prefigurare cosa accadrà nel 2021, soprattutto dal punto di vista della gestione HSE nelle aziende
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