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I near miss | HSE Manager Wolters Kluwer

I near-miss sono eventi pericolosi che, per una combinazione di fattori spaziali e temporali, non hanno prodotto danni né alle cose né alle persone. Una delle condizioni più frustranti per un HSE Manager è quella di implementare un processo per la raccolta dei near miss: è molto difficile farlo funzionare, perché i lavoratori vedono la segnalazione dei near miss come una delazione o l’autodenuncia della loro stessa incapacità. Noi sappiamo che non è così, ma come possiamo fare?

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Cultura della sicurezza e consapevolezza | ISL

Il concetto di cultura della sicurezza è la tendenza del momento. È un termine che si è iniziato ad utilizzare quando si è compresa la necessità di investigare in profondità i grandi incidenti negli ambienti di lavoro, da Chernobyl a Piper Alpha, rendendosi conto che gli errori umani, le deviazioni procedurali e i guasti non erano sufficienti a descrivere ciò che era successo. La risposta a: “qui le cose si fanno così”.

La parola cultura è definita come ciò che concorre alla formazione intellettuale e morale dell’individuo e lo rende consapevole del suo ruolo nella società. La cultura della sicurezza – tanti sostengono – è lo strumento necessario per organizzare, in maniera sistematica la prevenzione e la protezione dei lavoratori dai rischi che possono incontrare sul luogo di lavoro. Declinando questo concetto secondo quello che ci riguarda, quindi, la cultura della sicurezza è un patrimonio misto, di sensibilità, competenze e di capacità tecniche. La sensibilità di considerare la protezione dei lavoratori un fattore primario nell’organizzazione del lavoro, la capacità di valutare i rischi, sapendo individuare le possibili fonti di pericolo e di sapere individuare le conseguenze che queste possono avere. È necessario, infine, padroneggiare le soluzioni tecniche qualificate per controllare i rischi. Si può quindi riflettere come i tre elementi che occorre controllare, afferiscano a tre ambiti profondamente distanti dell’esperienza umana.

Leggi l’articolo Cultura della sicurezza e consapevolezza sul numero 5/2021 di Igiene & Sicurezza del Lavoro

HSE Manager Wolters Kluwer Italia: La giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro | LinkedIn

Si è celebrata il 28 aprile scorso la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, iniziativa creata nel 2003 dall’International Labour Organization, l’agenzia per il lavoro delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di promuovere la cultura della sicurezza, in un pianeta dove si stima che ogni anno accadano 340 milioni di incidenti sul lavoro con oltre 160 milioni di vittime di malattie professionali.

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Piani di qualità: cosa sono, come si redigono e quali standard li regolano?

Come si sono evoluti i piani di qualità e i relativi sistemi di gestione per la qualità nelle aziende? Dal primo standard ISO 9000 allo standard ISO 10005:2019 che li regolamentano, ecco perché conviene rispettarli.

Perché si redigono i piani di qualità?

Si è soliti redigere piani per gestire attività e processi per i quali sono stati stabiliti particolari requisiti, in qualche modo differenti da quelli seguiti normalmente dall’organizzazione. Le attività possono essere eseguite in contesti già organizzati con sistemi di gestione e possono essere relative a specifici dipartimenti, per i quali viene «ritagliata» una determinata porzione del SGQ, condividendone in parte o totalmente gli obiettivi. Oppure possono riguardare progetti speciali, magari cambiamenti previsti e pianificati dall’organizzazione nei suoi stessi processi, e allora è possibile che siano già stati definiti obiettivi specifici. In ogni caso, la necessità di eseguire le attività secondo un piano di qualità può essere prevista nei contratti di fornitura o di appalto, assieme alla determinazione dei requisiti che l’oggetto del contratto deve avere. Se così si tratta, normalmente il piano di qualità deve essere sottoposto al committente per la sua approvazione.

Lo standard ISO 10005:2019

Lo standard ISO 10005:2019, Gestione per la qualità – Linee guida per i piani della qualità, fornisce strumenti per redigere, riesaminare, accettare, applicare e sottoporre a revisione, secondo il ciclo PDCA, i piani della qualità. È uno standard volontario, non è obbligatorio che le aziende che hanno adottato e certificato il loro SGQ secondo lo standard ISO 9001:2015 lo adottino, e il fatto che esso viene seguito non è certificabile da alcun ente. Rispetta i criteri dell’High Level Structure e l’ultima revisione è stata uniformata ai requisiti della revisione 2015 dello standard di riferimento, ISO 9001. Fornisce comunque interessanti considerazioni anche alle organizzazioni che non sono in possesso di certificazioni per il loro SGQ.

