Direttiva macchine: analisi delle linee guida per la vigilanza del mercato e focus sull’iter procedurale | Teknoring

La Marcatura CE rappresenta un requisito fondamentale per le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori sul mercato europeo. Questa regola, tuttavia, va oltre il semplice possesso del marchio, poiché impone che le attrezzature siano conformi alle specifiche normative e alle direttive comunitarie di prodotto.

Una volta completate le procedure, la macchina deve essere marcata con il simbolo CE, che simboleggia la conformità alla direttiva e consente la sua libera circolazione nel mercato interno.

Recentemente è entrato in vigore il nuovo “Regolamento macchine” n. 2023/1230/UE, che si prefigge di adeguare i requisiti di sicurezza delle attrezzature al progresso tecnologico, incluso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e la cyber security.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilasciato nuove linee guida per la vigilanza del mercato, fornendo indicazioni operative per segnalare presunte non conformità delle attrezzature alla Direttiva Macchine 2006/42/CE.

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Novità in materia di whistleblowing e modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 | OneHSE


Questo speciale analizza le principali implicazioni del Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 marzo 2023, in relazione al D.Lgs. n. 231/2001 e alla Legge n. 179/2017. Il decreto disciplina la tutela delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e delle norme nazionali, promuovendo il concetto di whistleblowing come strumento per denunciare pubblicamente comportamenti illegali o scorretti. La protezione del whistleblowing mira a compensare lo svantaggio di un individuo che denuncia un’organizzazione, fornendo una protezione legale contro ritorsioni o rappresaglie.

Il Decreto Legislativo n. 24/2023 recepisce la direttiva europea sul whistleblowing e si applica a soggetti del settore pubblico e privato che soddisfano determinate condizioni. L’articolo evidenzia anche l’importanza dell’ANAC nell’attività di segnalazione esterna e l’obbligo per le organizzazioni di implementare canali di segnalazione interni adeguati. Il nuovo decreto richiede una rielaborazione completa della compliance whistleblowing adottata fino ad ora, compresa l’integrazione nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo delle aziende.

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Le modifiche al Testo Unico nel nuovo “Decreto lavoro” | Teknoring

Questi cambiamenti colgono il segno? Danno una risposta alle aspettative che fasce sempre più larghe dell’opinione pubblica e del mondo del lavoro richiedono? Forniranno strumenti efficaci per la lotta contro gli infortuni? La risposta è semplice: no.

Le lacune culturali e di competenza dovute alle dimensioni delle aziende del nostro paese, impediscono spesso di comprendere appieno gli obblighi e gli obiettivi della normativa e, di conseguenza, ciò che viene richiesto ai professionisti diventa spesso solo un adempimento meramente formale, senza una vera protezione dei lavoratori. Una certa quota della professione, poi si è orientata a soddisfare richieste inadeguate, legando l’asino dove vuole il padrone, e rinforzando questa spirale negativa.

Puoi leggere Verso un nuovo decreto-legge lavoro: tra ipotesi e necessità, come va in Italia? su Teknoring.

Abolito il Testo Unico sulla Sicurezza!

DISCLAIMER: si tratta di un pesce di aprile!

Un colpo di scena che ha lasciato tutti senza parole. Il sottosegretario al lavoro, Felipe Jesus Catenacci, ha annunciato oggi, primo di aprile, l’abolizione del testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/08), la norma che regola la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

“Si tratta di una riforma storica, che semplifica e alleggerisce gli oneri burocratici e amministrativi per le imprese, senza compromettere la sicurezza dei lavoratori”, ha dichiarato Catenacci in una conferenza stampa. “Il testo unico era diventato un mostro normativo, che imponeva obblighi e sanzioni eccessivi e ingiustificati, creando solo confusione e contenzioso”.

Secondo il sottosegretario, il testo unico sarà sostituito da una serie di linee guida e raccomandazioni, che saranno elaborate da una commissione di esperti nominata dal governo. “Le imprese avranno maggiore autonomia e responsabilità nella gestione della prevenzione e della protezione nei luoghi di lavoro, potendo scegliere le soluzioni più adeguate alle proprie esigenze”, ha spiegato Catenacci.

La notizia ha suscitato reazioni contrastanti tra le parti sociali. Da una parte, le associazioni imprenditoriali hanno espresso soddisfazione e apprezzamento per la decisione del governo, definendola “un atto di coraggio e di buon senso”. Dall’altra parte, i sindacati hanno espresso indignazione e preoccupazione, accusando il governo di “dismantellare il sistema di sicurezza sul lavoro” e di “esporre i lavoratori a rischi inaccettabili”.

