L’applicazione quotidiana delle regole della sicurezza…| HSE Manager Wolters Kluwer

… è lontana dagli slogan.

La cultura della sicurezza è l’obiettivo mai raggiungibile interamente, perché è in perpetuo movimento alla fine di un percorso lungo e faticoso di acquisizione di solide e comprovate esperienze tecniche.

Leggi il post L’applicazione quotidiana delle regole della sicurezza… sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

La vera storia delle misure generali di tutela | ISL

La sicurezza, quel sistema di conoscenze e di competenze finalizzato ad agire sui processi lavorativi allo scopo di tutelare la salute dei lavoratori, è una disciplina che ha cominciato a essere riconosciuta in maniera organica quando la società ha smesso di considerare l’incidente come un evento o una punizione divina, per diventare la conseguenza di condizioni definite dall’uomo. L’elaborazione culturale ha definito modelli ed ha prodotto teorie su come rispondere al problema di evitare che i lavoratori si facessero male. Alcune di queste regole, sviluppate all’interno del mondo industriale, sono state in seguito inserite nelle legislazioni nazionali, diventando obblighi. Ciò è capitato per svariati motivi, normalmente perché hanno dimostrato la loro efficacia, anche se è capitato che la legge abbia singolarmente travisato il processo industriale. È il caso di come la gerarchia dei controlli si è trasformata nelle misure generali di tutela.

La hierarchy of controls è il tentativo del mondo industriale di andare oltre il trial-and-error: le scelte progettuali, nel momento in cui vengono analizzate e discusse, devono passare attraverso questa analisi e possono essere approvate se rispettano i requisiti del processo. Un decennio più tardi, sempre nell’ambiente industriale nordamericano, saranno sviluppati i primi metodi di valutazione quantitativa del rischio, in modo da supportare il processo della hierarchy of controls con evidenze oggettive e non con sensazioni o valutazioni personali. L’ambiente di coltura è sempre l’industria aerospaziale, anche la prima applicazione pratica resa pubblica è considerata il rapporto Reactor Safety Study da parte della U.S. Nuclear Regulatory Commission nel 1975.

Leggi l’articolo La vera storia delle misure generali di tutela sul numero 2/2022 di Igiene & Sicurezza del Lavoro

International good practices in health and safety reporting

What to collect and why

When it comes to collecting data, it’s essential to reflect on the organization of the process. This reflection may occur when starting a new project or revising a management system. It’s also necessary to consider improving the system’s performance during the review phase. Sometimes, clients may analyze OHS performance indicators when selecting a contractor for major infrastructure projects. The contractor may be required to produce a report with specific content and well-selected indicators. However, different services may collect or request data without coordination within the contractor’s organization. This can lead to inefficiencies and decrease the authority of the services. Coordinating data collection efforts is crucial to avoid misinterpretation of its importance.

Globalization has led to the widespread use of Anglo-Saxon terminology in business, including “KPI.” Key Performance Indicators measure process performance and are often analyzed in corporate decision-making. The two main elements for identifying KPIs are:

  • that the indicator is measurable;
  • that the process is such that it is possible to intervene in it so that the defined indicator shows a variation.

Defining, collecting, and processing KPIs require three implicit requirements. Firstly, the organization must have the means and willingness to intervene. Secondly, the company must perceive the collection of indicators as necessary. Lastly, collecting information should be organized, where departments request the same information differently without proper communication. This confusing process can lead to a negative perception of the KPI collection process.

While Italy has clear standards for defining accidents at work and updating relevant parameters and indicators, international reporting needs more consistency. Most of the world calculates the injury frequency index as the number of injuries per million hours worked. However, North America and other areas that follow OSHA measure it as the number of injuries every 200,000 hours. This has caused confusion and inconsistency, as neither the ISO 2018 standard for occupational health and safety management systems nor related standards specifically address this issue.

Contrary to popular belief, there are well-structured international references that address and regulate this topic organically. It would be beneficial for our organizations to consider them.

The Global Reporting Initiative

The Global Reporting Initiative is a non-profit organization that assists companies, governments, and NGOs communicate their impact on the economy, environment, and society. They aim to develop standards that can be utilized by organizations of any size, type, or location to report on their sustainability performance. The GRI became an independent entity in 2002 and had its principles endorsed by the United Nations Environment Program (UNEP).