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Gestione HSE e tool digitali: come coordinare la sicurezza in mobilità?

La possibilità di fare videoconferenze è solo l’aspetto più visibile di questa rivoluzione. Anche questi strumenti erano disponibili da anni, e venivano utilizzati timidamente, quando proprio non c’era alternativa. L’uso considerevole che se ne è fatto in questi mesi ha accelerato la loro evoluzione, e ora sono disponibili soluzioni molto sofisticate, a prezzi accessibili, che rendono possibile l’esecuzione di vere e proprie attività in gruppo, probabilmente meglio di quanto si potrebbe fare dal vivo, con la possibilità di lavorare assieme sui medesimi documenti, e miglioramenti dell’esperienza che riescono a surrogare anche una sorta di esperienza prossemica, quella data dalla presenza fisica delle persone nel medesimo ambiente. Le videoconferenze hanno consentito di relazionarsi con i colleghi, rimpiazzando le riunioni, ma hanno avuto grandi ricadute nel mondo della formazione.

La decisione di frequentare fisicamente un corso o un seminario, ha una serie di ricadute organizzative rilevanti nella gestione del tempo del professionista: dalla prenotazione alla pianificazione dell’itinerario, alla gestione dei tempi del viaggio, tanto da contribuire a definire la “taglia” del corso, che in passato difficilmente scendeva sotto la mezza giornata per giustificare l’impegno correlato. Con la formazione online, il tempo che era necessario dedicare alla “preparazione” della frequenza del corso, si è improvvisamente azzerato, e si stanno definendo dei formati in cui le sessioni hanno durate ridotte, ma sono proposte con frequenze più serrate.

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HSE Manager Wolters Kluwer Italia: ISO – nuovo standard sulla formazione a distanza | LinkedIn

La pandemia ci ha obbligato ad utilizzare le tecnologie della comunicazione a distanza. Queste erano disponibili ormai da anni, ma una certa inerzia sociale non ce le faceva apprezzare, e restavano lì, trascurate. Durante questi mesi, la formazione a distanza molto spesso è stato l’unico modo per continuare a svolgere queste attività, e abbiamo dovuto farci una esperienza in corsa.

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Episodio 2 – Comunicare la sicurezza fa bene (e costa poco)

Farsi capire è stato sempre importante. Ma è diventato un elemento cruciale nella progettazione della sicurezza, in un’azienda come in qualsiasi organizzazione. Come colpire l’attenzione? E come gestire difficoltà linguistiche?

È on line il nuovo episodio di “Il rischio è il mio mestiere”.

Episodio 1 – Alla scoperta dei near-miss, i “quasi incidenti” che circondano il nostro quotidiano | il podcast

I near-miss sono degli eventi pericolosi che, per una combinazione di fattori spaziali e temporali, non hanno prodotto danni, né alle cose né alle persone. Sono situazioni che si sviluppano in un arco di tempo, anche breve, a differenza dalle condizioni pericolose, che invece sono fasi statiche, permanenti. Per esempio, una condizione pericolosa è la mancanza di un parapetto per i lavori in quota mentre un near-miss è un martello che cade, senza colpire nessuno.

La guida sicura – I Corsi di ISL

Sempre più attività lavorative prevedono la guida di autoveicoli. Questi sono utilizzati per durate crescenti e ciò ha ripercussioni sulle statistiche degli infortuni: ad oggi, gli incidenti sul lavoro che coinvolgono veicoli costituiscono una parte rilevante del fenomeno infortunistico aziendale e sono in crescita. In più, dal momento che i veicoli a motore sono utilizzati non solo per attività lavorative o per i movimenti verso e dal luogo di lavoro, ma anche per uso personale, questo è il tipico caso in cui i comportamenti e gli atteggiamenti adottati in privato e sul luogo di lavoro e viceversa, si influenzano.

Gli obiettivi di questo corso sono:

  • approfondire i criteri per la scelta, l’utilizzo, la gestione e il controllo di autoveicoli per scopi lavorativi;
  • individuare i pericoli correlati alla guida, nonché le strategie per definirne i controlli;
  • determinare i comportamenti che è opportuno rispettare alla guida, così come quelli che è consigliato evitare.

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