“Si tratta di una follia, che mette a repentaglio la vita e la salute di milioni di lavoratori”, ha dichiarato il segretario generale della CGIL, Landini. “Il testo unico è il frutto di anni di lotte e conquiste sindacali, che hanno portato a una riduzione degli infortuni e delle malattie professionali. Non possiamo permettere che venga cancellato con un colpo di spugna”.

Landini ha annunciato una mobilitazione generale dei lavoratori per contrastare la riforma del governo. “Saremo in piazza e in sciopero per difendere i nostri diritti e la nostra sicurezza”, ha affermato Landini. “Non ci faremo prendere in giro da questo scherzo di cattivo gusto”.

Compliance normativa in ambito HSE: criticità e possibili novità

In Italia, secondo l’Istituto Centrale di Statistica, ISTAT, la dimensione media delle imprese è di 3,8 addetti; un po’ più elevata nell’industria (5,8) che nei servizi (3,2) . Inoltre, l’adozione di nuove normative o il cambiamento di quelle esistenti può comportare un impegno di tempo e risorse per adeguare le attività aziendali alle nuove disposizioni.

Il sistema di sicurezza e salute sul lavoro (SSL) in Italia è disciplinato da un impianto legislativo basato sulla legislazione comunitaria e nazionale, nonché sui contratti collettivi nazionali e aziendali. La principale carenza dell’impianto legislativo italiano in ambito di SSL è legata alla difficoltà di garantire il miglioramento nel tempo delle prestazioni relative alla sicurezza delle imprese.

Il nostro Paese, infatti, da decenni presenta sempre le stesse statistiche mediocri di incidenti e infortuni. Inoltre, l’adeguamento delle attività aziendali alle normative e standard in materia di SSL può comportare un impegno di tempo e risorse per le imprese che queste non si possono permettere, a causa della loro dimensione e della cattiva qualità della norma stessa, che non ne facilita l’applicazione e a causa anche di importanti freni culturali.

Puoi scaricare lo speciale Compliance normativa in ambito HSE: criticità e possibili novità a questo link (registrazione richiesta).

Se il sociale tutela la sicurezza sul lavoro | Ambiente & Sicurezza

Nella foto, la Dhobi Ghat la più grande lavanderia a cielo aperto di Mumbay.

Scritto assieme a Helmut Lansbergen, consulente, auditor ISO 9001, ISO 28001, ISO 45001 e SA 8000 e docente.

Il termine inglese dumping individua la pratica commerciale scorretta di immettere sul mercato beni o servizi a prezzi che non coprono i costi per la loro produzione, in modo da manipolare il mercato. Il dumping sociale è il mancato rispetto delle leggi in materia di sicurezza, diritti del lavoratore e tutela ambientale, che consente a un’impresa di ridurre i costi di produzione e quindi di vendere le proprie merci a prezzi molto più bassi di quelli di mercato.

Sweatshop, è un termine della lingua inglese, testimoniato a partire dal 1892 per indicare luoghi di lavoro caratterizzati da condizioni povere, insicure e socialmente inaccettabili. In particolare, è interessante constatare che il termine sweat non indica solo il sudore, ma nel XIX secolo ha assunto anche il significato di lavoro pesante sottopagato.

Le buone prassi internazionali, i concetti ESG, hanno iniziato quindi a responsabilizzare le grandi organizzazioni che, essendo al vertice della propria filiera produttiva, hanno approfittato, a volte bassamente, dell’esternalizzazione dei processi produttivi, affidando la produzione ai cosiddetti sweatshop situati in paesi stranieri a bassissimo reddito, in modo da lucrare enormemente sui vantaggi economici generati dal rivendere le merci prodotte in economia, a caro prezzo nel primo mondo. Per la legge del contrappasso ora l’opinione pubblica e la legge, più o meno timidamente, chiedono loro di rendersi garanti delle condizioni lavorative non solo dei lavoratori che sono assunti direttamente da loro, ma anche e soprattutto di quelli impiegati lungo la catena di forniture, in milanese moderno supply chain: tutti coloro che sono coinvolti nei processi produttivi: appaltatori, subappaltatori e fornitori.