Many organizations now publish sustainability reports annually, not just a select few. Some see it as a commercial necessity to stay relevant, while others use it to demonstrate their commitment to sustainable development to various stakeholders. These reports are meant to show transparency and accountability, improve performance, and attract customers and investors. They were first created in the 1980s by the chemical industry to address severe image problems. Overall, sustainability reports should reflect an organization’s dedication to sustainable practices.

According to GRI, organizations that share information about their activities are responsible and transparent to their stakeholders. Reporting helps organizations manage their impact and become trustworthy and sustainable. GRI standards are divided into two levels.

  • universal standards, relating to the foundations of their use, to general explanations, identifiable as series 100 (101, 102, 103) and the management approach, series 200 (from 201 to 206);
  • specific standards for certain topics, divided into the environment (from 301 to 308) and economy and society (from 401 to 419). The standard for worker health and safety reporting is 403.

You can follow HSE People here.

È infortunio anche se guida | HSE Manager Wolters Kluwer

Come tutte le attività aziendali, la decisione di utilizzare un veicolo per il #trasporto di persone è soggetta ad alcune analisi, principalmente relative alla sua sostenibilità economica e alla valutazione dei rischi per i lavoratori; secondo la legge, il secondo criterio dovrebbe avere la precedenza rispetto al primo. I motivi del viaggio devono essere analizzati secondo le misure generali di tutela: lo spostamento è realmente necessario? Può essere sostituito da altre soluzioni come, ad esempio, la trasmissione di istruzioni o, negli ultimi tempi, lo svolgimento di videoconferenze?

Leggi il post È infortunio anche se guida sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Risposta alle emergenze e valutazione dei rischi: come definire gli scenari | ISL

La pianificazione della risposta alle emergenze meriterebbe di essere considerata un poco di più. Una emergenza è un evento che ha la potenzialità di danneggiare persone e cose. Quando questo potenziale si concretizza, produce rapidamente il danno. Le emergenze possono essere relative ad ambiti ristretti, riguardare anche una singola persona, o ricadere su ambiti  molto vasti.

Esistono organizzazioni che dedicano alla pianificazione per la loro risposta energie e risorse, e hanno imparato a tenere sotto controllo i possibili incidenti che possono accadere durante le varie attività. Spesso è perché hanno dovuto imparare da gravi eventi. Il disastro di Seveso, quando un incidente causò la fuoriuscita di una nube di diossina che investi il territorio di alcuni comuni della bassa Brianza, ha spinto l’Unione europea a dotarsi di una politica comune per la prevenzione dei grandi incidenti industriali, nota come normativa sul rischio di incidente rilevante. L’incidente della piattaforma Alpha Piper, nel Mare del Nord, che provocò 167 vittime tra i lavoratori della piattaforma ed i soccorritori, spinse le compagnie petrolifere a modificare gli standard di sicurezza delle piattaforme. L’incendio del traforo del Monte Bianco, che causò la morte di 39 persone, ha portato alla promulgazione di una direttiva europea sulla sicurezza delle gallerie stradali, la 2004/54/CE.

Leggi tutto l’articolo sul numero 1/2022 di Igiene & Sicurezza del Lavoro

ISO, gli standard e la parità di genere | HSE Manager Wolters Kluwer

La sensibilità della società è sempre più attenta alla parità di genere, la condizione nella quale le persone ricevono pari trattamenti e hanno la stessa facilità di accesso alle risorse e alle opportunità, indipendentemente dal genere.

