Formazione e certificazione del RSPP | ISL

In generale non è azzardato sostenere che l’atteggiamento che ha preso piede in Italia è quello per cui si ritiene che, per quanto ci si possa sforzare, la possibilità che un infortunio accada è sempre presente, perché provocato da fattori che non è possibile sempre controllare. Si fatica a comprendere gli aspetti tecnici della tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore, che per questo vengono approcciati timidamente, ma si è molto attenti a cercare di dimostrare la conformità alla legge. In sostanza, dal momento che non sembra essere possibile prevenire gli incidenti, e quindi difendersi DA un possibile processo penale per lesioni colpose gravi o gravissime o omicidio colposo, si prova a difendersi NEL processo, andando a cavillare sulle responsabilità e i tecnicismi.

E così, esistono corsi per RSPP interessanti o assolutamente banali – nel nostro paese definire uno strumento per valutare la capacità professionale dei tecnici e dei formatori è una chimera – ma lo stile ricorrente di questi è l’assoluto appiattimento al dettato normativo. Secondo questo orientamento, le tecniche che l’industria ha sviluppato per prevenire incidenti e infortuni traggono la loro giustificazione non dalla loro efficacia e funzionalità ma dalla necessità di adempiere ad un obbligo normativo altrimenti immotivato.

Leggi l’articolo Formazione e certificazione del RSPP, sul numero 8-9/2022 di Igiene & Sicurezza del Lavoro.

ESG e sicurezza dei lavoratori: un binomio possibile? | Teknoring

Nascendo dal mondo della finanza, la sostenibilità aziendale dà molta importanza alla rendicontazione delle prestazioni economiche e no. Col tempo si sono affermati standard che rendono possibile la comparazione dei risultati delle varie organizzazioni e i governi nazionali e sovranazionali hanno imposto obblighi di rendicontazione non finanziaria per le imprese. L’Unione Europea, che ha iniziato a definire criteri per la redazione dei bilanci alla fine degli anni Settanta, più recentemente, con la direttiva 2014/95/EU, ha stabilito un quadro normativo uniforme per le informazioni non finanziarie per gli Stati membri.

La sfida è quella di trasformare il luogo di lavoro nell’ambiente dove è incoraggiato lo sviluppo della personalità delle persone che lo vivono. Il manager HSE deve maturare quella particolare visione e competenza tecnica, che sia in grado di supportare la propria organizzazione nell’analisi dei processi lavorativi, necessari a introdurre i cambiamenti finalizzati al miglioramento del benessere dei propri lavoratori.

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Coinvolgere i lavoratori

Perché coinvolgere i lavoratori nei piani per la sicurezza? Perché coinvolgere i lavoratori nei piani per la sicurezza Già, perché? Molti pensano che sia sufficiente pagare lo stipendio ad una persona perché questa sia tenuta rispettare le indicazioni che le sono fornite per il lavoro. Questa cosa va fatta in questo modo, quella in quest’altro. Perché prendere in considerazione che si possa fare diversamente?

Dedichiamo al lavoro una parte importante della nostra vita, troppo perché questo debba essere necessariamente reso più pesante perché non ci si trova a proprio agio. Un lavoratore che condivide con la sua comunità lavorativa – fatta da colleghi, superiori e collaboratori – politiche e obiettivi per il lavoro, si sente parte di un gruppo e lavora meglio. Si diventa parte di una cosa più grande, orgogliosi di portare la propria parte di attenzione e innovazione, sviluppando un sentimento di attaccamento per la propria azienda.

Puoi scaricare gratis lo speciale Coinvolgere i lavoratori nei piani per la sicurezza: una guida in 10 passi cliccando qui.

Il summit ONU per le acque sotterranee | HSE Manager Wolters Kluwer

Proteggendo le acque sotterranee, si salvano vite ed ecosistemi, si migliora la salute, si riduce la fame, riducendo la necessità di migrazione e si combatte il cambiamento climatico.

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La giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro | HSE Manager Wolters Kluwer

Il 28 aprile prossimo sarà la giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro. Partita in sordina nel 2003 con una iniziativa dell’International Labour Organization, l’agenzia ONU sul lavoro, negli ultimi anni è diventato un appuntamento molto sentito, grazie anche ad alcune benemerite organizzazioni che ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia, anche nel nostro paese.

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Episodio 6 – Alle origini del PNRR: dai concetti alla pratica della sostenibilità | Il rischio è il mio mestiere

La costruzione di una grande opera infrastrutturale implica che una valanga di denaro si riverserà sul territorio in cui si svilupperanno i cantieri. Tanto andrà alle grandi imprese esecutrici, che hanno sede magari in un’altra nazione. Ma tanti soldi verranno distribuiti nelle aree dei lavori: gli operai e i tecnici non solo devono essere ospitati e sfamati, ma cercheranno anche di replicare una certa vita sociale, incontrandosi dopo il lavoro, passando il loro tempo assieme. E spendendo denaro.