La COP27 e Net zero guidelines di ISO | Teknoring

Al COP 27, la ventisettesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si è appena tenuta a Sharm el-Sheik, in Egitto, ISO, International Organization for Standardization, la più importante organizzazione mondiale per la definizione di norme tecniche, ha presentato le Net Zero Guidelines, un documento che si pone l’obiettivo di fornire i principi guida e le raccomandazioni per un approccio condiviso che possa essere utilizzato dalle organizzazioni per raggiungere l’obiettivo net zero per le emissioni di gas serra (Green House Gases, GHG).

I gas serra sono responsabili dell’aumento della temperatura del globo. Consentono l’ingresso della radiazione solare all’interno dell’atmosfera, ostacolando la dispersione della radiazione infrarossa dal nostro pianeta nello spazio. Questo fenomeno fu riconosciuto già all’inizio del XIX secolo: il fisico e matematico Joseph Fourier, studiando la trasmissione del calore, capì che, senza l’atmosfera, la temperatura media del nostro pianeta sarebbe di circa -18°C, e quindi oltre trenta gradi in meno di quella reale.

Puoi leggere l’articolo Cosa contengono le Net zero guidelines di ISO presentate alla COP 27? su Teknoring.it

Lieferkettengesetz | HSE Manager Wolters Kluwer

Letteralmente “legge sulla filiera” è una norma della Repubblica Federale Tedesca che entrerà in vigore il primo gennaio 2023.

Sembra che questa sarà solo una prova generale per una prossima direttiva comunitaria. Un altro passo per conformare la produzione legislativa ai temi ESG.

Leggi il post Lieferkettengesetz sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Perché ESG | Ambiente & Sicurezza

Il termine ESG è stato utilizzato per la prima volta come acronimo di Environmental, Social and Governance, alla conferenza promossa dal UN Global Compact, il patto mondiale delle Nazioni Unite Investing for Long-Term Value, investire per valore a lungo termine, a Zurigo, in Svizzera, nell’agosto del 2005.

L’alba del XXI secolo sembra riprendere temi che erano già stati affrontati un secolo prima. Il mondo però presenta anche grandi differenze. Innanzitutto, la crisi ecologica che stiamo vivendo: oggi solo chi non vuole vedere l’evidenza può negare i sintomi del cambiamento climatico che ci circondano. Il mondo in cui siamo nati e cresciuti sembra essere veramente a rischio e un cambiamento di paradigma nel nostro modo di vivere non è più una questione di ideologia, ma probabilmente di sopravvivenza. L’approccio più esteso che il concetto di sostenibilità ha, rispetto alle questioni di carattere economico novecentesche potrebbe essere un fattore di successo: ambiente, società ed economia devono potersi sviluppare in un insieme armonico, per potere fare uscire dalla miseria la gran parte delle persone che non hanno la fortuna di vivere nel ricco Occidente, e non stagnare o, peggio, regredire, condannandole ad una breve vita di stenti, che sarebbe poi la conclusione della decrescita felice.

Leggi l’articolo Tutti i perché di una scelta sul numero 9/22 di Ambiente & Sicurezza.

Il testo unico dopo la legge 215 del 2022, webinar AIAS Academy

Gli infortuni sul lavoro sono stati senz’altro uno degli argomenti dell’anno passato. L’incidente occorso a Luana D’Orazio, giovane operaia madre di un bambino di cinque anni, deceduta in seguito all’Impigliamento in un ingranaggio dell’orditoio che stava utilizzando, ha colpito l’opinione pubblica e da allora, dal 3 maggio 2021, le notizie sugli altri incidenti mortali avvenuti al lavoro sono uscite dalle cronache locali, per diventare un tema del dibattito politico.

Le cause degli incidenti sono state attribuite all’assenza o all’inefficacia della formazione dei lavoratori, alla mancanza dei controlli o a un sistema sanzionatorio percepito come non adeguatamente punitivo, nei confronti dei datori di lavoro responsabili di violazioni delle norme sulla tutela dei lavoratori. Per qualche settimana ci si è cullati con l’idea di istituire una Procura nazionale in materia di sicurezza sul lavoro ma poi, il 21 ottobre 2021, il Governo ha emesso il decreto-legge numero 146, convertito con la legge 215, che dedica il Capo III al «Rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro», modificando in alcune parti il Decreto Legislativo 81 del 2008.

Clicca per iscriverti al webinar AIAS del 7 aprile 2022 con Antonio Pedna, Fabrizio Salmi e Federico Saporiti.