HSE Manager Wolters Kluwer Italia: Pandemia, fare di meglio non è difficile | LinkedIn

Undici mesi di pandemia dovrebbero averci insegnato abbastanza sui meccanismi di propagazione del virus e su come proteggerci.

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Controllare i lavoratori a distanza: crescono le “sentinelle degli smart workers” | HuffPost Italia Life

Sono le “sentinelle dello smart worker”, quelle che controllano – col fucile spianato dall’altra parte dello schermo – che il lavoratore da remoto sia costantemente produttivo. Si tratta delle app per il controllo a distanza dei dipendenti e negli Stati Uniti sono sempre di più: si va da quelle che comunicano ai capi dati sui siti web consultati a quelle che fanno gli screenshot delle schermate. E ora ci si mette anche Microsoft: un nuovo tool, chiamato Productivity Score, annunciato durante la conferenza annuale degli sviluppatori, mostra ai datori di lavoro come i propri dipendenti utilizzano i servizi di Microsoft 365 come Outlook, Teams, SharePoint e OneDrive. Ma può esistere uno smart working senza controllo sulla vita delle persone? Secondo Michel Martone, giurista e accademico, autore del libro “Il lavoro da remoto – Per una riforma dello smart working oltre l’emergenza”, sì: “Il datore di lavoro ha bisogno di controllare – spiega ad HuffPost – ma dovrebbe controllare i risultati del lavoro, non la persona”.

Controllare i lavoratori a distanza: crescono le “sentinelle degli smart workers” | HuffPost Italia Life

Fino a prima della pandemia lo smartworking non era particolarmente diffuso nel nostro paese e, quando lo era, si trattava per lo più di lavoratori con qualifiche medio alte, le cui mansioni erano caratterizzate in qualche modo da elevati gradi di indipendenza. La diffusione di questa modalità lavorativa ha fatto diventare impellente il problema del controllo dell’attività lavorativa.

Ebbene, è il caso di ricordare ai datori di lavoro, prima di intraprendere iniziative avventurose, che in Italia è ancora in vigore l0 Statuto dei lavoratori. In particolare, questo è il contenuto dell’articolo 4 della Legge 20 maggio 1970 numero 300:

1. È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

2. Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.

Cosa significa in pratica? Significa che apparecchiature per il controllo a distanza dei lavoratori sono ammissibili solo se siano presenti tutti questi requisiti:

  1. sono richiesti da esigenze organizzative o produttive oppure (ovvero) dalla sicurezza del lavoro;
  2. sono stati adottati in accordo con le rappresentanze sindacali, oppure con la commissione interna. Nelle aziende in cui queste organizzazioni non esistono, occorre chiedere il parere dell’Ispettorato del lavoro, che potrà fornire indicazioni.

Cosa voglio dire con questo? Che esiste un problema e che dovrà essere affrontato nel rispetto della legge. Il tutto anche se i nostri attuali governanti hanno mostrato più volte la loro sciatteria nel rapporto con le norme, basti ricordare l’infinita telenovela sul ritiro della concessione ad Autostrade per l’Italia, con il Presidente del Consiglio dei ministri che afferma che “Non possiamo aspettare i tempi della Giustizia”, le FAQ che sono state promosse a criteri interpretativi delle leggi o, più recentemente, i comunicati stampa che hanno sostituito la decretazione d’urgenza, vedi il cosiddetto Decreto Ristori Quater, con un comunicato stampa del 27 novembre che conferma gli slittamenti dei versamenti dell’acconto delle imposte in scadenza lunedì 30, senza che però il relativo decreto sia ancora stato approvato.

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Il contact tracing COVID-19 e il lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità – Teknoring

Tra criticità legate alla privacy, complessità dei dispositivi normativi e barriere tecnologiche, il tracciamento è una delle questioni più difficili nella gestione della pandemia. Come si muove l’ISS e cosa si potrebbe fare?

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Lo standard ISO/TS 24179:2020 “Human resource management — Occupational health and safety metrics”

Nel luglio scorso la ISO – International Organization for Standardization , ha pubblicato lo standard ISO/TS 24179:2020 “Human resource management — Occupational health and safety metrics”, Gestione delle RisorseUmane – Metriche di salute e sicurezza sul lavoro.

da HSE Manager Wolters Kluwer Italia

Accelerare la ripresa

La fine della parentesi estiva ha reso ancora più palesi, assieme ai problemi sanitari provocati dalla ripresa del contagio, anche quelli economici. Tante aziende continuano con la cassa integrazione, molti esercizi pubblici restano chiusi e quelli aperti non sembrano passarsela poi così bene. Secondo i dati più recenti, l’OSCE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, stima che la #pandemia stia costando all’Italia la perdita di circa il 10% del prodotto interno lordo del 2020.

HSE Manager Wolters Kluwer Italia

“Sottovalutiamo feste e incontri in casa, convinti di poter chiudere la porta al Covid” | HuffPost Italia Life

Claudio Mencacci, medico psichiatra, Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e Past President della Società Italiana di Psichiatria, prova a spiegare cosa accade nella nostra mente. Cosa ci spinge ad organizzare una festa in famiglia “a cuor leggero”, cosa ci induce – proprio mentre siamo lì tranquilli a bere un cocktail al compleanno del nostro migliore amico – a considerare il pericolo del Covid lontano. Anzi, lontanissimo.