Ascolta il mio podcast qui:

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Smart working e protocolli Covid sicurezza aziende: cosa resterà dopo la fine dell’emergenza? | Teknoring

Con la fine del mese di marzo si conclude ufficialmente lo stato di emergenza in conseguenza della pandemia, deliberato dal Governo il 31 gennaio 2020. Lo stato di emergenza è uno strumento amministrativo che attribuisce alla Protezione civile il potere di ordinanza, in un numero limitato di argomenti, come ad esempio l’organizzazione e la gestione dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione interessata e il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di rete strategiche. Il 23 febbraio dello stesso anno, il Governo ha inaugurato una modalità di gestione della normativa emergenziale non prevista esplicitamente dall’ordinamento, ma che è diventata rapidamente lo standard cui si sono conformati gli atti successivi, anche quando la composizione di questo è cambiata.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 conteneva “raccomandazioni” per le attività produttive e professionali, tra cui quella che sosteneva l’applicazione di un documento intitolato “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, un accordo tra associazioni datoriali e sindacali, redatto con la mediazione del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute. Questo documento, in seguito, ha avuto diverse revisioni, sia a livello nazionale che a livello locale, delle Regioni, e le sue indicazioni sono diventate il riferimento per la definizione delle misure per la prevenzione dal contagio da COVID-19 negli ambienti di lavoro.

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Il testo unico dopo la legge 215 del 2022, webinar AIAS Academy

Gli infortuni sul lavoro sono stati senz’altro uno degli argomenti dell’anno passato. L’incidente occorso a Luana D’Orazio, giovane operaia madre di un bambino di cinque anni, deceduta in seguito all’Impigliamento in un ingranaggio dell’orditoio che stava utilizzando, ha colpito l’opinione pubblica e da allora, dal 3 maggio 2021, le notizie sugli altri incidenti mortali avvenuti al lavoro sono uscite dalle cronache locali, per diventare un tema del dibattito politico.

Le cause degli incidenti sono state attribuite all’assenza o all’inefficacia della formazione dei lavoratori, alla mancanza dei controlli o a un sistema sanzionatorio percepito come non adeguatamente punitivo, nei confronti dei datori di lavoro responsabili di violazioni delle norme sulla tutela dei lavoratori. Per qualche settimana ci si è cullati con l’idea di istituire una Procura nazionale in materia di sicurezza sul lavoro ma poi, il 21 ottobre 2021, il Governo ha emesso il decreto-legge numero 146, convertito con la legge 215, che dedica il Capo III al «Rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro», modificando in alcune parti il Decreto Legislativo 81 del 2008.

Clicca per iscriverti al webinar AIAS del 7 aprile 2022 con Antonio Pedna, Fabrizio Salmi e Federico Saporiti.

Dopo la pandemia: la guida per la salute e la sicurezza dei lavoratori della sanità della WHO | HSE Manager Wolters Kluwer

Avere cura di chi cura è l’indovinato titolo della recente pubblicazione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), destinata sia ai governi che agli imprenditori del settore della salute.

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Come scrivere un DVR ovvero la conformità è solo il punto di partenza | ISL

La sicurezza non è un valore da integrare in quelli aziendali, ma una necessità, e l’obiettivo principale è la conformità normativa, la compliance, nel latino dell’inizio del XXI secolo. Le nostre piccole e medie aziende difficilmente vengono strutturate secondo le buone prassi organizzative che l’industria ha sviluppato e le decisioni sono prese affidandosi più alla personalità di coloro che ricoprono i ruoli di vertice, che a processi strutturati. Questo ha portato ad una generale sottovalutazione dei problemi legati alla tutela del lavoratore. Non viene riconosciuta la specifica preparazione di coloro che lavorano in questo settore e si autorizzano, fino anche a promuovere, soggetti a basso livello di competenze a eseguire deviazioni da processi lavorativi complessi, che hanno reso necessario l’apporto di diverse conoscenze per la loro definizione, sulla base della totale sottovalutazione dei rischi che vi sono correlati. È la cronaca degli ultimi mesi: la modifica di attrezzature complesse da parte di soggetti illetterati, per motivi risibili legati alla produzione, è stata alla base di alcuni di quegli infortuni mortali che hanno impressionato l’opinione pubblica.

Leggi l’articolo Come scrivere un DVR ovvero la conformità è solo il punto di partenza sul numero 3/2022 di Igiene & Sicurezza del Lavoro