Leggi il post ISO, gli standard e la parità di genere sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Il nuovo quadro normativo dopo la conversione del D.L. 146/2021

La registrazione del webinar del 1 febbraio 2022

Gli infortuni sul lavoro sono stati senz’altro uno degli argomenti dell’anno. L’incidente occorso a Luana D’Orazio, giovane operaia madre di un bambino di cinque anni, deceduta in seguito all’Impigliamento in un ingranaggio dell’orditoio che stava utilizzando, ha colpito l’opinione pubblica e da allora, dal 3 maggio 2021, le notizie sugli altri incidenti mortali avvenuti al lavoro sono uscite dalle cronache locali, per diventare un tema del dibattito politico. Le cause degli incidenti sono state attribuite all’assenza o all’inefficacia della formazione dei lavoratori, alla mancanza dei controlli o a un sistema sanzionatorio percepito come non adeguatamente punitivo, nei confronti dei datori di lavoro responsabili di violazioni delle norme sulla tutela dei lavoratori. Per qualche settimana ci si è cullati con l’idea di istituire una Procura nazionale in materia di sicurezza sul lavoro ma poi, il 21 ottobre 2021, il Governo ha emesso il decreto-legge numero 146, convertito con la legge 215, che dedica il Capo III al «Rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro», modificando in alcune parti il Decreto Legislativo 81 del 2008.

RSPP e coordinatore della sicurezza: quali aspetti regolano il loro rapporto? | Teknoring

Il Titolo I del D.Lgs. 81/2008 stabilisce i criteri per l’organizzazione delle aziende sotto il profilo della sicurezza. Sappiamo tutti che alla struttura gerarchica viene affiancato un ruolo, il Servizio Prevenzione e Protezione, che non dipende da questa, ma è inteso fornirle un aiuto professionale e specializzato a supporto delle scelte di politica, organizzazione e tecniche, che possono avere ripercussioni sulla tutela dei lavoratori. Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, di cui la legge stabilisce le competenze e le capacità professionali, non dirige il servizio, e questo proprio a ribadire la sua distanza dalle decisioni aziendali, ma lo coordina (art. 2 c. 1 lett. f), su designazione del datore di lavoro. Occorre dire che, nella pratica professionale corrente, il RSPP è diventata una figura dotata del suo rilevante carico di operatività: in realtà non si limita ad osservare l’azione sviluppata dalle figure della linea, sollevando una bandierina come il guardalinee quando vede un fallo, ma può essere chiamato dalla propria organizzazione a presidiare a vario titolo i processi impegnativi del sistema.

Nei progetti edili è possibile che questi ruoli possano interagire a vario titolo. Ci sono due condizioni che configurano quattro diversi aspetti del rapporto tra RSPP e coordinatori: i cantieri di edilizia ordinari e quelli che si sviluppano all’interno di stabilimenti produttivi.

Puoi leggere l’articolo RSPP e coordinatore della sicurezza: quali aspetti regolano il loro rapporto? su Teknoring.it

231 e audit HSE | HSE Manager Wolters Kluwer

È necessario, o anche solo consigliabile, inserire esperti in sicurezza e ambiente all’interno dell’Organismo di Vigilanza previsto dal D.Lgs. 231 del 2001?

Leggi il post 231 e audit HSE sulla pagina di HSE Manager di Wolters Kluwer su LinkedIn.

Riesamina i risultati | HSE Manager Wolters Kluwer

Il sesto passo di una indagine su una non conformità è riesaminare i risultati.

Definire e implementare l’azione correttiva non significa attuare correttamente il cambiamento o raggiungere il risultato fissato negli obiettivi. Nella determinazione dell’azione correttiva occorre precisare chiaramente cosa si vuole raggiungere, basandosi su dati oggettivi e misurabili. Questi poi saranno il riferimento delle verifiche da eseguire in seguito all’ implementazione, per accertarsi di avere soddisfatto le ragioni per cui sono stati modificati i processi.

È consigliabile ripetere dopo qualche tempo il riesame dei risultati raggiunti. Capita infatti che le organizzazioni implementino i processi, ma che ricadano nelle vecchie abitudini dopo poco. È opportuno anche riesaminare periodicamente i risultati delle azioni correttive applicate in risposta a non conformità rilevanti.

Lo strumento utile a determinare questa necessità è la valutazione dei rischi.

In questi episodi abbiamo esaminato i sei passi di una indagine su una non conformità, un incidente o un infortunio:

  1. Rispondi ai rischi immediati.
  2. Definisci il tipo di investigazione.
  3. Raccogli le informazioni.
  4. Analizza gli esiti.
  5. Elabora un piano.
  6. Riesamina i risultati.