“Sottovalutiamo feste e incontri in casa, convinti di poter chiudere la porta al Covid” | HuffPost Italia Life

To my professional network: Turkey, Middle East and North Africa

As I spend most of the year in Turkey, for family reasons, I would like to inform my professional network that I am available for freelance positions as a QHSSE consultant, auditor, trainer or for support for quality, health and safety and environment management systems, in English, in Izmir, Istanbul, Ankara or elsewhere in Turkey. I am also available to travel and work transfers from here to the Middle East and North Africa.
Tesekkurler ederim.

Il decreto semplificazioni (bis)

Il Codice dei contratti pubblici, D.Lgs. 50/2016, è stato pubblicato nell’aprile del 2016. Da allora è stato “rettificato” (luglio 2016), modificato dalla legge 19/2017, dalla 205/2017 e dalla 37/2019. Nel frattempo, è insorto il vezzo di dare nomignoli ai provvedimenti, così abbiamo avuto un decreto “correttivo” (56/2017), un primo “semplificazioni” (135/2018), uno “sblocca cantieri” (32/2019), il “fiscale” (124/2019), il “#CuraItalia” (18/2020) e il “#Rilancio” (34/2020), per arrivare, finalmente, al più recente “semplificazioni”. Il Codice ha poi un regolamento, che però è ancora in bozza (259) articoli, per cui si usa ancora il precedente, D.P.R. 207/2010, una ventina di provvedimenti attuativi emanati da vari ministeri, 15 delibere dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Sono necessarie misure per facilitare l’avvio di opere pubbliche, come contromisura contro la crisi indotta dal #Covid19, allo scopo di consentire l’aumento della capacità di spesa in consumi e investimenti da parte delle famiglie e delle imprese. Speriamo non si limitino agli auspici dei titoli.

Antonio Pedna | LinkedIn

ISO 45001 requisito 8: attività operative

Per procedere con ordine, è consigliabile che i processi necessari a soddisfare i requisiti dello standard e attuare le azioni pianificate, siano analizzati e descritti (8.1.1). Quali sono questi processi? Sono quelli che ricadono all’interno dello scopo del sistema di gestione, e quindi tutte quelle attività svolte dall’organizzazione, che possono avere impatto sulle prestazioni di SSL dell’organizzazione, oltre a quelli previsti dal SSL stesso per tenere sotto controllo queste stesse attività: in parole povere, i processi previsti dallo standard per la propria esistenza ed efficienza.
Il termine processo fa parte delle definizioni comuni a tutti i sistemi di gestione basati sull’HLS ed è inteso come quell’insieme di attività correlate o interagenti che trasformano input in output e si presta ad essere descritto come un diagramma di flusso. Ma questo è solo una parte dell’esame; dal momento che sull’analisi dei processi sarà svolto molto lavoro, è consigliabile che la descrizione sia completata da:

  1. Un nome e una definizione;
  2. La descrizione dei dati di input;
  3. La descrizione del processo stesso, meglio se a blocchi;
  4. La descrizione degli output previsti;
  5. Le responsabilità associate al processo, ovvero quali sono i ruoli rilevanti coinvolti e quali sono i comportamenti attesi;
  6. L’analisi dei rischi e delle opportunità correlate al processo;
  7. La descrizione degli indicatori che sono stati individuati per il controllo del processo;
  8. L’individuazione delle informazioni documentate rilevanti per il processo;
  9. L’indicazione degli obiettivi che ci si pone all’interno del processo e, se rilevante, la loro pianificazione.

Leggi l’articolo sul numero 9/2020 di Ambiente & Sicurezza.

Comunicare il COVID-19

Enti, governi ed organizzazioni stanno facendo del loro meglio per gestire la comunicazione di questa condizione in cui ci siamo imbattuti. Chi lo ha fatto così così, chi è riuscito meglio: in fondo è la prima volta nelle nostre vite che capita questa condizione. Occorre però dare conto anche di quello che la teoria dell’informazione chiama “rumore”, che è tutto ciò si frappone tra emittente e destinatario dei una comunicazione, compromettendo la ricezione del messaggio.

Alcuni tra i principali produttori di rumore sono stati i media stessi, giornali e televisioni che, probabilmente spinti più da spirito di competizione che da quello di servizio, spesso hanno alzato i toni e moltiplicato le voci discordanti, facendo confusione. Assieme a questi dobbiamo annoverare altri professionisti della comunicazione: i politici. Così come per alcuni media, questa crisi ha messo a nudo il fatto che il fine della ricerca assoluta del consenso è un valore negativo: utilizzare la pandemia per migliorare il proprio posizionamento tra gli elettori, aumentando la visibilità è stata una scelta scellerata, che ha letteralmente provocato vittime.

Prossimamente su Soluzioni Tecniche per la sicurezza, numero 2/2020 di Igiene & Sicurezza del Lavoro di Wolters Kluwer.